Giuse Milazzo Amministrazione Condomini

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C’è un’agevolazione fiscale che permette di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per rifare o automa...
16/03/2026

C’è un’agevolazione fiscale che permette di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per rifare o automatizzare il cancello di accesso alla propria abitazione. Un intervento che in realtà rientra nel Bonus Ristrutturazioni, con una detrazione IRPEF fino al 50%.

La normativa consente di includere anche i cancelli elettrici, purché l’opera abbia i requisiti di manutenzione straordinaria e venga eseguita nel rispetto delle regole fiscali previste. Il tetto massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con il recupero dell’importo distribuito in dieci rate annuali. L’aliquota applicabile varia invece in base alla tipologia di immobile, distinguendo tra abitazione principale e seconde case.

Non tutti gli interventi sul cancello sono automaticamente detraibili, per questo è fondamentale comprendere quando l’automazione del cancello rientra nel bonus e quali condizioni devono essere rispettate per evitare contestazioni o la perdita dell’agevolazione fiscale.

Quando il cancello rientra nel Bonus Ristrutturazioni

La normativa di riferimento è l’articolo 16-bis del TUIR, che disciplina le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. In questo quadro, l’installazione di un impianto di automazione per il cancello viene generalmente qualificata come manutenzione straordinaria, perché comporta la realizzazione o l’integrazione di un impianto tecnologico a servizio dell’immobile.

Diverso il caso della semplice manutenzione. La riparazione ordinaria del cancello, la sostituzione di singoli componenti usurati o interventi di mera conservazione non danno diritto alla detrazione. È l’introduzione dell’automazione – motori, centraline, sistemi di comando e sicurezza – a far scattare il requisito necessario per l’accesso al bonus.

Rientrano inoltre tra le spese detraibili anche alcuni interventi collegati alla sicurezza dell’abitazione, come il rafforzamento delle strutture di chiusura, la sostituzione delle serrature o l’installazione di dispositivi di controllo accessi, purché inseriti in un contesto di intervento qualificabile come straordinario.

Opere ammesse e casi esclusi: dove nasce il dubbio
La materia è complessa perché la detraibilità non dipende dal nome dell’intervento, ma dalla natura tecnica dell’opera. In termini generali, il Bonus Ristrutturazioni ammette:

manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari;
manutenzione ordinaria sulle parti comuni degli edifici residenziali;
interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, quando comportano opere murarie o impiantistiche;
ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
Nel caso dei cancelli, l’elemento decisivo è l’automazione. L’installazione di un sistema elettrico che consenta l’apertura e la chiusura senza intervento manuale rientra nella categoria degli impianti tecnologici. La semplice sostituzione di un cancello esistente con uno analogo, invece, resta esclusa.

Per evitare errori, il contribuente può sempre ricorrere all’interpello preventivo presso l’Agenzia delle Entrate, così da ottenere un chiarimento ufficiale sulla detraibilità dell’intervento specifico.

Detrazione cancello elettrico: aliquote e limiti
L’agevolazione consiste in una detrazione IRPEF pari al 50% delle spese sostenute, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo tetto è cumulativo e comprende tutti gli interventi di ristrutturazione effettuati sull’immobile, non solo il cancello.

In termini pratici, il beneficio massimo ottenibile è pari a 48.000 euro, recuperabili in dieci quote annuali di pari importo. La percentuale piena del 50% si applica in genere agli interventi realizzati sull’abitazione principale, mentre per le seconde e terze case l’aliquota scende al 36%, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Facciamo un esempio. A fronte di una spesa complessiva di 5.000 euro per l’automatizzazione del cancello, il contribuente potrà portare in detrazione 2.500 euro, recuperando 250 euro all’anno per dieci anni attraverso la dichiarazione dei redditi.

Pagamenti tracciabili: requisito essenziale
Per accedere alla detrazione è indispensabile che i pagamenti siano tracciabili. La legge richiede l’utilizzo del cosiddetto bonifico parlante, bancario o postale, dal quale devono risultare chiaramente:

la causale del versamento, con riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
il codice fiscale o la partita IVA del soggetto che esegue i lavori;
gli estremi della fattura.
Sono escluse altre modalità di pagamento, come contanti, assegni, carte di credito o bancomat. L’inosservanza di questi requisiti comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se l’intervento sarebbe astrattamente ammesso al bonus.

Chi può beneficiare dell’agevolazione
La detrazione spetta a tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che sostengono le spese e hanno un titolo idoneo sull’immobile. In particolare, possono accedere al bonus:

proprietari e nudi proprietari;
usufruttuari e titolari di diritto d’uso o abitazione;
conduttori e comodatari, se sostengono direttamente la spesa;
soci di cooperative, sia a proprietà divisa che indivisa.
Nel caso di immobile oggetto di contratto preliminare di vendita, l’acquirente può beneficiare della detrazione se è stato immesso nel possesso dell’immobile, sostiene le spese e il compromesso risulta regolarmente registrato.

Bonus cancello elettrico: errori più comuni
Il principale errore è confondere la manutenzione ordinaria con quella straordinaria. Non basta “rifare il cancello” per ottenere il bonus: serve un intervento che introduca o modifichi un impianto tecnologico. Altra criticità riguarda i pagamenti non conformi o la mancanza di documentazione completa.

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Il montaggio di porte blindate o rinforzate rientra tra i lavori effettuati sulle singole unità immobiliari e sulle parti comuni, finalizzati alla prevenzione degli atti illeciti da parte di terzi, così come stabilito dall’art. 16-bis, comma 1 del Testo unico sulle imposte sui redditi.

Ciò detto, quindi, il proprietario o il detentore dell’immobile sul quale è stato effettuato tale intervento, ha la possibilità di richiedere la detrazione delle spese in dieci rate annuali di pari importo.

A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che per “atti illeciti” si intendono gli atti perseguibili penalmente, ad esempio furti o aggressioni o qualsiasi altro reato che comporta il superamento di limiti fisici posti a tutela di diritti giuridicamente protetti.

Ricordiamo, infine, che il bonus per la sostituzione di una porta con una porta blindata, consiste in un’agevolazione del 50% delle spese sostenute e resterà tale sino al 31 dicembre 2024.

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