12/09/2025
L’UMIDITÀ DI RISALITA PUÒ PROVOCARE IL CROLLO DEGLI EDIFICI
Molti amici, clienti e colleghi, riconoscendo la specializzazione settoriale, erogata dal mio studio su tutto il territorio nazionale, consistente nella diagnosi delle cause dell’umidità presente negli edifici e dei rimedi da adottare per la definitiva eliminazione; a seguito dell’improvviso crollo della porzione di edificio, avvenuta qualche giorno addietro, nella frazione di Sambiase nel comune di Lamezia Terme, mi hanno invitato a scrivere un articolo informativo che meglio possa far comprendere queste problematiche.
A dire il vero, già il 27 agosto scorso (in tempi non sospetti: prima del crollo di Sambiase), avevo postato sulla medesima pagina Facebook aziendale un divulgativo articolo dal titolo: “IL DEGRADO ARCHITETTONICO A CAUSA DELL’UMIDITÀ DI RISALITA”, in cui veniva specificato l’evidente e attuale stato di conservazione degli edifici storici. Coloro che non hanno avuto modo di leggerlo possono visionarlo cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/profile.php?id=100088804904339&__cft__[0]=AZXS0mofS_rJ7hakE41mYUb8i7iaN7n_ZD0kl7lsVYUZ_I3mZCE2TxrtdjKjVo1OPC9aowm9cLYetzYLTCWFG7XHYv2yaIsiwQRkvUT5vCsJcZ2_p0WjOkqxWO9gLXxEkinIiFNWU8-n_UCunKW4C9fKXFFDWYXrKiqm75tD3PZ-L73Cwl4Aenqk6PS8U8x3mGc&__tn__=-UC%2CP-R
Prima di dare corso all’esposizione odierna, ritengo opportuno e doveroso, esternare il mio supporto umano ed emotivo alle persone che hanno subito il danno per il crollo della propria casa, ma anche comprensione e vicinanza ai tecnici progettisti e all’Amministrazione del Comune di Lamezia Terme, per il loro coinvolgimento, con la speranza e l’auspicio di trovare soluzioni giuste e rispondenti alle varie esigenze scaturite da questa sciagurata situazione.
Pertanto, prendendo solo ad esempio l’epilogo del parziale crollo di Lamezia, cercherò, in sintesi, di spiegare come s’innescano determinati processi così complessi, capaci di provocare, a lungo termine, i cedimenti di una costruzione.
Il degrado strutturale è il processo di deterioramento e perdita di prestazione di una struttura nel tempo, causato da fattori ambientali, chimici, fisici e meccanici. La patologia dell'umidità si classifica principalmente come un fattore di deterioramento fisico e chimico, con conseguenze anche ambientali e sanitarie.
L’umidità è la problematica basilare del degrado architettonico, che sminuisce prevalentemente i meccanismi strutturali, rovinando per sempre i materiali che costituiscono l’opera edilizia. Essa è tanto diffusa quanto spesso sottovalutata e male affrontata da restauratori, tecnici e imprese varie, come se fosse ritenuta un difetto marginale o inevitabile.
Questo atteggiamento implica errate progettazioni (poiché s’interviene sugli effetti e non sulla reale causa) e di conseguenza pessime realizzazioni delle opere previste, ottenendo, come risultato finale, un aggravio avvilente delle problematiche legate al degrado, risorse economiche male impiegate e/o del tutto inutili.
Una delle numerose cause di umidità riscontrabili è l’umidità di risalita, bastevole da sola, con la sua presenza, a lungo termine, di portare alla rovina la costruzione che ne è affetta. Ignorarla è come chiudere gli occhi di fronte a un problema che peggiora progressivamente e può causare gravi danni alla struttura dell'edificio, alla salute degli occupanti, al comfort abitativo e al risparmio energetico.
0ltre 8.374.000 di italiani (14% della popolazione residente) vivono in case con problemi strutturali o di umidità, con un aumento di +0,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente (il dato emerge dalle ultime rilevazioni Istat, riferite al 2019).
Detti problemi del patrimonio edilizio italiano - notoriamente obsoleto giacché costruito prima dell’emanazione di alcune norme che tutelano la conservazione sismica ed energetica - non sono tuttavia distribuiti in maniera uniforme sul territorio: la percentuale più alta di edifici con problemi strutturali e di umidità si trova nel Mezzogiorno (15,5%).
I centri storici, soprattutto della regione Calabria, sono i luoghi dove non si registrano soltanto le casistiche dell’abbandono e dello spopolamento, ma basta soltanto osservarli, per notare che molte case che caratterizzano il territorio urbano, sono affette da queste problematiche. In alcune di queste l’umidità di risalita ne ha completamente inibito la vivibilità interna e gli interventi di ristrutturazione e manutentivi proposti spesso risultano improvvisati e privi di qualsiasi razionalità restaurativa. Alla base di ciò, manca una vera diagnosi con un valido supporto tecnico e di controllo, scientifico e sistematico, basato su dati numerici ed oggettivi, capace di individuare le cause, la qualità, le quantità dell’umidità presente e i rimedi certi e definitivi da adottare, per un efficiente processo di bonifica e restauro dei manufatti costruiti.
Ciò che manca è la consapevolezza del danno prodotto. Bisogna sapere che la presenza dell’umidità di risalita, rappresenta un killer silenzioso, capace nel tempo di determinare il degrado a causa della progressiva degenerazione, con la conseguenza di ridurre le caratteristiche di resistenza e l’indebolimento del sistema portante della costruzione, sia esso in muratura o in cemento armato. Nel primo caso (muratura portante) l’acqua assorbita porta con sé sali idrosolubili che, con la loro cristallizzazione, ostruiscono i pori e indeboliscono i materiali (malte, intonaci, mattoni, materiali naturali come tufi e pietrame in generale) compromettendone la solidità e la resistenza nel tempo. Nel caso delle strutture in cemento armato, la qualità scadente del calcestruzzo impiegato, fa propendere verso un fenomeno di degrado delle strutture, causato da alcuni sali presenti nell'impasto o assorbiti dal terreno, che provocato una forte ossidazione delle armature. Poiché la ruggine ha un volume superiore a due volte quello dell'armatura originaria, si generano pressioni interne elevate con conseguente rottura del copriferro, i cui danni sono facilmente visibili. Questa reazione è meglio conosciuta con il termine di “carbonatazione del calcestruzzo” che comporta anche una riduzione della resistenza meccanica, il quale provoca la formazione di microfessure e il conseguente distacco di parti di calcestruzzo.
I fenomeni di degrado, provocati dall’umidità, molto sinteticamente sopra esposti, con la loro continuativa presenza nel trascorrere del tempo, destabilizzano progressivamente il comportamento statico dei materiali sotto carico e indeboliscono le strutture compromettendone la loro integrità fino a una specifica fase, tecnicamente conosciuta come “punto di snervamento”. In pratica, indica la sollecitazione massima che può essere applicata ai materiali da costruzione, prima che si verifichi una deformazione permanente, cioè: il crollo. Arrivare a questa fase, di non ritorno, significa che sono stati causati dei rischi e delle minacce tali da compromettere la stabilità e la capacità di una struttura di sostenere i carichi previsti, con conseguente pericolo di cedimento o collasso e, in ultima analisi, di pericolo per le persone. È proprio in questo punto che, come le foglie secche si staccano dal ramo con un refolo di vento, anche gli edifici rovinano a terra con un lieve tremore. Non c’è bisogno di attendere gli eventi sismici, in quanto quando il terremoto si manifesterà con la sua virulenza ci sorprenderà come sempre: impreparati e vulnerabili, senza misure di prevenzione, in quanto nessuno se ne è preoccupato in tempo utile.
Quindi, l’avvertimento è che quando ci si trova di fronte ad una costruzione affetta dall’umidità di risalita, bisogna intervenire immediatamente e senza indugio, non sui problemi che essa provoca (tipo: esfoliazioni delle pitture, efflorescenze, distacco degli intonaci, ecc.) con rimedi palliativi a breve termine, ma direttamente alla radice, per eliminarne definitivamente la causa perturbatrice. Diversamente, procrastinare gli interventi, significa vivere sotto la punta della spada di Damocle; cioè in una situazione di pericolo imminente e continuo, con la minaccia sempre presente che incombe e può scatenarsi da un momento all'altro l’irreparabile.
Convinto che bisogna fare squadra per il bene della collettività, invito a tutti coloro che avranno letto quest’articolo di divulgarlo e, soprattutto agli amici di Facebook, v’invito a condividerlo sulla propria pagina social, affinché le persone possessori di costruzioni affette dall’umidità, ne prenda consapevolezza, in quanto solo la cultura del sapere ci potrà salvare… e non solo dell’ignoranza.