Programma Casarch

Programma Casarch Lo studio “Programma Casarch” dal 1999 opera in più ambiti dell'architettura.

“𝑫𝑨𝑳 𝑻𝑬𝑪𝑵𝑰𝑮𝑹𝑨𝑭𝑶 𝑨𝑳𝑳’𝑨𝑰: 𝑪𝑶𝑺𝑨 𝑹𝑬𝑺𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑳 𝑷𝑹𝑶𝑮𝑬𝑻𝑻𝑶?”“Prima del render, c’era una linea. E raccontava tutto.”C’è un oggetto ...
23/04/2026

“𝑫𝑨𝑳 𝑻𝑬𝑪𝑵𝑰𝑮𝑹𝑨𝑭𝑶 𝑨𝑳𝑳’𝑨𝑰: 𝑪𝑶𝑺𝑨 𝑹𝑬𝑺𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑳 𝑷𝑹𝑶𝑮𝑬𝑻𝑻𝑶?”
“Prima del render, c’era una linea. E raccontava tutto.”

C’è un oggetto nel mio studio che non è mai stato soltanto uno strumento.
Il mio Heron Parigi A.90 Studio — insignito del Compasso d’Oro ADI nel 1979 — affiancato dal braccio pantografico “Zucor” e dallo sgabello “Trattore” di Zanotta, è qualcosa di più: è un testimone silenzioso del mio percorso. Un compagno fedele, discreto, sempre presente.
Fin dai primi anni di architettura è stato lì, sotto le mie mani, mentre attraversavo notti dense di pensiero e passione. Su quel piano inclinato sono nati progetti, idee, sogni. Ogni linea tracciata era un frammento di futuro.
E oggi, a distanza di anni, è ancora lì. Vivo. Come un vecchio parente che non invade, ma accoglie. Un luogo intimo, dove le idee tornano a essere fragili, autentiche, ancora da scoprire.
Il mio rapporto con il disegno, però, non è nato lì.
Ricordo le prime squadrette “Vittorio Martini” sul tavolo della cucina, durante gli anni da geometra. Poi quella tavola improvvisata, rivestita in formica bianca, incastrata tra il letto e la parete della mia camera di Reggio Calabria: un primo tentativo di ergonomia, ancora imperfetto ma necessario.
Con il tempo m’inventai una struttura in ferro, smontabile, progettata e realizzata con cura quasi artigianale. Sopra, una tavola in multistrato melamminico e la riga parallela: il mio primo vero tavolo da disegno.
E infine, il tecnigrafo. Un regalo importante, ricevuto in regalo dai miei fratelli, Gino e Salvatore, dopo un traguardo di studi raggiunto. Da quel momento, tutto cambiò.
Disegnavo per giornate intere. Notti comprese. Altro che otto ore! Alla fine avevo mal di schiena, ma anche una soddisfazione profonda. Perché quei disegni parlavano. Avevano una voce. Raccontavano la geometria pura del pensiero.
Conservo ancora gli strumenti di allora: i pennini Ko-I-Nor, gli isografi Rotring da 0.2, 0.3, 0.5. E il ricordo della carta lucida, della china, dello spolvero su carta pane… un rituale lento, preciso, quasi meditativo.
Oggi progetto con strumenti digitali avanzati. Autocad, Archicad, Cinema 4D. E ora anche l’intelligenza artificiale, capace di restituire in pochi secondi immagini perfette, credibili, sorprendenti.
Il progresso ha migliorato moltissimo il nostro lavoro. Ha reso più veloci i processi, più accessibili gli strumenti, più ampie le possibilità.
Ma qualcosa, forse, si è trasformato.
Il disegno manuale ti faceva crescere. Progetto dopo progetto. Ti costringeva a capire, a costruire, a sbagliare. Ti insegnava il linguaggio dell’architettura: piante, prospetti, sezioni, assonometrie, prospettive.
Oggi quel linguaggio rischia di perdersi, sostituito da prompt sempre più efficaci. Strumenti potenti, sì. Ma che, se non guidati da una solida cultura progettuale, rischiano di produrre risultati impeccabili… e vuoti.
Non è nostalgia. È consapevolezza.
Perché il futuro non sta nel rifiutare la tecnologia, ma nel saperla abitare con profondità. Nel mantenere viva quella capacità di pensare, prima ancora che produrre.
E forse è proprio per questo che, ancora oggi, ogni tanto torno lì. Al mio tecnigrafo.
Per ricordarmi che prima di ogni render, prima di ogni algoritmo, c’è sempre una linea.
E dietro quella linea, una storia di vita vera.

𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐄 𝐅𝐀𝐈 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀: 𝐓𝐑𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐀𝐕𝐈𝐆𝐋𝐈𝐀 𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀Anche quest’anno tornano le Giornate FAI di Primavera, un app...
20/03/2026

𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐄 𝐅𝐀𝐈 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀: 𝐓𝐑𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐀𝐕𝐈𝐆𝐋𝐈𝐀 𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀
Anche quest’anno tornano le Giornate FAI di Primavera, un appuntamento che attendo sempre con entusiasmo. Da oltre trent’anni, questa iniziativa ci offre la straordinaria opportunità di entrare in luoghi normalmente inaccessibili, custodi di storia, arte e identità.

E ogni volta accade qualcosa di magico: scoprire, spesso a pochi passi da casa, edifici che racchiudono secoli di vita, eventi, storie familiari e collettive. Un patrimonio che ci è stato consegnato e che abbiamo il dovere di comprendere, rispettare e tramandare.

Tuttavia, accanto allo stupore, cresce in me – anno dopo anno – un senso di profondo disappunto.

Molti di questi beni, pur preparati per essere “presentabili” durante queste giornate, mostrano evidenti criticità legate alla loro conservazione. E non si tratta solo di dettagli estetici, ma di problematiche strutturali e ambientali che, se trascurate, compromettono seriamente la loro integrità nel tempo.

Il tema centrale è uno: 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 Parlo di:
• interventi poco incisivi o non adeguati ai materiali e al contesto;
• assenza di una vera diagnosi tecnica approfondita;
• cicli di restauro non strutturati, spesso privi di visione a lungo termine;
• mancanza di protocolli chiari e verificabili;
• interventi che, a distanza di poco tempo, richiedono ulteriori “restauri riparatori”.

Uno degli aspetti più critici, che riscontro costantemente nella mia attività, è la gestione dell’umidità.
Un problema tanto diffuso quanto sottovalutato, che incide su:
• stabilità strutturale
• salubrità degli ambienti
• conservazione dei materiali
• efficienza energetica

Eppure, nella maggior parte dei casi, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞, ma solo sugli effetti.
In quasi 20 anni di lavoro sul campo, con analisi dirette su numerosi edifici – soprattutto in Calabria – ho potuto constatare come, troppo spesso, manchi un approccio scientifico e sistemico al restauro.

Non è solo una questione economica. Certo, i fondi sono limitati e le esigenze enormi. Ma il vero nodo, a mio avviso, è un altro: 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚.

Per questo continuo, con determinazione, a portare avanti un lavoro di sensibilizzazione verso enti, proprietari e gestori. Un impegno fatto di studio, analisi e proposte concrete.

Attraverso il metodo 𝐏.𝐈.𝐔. (𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐔𝐦𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚̀), ho sviluppato un approccio tecnico-scientifico che supera definitivamente la logica degli interventi palliativi.
L’obiettivo non è correggere gli effetti visibili del degrado, ma individuare, analizzare e rimuovere in modo definitivo le cause perturbatrici che li generano.
Il metodo si fonda su:
• diagnosi strumentali e analisi specialistiche
• definizione di protocolli d’intervento specifici per materiali e contesti
• cicli applicativi progettati per garantire efficacia nel lungo periodo

Il risultato è un intervento 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, capace di interrompere i processi di deterioramento alla radice e restituire agli edifici condizioni reali di durabilità e salubrità.

Perché il patrimonio storico non ha bisogno di interventi “di facciata”, ma di: competenza, diagnosi accurate, tecnologie appropriate, visione a lungo termine.

Le Giornate FAI restano un’iniziativa preziosa e fondamentale. Ma devono essere anche un momento di riflessione: 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 – 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐨𝐧𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐯𝐞𝐫𝐚 – 𝐦𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐥𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞.

Il futuro del nostro patrimonio dipende da ciò che scegliamo di fare oggi.

CALABRIA, CASE VUOTE E UMIDITÀ: LA SFIDA NASCOSTAIn Calabria, come in gran parte d’Italia, migliaia di abitazioni rimang...
16/02/2026

CALABRIA, CASE VUOTE E UMIDITÀ: LA SFIDA NASCOSTA

In Calabria, come in gran parte d’Italia, migliaia di abitazioni rimangono chiuse e inutilizzate. Secondo ISTAT, tra 9,6 e 10 milioni di case in tutto il Paese sono vuote, quasi il 30% del patrimonio immobiliare nazionale. Un capitale enorme che oggi genera più costi che valore.

Le analisi di ENEA e MCE Lab mostrano che la riqualificazione energetica può incrementare il valore di un immobile fino al +45% e ridurre i consumi oltre il 50%. Il mercato oggi premia edifici efficienti, salubri e pronti da abitare.

IL VERO OSTACOLO: L’UMIDITÀ DI RISALITA

Molti immobili, soprattutto quelli costruiti prima degli anni ’80, soffrono di problemi legati all’umidità:

macchie sui muri

intonaci che si sgretolano

muffe persistenti

ambienti freddi e poco salubri

Non è solo un problema estetico: l’umidità compromette il comfort abitativo, riduce l’efficienza energetica e incide direttamente sul valore di mercato.

In Calabria, questo fenomeno è particolarmente diffuso nei centri storici e nelle zone costiere, dove il patrimonio edilizio antico e spesso trascurato rende la riqualificazione più complessa.

RIQUALIFICARE CON APPROCCIO SCIENTIFICO

Dal 2007, lo studio Programma Casarch ha sviluppato il 𝐏.𝐈.𝐔. – Progetto Integrato Umidità, un metodo scientifico e sistematico che consente di:

individuare con precisione cause e livelli di umidità

definire interventi risolutivi e duraturi

integrare il risanamento con la successiva riqualificazione energetica

Grazie a diagnosi strumentali e analisi certificate, è possibile restituire agli immobili salute, comfort e valore reale.

UNA CASA SANA VALE DI PIÙ

La transizione energetica non riguarda solo nuovi impianti o classi energetiche: riguarda la qualità complessiva dell’edificio. Un immobile asciutto, salubre e correttamente risanato consuma meno, è più competitivo sul mercato e più facilmente affittabile o vendibile.

Per molti proprietari calabresi, la vera riattivazione di una casa chiusa da anni potrebbe partire proprio da qui: risolvere l’umidità e restituire valore a un patrimonio fermo da troppo tempo.

🌿 Ogni tassello conta: il suolo e i nostri borghi 🌿Ogni secondo, in Italia, scompaiono 2,7 m² di suolo sotto nuove costr...
28/10/2025

🌿 Ogni tassello conta: il suolo e i nostri borghi 🌿

Ogni secondo, in Italia, scompaiono 2,7 m² di suolo sotto nuove costruzioni, strade e superfici impermeabili. È come se, a ogni battito d’orologio, un pezzo di terra fertile venisse sigillato per sempre. Ogni ora, in Italia, scompare una porzione di suolo grande quanto un campo da calcio. Nel 2024 sono stati coperti da superfici artificiali quasi 84 km², il valore più alto dell’ultimo decennio, mentre solo 5 km² sono stati restituiti alla natura.
Ogni metro perso è un tassello che si stacca dal mosaico del nostro paesaggio, una ferita che tocca l’ambiente, la biodiversità e la qualità della vita.

Eppure, mentre continuiamo a consumare suolo nuovo, intere porzioni di quello già costruito restano vuote e dimenticate. In Calabria, come in molte altre regioni, i centri storici spopolati raccontano una storia di abbandono e silenzio: muri corrosi dall’umidità di risalita, porte chiuse su stanze che un tempo erano piene di voci e profumi di vita quotidiana.
Attraverso la mia attività, in collaborazione con alcuni dipartimenti universitari, ho potuto osservare come l’umidità di risalita — invisibile ma persistente — logori le strutture, sbricioli gli intonaci e acceleri il degrado. Spesso si interviene solo dove il danno si vede, senza curarne la radice. Ma curare la radice significa restituire dignità alle costruzioni, rigenerare la materia e far rinascere i luoghi.

Rigenerare un edificio non è solo un gesto tecnico: è un atto di equilibrio verso il territorio.
Significa ridurre il consumo di nuovo suolo, valorizzare il patrimonio storico e garantire interventi duraturi contro i danni dell’umidità, trasformando un problema in occasione di rinascita.

📊 I numeri parlano chiaro:

- Lombardia, Veneto e Campania: oltre il 10% del territorio consumato

- Emilia-Romagna: regione con il maggior incremento annuo (1.000 ettari)

- Solo 5,2 km² di suolo ripristinato nel 2024

- Calabria: una delle regioni più virtuose, con appena 5,10% di territorio urbanizzato, ben sotto la media nazionale del 7,17% (ISPRA 2025)

Ma la virtuosità non basta, se i nostri borghi continuano a svuotarsi. Ogni edificio abbandonato è suolo già consumato che non vive più, una risorsa ferma che attende di essere riattivata. Recuperare i centri storici significa dare nuovo valore al costruito esistente, senza sottrarre altri metri alla terra che ci nutre.

Immagina una Calabria dove i borghi tornano a respirare, le case si risanano dall’interno e il paesaggio torna ad essere un insieme armonioso di natura e memoria.
Prima di costruire, rigeneriamo. Prima di abbandonare, recuperiamo.

📌 Scopri tutti i dati sul consumo di suolo in Italia: ISPRA 2025

𝑨𝑩𝑰𝑻𝑨𝑹𝑬 𝑺𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑺𝑶𝑹𝑷𝑹𝑬𝑺𝑬𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒂 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒖 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒂, 𝒎𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊 𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒎𝒖𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒐𝒄...
30/09/2025

𝑨𝑩𝑰𝑻𝑨𝑹𝑬 𝑺𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑺𝑶𝑹𝑷𝑹𝑬𝑺𝑬

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒂 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒖 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒂, 𝒎𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊 𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒎𝒖𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊… 𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒏𝒐.

L’argomento dell’umidità invisibile non riguarda solo le abitazioni private, ma tutti gli spazi in cui le persone vivono, studiano o lavorano: scuole, ospedali, uffici pubblici, biblioteche, chiese, centri sportivi. In questi luoghi, i rischi legati all’umidità diventano ancora più cruciali, perché possono influire sulla salute di bambini, anziani e soggetti fragili, oltre che sull’integrità delle strutture e sull’efficienza energetica.

Il 𝐂𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ promette sicurezza e salubrità, ma troppo spesso resta solo un pezzo di carta. Eppure, varcando la soglia di un edificio – sia esso una casa, una scuola o un ospedale – ci si aspetta molto di più: muri solidi, spazi luminosi, ambienti pronti ad accogliere la vita e il lavoro quotidiano di chi li abita.

Dietro quelle mura si nasconde un nemico silenzioso e insidioso: l’umidità. Non quella pioggia che cade dal tetto, ma l’𝐮𝐦𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚 dalle fondamenta, la 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐧𝐬𝐚 negli angoli nascosti, le 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 che lentamente corrodono intonaci e strutture. Ogni goccia invisibile porta rischi concreti: muffa negli armadi o nei locali scolastici, odori stagnanti, consumi energetici elevati e, col tempo, muri e soffitti che si indeboliscono.

Il certificato di agibilità dichiara che l’edificio è stabile, che gli impianti funzionano, che l’energia non viene sprecata. È un sigillo invisibile che promette tranquillità. Ma chi controlla davvero i valori di umidità, la salubrità dell’aria, l’efficacia della ventilazione? Spesso questi dettagli fondamentali per la salute e il comfort restano fuori dai controlli ufficiali, nascosti dietro numeri e timbri.

Nella mia esperienza professionale, ho letto e redatto centinaia di certificati: compilati con precisione burocratica, sì, ma raramente raccontano la verità più profonda di un edificio. Nessun dato sull’umidità di risalita, nessuna misura della condensa o delle infiltrazioni. Eppure, sono proprio questi elementi a determinare se uno spazio sarà davvero sicuro e vivibile, sia per studenti, pazienti o cittadini.

Per questo invito chiunque varchi la soglia di una nuova struttura – proprietari, tecnici, amministratori pubblici – a pretendere di più: allegare alla Segnalazione Certificata di Agibilità misurazioni e diagnosi dell’umidità, verifiche delle murature, analisi dei ponti termici e della ventilazione. Solo così il certificato smetterà di essere un pezzo di carta e diventerà ciò che dovrebbe essere: la prova concreta che l’edificio è pronto ad accogliere vita, studio, lavoro e cura senza sorprese invisibili.

Vivere, studiare o lavorare non significa solo entrare in un edificio solido: significa respirare aria sana, vedere muri asciutti, sapere che il luogo che chiamiamo “spazio pubblico” non nasconde pericoli silenziosi. 𝐋’𝐮𝐦𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚̀, 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐞 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐚, 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚. Sta a noi ascoltarla, interpretarla e agire prima che diventi un problema reale.

Solo così il sigillo invisibile tornerà a essere una promessa vera: un luogo sicuro, sano, pronto ad accogliere chi lo abita, lo frequenta o ci lavora.

L’UMIDITÀ DI RISALITA PUÒ PROVOCARE IL CROLLO DEGLI EDIFICIMolti amici, clienti e colleghi, riconoscendo la specializzaz...
12/09/2025

L’UMIDITÀ DI RISALITA PUÒ PROVOCARE IL CROLLO DEGLI EDIFICI

Molti amici, clienti e colleghi, riconoscendo la specializzazione settoriale, erogata dal mio studio su tutto il territorio nazionale, consistente nella diagnosi delle cause dell’umidità presente negli edifici e dei rimedi da adottare per la definitiva eliminazione; a seguito dell’improvviso crollo della porzione di edificio, avvenuta qualche giorno addietro, nella frazione di Sambiase nel comune di Lamezia Terme, mi hanno invitato a scrivere un articolo informativo che meglio possa far comprendere queste problematiche.

A dire il vero, già il 27 agosto scorso (in tempi non sospetti: prima del crollo di Sambiase), avevo postato sulla medesima pagina Facebook aziendale un divulgativo articolo dal titolo: “IL DEGRADO ARCHITETTONICO A CAUSA DELL’UMIDITÀ DI RISALITA”, in cui veniva specificato l’evidente e attuale stato di conservazione degli edifici storici. Coloro che non hanno avuto modo di leggerlo possono visionarlo cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/profile.php?id=100088804904339&__cft__[0]=AZXS0mofS_rJ7hakE41mYUb8i7iaN7n_ZD0kl7lsVYUZ_I3mZCE2TxrtdjKjVo1OPC9aowm9cLYetzYLTCWFG7XHYv2yaIsiwQRkvUT5vCsJcZ2_p0WjOkqxWO9gLXxEkinIiFNWU8-n_UCunKW4C9fKXFFDWYXrKiqm75tD3PZ-L73Cwl4Aenqk6PS8U8x3mGc&__tn__=-UC%2CP-R
Prima di dare corso all’esposizione odierna, ritengo opportuno e doveroso, esternare il mio supporto umano ed emotivo alle persone che hanno subito il danno per il crollo della propria casa, ma anche comprensione e vicinanza ai tecnici progettisti e all’Amministrazione del Comune di Lamezia Terme, per il loro coinvolgimento, con la speranza e l’auspicio di trovare soluzioni giuste e rispondenti alle varie esigenze scaturite da questa sciagurata situazione.

Pertanto, prendendo solo ad esempio l’epilogo del parziale crollo di Lamezia, cercherò, in sintesi, di spiegare come s’innescano determinati processi così complessi, capaci di provocare, a lungo termine, i cedimenti di una costruzione.

Il degrado strutturale è il processo di deterioramento e perdita di prestazione di una struttura nel tempo, causato da fattori ambientali, chimici, fisici e meccanici. La patologia dell'umidità si classifica principalmente come un fattore di deterioramento fisico e chimico, con conseguenze anche ambientali e sanitarie.

L’umidità è la problematica basilare del degrado architettonico, che sminuisce prevalentemente i meccanismi strutturali, rovinando per sempre i materiali che costituiscono l’opera edilizia. Essa è tanto diffusa quanto spesso sottovalutata e male affrontata da restauratori, tecnici e imprese varie, come se fosse ritenuta un difetto marginale o inevitabile.

Questo atteggiamento implica errate progettazioni (poiché s’interviene sugli effetti e non sulla reale causa) e di conseguenza pessime realizzazioni delle opere previste, ottenendo, come risultato finale, un aggravio avvilente delle problematiche legate al degrado, risorse economiche male impiegate e/o del tutto inutili.

Una delle numerose cause di umidità riscontrabili è l’umidità di risalita, bastevole da sola, con la sua presenza, a lungo termine, di portare alla rovina la costruzione che ne è affetta. Ignorarla è come chiudere gli occhi di fronte a un problema che peggiora progressivamente e può causare gravi danni alla struttura dell'edificio, alla salute degli occupanti, al comfort abitativo e al risparmio energetico.

0ltre 8.374.000 di italiani (14% della popolazione residente) vivono in case con problemi strutturali o di umidità, con un aumento di +0,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente (il dato emerge dalle ultime rilevazioni Istat, riferite al 2019).

Detti problemi del patrimonio edilizio italiano - notoriamente obsoleto giacché costruito prima dell’emanazione di alcune norme che tutelano la conservazione sismica ed energetica - non sono tuttavia distribuiti in maniera uniforme sul territorio: la percentuale più alta di edifici con problemi strutturali e di umidità si trova nel Mezzogiorno (15,5%).

I centri storici, soprattutto della regione Calabria, sono i luoghi dove non si registrano soltanto le casistiche dell’abbandono e dello spopolamento, ma basta soltanto osservarli, per notare che molte case che caratterizzano il territorio urbano, sono affette da queste problematiche. In alcune di queste l’umidità di risalita ne ha completamente inibito la vivibilità interna e gli interventi di ristrutturazione e manutentivi proposti spesso risultano improvvisati e privi di qualsiasi razionalità restaurativa. Alla base di ciò, manca una vera diagnosi con un valido supporto tecnico e di controllo, scientifico e sistematico, basato su dati numerici ed oggettivi, capace di individuare le cause, la qualità, le quantità dell’umidità presente e i rimedi certi e definitivi da adottare, per un efficiente processo di bonifica e restauro dei manufatti costruiti.

Ciò che manca è la consapevolezza del danno prodotto. Bisogna sapere che la presenza dell’umidità di risalita, rappresenta un killer silenzioso, capace nel tempo di determinare il degrado a causa della progressiva degenerazione, con la conseguenza di ridurre le caratteristiche di resistenza e l’indebolimento del sistema portante della costruzione, sia esso in muratura o in cemento armato. Nel primo caso (muratura portante) l’acqua assorbita porta con sé sali idrosolubili che, con la loro cristallizzazione, ostruiscono i pori e indeboliscono i materiali (malte, intonaci, mattoni, materiali naturali come tufi e pietrame in generale) compromettendone la solidità e la resistenza nel tempo. Nel caso delle strutture in cemento armato, la qualità scadente del calcestruzzo impiegato, fa propendere verso un fenomeno di degrado delle strutture, causato da alcuni sali presenti nell'impasto o assorbiti dal terreno, che provocato una forte ossidazione delle armature. Poiché la ruggine ha un volume superiore a due volte quello dell'armatura originaria, si generano pressioni interne elevate con conseguente rottura del copriferro, i cui danni sono facilmente visibili. Questa reazione è meglio conosciuta con il termine di “carbonatazione del calcestruzzo” che comporta anche una riduzione della resistenza meccanica, il quale provoca la formazione di microfessure e il conseguente distacco di parti di calcestruzzo.

I fenomeni di degrado, provocati dall’umidità, molto sinteticamente sopra esposti, con la loro continuativa presenza nel trascorrere del tempo, destabilizzano progressivamente il comportamento statico dei materiali sotto carico e indeboliscono le strutture compromettendone la loro integrità fino a una specifica fase, tecnicamente conosciuta come “punto di snervamento”. In pratica, indica la sollecitazione massima che può essere applicata ai materiali da costruzione, prima che si verifichi una deformazione permanente, cioè: il crollo. Arrivare a questa fase, di non ritorno, significa che sono stati causati dei rischi e delle minacce tali da compromettere la stabilità e la capacità di una struttura di sostenere i carichi previsti, con conseguente pericolo di cedimento o collasso e, in ultima analisi, di pericolo per le persone. È proprio in questo punto che, come le foglie secche si staccano dal ramo con un refolo di vento, anche gli edifici rovinano a terra con un lieve tremore. Non c’è bisogno di attendere gli eventi sismici, in quanto quando il terremoto si manifesterà con la sua virulenza ci sorprenderà come sempre: impreparati e vulnerabili, senza misure di prevenzione, in quanto nessuno se ne è preoccupato in tempo utile.

Quindi, l’avvertimento è che quando ci si trova di fronte ad una costruzione affetta dall’umidità di risalita, bisogna intervenire immediatamente e senza indugio, non sui problemi che essa provoca (tipo: esfoliazioni delle pitture, efflorescenze, distacco degli intonaci, ecc.) con rimedi palliativi a breve termine, ma direttamente alla radice, per eliminarne definitivamente la causa perturbatrice. Diversamente, procrastinare gli interventi, significa vivere sotto la punta della spada di Damocle; cioè in una situazione di pericolo imminente e continuo, con la minaccia sempre presente che incombe e può scatenarsi da un momento all'altro l’irreparabile.

Convinto che bisogna fare squadra per il bene della collettività, invito a tutti coloro che avranno letto quest’articolo di divulgarlo e, soprattutto agli amici di Facebook, v’invito a condividerlo sulla propria pagina social, affinché le persone possessori di costruzioni affette dall’umidità, ne prenda consapevolezza, in quanto solo la cultura del sapere ci potrà salvare… e non solo dell’ignoranza.

IL DEGRADO ARCHITETTONICO A CAUSA DELL’UMIDITÀ DI RISALITASono tanti i palazzi storici sparsi sul territorio italiano, i...
27/08/2025

IL DEGRADO ARCHITETTONICO A CAUSA DELL’UMIDITÀ DI RISALITA

Sono tanti i palazzi storici sparsi sul territorio italiano, i quali rappresentano una fetta significativa del patrimonio edilizio nazionale, ma sono anche quelli più vulnerabili e soggetti a deterioramento.

Questo implica, che una considerevole parte di questi edifici, di grande valore artistico e culturale, dovrebbe essere soggetta ai vincoli di tutela del Patrimonio Culturale, secondo quanto indicato nel “Codice dei Beni culturali e del paesaggio”, mentre molti di essi si trovano, spesso, in uno stato di pessime condizioni di degrado e abbandonati da anni, soprattutto nei centri storici meridionali.

Siffatta situazione, non solo danneggia l’immagine dei quartieri più antichi, ma rappresenta altresì uno spreco di spazi poiché potrebbero essere riqualificati e utilizzati in modo migliore.

L’anzidetto degrado, non sempre viene affrontato secondo l’articolo 29 comma 4 del codice dei beni culturali, ma mi capita spesso, durante svariati sopralluoghi tecnici, di annotare interventi “raccapriccianti” e fuori da qualsiasi protocollo d’intervento, logica restaurativa e costruttiva, non solo in edifici storici privati ma pure pubblici.

Per esempio, l’umidità di risalita, presente quasi sempre in queste tipologie architettoniche, è alla base del processo di deterioramento in quanto rende queste architetture inefficienti sotto l’aspetto della salubrità, statico/strutturale ed energetico; eppure, quasi sempre, viene sottovalutata dalle maestranze e ancor di più, ahimè, da molti amministratori comunali, progettisti e/o tecnici restauratori.

Dopo dettagliata analisi diagnostica, nonostante propongo interventi risolutivi – cioè definitivi - (con un costo di 1/5 rispetto agli interventi tradizionali) qualificati, garantiti, non invasivi e pertanto approvati dalla sovrintendenza, spesso contrariamente, si riscontrano interventi tradizionali costosissimi, privi di qualsiasi garanzia, durabilità e logica costruttiva, i quali recano soltanto uno spreco consistente di denaro, tempo, materiali e di conseguenza un aggravio del degrado che inesorabilmente, sotto svariate e illogiche coltri, continua il suo processo graduale e irreversibile, che porta l’insieme del costruito a perdere le proprie caratteristiche di forma, colore, resistenza, affidabilità e durata, fino a diventare inidoneo alla funzione a cui era originariamente destinato e principalmente inadeguato all’abitabilità.

Magari, con una forte dose di umiltà, spirito di responsabilità e comprensione, sensibilità e approfondimento, molti di questi danni si potrebbero evitare e perfino, nel tempo, si potrebbe assistere addirittura a dei centri storici riqualificati in modo appropriato e con un senso di appartenenza degno del popolo Italiano.

🚫 Dì addio a muffa, infiltrazioni e umidità di risalita!✅ Interveniamo su ogni tipo di costruzione.⭐ I nostri punti di f...
20/05/2025

🚫 Dì addio a muffa, infiltrazioni e umidità di risalita!
✅ Interveniamo su ogni tipo di costruzione.

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Dal 2007, Programma Casarch è sinonimo di affidabilità e risultati certificati.

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16/05/2025

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✔️ Metodo esclusivo P.I.U. (Progetto Integrato Umidità)
✔️ Oltre 20 anni di esperienza
✔️ Più di 850 edifici risanati

🏛️ Con il nostro Metodo P.I.U., nato da studi scientifici e tecnici nel settore del restauro, garantiamo soluzioni definitive e personalizzate per ogni problema di umidità, rispettando le caratteristiche originarie degli edifici.

🔎 Diagnosi precisa, intervento mirato, costi ottimizzati.
Dal 2007, Programma Casarch è sinonimo di affidabilità e risultati certificati.

📄 Scarica la nostra Brochure Tecnica:
https://programmacasarch.it/wp-content/uploads/2024/07/1A-BROCHURE-TECNICA.pdf

➡️ Contattaci per maggiori informazioni o per prenotare un sopralluogo:
📞 348 341 6387
📍 Falerna (CZ) – Via Petraro, 8

🚫 Stop Muffa, Infiltrazioni e Umidità di risalita per sempre!✅ Risolviamo qualsiasi causa di umidità dalla tua costruzio...
12/05/2025

🚫 Stop Muffa, Infiltrazioni e Umidità di risalita per sempre!

✅ Risolviamo qualsiasi causa di umidità dalla tua costruzione: residenziale, commerciale, storica, ecc.

🏠 Che si tratti di un’abitazione, un negozio, un edificio storico o una struttura ricettiva, risolviamo in modo definitivo ogni causa di umidità grazie al nostro Metodo esclusivo P.I.U. – Progetto Integrato Umidità.

👉 Dal 2007, lo studio Programma Casarch applica una specializzazione settoriale basata su dati scientifici e numerici oggettivi, sviluppata per risolvere definitivamente i problemi di umidità negli edifici con garanzia certificata.

🔍 Il P.I.U. nasce dalla ricerca nel settore del restauro e della ristrutturazione, con l’obiettivo di colmare una storica lacuna nel mercato edilizio, fornendo una diagnosi precisa delle cause dell’umidità e ottimizzando gli interventi, riducendo i costi grazie a un Protocollo Personalizzato.

➡️ Ogni intervento segue un processo rigoroso di anamnesi e diagnosi, garantendo un’efficace bonifica degli edifici, sia su costruzioni esistenti che in fase di realizzazione, con il massimo rispetto per le caratteristiche originali e le esigenze progettuali.

Per saperne di più, ti invitiamo a scaricare la Brochure Tecnica:
https://programmacasarch.it/wp-content/uploads/2024/07/1A-BROCHURE-TECNICA.pdf

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📞 348 341 6387
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Indirizzo

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