20/04/2021
RIMBALZO del mercato atteso nel 2021.
Un 2020 chiusosi in modo meno negativo del previsto non deve però far trascurare i campanelli d’allarme che arrivano soprattutto dalla domanda abitativa e dal mercato dei mutui. Questa in sostanza la tesi del primo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2021di Nomisma, con le previsioni fino al 2023.
In generale la situazione macroeconomica globale, secondo il capo economista di Nomisma Lucio Poma, prelude ad una ripresa. Le aspettative sull’economia italiana sono anche migliori che su quella tedesca e a livello mondiali l’andamento di materie prime quali petrolio e rame lasciano presagire una ripartenza delle manifatture.
Quello che va considerato è però il livello di occupazione, che nel 2020 è calato del 2% (meno 440 mila unità), raggiungendo il 58%, e con esso il minore reddito disponibile. Lo stesso per quanto riguarda la dipendenza della domanda dall’accesso al credito: 8 famiglie su 10 stipulano infatti un contratto di mutuo per acquistare una nuova casa. Lo fanno per una salvaguardia della propria situazione finanziaria che, dati i tassi particolarmente bassi, non viene così intaccata dalla spesa per l’acquisto di una abitazione. In generale, Le forme di sostegno governativo, ancorché parziali, sono comunque sufficienti a non far percepire una situazione disperata, anche se grave. Il che ha favorito il mantenimento delle intenzioni di acquisto. Occorre però capre quanto la situazione sarà sostenibile in futuro, quando verranno meno moratorie mutui e sospensione licenziamenti.L’attività bancaria tuttavia è favorevole al mercato immobiliare, complice anche la “pulizia” degli ultimi anni dagli asset in sofferenza. Le erogazioni di mutui, anche se con una congrua percentuale di surroghe e sostituzioni, risultano a 50,2 miliardi di euro nel 2020.
Il che si traduce in un sostegno alle compravendite immobiliari, che nel 2020 sono calate solo del 7,7%, attestandosi a 554 mila, grazie anche ai mercati di provincia, che hanno registrato una crescita del 10% circa. Importante inoltre la componente di acquisti senza debito, provenienti da situazioni di immutata ricchezza e motivati non sempre da un investimento da mettere a reddito ma da semplice “parcheggio” delle proprie risorse finanziarie in un asset che, sebbene abbia reso meno nel 2020, si è tuttavia rivelato meno volatile rispetto ad altri asset, configurandosi come un buon bene rifugio.Previsioni immobiliari 2021-2023
Quali previsioni per il prossimo biennio? La situazione domanda e compravendite, secondo Dondi, dovrebbe restare sostanzialmente invariata; non esiste infatti al momento avvisaglia di un aggravarsi della situazione di crisi di cui si vede qualche segnale nascente, tuttavia da non sottovalutare. L’andamento delle compravendite, spiega Dondi, potrebbe rivelarsi ondivago ma simile al trend del 2020, restando sotto le 600 mila transazioni. Eventuali variazioni al rialzo o al ribasso vanno ovviamente rapportate all’evolversi della situazione macroeconomica e delle politiche economiche.
Sul fronte prezzi residenziali e non residenziali da qui al 2023, secondo Nomisma la situazione è sostanzialmente ferma se non lievemente negativa, il che conferma il chiaroscuro in cui il mercato immobiliare si muove nonostante il clima di incertezza legato all’evoluzione della pandemia e alla fine dei sostegni governativi.