Compagni di viaggio- Angela Aiello

Compagni di viaggio- Angela Aiello Insegnante- Counselor. Compagni di viaggio nel percorso di crescita dei bambini, tra emozioni, gentilezza e consapevolezza.

19/09/2026

TRA IL FARE E L’ESSERCI

La prima settimana di scuola è volata via dentro una corsa fatta di scadenze, documenti, programmazioni, richieste, organizzazione e tanti piccoli e grandi impegni da incastrare.
La scuola, in questo periodo, sembra chiederti continuamente di fare.
Fare, programmare, rispondere, organizzare, prevedere.

Negli ultimi anni sto imparando a vivere tutto questo con maggiore serenità. A non voler controllare tutto, ad accogliere ciò che non posso cambiare e a cercare, anche nelle giornate più piene, uno spazio di equilibrio.
Ma c’è una cosa che questa settimana ho sentito ancora più forte: la stanchezza.
E allora mi sono chiesta: quanto spazio rimane, dentro tutto questo, per ciò che davvero dà senso al mio lavoro.

Per me la risposta è una sola: I BAMBINI, sempre i bambini.

Perché posso compilare documenti, preparare programmazioni, rispettare scadenze…
ma il mio lavoro non è soltanto questo.

Il mio lavoro è guardare un bambino negli occhi, accorgermi di un silenzio, ascoltare una paura, riconoscere un bisogno anche quando non viene detto.

È esserci.

E questo, per me, è quasi un doppio lavoro: occuparmi di tutto ciò che la scuola richiede senza perdere di vista ciò per cui sono lì: stare accanto ai bambini.
Loro mi insegnano ogni giorno che la presenza vale più di tante parole, che l’ascolto è una forma di cura e che la gentilezza non è mai un gesto piccolo.
E proprio ieri sera, mentre questa riflessione continuava ad accompagnarmi, è arrivato un piccolo messaggio.

Una voce.

Una frase.

Una risposta che non mi aspettavo.

❤️

Ascoltatela.

💜 Ci sono, anche quando mi vedete un po’ meno.In questi giorni sto trascurando un po’ questa pagina e vi chiedo scusa… m...
18/09/2026

💜 Ci sono, anche quando mi vedete un po’ meno.

In questi giorni sto trascurando un po’ questa pagina e vi chiedo scusa… ma solo perché sto vivendo un periodo pienissimo.
A scuola siamo immersi nell’osservazione dei bambini, nell’ascolto dei loro bisogni, nel cercare di costruire una programmazione che possa accompagnarli nel modo migliore durante tutto l’anno. 🌱
E poi ci sono tanti progetti che stanno prendendo forma:
🎭 il teatro, quanta bellezza!
💜 la gentilezza e le iniziative delle prossime Giornate della Gentilezza, dal 21 settembre al 13 novembre,
📖 il mio libro e gli incontri che lo accompagnano.
Insomma, sto lavorando a 360 gradi.
Non è assenza… è movimento.
È vita che corre, idee che nascono, progetti che prendono forma.
Ve ne parlerò piano piano, perché ogni cosa ha bisogno del suo tempo. ❤️
Intanto, però, una data voglio già ricordarvela:

📅 30 SETTEMBRE
📍 Caffetteria Dolce e Salato – Pavia di Udine

Ci incontreremo per parlare di cura, relazione e gentilezza.
E sarà bello ritrovarci, ancora una volta, lungo questo cammino.
A presto, compagni di viaggio. 🌷💜
Angela Aiello

A volte le persone arrivano.E altre volte… si riconoscono.Ci sono incontri che sembrano casuali, ma che dentro di noi ha...
17/09/2026

A volte le persone arrivano.
E altre volte… si riconoscono.
Ci sono incontri che sembrano casuali, ma che dentro di noi hanno il sapore di qualcosa che doveva accadere.
Qualche mese fa un’amica comune mi aveva parlato di lei. Poi, dopo diversi tentativi, finalmente ieri siamo riuscite a incontrarci.
E mentre mi avvicinavo al luogo dell’appuntamento, ancora a più di cinquecento metri, passando in automobile ho visto una persona camminare.
Non l’avevo mai vista prima.
Non avevo mai sentito la sua voce.
Eppure dentro di me ho sentito:

“È lei.”

Sono arrivata al tavolino e ho aspettato qualche minuto.
Poi è arrivata.
Mi ha guardata e mi ha detto:
“Tu sei Angela?”
E ho sentito un tuffo al cuore.
Abbiamo cominciato a parlare e, in pochi minuti, sono emerse tante piccole coincidenze, tanti punti in comune, tante affinità.
Persino quando abbiamo ordinato da bere ci siamo ritrovate quasi contemporaneamente a dire:

“Un Ginseng.”

Abbiamo sorriso.

Ma più delle coincidenze, ciò che mi ha colpita è stata la sua profondità.
Ho intuito che stava attraversando un momento di fragilità. E lei stessa, con una sensibilità che ho sentito autentica, me lo ha raccontato.
Ed è stato proprio allora che mi è tornata in mente una frase del mio libro:
le persone non le conosci davvero quando le guardi in superficie.
Le conosci quando riesci a incontrare la loro profondità.
Perché dietro ogni persona c’è una storia.
Dentro ogni persona c’è una parola mai detta, un’emozione custodita, una ferita, un desiderio, una parte di sé che chiede soltanto di essere ascoltata.
E forse è proprio questo il dono più grande degli incontri:
non fermarsi a ciò che appare, ma avere la delicatezza di andare un po’ più in profondità.
Lei ha letto il mio libro.
Io sono curiosa di leggere il suo.
Due libri, due percorsi, due storie diverse.
Eppure una sensibilità che sembra parlare la stessa lingua.
Sono tornata a casa con una sensazione bellissima: gratitudine.
Gratitudine alla vita per le persone che arrivano quando meno te lo aspetti.
Alcune arrivano per insegnarci qualcosa.
Altre per ricordarci chi siamo.
Altre ancora semplicemente per mostrarci che, nonostante tutto, esistono ancora anime capaci di sentire profondamente.

E allora penso che forse non dobbiamo sempre chiederci perché certe persone entrano nella nostra vita.
Forse dobbiamo semplicemente accoglierle.
Perché ogni incontro può essere una piccola finestra sulla meraviglia.
E dietro ogni volto c’è una storia.
Dentro ogni cuore c’è un mondo.
In ogni anima c’è qualcosa che merita di essere ascoltato.
E per questo possiamo soltanto essere grati.
Grazie, vita, per questo incontro.
Non so dove ci porterà.
Ma so che ieri, per qualche ora, due anime si sono riconosciute.

E questo, già da solo, è un piccolo miracolo. ❤️
Angela Aiello 💜





























Questa mattina mi sono svegliata con un po’ di ansia…quella piccola emozione che accompagna ogni nuovo inizio. 🌱Ma insie...
14/09/2026

Questa mattina mi sono svegliata con un po’ di ansia…
quella piccola emozione che accompagna ogni nuovo inizio. 🌱
Ma insieme all’ansia è arrivata anche quella bellissima carica positiva che mi riempie la testa di idee, di pensieri, di progetti da far nascere.
Oggi ritroverò i miei bambini, i loro occhi pieni di gioia, i loro sorrisi, le loro domande…
e io arriverò da loro con il cuore pieno e la testa piena di pensieri belli.
Perché ogni settembre, per me, non è soltanto un nuovo anno scolastico.
È un nuovo punto di partenza.
È la voglia di imparare ancora, di creare, di condividere, di provare a volare un po’ più in alto. ✨
E mentre oggi comincia un nuovo viaggio con i miei bambini, nella mia mente ce n’è già un altro che sta prendendo forma…

Il 30 settembre ci sarà un nuovo incontro, un nuovo progetto, una nuova occasione per ritrovarci e condividere emozioni e parole. 💜

Perché quando si comincia qualcosa con entusiasmo, anche i piccoli sogni possono spiccare il volo. 🦋

E allora… si parte!
Con la scuola, con le idee, con i progetti e con tutto l’entusiasmo che ci accompagna verso nuovi inizi. 🌱✨
Angela Aiello 💜♥️



























Lunedì si apre una porta.E dietro quella porta non ci sarà semplicemente un’aula pronta ad accogliere i bambini.Ci sarà ...
11/09/2026

Lunedì si apre una porta.

E dietro quella porta non ci sarà semplicemente un’aula pronta ad accogliere i bambini.

Ci sarà un pensiero.
Ci saranno scelte, cura, attenzione.
Ci sarà una preparazione fatta con le mie colleghe, insieme, perché ogni angolo possa parlare di accoglienza e di possibilità.
Perché preparare una sezione non significa soltanto sistemare tavoli, giochi e materiali.
Significa immaginare i bambini che ancora non sono arrivati.
Immaginarli nelle loro differenze, nelle loro emozioni, nelle loro paure, nelle loro curiosità.
Immaginare quello che ancora non sappiamo di loro e creare uno spazio nel quale possano, giorno dopo giorno, mostrarcelo.

Noi saremo una presenza discreta.
Una regia che sta un passo indietro, che osserva, ascolta, accompagna.

Non per dire loro chi essere,
ma per aiutarli a scoprire chi sono.
Perché possano sentirsi liberi di provare, di sbagliare, di creare, di raccontarsi.
Perché possano far emergere i loro talenti senza sentirsi giudicati.
Perché possano trovare il coraggio di affidarsi.
E soprattutto perché, entrando, possano sentire qualcosa di semplice e profondissimo:

“Qui posso essere me stesso.”

Lunedì cominceremo un nuovo viaggio.
Tante adulte, tanti bambini, tante storie ancora da conoscere.

E noi ci saremo.
Con gli occhi attenti, le mani pronte ad accompagnare
e il cuore aperto all’incontro.

Perché una buona scuola non è soltanto quella che prepara ciò che i bambini dovranno imparare.

È quella che prepara un luogo sicuro nel quale possano imparare a diventare se stessi.

Lunedì si apre una porta.
E noi siamo pronti ad aprirla insieme a loro. ❤️

Compagni di viaggio
La pedagogia del cuore.

Ieri pomeriggio ho guardato negli occhi tanti genitori. ❤️C’erano quelli che per la prima volta ci affidano il loro bamb...
09/09/2026

Ieri pomeriggio ho guardato negli occhi tanti genitori. ❤️

C’erano quelli che per la prima volta ci affidano il loro bambino, quelli che tornano da noi con il secondo o il terzo figlio e due nuove famiglie che si sono trasferite e i loro bambini frequenteranno la nostra sezione X

Negli occhi di quei genitori ho visto tante cose: la felicità perché finalmente si ricomincia, la curiosità, l’entusiasmo, qualche domanda, i racconti delle vacanze… ma soprattutto ho visto fiducia.
Quella fiducia silenziosa di chi, affidandoci il proprio bambino, spera di averlo messo nelle mani giuste.
E questa è una responsabilità grande. Ma anche un regalo.
Ieri abbiamo fatto il primo passo.
Oggi portiamo con noi quell’emozione e cominciamo a costruire un nuovo anno insieme.

Sarà un anno impegnativo, certamente.
Ma noi siamo pronti a viverlo con cura, passione e cuore.
Perché la scuola, in fondo, non comincia quando suona la campanella.
Comincia molto prima: quando una famiglia ci guarda negli occhi e sceglie di fidarsi di noi. ❤️
Maestra Angela

❤️

In questi giorni, mentre mi preparo per  un nuovo anno scolastico, mi chiedo che cosa voglio regalare ai miei bambini.Un...
08/09/2026

In questi giorni, mentre mi preparo per un nuovo anno scolastico, mi chiedo che cosa voglio regalare ai miei bambini.

Un tempo lento.
Il tempo necessario per crescere, per provare, sbagliare, riprovare.
Il tempo per osservarli davvero e chiedermi, ogni giorno, che cosa sto lasciando dentro di loro.

Perché a noi insegnanti viene affidata una grande responsabilità: contribuire a costruire l’immagine che un bambino avrà di sé.

Una parola può diventare una ferita, ma può diventare anche una possibilità.
Uno sguardo può dire “sei sbagliato”, oppure “vedo che stai facendo fatica, ma non penso che tu sia sbagliato”.
Sono messaggi completamente diversi.

E allora vorrei ricordarlo anche a noi insegnanti: che cosa vogliamo essere per questi bambini?
Persone che semplicemente passano nella loro vita o persone che la attraversano lasciando un’impronta?

E ai genitori vorrei dire una cosa semplice: affidateci i vostri bambini.

Salutiamoli prima di arrivare sulla porta e poi lasciamoli entrare nella loro esperienza.
Se volete fermarvi, fermatevi con un abbraccio, con un bacio, con uno sguardo che dice “io ci sono”.
Ma poi lasciateli fare.
Perché esserci non significa sostituirsi a loro.
Significa esserci abbastanza da permettere loro di diventare autonomi.

“Aiutami a fare da solo”, diceva Montessori.

E forse questo è uno dei regali più grandi che possiamo fare a un bambino:
esserci, fidarci e lasciare che scopra, passo dopo passo, di potercela fare.

La settimana scorsa due ragazze, oggi giovani donne, mi hanno ricordato che le impronte che lasciamo non sempre le vediamo subito.

Una di loro mi ha detto che l’impronta che avevo lasciato nella sua vita era stata positiva e che anche per questo aveva scelto di fare la maestra.

Sono parole che restano.

E mi riportano alla domanda che attraversa anche il mio libro:

Cura o veleno?

Ogni giorno scegliamo.
Con una parola. Con uno sguardo. Con il modo in cui lasciamo andare un bambino verso la sua strada.

Io, anche quest’anno, vorrei scegliere la cura.
Angela Aiello💜


Buongiorno e buon lunedì, compagni di viaggio! ❤️Stamattina voglio iniziare ringraziando le  nuove persone che si sono a...
07/09/2026

Buongiorno e buon lunedì, compagni di viaggio! ❤️

Stamattina voglio iniziare ringraziando le nuove persone che si sono aggiunte al nostro gruppo. Grazie per aver scelto di esserci e di condividere un pezzetto di strada insieme a noi. 🌱

E forse non è un caso che ve lo dica proprio oggi, perché questo è stato un fine settimana pienissimo di incontri. Di quelli che piacciono a me.

Sabato ho avuto la gioia di rincontrare alcuni bambini che sono usciti dalla mia scuola due anni fa, sapete la gioia che ho provato nel rivederli è stato un pieno di emozioni! E, insieme a loro, anche qualche sorellina che oggi frequenta la mia scuola.

Mi sono corsi incontro e mi hanno abbracciata forte. E in quegli abbracci ho ritrovato qualcosa di difficile da spiegare: quel bisogno di sentire ancora il contatto, il profumo della maestra… come se anche quello fosse un pezzettino di casa. ❤️

Ho ritrovato genitori a cui sono profondamente affezionata, persone che negli anni mi hanno dato tanto.

E poi, durante la rievocazione storica, è successo qualcosa che mi ha emozionata ancora di più.
Ho incontrato persone che non vedevo da tantissimi anni. Tra loro anche due ragazze che sono state mie alunne: oggi una ha 26 anni, l’altra 31. Le ho viste arrivare verso di me e mi hanno abbracciata con un calore, con un affetto che non mi aspettavo.

E in quei momenti ho pensato a quanto sia strano e meraviglioso il mestiere che facciamo.
Perché tu lavori, accompagni, incontri bambini, cerchi di lasciare qualcosa di bello… e poi, magari dopo dieci, quindici anni, qualcuno torna da te e ti restituisce un pezzetto di quello che hai seminato.

Tutte e due oggi fanno le maestre, e una mi ha detto una frase che porterò con me:

“Vuol dire che ci hai trasmesso cose belle per imparare ad amare questo mestiere.”

Ecco.
Credo che per un’insegnante non ci sia riconoscimento più bello.

E poi sapere dei loro progetti, desiderare di ritrovarsi ancora, sentirsi dire “mi piacerebbe fare una chiacchierata con te”… sono quelle piccole cose che ti fanno capire che alcuni legami, anche se il tempo passa, non si perdono.

E mentre pensavo a tutto questo, Palmanova continuava a vivere la sua storia, con più di 1.300 figuranti e una rievocazione davvero speciale.

E tra le immagini più belle, per me, c’è stata quella di mio figlio in abiti storici, perché ha voluto partecipare. Lo guardavo e, inutile dirlo, ero orgogliosa. ❤️

E non pensate che gli altri due siano da meno! 😄
Ognuno trova il suo modo di riempirmi il cuore.

Con Christian, per esempio, stiamo già lavorando alla presentazione del mio libro del 30 settembre… e presto vi racconteremo qualcosa.

E poi c’è Roberto, il piccolo di casa. Piccolo ormai solo per il cuore di mamma. 😄
Forse con lui siamo ancora un po’ più protettivi del necessario, ma che ci volete fare? Il cuore di mamma non segue sempre la logica.

E sabato sera, ancora un incontro: Giulia e Daniele, due amici speciali, venuti a Palmanova per la sfilata dei gruppi storici. Una serata fatta di risate, chiacchiere, compagnia e una cena davvero particolare, tra sapori e atmosfere di un altro tempo.

Insomma, un fine settimana diverso dal solito.

Ma pieno di ciò che amo di più:

persone, abbracci, famiglia, amicizia, bambini, ricordi e nuovi progetti.

E forse è proprio questo che significa essere compagni di viaggio: incontrare persone lungo la strada, condividere un pezzo di cammino e, qualche volta, scoprire che ciò che hai seminato tanti anni prima è ancora lì.

E io, questo fine settimana, ho fatto davvero il pieno. ❤️🌱

Buon lunedì a tutti.

Ieri sera mi è capitato un incontro particolare.Sono stata invitata a una serata in cui veniva presentato un prodotto.Un...
04/09/2026

Ieri sera mi è capitato un incontro particolare.
Sono stata invitata a una serata in cui veniva presentato un prodotto.
Una serata ben organizzata, curata, professionale. Persone preparate, parole ben scelte, un contesto costruito con attenzione.
Eppure, a un certo punto, mi sono accorta che io non stavo più guardando ciò che veniva presentato.
Stavo guardando una persona.
Una persona che avevo già incontrato, in un altro contesto.
L’anno scorso, quando mi ha affidato sua figlia per il percorso della scuola.
E ricordo che già allora, guardandolo negli occhi, avevo avuto una sensazione difficile da spiegare.
Ci sono occhi che raccontano qualcosa prima ancora che una persona parli.
Ieri sera quella sensazione è tornata.

Ho visto la gentilezza.
La garbatezza.
Una certa delicatezza nel modo di stare davanti agli altri.
E soprattutto ho percepito una cosa che per me ha un valore enorme: l’assenza di quella durezza che a volte il desiderio di riuscire porta con sé.
Perché ci sono lavori che chiedono ambizione.
Che chiedono di convincere, di raggiungere risultati, di essere determinati.
E non c’è nulla di sbagliato in questo.
Ma penso che la vera sfida sia un’altra.
È riuscire a fare tutto questo senza perdere la parte più autentica di sé.

Senza diventare più duri.
Senza smettere di vedere l’altro.
Senza trasformare ogni relazione in un’occasione da sfruttare.
E ieri ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una persona che questa battaglia la conosce.
Una persona che, come tutti noi, probabilmente porta con sé le proprie ferite, le proprie fatiche, le proprie ambizioni.
Ma che sembra voler custodire, nonostante tutto, una cosa preziosa:
la bontà d’animo.
Quella parte di noi che sarebbe così facile sacrificare quando la vita ci chiede di essere forti.
E allora ho pensato anche alla bambina che mi ha affidato.
E mi sono detta che, se le persone si scelgono anche attraverso ciò che sono capaci di trasmettere senza parlare, forse lei ha avuto la fortuna di avere accanto un papà capace di insegnarle qualcosa di molto importante:
che si può desiderare di arrivare lontano
senza smettere di essere gentili.
Che si può avere ambizione
senza perdere la cura.
Che si può stare nel mondo, anche in quello più competitivo,
senza rinunciare alla propria parte buona.
Forse è questo che ieri mi ha colpita.
Non il ruolo.
Non il lavoro.
Non ciò che veniva presentato.
L’uomo.
E quella sensazione rara di incontrare qualcuno che, per qualche ragione, senti affine.
Qualcuno che sembra parlarti non soltanto attraverso le parole, ma attraverso un luogo più silenzioso.
Quello dell’anima.
E forse è anche per questo che sono tornata a casa con un pensiero.
Ci sono persone che incontri e che ti fanno ve**re voglia di sostenerle.
Non perché ti abbiano chiesto qualcosa.
Non perché tu debba loro qualcosa.
Semplicemente perché senti che, se la vita desse loro la possibilità di arrivare lontano, quella possibilità sarebbe in buone mani.
E forse è questa la forma più bella di fiducia:
quando qualcuno, senza bisogno di dirtelo, ti trasmette una sensazione precisa.
“Puoi fidarti di me.
Puoi affidarti a me.”
E allora viene spontaneo pensare:
vorrei che questa persona avesse successo.
Non soltanto perché se lo merita professionalmente.
Ma perché vorrei che il mondo, qualche volta, sapesse riconoscere e premiare anche la bontà d’animo.
Perché di persone capaci ce ne sono tante.
Di persone determinate ce ne sono tante.
Ma quando incontri qualcuno che riesce a rimanere umano mentre cerca di costruire il proprio successo, allora forse vale davvero la pena fare il tifo per lui.
Forse anche questo significa incontrarsi.
Riconoscersi.
E diventare, semplicemente, compagni di viaggio.
Angela Aiello ♥️💜

BUON ANNO SCOLASTICO 🌱Oggi inizia un nuovo anno scolastico.E per la nostra scuola, anche una nuova storia.Oggi incontrer...
03/09/2026

BUON ANNO SCOLASTICO 🌱

Oggi inizia un nuovo anno scolastico.
E per la nostra scuola, anche una nuova storia.
Oggi incontreremo per la prima volta il nostro nuovo dirigente e, insieme a questo nuovo inizio, porto con me un augurio.
Mi auguro che possa conoscere, nel tempo, il cuore della nostra scuola.
La voglia che abbiamo di lavorare.
La voglia di metterci in gioco, di rinnovarci, di cercare nuove strade.
La voglia, soprattutto, di non perdere mai di vista ciò che per noi dovrebbe essere il centro di tutto: i bambini e i loro bisogni.
Mi auguro che possa vedere quanta cura, quanta passione e quanta responsabilità ci sono dietro il nostro lavoro quotidiano.
E oggi vorrei augurare un buon anno scolastico a tutte le insegnanti che, ogni giorno, scelgono di esserci davvero.
A quelle che hanno a cuore la possibilità di offrire ai bambini uno spazio sicuro.
Uno spazio in cui non debbano dimostrare niente.
In cui possano essere semplicemente se stessi.
Uno spazio in cui sentirsi accolti, ascoltati, compresi.
Uno spazio in cui ogni bambino possa sentire:
“Ti vedo.
Ti ascolto.
Ti riconosco.
Tu, così come sei, vai bene.”
Perché educare, prima ancora che trasmettere, è incontrare.
E forse è proprio questo che vorrei portare con me nel nuovo anno: la convinzione che una scuola diventa davvero luogo di crescita quando riesce a mettere al centro non soltanto ciò che un bambino deve imparare, ma la persona che sta diventando.
È questo il cuore della mia Pedagogia del cuore. ❤️
Che sia un anno di ascolto, di coraggio, di cambiamento e di belle possibilità.
E allora, davanti a questa nuova storia che comincia, proviamo a scrivere insieme le pagine più belle.
Con le nostre idee, con il nostro entusiasmo, con le nostre competenze, ma soprattutto con quella passione che ci ricorda ogni giorno perché abbiamo scelto di fare questo mestiere.
Perché una scuola non è fatta soltanto di muri, programmi e regole.
Una scuola è fatta dalle persone che ogni giorno scelgono di prendersene cura.
E se sapremo custodire il cuore della nostra scuola, ascoltare i nostri bambini e avere il coraggio di continuare a crescere, allora questa nuova storia potrà davvero diventare una storia bellissima.
Buon anno scolastico a tutti noi.
Che sia un anno da vivere, da costruire e da ricordare.
Insieme. ❤️🌱

Perché le storie belle non si aspettano.
Si costruiscono insieme, giorno dopo giorno, intorno a un tavolo, con le idee, le mani, il cuore e la voglia di esserci. Angela Aiello ❤️





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