BALM Biblioteca Associativa LungoMonte-CALAMO

BALM Biblioteca Associativa LungoMonte-CALAMO per info 3333021040 I titoli già catalogati sono comunque disponibili per chi ne faccia richiesta, e sono in parte stati oggetto di mostre.

la biblioteca Associativa LungoMonte, gestita da CALAMO Associazione Culturale, assomma a novemila titoli, ma al momento non dispone di sede fissa. Tra i principali campi di interesse, si ricordano la devozione popolare, il teatro popolare, l'architettura, l'urbanistica, materia medica e botanica, la storia dell' arte, la storia e la geografia locale. Le pubblicazioni di storia locale si concentrano soprattutto sulle località del Lungomonte Pisano (Uliveto, Calci, Ripafratta, Nicosia, Vico, Bientina e S. Maria a Monte)

Uliveto

Il piccolo paese di Uliveto, a soli 8 metri s.l.m., è una frazione di Vicopisano; ha avuto tre chiese poste sotto tre differenti iuspatronati, segno della notevole importanza riconosciuta anche nel medioevo a questo centro e alle capacità medicamentose delle sue acque mediominerali, meno ricche di Sali rispetto a quelle di Nicosia e altri paesi circostanti, ma piuttosto basiche bicarbonato-alcalino-terrose,utili nel combattere le gastriti se assunta a digiuno (in epoche in cui non c’erano certo i moderni inibitori di pompe), ma anche a facilitare la digestione e la diuresi(come da pubblicità del prodotto...) utile nel combattere le gastriti, ma capace La fonte che scaturisce alle falde dei monti pisani subito sopra questo paesino godeva di una certa fama già in un passato abbastanza remoto. Si racconta in occasione del passaggio per Vicopisano delle truppe del Barbarossa, lungo la strada di Bientina l'acqua dissetò le truppe imperiali stremate dalla lunga marcia. E’ testimoniata la presenza di un porto fluviale sull’Arno, che ancora oggi scorre piuttosto vicino, e la presenza di cave di pietra da cui verrebbe il calcare usato per la facciata di Santa Caterina. San Prospero di Uliveto

San Prospero fu la prima chiesa edificata nel paese, forse già prima del mille, sebbene l’assenza dei registri superiori impedisca di vedere se aveva le centinature di coronamento e quelle alle finestre che caratterizzano l’architettura pisana del basso medioevo, o non li abbia, e sia quindi riferibile ad un’epoca precedente. Dalle lapidi ai lati della porta si evince che ancora a metà dell’ottocento era chiesa officiata, sotto patronato Taccola, sebbene le fonti riportino la sua ripetuta parziale distruzione da parte delle piene dell’Arno. Le uniche strutture leggibili sono l’abside e una porticina con architrave a timpano sul lato sud. Recentemente è stata pure cinema parrocchiale all’aperto. ss.Salvatore . Nel loro volume le chiese di Pisa 2-vicariato lungomonte, Palliaga e Renzoni riportano l’edificazione ad opera dei patroni Upezzinghi o Cadolingi alla data 1857, autore Pietro Bernardini da Pistoia, dimenticando tuttavia che a quella data il ramo principale di quella nobile famiglia si era ormai esaurito come si può leggere nel libro della Cristiani testi”_Nobiltà e popolo nel comune di Pisa-”. Infine, perchè impegnarsi in una riedificazione totale, visto che alla fine dei lavori, 30 marzo 1857 come testimoniato dalla lapide sul transetto destro, i patroni donarono il loro diritto di elezione (o come si diceva allora“voce”) al vescovo di Pisa? Bisogna allora credere che la chiesa fosse precedente, come attestano il travertino che spunta in più punti sotto l’intonaco e la poderosa base modanata del campanile visibile anche nella foto sopra. Contiene inoltre arredi riferibili a date precedenti l’attuale aspetto, riferibili al pieno 1600(acquasantiera, fonte battesimale) che bisognerebbbe allora immaginare proviniente da un’altra pieve dotata di prerogative battesimali, di cui tuttavia non si trova traccia documentale. Pregevoli anche le tele coeve di Giovanni Stefano Maruscelli, autore anche dei dipinti a grottesche della facciata e della volta del palazzo dell’ orologio in piazza dei cavalieri. San Martino al bagno antico

Tipica per il suo campanile a vela, San Martino al bagno antico è attestata dal luglio 1282, anche se i caratteri del paramento e delle strutture possono riportarci anche a due secoli prima.Reca tra le due porte del lato destro, una con architrave a timpano ed una ad arco, l’impresa dei Lanfreducci che finanziarono il rimaneggiamento del 1605, di cui poco rimane dato che il portico a tre archi antistante fu rimosso due secoli dopo perchè pericolante(o forse per far spazio alle vicine terme!) il lato sud è invece rifatto dopo la seconda guerra, l’interno è spoglio, eccezion fatta per un affresco staccato del 1500. Agnano Pisano

è una frazione di San Giulianoin provincia di Pisa. Conta all'incirca seicento abitanti ed è situata in amena e civettuola posizione sulle pendici del Monte Pisano, tra la distesa di secolari uliveti e la macchia mediterranea. Nota nel corso di questo secolo soprattutto come Fattoria per le sue molteplici attività non solo agricole ma anche industriali e commerciali (per altro oggi del tutto cessate) dovute all'intraprendenza di Oscar Tobler, che per alcuni decenni fu Signore di Agnano e di una vasta estensione di terreni da Calci ad Asciano, la frazione ha in realtà dietro di sé una notevole storia, che affonda le sue radici nella preistoria e nella colonizzazione etrusco-romana (Agnano dal latino Annius). Nell'alto medioevo fu importante castello confinario della Repubblica Pisana. Una prima valida documentazione si ha nel 1164, allorché fu teatro di uno scontro armato tra Lucchesi e Pisani. In quel periodo pare fosse sotto la signoria dei Visconti ed è del 1168 il tradimento di Tancredi Visconti, che cedette per denaro la Fortezza di Agnano ai Lucchesi. Verso la metà del XIV secolo, l'arcivescovo di Pisa Giovanni Scarlatti vi fece costruire, si dice sulle rovine dell'antico castello, la chiesa di San Gerolamo, oggi chiesa parrocchiale di San Jacopo, e un convento per i frati Olivetani. Sul finire del XV secolo, il convento e le annesse proprietà furono acquistate da Lorenzo il Magnifico che, fatta costruire una villa (l'attuale villa Tadini), vi veniva spesso a villeggiare e a cacciare, ospitando uomini di lettere come il Poliziano e il Pulci. Con il matrimonio di Maddalena, figlia del Magnifico, con Franceschetto Cybo Malaspina, Agnano divenne proprietà di questa dinastia, che la conservò fino alla metà del '700. Dopo la tempesta napoleonica, la tenuta di Agnano tornò in possesso dell'ultima discendente dei Cybo, Maria Beatrice d'Este, duchessa di Modena e moglie dell'Arciduca d'Austria Ferdinando d'Asburgo Lorena. La tenuta d'Agnano confluì così nel patrimonio della casa imperiale austriaca ed è da questa, nella persona di Francesco Ferdinando d'Austria (ucciso poi nel 1914 nell'attentato di Sarajevo), che Oscar Tobler acquistò tutti i possedimenti di Agnano (compresa la chiesa e il celebre polittico trecentesco di Cecco di Pietro, allora ivi conservato), la tenuta di Calci e vasti terreni in Asciano il tutto per la somma di duemila lire-oro. Sposato a Virginia Ruschi ebbe un'unica figlia, Anna, andata poi sposa al conte Mario Tadini-Buoninsegni. Da quest'unione nacquero sei figli: dall'ultimo, conte Giovanni, la villa è passata all'attuale conte Lorenzo assieme a parte della tenuta e delle strutture produttive di vini acqua olio e derivati, ridotte per alienazioni.

23/09/2026

A Pisa esisteva un vero quartiere delle case di tolleranza.

Il Comune ne conserva ancora la memoria nella toponomastica: tra via delle Belle Donne, piazza Facchini e via dell’Occhio si trovava il quartiere cittadino legato alla prostituzione.
Il nome “via delle Belle Donne”, quindi, non è soltanto una curiosità.

Era una zona del centro, fatta di strade medievali, abitazioni, botteghe e locali frequentati da una popolazione molto diversa da quella dei percorsi turistici di oggi.
Nel 1958, con la legge Merlin, i bordelli della zona furono chiusi. Secondo la ricostruzione del Comune, alcuni locali vennero successivamente destinati al recupero delle ex pr******te.

Pisa ci ricorda così un aspetto importante: le case chiuse non vivevano necessariamente ai margini della città. Potevano trovarsi dentro il tessuto urbano quotidiano, a pochi passi dalle normali attività cittadine.

23/09/2026

ContempoART 2026 / Incontri con l'Arte contemporanea

Con il suo approccio critico e formativo, la manifestazione mira a sviluppare una sensibilità più consapevole verso l’arte contemporanea, incoraggiando una lettura attenta dei suoi molteplici significati. La ###II edizione conferma questa vocazione, proponendo un itinerario che valorizza la diversità delle esperienze artistiche e invita a riflettere sul ruolo dell’arte nella società di oggi: non solo come espressione creativa, ma come motore di dialogo, confronto e trasformazione.

Ecco gli artisti presenti a questa ###Ia edizione: Sergio Andreozzi, Franco Banti, Michele Bracciotti, Daniela Carta, Graziella Castelli, Ilaria Luboz, Mauro Molinari, Roberta Nido, Maria Teresa Pannunzio, Dario Restivo / Dar3s

23/09/2026

Oggetto: *Invito alla presentazione del libro e del progetto “1863-2026 La storia della Società Operaia di Cascina e del suo artigianato artistico”*

Gentilissime e Gentilissimi,
la Società Operaia di Cascina ha il piacere e l’onore di invitarVi alla presentazione ufficiale del volume e del progetto culturale: “1863-2026 La storia della Società Operaia di Cascina e il suo artigianato artistico”
L’evento si terrà *VENERDI 25 SETTEMBRE 2026, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale “P. Impastato” di Cascina*.

L’incontro vedrà la partecipazione del Sindaco di Cascina, Michelangelo Betti, dell’Assessora alla Cultura Francesca Mori, della Presidente della Società Operaia Meri Gronchi, del Vicepresidente Giovanni Chiatto e dell’autore del volume, lo storico Michele Quirici.

Nel corso del pomeriggio verrà inoltre proiettata un’inedita video-intervista a 18 protagonisti — tra artigiani, industriali e designer — che hanno reso celebre l'arte del mobile cascinese nel mondo.

Il progetto, nato per valorizzare l'artigianato locale e riscoprire la memoria storica della nostra comunità, si rivolge in modo particolare ai giovani e alle scuole del territorio attraverso donazioni del volume e laboratori pratici.

In attesa di poterVi accogliere, porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Società Operaia Cascina

23/09/2026

Dicesi "padule" la parte poco profonda; il "chiaro" quella navigabile da barchini; "scettine" o lenze o preselle (prædes, prædiculæ) le aree di bonifica

23/09/2026

Statua originale di Carlo Magno, risale alla fine del XV secolo, conservata all'interno della cripta della cattedrale di Grossmünster a Zurigo, in Svizzera. Secondo le leggende locali, fu lo stesso Carlo Magno a fondare la chiesa di Grossmünster dopo che il suo cavallo si inginocchiò sul luogo di sepoltura dei santi patroni di Zurigo, Felix e Regula. L'originale èstata spostata nella cripta per proteggerla dal maltempo ed è stata sostituita all'esterno da una copia.

23/09/2026

Indirizzo

Via Vicarese
Vicopisano

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