22/04/2026
Ieri è mancata la signora Calcagno Maria.
Per molti era “La Maria Badino”.
Per me e per la mia famiglia è sempre stata “la Zia Maria”.
In realtà non era zia nel senso stretto del termine, ma nei nostri affetti è sempre stata molto più di questo.
E noi, per lei, non eravamo semplici nipoti “lontani”.
Quello che ha rappresentato, e quello che ha fatto per le nostre vite — insieme allo zio Mingo (suo marito) e a Candida (la cognata) — è stato fondamentale, sia sul piano lavorativo che familiare.
Hanno permesso a due giovincelli di rilevare un’attività già avviata, con la fiducia che avremmo mantenuto quei valori umani che da sempre contraddistinguevano la loro realtà, nata negli anni ’30.
Mi è rimasto impresso nella mente l’archivio per le prenotazioni estive: una semplice insalatiera rettangolare con all’interno tanti cartoncini ritagliati a mano, allineati verticalmente.
Ogni cartoncino rappresentava un appartamento e, sotto il nome del proprietario, tutti mesi dell'anno con i nominativi dei clienti ospitati.
Tutto aveva il sapore di un’attività professionale, ma vissuta nella cucina di casa.
Ricordo anche lo zio Mingo, appassionato di caccia, sulla porta dell’agenzia, intento a spennare colombacci senza alcuna remora.
E ricordo perfettamente le parole della zia al momento del passaggio delle consegne.
In dialetto genovese mi disse:
“Guarda, come lavoro non possiamo insegnarti nulla, perché ora avete queste robe qui… i computer.
Ma ti dico solo una cosa: da quando esiste l’agenzia Badino non c’è un cliente che passa lì davanti e gira la testa dall’altra parte perché gli abbiamo fatto qualcosa di male… mi raccomando, continuate su questa strada.”
Spero, credo e so che sarebbero orgogliosi di sapere che quella promessa è stata mantenuta.
Ciao Zia Maria.
Grazie.
Adriano, Valerio, Maria, Luciano, Paola, Stefania, Chiara, Lorenzo, Simone, Lucia, Stefano