Lanza, risale al XIV secolo ed è stato ristrutturato in tempi recentissimi. Gioiello dell'edificio è il salone al piano nobile ( primo piano) voltato con un soffitto a cassettoni del 1500, retto tra travi mensolate perfettamente conservate; esso racconta di una vita sociale di rappresentanza nella seconda metà del 1600, attraverso gli affreschi, con allegorie dalle tematiche ancora misteriose e
con rose rinascimentali dalle rapide pennellate nervose e dalle lumeggiate in Oro. Le pitture, di elevato valore artisticho ed attribuite al pittore La Veglia, sono state affidate al restauro conservativo del Prof. Il salone al piano terra, raccolto e suggestivo, evidenzia la sua struttura tipicamente medievale per le sue volte ogivali con costolonatura originale a sezione rettangolare. Il Palazzo del Leoni è stato così denominato dall'Abate Incisa nel suo celebre manoscritto “ Asti nelle sue chiese ed Iscrizioni” per via della pietra angolare esterna raffigurante due figure zoomorfe. Il Palazzo appare nuovamente un secolo dopo nell'opera di Nicola Gabiani “ Le torri, le case forti ed i palazzi nobili medievali in Asti”. Nel medioevo la contrada degli Alfieri in Asti, si estendeva nella zona della città denominata "Contrada del Fè o de Feys" (l'attuale via Garetti); probabilmente uno dei palazzi principali era rappresentato dal palazzo dei Leoni o dei Parati, una bellissima "domus" ancora oggi presente con il classico fondaco medievale.