31/08/2026
Iniziamo anche questa settimana con la rubrica “Borghi&Libri” dedicata alla promozione del nostro territorio e alla divulgazione della letteratura.
Ogni lunedì mattina la foto di un paesaggio e la frase di un libro, per farvi sentire…a casa!
Questa settimana la frase è tratta da “La fiera della vanità” di William Makepeace Thackeray.
In foto uno scorcio del centro storico di Parolise (Av). Conserva le caratteristiche e l’atmosfera del borgo originario, con l’originario sistema difensivo medievale: suoi portali in pietra, le stradine lastricate, la chiesa di San Vitaliano risalente al XVII secolo con la vicina Torre dell’orologio del ‘600 e la chiesa di Santa Maria delle Grazie costruita nell’800. L’abitato sorge a pochi chilometri dalla città di Avellino, lungo una collina tra le valli del fiume Sabato e del fiume Calore. 661 è il numero degli abitanti con incremento di poche unità nell’ultimo decennio grazie alla vicinanza con Avellino, raggiungibile con l’auto in pochi minuti, che ha indotto numerosi abitanti del capoluogo a trasferirsi in quello che ne è ormai divenuto un quartiere residenziale ricco di verde. Parolise cominciò a svilupparsi, anzi ad aggregarsi sotto forma di Casale, attorno alla Torre dell’Orologio o Torre Campanaria, che fungeva da struttura di avvistamento e difesa, consentendo dall’alto della collina di tenere sotto controllo il panorama circostante. Lo sviluppo urbano procedette con notevole lentezza, in quanto il feudo di proprietà dei Capece, non godeva di una propria autonomia locale, che avrebbe consentito l’accrescimento del Casale in essere e la creazione di nuovi insediamenti. Tra il XVII ed il XVIII secolo si registrò l’espansione del paese lungo l’attuale Via Melfi, dove oggi si trovano i vari edifici gentilizi con portali ottocenteschi, pochi dei quali hanno conservato i cortili tardo-settecenteschi.
Fonte: https://sistemairpinia.provincia.avellino.it/en/comuni/parolise