09/08/2026
BOMBOLE DI GPL NELLE ABITAZIONI E IN CONDOMINIO: COSA PREVEDE REALMENTE LA NORMA UNI 7131:2023
Quante bombole di GPL si possono tenere in casa?
La domanda, posta in questi termini, rischia di condurre a una risposta incompleta. La sicurezza, infatti, non dipende soltanto dal numero delle bombole, ma anche dalla loro capacità, dalla cubatura del locale, dal luogo in cui vengono installate, dall’aerazione e dalle modalità di collegamento all’apparecchio utilizzatore.
Il principale riferimento tecnico è costituito dalla norma UNI 7131:2023, attualmente in vigore, che disciplina la progettazione, l’installazione, la modifica e la messa in servizio degli impianti a GPL per uso domestico e similare non alimentati da una rete di distribuzione.
La norma si applica sia agli impianti alimentati da una singola bombola, sia a quelli con più bombole collegate, comprendendo anche le operazioni di installazione e sostituzione delle bombole presso l’utenza.
PERCHÉ UNA NORMA UNI È COSÌ IMPORTANTE?
La UNI 7131:2023 è una norma tecnica e non una semplice raccolta di consigli.
Il D.M. 37/2008, applicabile anche agli impianti per la distribuzione e l’utilizzazione del gas, stabilisce che gli impianti devono essere realizzati secondo la regola dell’arte. Lo stesso decreto riconosce agli impianti eseguiti nel rispetto delle norme UNI una presunzione di conformità alla regola dell’arte.
La norma tecnica, pertanto, rappresenta il parametro concreto attraverso il quale verificare se un impianto domestico alimentato a GPL sia stato realizzato e mantenuto secondo adeguate condizioni di sicurezza.
NON ESISTE UN UNICO LIMITE VALIDO PER QUALSIASI LOCALE
La UNI 7131:2023 commisura la quantità di GPL installabile alla cubatura del locale:
– nei locali con cubatura fino a 10 metri cubi non è consentita l’installazione di bombole;
– nei locali con cubatura superiore a 10 e fino a 20 metri cubi può essere installata una sola bombola di capacità non superiore a 15 kg;
– nei locali con cubatura superiore a 20 e fino a 50 metri cubi possono essere installate non più di due bombole, per una capacità complessiva non superiore a 20 kg;
– nei locali con cubatura superiore a 50 metri cubi possono essere installate non più di due bombole, per una capacità complessiva non superiore a 30 kg.
A questi limiti riferiti al singolo locale si aggiunge un ulteriore limite generale: all’interno dell’intera abitazione la capacità complessiva delle bombole installate non può superare i 40 kg.
Questo significa che il limite complessivo di 40 kg non autorizza a collocare liberamente tale quantità di GPL in una sola stanza. Devono essere rispettati contemporaneamente sia il limite generale dell’abitazione sia quello previsto per la cubatura di ciascun locale.
INSTALLAZIONE NON SIGNIFICA DEPOSITO
Un altro aspetto spesso trascurato riguarda la differenza tra una bombola installata e una bombola semplicemente conservata come scorta.
La norma disciplina l’impiego delle bombole collegate agli apparecchi utilizzatori, ma non consente di trasformare l’abitazione, il balcone, il ripostiglio o una parte comune del condominio in un deposito di recipienti pieni, parzialmente pieni o apparentemente vuoti.
Le bombole non collegate agli apparecchi, comprese quelle considerate vuote, non devono essere conservate presso l’utenza. Una bombola vuota può infatti contenere residui di GPL e vapori ancora infiammabili e deve essere riconsegnata al rivenditore autorizzato.
DOVE NON POSSONO ESSERE INSTALLATE?
La UNI 7131 esclude l’installazione delle bombole:
– nei locali posti a un livello inferiore rispetto al piano di campagna;
– nelle camere da letto;
– nei bagni, nelle docce e nei servizi igienici;
– nelle autorimesse, nei garage, nei box e negli altri locali classificati a rischio d’incendio;
– in prossimità di materiali combustibili, fonti di calore, prese e interruttori elettrici;
– vicino a prese d’aria, condotti, caditoie o aperture comunicanti con locali situati a un livello inferiore.
La ragione è legata alle caratteristiche fisiche del GPL: essendo più pesante dell’aria, in caso di perdita tende a scendere e ad accumularsi nelle zone più basse, dove può formare una miscela esplosiva.
Non è quindi sufficiente affermare che il locale sia “grande” o che la bombola sia “quasi vuota”. Occorre verificare concretamente posizione, ventilazione, distanza dalle possibili fonti di innesco e conformità dei collegamenti.
La bombola deve inoltre essere mantenuta in posizione verticale, con la valvola rivolta verso l’alto, stabile e protetta dagli urti, dall’irraggiamento solare diretto e dalle fonti di calore.
IMPIANTO E RESPONSABILITÀ DELL’UTILIZZATORE
Il D.M. 37/2008 impone che la realizzazione e la modifica dell’impianto del gas siano affidate a imprese abilitate. Al termine dei lavori, l’impresa deve rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dall’articolo 7 del decreto.
Il proprietario o l’utilizzatore dell’abitazione, ai sensi dell’articolo 8 dello stesso decreto, deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza dell’impianto e osservare le istruzioni di uso e manutenzione.
Particolare attenzione deve essere prestata al regolatore di pressione, al tubo flessibile, alla relativa data di sostituzione, alle fascette e ai raccordi. Una bombola perfettamente integra può diventare pericolosa se collegata mediante componenti deteriorati, non compatibili o installati artigianalmente.
IL LIMITE DEI 75 KG E LA PREVENZIONE INCENDI
Il D.P.R. 151/2011 sottopone ai procedimenti di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco i depositi di gas infiammabili liquefatti in recipienti mobili quando viene raggiunta una massa complessiva di almeno 75 kg.
Questo limite, però, non deve essere confuso con quello domestico.
La soglia dei 75 kg serve a individuare le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Non autorizza a detenere 75 kg di GPL all’interno di un appartamento, dove continua a operare il limite massimo di 40 kg stabilito dalla UNI 7131:2023, insieme alle ulteriori limitazioni relative ai singoli locali.
IN CONDOMINIO, QUAL È IL RUOLO DELL’AMMINISTRATORE?
Quando la bombola è installata all’interno di un’abitazione privata, la responsabilità del suo corretto utilizzo ricade principalmente sul proprietario e sull’occupante.
L’amministratore non possiede un potere generale di ispezione delle abitazioni e non può entrare nell’appartamento sulla base di un semplice sospetto.
La situazione cambia quando:
– le bombole vengono depositate nelle scale, nei sottoscala, nei locali tecnici, nei corridoi, nelle autorimesse o in altre parti comuni;
– la collocazione ostacola le vie di passaggio o di evacuazione;
– viene segnalata una perdita di gas;
– dalla proprietà privata deriva un pericolo concreto per le parti comuni, per l’edificio o per gli altri residenti;
– il regolamento condominiale di natura contrattuale contiene specifiche limitazioni alla detenzione di materiali infiammabili.
In questi casi l’amministratore deve intervenire nell’ambito delle proprie attribuzioni: richiamare formalmente l’interessato, chiedere la rimozione della situazione di rischio, tutelare le parti comuni e, quando il pericolo è attuale o immediato, interessare senza ritardo i Vigili del Fuoco e le autorità competenti.
Una deliberazione assembleare, invece, non può vietare indiscriminatamente un utilizzo legittimo all’interno della proprietà privata se manca una chiara previsione di natura contrattuale. L’assemblea può però disciplinare l’uso delle parti comuni e impedire comportamenti che compromettano la sicurezza dell’edificio.
NON È UNA QUESTIONE DI ALLARMISMO, MA DI RESPONSABILITÀ
La presenza di una bombola di GPL non costituisce automaticamente un’irregolarità. Diventa pericolosa quando viene collocata in un ambiente non consentito, conservata come scorta, collegata in maniera approssimativa oppure lasciata senza controlli.
La domanda corretta, quindi, non è soltanto: “Quante bombole posso tenere in casa?”, ma:
Dove sono installate?
Qual è la cubatura del locale?
Qual è la quantità complessiva di GPL?
La bombola è collegata correttamente?
Il locale è adeguatamente aerato?
L’impianto rispetta la UNI 7131:2023?
La sicurezza condominiale comincia dalla conoscenza delle regole e dal rispetto responsabile degli spazi privati e comuni.