Studio Immobiliare Griffoni

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17/06/2026

Da sabato la rassegna «Il Cinema Ritrovato» dedicata al restauro dei capolavori. Nata 40 anni fa da un gruppo di giovani: come è diventata un fenomeno con 140 mila presenze in nove giorni

09/06/2026

Qui sotto non c’è un semplice sottosuolo.
Qui sotto c’è ancora una città che funziona.

A Bologna succede una cosa bellissima e un po’ strana: cammini in mezzo al traffico, tra vetrine, autobus, semafori, e sotto i tuoi piedi passa ancora il vecchio disegno romano. In viale Rialto e in via Rizzoli non stai soltanto attraversando il centro. Stai passando sopra Bononia.

E non è una parola messa lì per fare scena.
È proprio così: lungo il decumano massimo della città romana, l’asse principale che tagliava l’abitato, sono rimaste fognature in muratura che raccolgono ancora l’acqua delle strade moderne. Il vecchio tracciato non è stato cancellato del tutto. Si è fatto più basso. Più nascosto. Ma è rimasto lì, a reggere il peso della città nuova.

Questa è la cosa che colpisce di più.
Noi guardiamo i palazzi, i bar, le insegne, i passanti.
I Romani avevano già messo lì la loro linea.
E quella linea, per certi versi, non ha mai smesso di contare.

C’è un frammento di strada romana che nel 1959 è riaffiorato proprio in via Rizzoli. Un pezzo originale del decumano massimo. Non un ricordo, non una ricostruzione: roba vera, antica, arrivata fin lì attraverso i secoli, i lavori, i rifacimenti, le mani di chi ha scavato e di chi ha costruito sopra.

E mentre sopra si cambia tutto, sotto resta la logica.
Le fognature seguono l’andamento del vecchio impianto urbano.
L’acqua cerca la strada più comoda.
Il sottosuolo si adatta al disegno di chi ha costruito prima.
Per questo certe città non si capiscono solo guardando i muri che vedi. Bisogna immaginare anche quello che sta sotto. E Bologna, in questo, è una maestra.

Tra via Rizzoli e viale Rialto il colpo d’occhio è sempre lo stesso: gente che corre, motorini, borse della spesa, telefoni alzati, vetrine accese.
Ma sotto quella confusione continua a lavorare una macchina vecchia di secoli.
Una città romana che non è sparita.
Si è solo messa a fare il suo dovere nel buio.

E forse è proprio questo il punto.
Le città non vivono solo di ciò che mostrano.
Vivono anche di quello che nascondono bene.
A Bologna, sotto i passi di tutti, c’è ancora il respiro della Bononia romana. E quando piove, quell’eredità torna utile davvero. Non fa scena. Non si vede quasi niente. Però tiene.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1959: rinvenuto in via Rizzoli un frammento originale del decumano massimo
👉 via Rizzoli e viale Rialto corrono sopra il vecchio tracciato romano
👉 sotto il centro scorrono ancora fognature in muratura di Bononia
👉 queste canalizzazioni raccolgono l’acqua delle strade moderne
👉 la via Aemilia attraversava Bononia lungo il decumano massimo
📚 Fonti: bolognawelcome, treccani

09/06/2026
23/05/2026

Via d’Azeglio è una delle strade più famose ed eleganti di Bologna, Italia. Situata nel centro storico della città, collega la zona di Piazza Maggiore con Porta San Mamolo e ha sempre svolto un ruolo importante nella vita sociale e culturale di Bologna. Oggi è considerata una delle strade più attraenti della città sia per i residenti che per i turisti.

La strada prende il nome da Massimo d’Azeglio, scrittore, pittore e uomo politico italiano, nel 1866. In precedenza, alcune parti della strada avevano nomi diversi, tra cui Via San Mamolo.

Via d’Azeglio è conosciuta per la sua atmosfera elegante, i suoi splendidi edifici storici, i negozi raffinati, i caffè e i ristoranti. La parte settentrionale vicino a Piazza Maggiore è un’area pedonale, rendendola un luogo piacevole per passeggiare e godersi l’atmosfera della città. A differenza di molte altre strade di Bologna, gran parte di Via d’Azeglio presenta pochi portici, caratteristica che le conferisce un aspetto particolare.

La strada è anche legata al celebre cantautore bolognese Lucio Dalla, che vi abitò per molti anni. Durante il periodo natalizio, Via d’Azeglio diventa particolarmente famosa grazie alle sue splendide luci e decorazioni che attirano migliaia di visitatori.

Oggi Via d’Azeglio rappresenta una perfetta combinazione di storia, cultura e vita moderna della città. Rimane un simbolo importante di Bologna, dove le persone possono vivere la bellezza, il fascino e lo spirito vivace della città.

16/05/2026

Le 12 Porte di Bologna

Le antiche porte di Bologna rappresentano uno dei simboli più importanti della storia medievale della città. Queste maestose porte facevano parte delle mura costruite tra il XIII e il XIV secolo per proteggere Bologna da invasioni e attacchi nemici. Ancora oggi, le porte raccontano il passato glorioso della città e conservano il fascino dell’architettura medievale italiana.

Le dodici porte principali formavano l’ingresso alla città antica e collegavano Bologna alle grandi strade commerciali d’Italia. Ogni porta aveva un’importanza strategica e prendeva il nome dalla strada o dalla zona verso cui conduceva.

Le 12 porte storiche

Porta Maggiore

Una delle porte più famose e monumentali di Bologna. Collegava la città alle strade dirette verso Ravenna e Rimini. È caratterizzata da grandi torri e da un’imponente struttura medievale.

Porta San Donato

Situata nella parte nord-est della città, era il punto di accesso per chi arrivava da Ferrara e dal Veneto. Conserva ancora oggi un forte aspetto medievale.

Porta Mascarella

Piccola ma storica, era utilizzata soprattutto per il commercio e i collegamenti locali. La sua architettura semplice riflette lo stile difensivo medievale.

Porta Galliera

Importante ingresso settentrionale della città, collegato alla strada verso Padova e Venezia. Vicino alla porta sorgeva l’antica fortezza papale.

Porta Lame

Storicamente legata alle aree paludose intorno a Bologna, questa porta è diventata simbolo anche della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale.

Porta San Felice

Situata a ovest della città, conduceva verso Modena e la Via Emilia. È una delle porte meglio conservate e più fotografate dai turisti.

Porta Saragozza

Celebre per il lungo portico che porta al Santuario della Madonna di San Luca. È uno dei luoghi più iconici e amati di Bologna.

Porta Santo Stefano

Elegante e raffinata, collegava la città con la Toscana. È vicina ad alcune delle zone storiche più belle di Bologna.

Porta Castiglione

Porta medievale immersa in un quartiere elegante e tranquillo. Anticamente era un accesso importante verso gli Appennini.

Porta San Mamolo

Situata nella zona sud della città, vicino alle colline bolognesi. Offre un’atmosfera romantica e storica.

Porta Sant’Isaia

Importante accesso occidentale della città medievale. Era utilizzata da mercanti e viaggiatori provenienti dalle campagne circostanti.

Porta San Vitale

Collegava Bologna alla strada verso Ravenna. Ha avuto un ruolo importante nei commerci e nei trasporti medievali.

Importanza storica

Le porte di Bologna non erano semplici ingressi cittadini: rappresentavano il potere, la ricchezza e l’organizzazione della città medievale. Ogni porta era sorvegliata da guardie e torri difensive, mentre le mura proteggevano cittadini, mercanti e studenti dell’antica università.

Ancora oggi, passeggiando lungo i viali che circondano il centro storico, è possibile ammirare queste magnifiche strutture che uniscono storia, arte e cultura italiana. Le porte di Bologna sono diventate simboli turistici e fotografici della città, amate sia dai residenti sia dai visitatori provenienti da tutto il mondo.

Le dodici porte raccontano la lunga storia di Bologna e rappresentano un ponte tra il passato medievale e la vita moderna della città.

04/05/2026

TRILOCALE IN SANTO STEFANO I nostri immobili (52) Trilocale (10) Bologna (9) TRILOCALE IN SANTO STEFANO Condividi su Facebook Invia su WhatsApp €420.000 Vedi mappa Tipologia immobile: Trilocale Rif. #: VN0405 Contratto: in vendita Città: Bologna Quartiere/Zona: Santo Stefano Indirizzo: via della ...

01/05/2026

La storia del Santuario della Madonna di San Luca è una delle più affascinanti e autentiche di Bologna—nata da fede, leggenda e devozione popolare.

Tutto inizia nel XII secolo, quando un pellegrino greco arrivò a Bologna portando con sé un’icona sacra della Madonna col Bambino. Secondo la tradizione, questa immagine—attribuita a San Luca Evangelista—gli era stata affidata a Costantinopoli con la richiesta di portarla su un “monte della Guardia”.

Dopo un lungo viaggio, il pellegrino raggiunse Bologna. Qui, gli abitanti accolsero l’icona e decisero di costruire un piccolo luogo di culto sulla collina indicata. Nacque così il primo santuario, semplice ma profondamente simbolico.

Col passare dei secoli, la devozione crebbe. Nel XVII e XVIII secolo venne costruito l’attuale santuario, più grande e maestoso, insieme al celebre portico: un percorso coperto di quasi 4 km con 666 archi che collega la città al santuario. Questo portico non era solo architettura—era un cammino spirituale, un modo per accompagnare i fedeli in pellegrinaggio, protetti dal sole e dalla pioggia.

Ancora oggi, ogni anno, l’icona della Madonna viene portata in processione dal santuario fino al centro città, attraversando quel lungo portico. È una tradizione viva, che unisce passato e presente.

Il Santuario di San Luca non è solo una chiesa.
È un viaggio—costruito tra leggenda, fede e il desiderio umano di salire verso qualcosa di più alto.

01/05/2026

Circondate dalla memoria e dal mattone, le porte medievali di Bologna tracciano il profilo di una città che un tempo controllava ogni ingresso e uscita. Costruite tra il XII e il XIV secolo, queste dodici porte—Porta Maggiore, San Vitale, San Donato, Mascarella, Galliera, Lame, San Felice, Sant’Isaia, Saragozza, San Mamolo, Castiglione e Santo Stefano—costituivano un confine vivo tra sicurezza e incertezza.

Ogni porta guardava verso una strada diversa, verso un destino diverso. I mercanti entravano da Porta Maggiore con merci provenienti da est, i pellegrini attraversavano Porta Saragozza diretti verso le colline sacre, mentre i soldati sorvegliavano Porta Galliera, attenti ai pericoli oltre le mura. Le porte non erano semplici ingressi—erano punti di controllo di potere, commercio e identità.

Oggi le mura sono in gran parte scomparse, ma le porte restano, sparse come segni nel tessuto della città moderna. Dove un tempo le guardie interrogavano gli stranieri, ora scorre il traffico. Eppure, il senso del passaggio rimane: attraversare una porta di Bologna significa ancora muoversi, silenziosamente, tra i secoli.

21/04/2026

QUADRILOCALE CON TERRAZZINO IN SARAGOZZA I nostri immobili (46) Quadrilocale (5) Bologna (2) QUADRILOCALE CON TERRAZZINO IN SARAGOZZA Condividi su Facebook Invia su WhatsApp €1.300 / mese Vedi mappa Tipologia immobile: Quadrilocale Rif. #: AN120 Contratto: in locazione Città: Bologna Quartiere/Zo...

19/04/2026

Bologna era il quinto porto del mondo. Non ha mai visto il mare.

E non ha neanche un fiume navigabile naturale. Eppure, per secoli, dal centro della città partivano carichi di seta, marmi di Carrara, sale e canne dell'Adriatico verso Ferrara, il Po e Venezia.

Nel 1548 il Senato di Bologna affidò il progetto a Jacopo Barozzi da Vignola — lo stesso che avrebbe disegnato la chiesa del Gesù a Roma, il modello di ogni chiesa gesuitica del mondo. Il suo compito: costruire un porto dentro le mura di una città di pianura.

Il risultato fu il Porto del Navile: 76 metri di lunghezza, 11 di larghezza, incassato nel cuore urbano. Non era uno scalo di fortuna. Era un'infrastruttura progettata a tavolino, con un sistema di chiuse ispirato direttamente alle 'porte vinciane' — gli studi idraulici di Leonardo da Vinci.

Quelle chiuse regolavano il livello dell'acqua lungo il Canale Navile, creando una via navigabile artificiale che collegava Bologna alla pianura padana e da lì al mare. Un'autostrada d'acqua costruita dove l'acqua, per natura, non avrebbe dovuto scorrere.

E qui arriva il bello. Al suo apice, il porto di Bologna muoveva più merci del porto di città costiere che oggi consideriamo storicamente dominanti. Quinto al mondo. In una città senza costa, senza estuario, senza nulla che facesse pensare a un porto.

Spoiler: quel sistema funzionò per quasi quattro secoli. Il porto chiuse solo nel 1934, quando il trasporto su rotaia rese inutile navigare i canali.

Di tutto quel complesso è rimasto in piedi un solo edificio: la Salara, il magazzino dove veniva stoccato il sale che arrivava via barca. Oggi la Salara è il Cassero LGBTI+, uno dei centri culturali più noti della città.

Lo stesso edificio. La stessa pietra. Quattro secoli e mezzo di storia dentro le mura di Bologna — e quasi nessuno sa cosa ci fosse prima.

In breve:
Nel 1548 Vignola costruì a Bologna un porto fluviale di 76x11 metri dentro le mura cittadine
Grazie a un sistema di chiuse ispirato a Leonardo, Bologna divenne il quinto porto mondiale per merci
L'unico edificio superstite del porto — la Salara — è oggi il Cassero LGBTI+

Indirizzo

Via Massimo D'Azeglio 64c
Bologna
40123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+390516569131

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