09/06/2026
Qui sotto non c’è un semplice sottosuolo.
Qui sotto c’è ancora una città che funziona.
A Bologna succede una cosa bellissima e un po’ strana: cammini in mezzo al traffico, tra vetrine, autobus, semafori, e sotto i tuoi piedi passa ancora il vecchio disegno romano. In viale Rialto e in via Rizzoli non stai soltanto attraversando il centro. Stai passando sopra Bononia.
E non è una parola messa lì per fare scena.
È proprio così: lungo il decumano massimo della città romana, l’asse principale che tagliava l’abitato, sono rimaste fognature in muratura che raccolgono ancora l’acqua delle strade moderne. Il vecchio tracciato non è stato cancellato del tutto. Si è fatto più basso. Più nascosto. Ma è rimasto lì, a reggere il peso della città nuova.
Questa è la cosa che colpisce di più.
Noi guardiamo i palazzi, i bar, le insegne, i passanti.
I Romani avevano già messo lì la loro linea.
E quella linea, per certi versi, non ha mai smesso di contare.
C’è un frammento di strada romana che nel 1959 è riaffiorato proprio in via Rizzoli. Un pezzo originale del decumano massimo. Non un ricordo, non una ricostruzione: roba vera, antica, arrivata fin lì attraverso i secoli, i lavori, i rifacimenti, le mani di chi ha scavato e di chi ha costruito sopra.
E mentre sopra si cambia tutto, sotto resta la logica.
Le fognature seguono l’andamento del vecchio impianto urbano.
L’acqua cerca la strada più comoda.
Il sottosuolo si adatta al disegno di chi ha costruito prima.
Per questo certe città non si capiscono solo guardando i muri che vedi. Bisogna immaginare anche quello che sta sotto. E Bologna, in questo, è una maestra.
Tra via Rizzoli e viale Rialto il colpo d’occhio è sempre lo stesso: gente che corre, motorini, borse della spesa, telefoni alzati, vetrine accese.
Ma sotto quella confusione continua a lavorare una macchina vecchia di secoli.
Una città romana che non è sparita.
Si è solo messa a fare il suo dovere nel buio.
E forse è proprio questo il punto.
Le città non vivono solo di ciò che mostrano.
Vivono anche di quello che nascondono bene.
A Bologna, sotto i passi di tutti, c’è ancora il respiro della Bononia romana. E quando piove, quell’eredità torna utile davvero. Non fa scena. Non si vede quasi niente. Però tiene.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1959: rinvenuto in via Rizzoli un frammento originale del decumano massimo
👉 via Rizzoli e viale Rialto corrono sopra il vecchio tracciato romano
👉 sotto il centro scorrono ancora fognature in muratura di Bononia
👉 queste canalizzazioni raccolgono l’acqua delle strade moderne
👉 la via Aemilia attraversava Bononia lungo il decumano massimo
📚 Fonti: bolognawelcome, treccani