01/11/2024
❌ 1- Gli affitti brevi non sono redditizi come gli affitti tradizionali ❌
✅ In realtà, con una gestione professionale, gli affitti brevi sono in grado di generare un reddito molto superiore rispetto agli affitti a lungo termine, questo grazie a tariffe giornaliere più elevate e al prezzo per persone aggiuntive o servizi particolari richiesti dagli ospiti.
❌ 2- Bisogna avere una casa in una località turistica ❌
✅ Gli affitti brevi funzionano anche fuori città o in poli non turistici. La domanda, infatti, proviene anche da viaggiatori d'affari, studenti o persone che si trasferiscono temporaneamente per motivi personali, che vanno dalla passione per lo sport, fino alla visita ad amici e parenti o ancora per un weekend fuori dal caos di città con la propria famiglia!
❌ 3- Gli ospiti degli affitti brevi danneggiano le proprietà ❌
✅ Questo è il falso mito per eccellenza, dalle statistiche emerse da Booking infatti risulta che vengono effettuate richieste di risarcimento danni su 1 prenotazione ogni 5000, per avere un idea più precisa: se avessimo il 100% di occupazione con soggiorni di una notte singola, si tratta di un danno ogni 13 anni e mezzo. Inoltre piattaforme come AirBnb e Booking offrono polizze assicurative specifiche per coprire eventuali incidenti per importi fino a 3.000.000$.
❌ 4- Bisogna abbassare i prezzi per essere competitivi ❌
✅ Si pensa che per essere competitivi basti abbassare i prezzi, ma quando lo si fa spesso non si ricevono comunque prenotazioni. Gli ospiti, infatti, cercano sempre più qualità, esperienze e servizi.
Come host il nostro dovere è promuovere la nostra struttura con fotografie di qualità che valorizzino la struttura, una descrizione pensata per vendere il soggiorno e un'ottima conoscenza dei sistemi di ranking delle piattaforme.
❌ 5- Gli affitti brevi sono solo una moda passeggera e ❌
✅ Falso, la domanda di soggiorni di breve durata è in costante crescita, grazie a cambiamenti delle abitudini di viaggio, del lavoro da remoto e da una maggiore facilità di spostamento.
Non si tratta di una moda, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui le persone scelgono di viaggiare e vivere.