27/11/2018
Un intervento che in ogni caso fa riflettere molto quello di Philippe Daverio, durante l’assemblea “Sindaci d’Italia” tenutasi ieri a Roma presso il centro congressi La Nuvola, al quale ho avuto l'onore di partecipare delegato dal nostro sindaco. Riporto il passaggio finale del suo discorso:
“Cent’anni fa noi eravamo il paese più bello d’Europa, ma anche il paese più povero d’Europa; oggi siamo un paese agiato in Europa, ma non siamo più il paese più bello d’Europa. Rispetto agli anni passati l’Italia di oggi è oggettivamente “lordata” e oggettivamente imbruttita e ha cambiato totalmente il sapore… sarebbe anche ora che prendessimo coscienza di un fenomeno assai curioso: il paese non è mica brutto perché gli italiani hanno cattivo gusto.. un po’ anche per quello, non salviamoli tutti, ma il paese Italia è diventato brutto perché la legge ci ha imposto che diventasse brutto.
La normativa urbanistica italiana si chiama ancora oggi “norma transitoria”.. dal 1967 non è mai diventata una legge stabile, è stata varata in conseguenza ai crolli di Agrigento, che hanno generato una paura per gli edifici costruiti uno accanto all’altro, pertanto oggi noi costruiamo una casa a 4, 7, 12 metri dall’altra … sono nati i “funghetti” infiniti delle nostre periferie. Le città dalle quali provenite, i PAESI, proprio quelli veri, le identità dalle quali provenite sono fatte di strade e di case che in futuro non ci saranno mai più. O abbiamo il coraggio di cambiare la normativa italiana, oppure questi PAESI non saranno altro che dei fossili. Questi fossili devono riprendere vita. Vorrei che un giorno vicino del nostro futuro i sindaci dei piccoli comuni, proprio perché rappresentano quella identità architettonica, estetica e storica, si organizzassero per portare al governo una richiesta molto seria: cambiare radicalmente la normativa urbanistica, e consentire a un futuro nostro di fare un’Italia bella com’era l’Italia del nostro passato.”