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RE - COND Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di RE - COND, Immobiliare, Via Plebiscito, 24, Castellana Grotte.

RE-COND, nata dalla fusione di diverse associazioni di amministratori di condominio con un obiettivo chiaro e ambizioso: ridefinire il modello formativo della categoria, proiettandolo verso il futuro.

📚 FORMAZIONE, CONFRONTO E FUTURO: IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND📍 Taranto – Delfino Hotel Taranto HO Collection📅 1...
09/09/2026

📚 FORMAZIONE, CONFRONTO E FUTURO: IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND

📍 Taranto – Delfino Hotel Taranto HO Collection
📅 1 • 2 • 3 ottobre 2026

RE-COND presenta il programma scientifico del Primo Congresso Nazionale, tre giornate dedicate agli amministratori di condominio e ai professionisti del settore immobiliare.

🎓 L'EVENTO È VALIDO AI SENSI DEL D.M. 140/2014 PER L'ANNO 2026, con un articolato percorso formativo dedicato all'aggiornamento professionale dell'amministratore di condominio.

Durante le giornate dell'1 e 2 ottobre saranno affrontati temi di grande attualità: intelligenza artificiale, mediazione e arbitrato, sicurezza nei cantieri, responsabilità dell'amministratore, fiscalità condominiale, mercato energetico, verifiche e controlli, responsabilità penale, gestione dei debiti condominiali e nuove prospettive della professione.

🇮🇹 Sabato 3 ottobre sarà invece la giornata del Congresso Nazionale RE-COND, con il confronto sul futuro dell'associazione e della professione, la discussione dei temi congressuali e le elezioni delle cariche associative nazionali.

Un appuntamento che vuole unire formazione, innovazione, rappresentanza e crescita professionale.

👉 Consulta nella locandina il programma completo con orari, relatori e interventi.

📲 Scansiona il QR Code per tutte le informazioni.
🌐 www.recond.it

RE-COND – Rete Amministratori Immobiliari e Condominiali
Insieme, costruiamo il futuro del condominio.

Un ringraziamento ai Main Sponsor Unoenergy e Apulia Power per il sostegno all'iniziativa.

Condominio Taranto2026 AmministrazioneCondominiale Formazione ProfessionistiDelCondominio

09/09/2026

La scorsa settimana, ho ottenuto più di 50 reazioni sui miei post. Grazie a tutti per il sostegno! 🎉

🏢 AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO, IL FUTURO DELLA PROFESSIONE SI COSTRUISCE INSIEME!📣 1 • 2 • 3 OTTOBRE 2026 – TARANTOSta ...
07/09/2026

🏢 AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO, IL FUTURO DELLA PROFESSIONE SI COSTRUISCE INSIEME!

📣 1 • 2 • 3 OTTOBRE 2026 – TARANTO

Sta arrivando il PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND, tre giornate dedicate agli amministratori di condominio e a tutti i professionisti che vogliono essere protagonisti del cambiamento.

📍 Delfino Hotel Taranto – HO Collection
📅 1, 2 e 3 ottobre 2026

🎓 FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

L'evento è valido ai sensi del DM 140/2014 per l'anno 2026, con formazione e aggiornamento dedicati alla professione di amministratore di condominio.

Ma non sarà soltanto formazione.

🤝 Networking e confronto tra professionisti
💡 Innovazione e nuove competenze
🏢 Evoluzione della gestione condominiale
🌱 Sostenibilità e digitalizzazione
🎤 Esperti e relatori di rilievo nazionale
🚀 Una nuova visione per il futuro della professione

🇮🇹 È IL MOMENTO DI ESSERCI!

RE-COND vuole costruire una rete nazionale forte, qualificata e rappresentativa degli amministratori immobiliari e condominiali.

Partecipare al Congresso significa entrare in un percorso di crescita professionale e contribuire alla costruzione di una nuova cultura dell'amministrazione condominiale.

🟢 ISCRIVITI A RE-COND PER IL 2026

Se sei un amministratore di condominio e vuoi far parte di questo progetto, puoi aderire a RE-COND per l'anno 2026 e partecipare alle attività, alla formazione e alla vita associativa.

📩 Per informazioni e iscrizioni:
[email protected]

👉 Non essere spettatore del cambiamento. Diventa protagonista.

RE-COND – Insieme, costruiamo il futuro del condominio.

DM1402014 Formazione AmministrazioneCondominiale Professionisti Networking Innovazione GestioneCondominiale Associazione Iscrizioni2026

🏢🇮🇹 PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND📍 Taranto | 1 – 2 – 3 ottobre 2026Tre giorni dedicati al presente e al futuro dell’...
04/09/2026

🏢🇮🇹 PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND

📍 Taranto | 1 – 2 – 3 ottobre 2026

Tre giorni dedicati al presente e al futuro dell’amministrazione condominiale, con professionisti, esperti e operatori del settore provenienti da tutta Italia.

🎓 FORMAZIONE PROFESSIONALE – D.M. 140/2014

Il Congresso assume un valore ancora più importante per gli amministratori di condominio: l’evento formativo è valido ai fini dell’aggiornamento periodico previsto dal D.M. 13 agosto 2014, n. 140 per l’anno 2026, secondo il percorso e le modalità previste dal programma.

Il D.M. 140/2014 prevede infatti per gli amministratori l’aggiornamento con cadenza annuale, attraverso un corso della durata di almeno 15 ore, dedicato anche all’evoluzione normativa e giurisprudenziale e alla trattazione di casi teorico-pratici.

💡 Formazione, innovazione, networking, sicurezza, sostenibilità e digitalizzazione saranno al centro di tre giornate pensate per chi vuole affrontare con maggiore preparazione le nuove sfide della professione.

📅 1 – 2 – 3 OTTOBRE 2026
📍 Delfino Hotel Taranto – HO Collection
Viale Virgilio, 66 – Taranto

🤝 RE-COND non è soltanto formazione: è confronto, partecipazione e costruzione di una nuova cultura della gestione condominiale.

👉 Partecipa al Primo Congresso Nazionale RE-COND.
Insieme, costruiamo il futuro del condominio.

Per iscriversi al corso, inviare una mail all'indirizzo [email protected]

Sanatorie edilizie e condominio: «Il Parlamento ascolti chi ogni giorno amministra gli immobili».L’intervento dell’avvoc...
30/08/2026

Sanatorie edilizie e condominio: «Il Parlamento ascolti chi ogni giorno amministra gli immobili».

L’intervento dell’avvocato Isidoro Tricarico, Segretario nazionale RE-COND, sulla riforma dell’edilizia all’esame della Camera

La discussione parlamentare sulla riforma della disciplina edilizia sta entrando in una fase particolarmente delicata. Il disegno di legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni interviene, tra gli altri aspetti, sulla classificazione delle difformità, sulla regolarizzazione degli abusi storici, sulle procedure di sanatoria, sullo stato legittimo degli immobili e sulla semplificazione dei titoli edilizi.

Un tema che, secondo l'avvocato Isidoro Tricarico, Segretario nazionale RE-COND, non può però essere affrontato senza considerare una realtà che riguarda milioni di cittadini: il condominio.

«Il dibattito sulle sanatorie edilizie – sottolinea Tricarico – non può limitarsi al rapporto tra il singolo proprietario e la Pubblica Amministrazione. Quando l'immobile si trova all'interno di un condominio, qualsiasi intervento di regolarizzazione può avere conseguenze anche sulle parti comuni e sui diritti degli altri condòmini».

Il rischio è creare una sanatoria "a metà".

Il problema nasce dalla particolare natura del patrimonio immobiliare italiano.

Un'abitazione non è sempre un'entità isolata. In un condominio, una modifica realizzata all'interno di una singola unità immobiliare può interessare, direttamente o indirettamente, facciate, strutture, balconi, impianti, scarichi, parti comuni e persino le tabelle millesimali.

«È necessario – spiega il Segretario nazionale RE-COND – distinguere chiaramente la regolarizzazione amministrativa dell'abuso dagli effetti che quella regolarizzazione può produrre nei rapporti privatistici e condominiali. Una pratica edilizia definita dal Comune non può automaticamente risolvere tutte le problematiche che possono esistere nei confronti degli altri proprietari».

La distinzione tra condono e sanatoria è, del resto, fondamentale: il condono è uno strumento straordinario e derogatorio, mentre la sanatoria ordinaria opera nell'ambito delle condizioni previste dalla normativa edilizia.

Chi informa il condominio?

È proprio su questo punto che, secondo Tricarico, occorre intervenire nella fase legislativa.

«Immaginiamo – afferma – un proprietario che regolarizzi una modifica realizzata molti anni prima. Se quella modifica riguarda anche una parte comune, quali sono gli obblighi di comunicazione nei confronti del condominio? Qual è il ruolo dell'amministratore? Come vengono tutelati gli altri condòmini? E cosa succede se la modifica incide sulla sicurezza, sull'estetica dell'edificio o sulla ripartizione delle spese?»

Sono interrogativi che non possono essere lasciati alla successiva interpretazione dei tribunali.

La riforma dovrebbe invece prevedere procedure chiare, capaci di coordinare il procedimento edilizio con la realtà condominiale.

L'amministratore non deve diventare un tecnico urbanistico.

Tricarico chiarisce anche un punto fondamentale.

«Non chiediamo che all'amministratore vengano attribuite competenze che non gli appartengono. L'amministratore non è un ingegnere, un architetto né un funzionario comunale e non deve certificare la conformità urbanistica di un immobile».

«Chiediamo, però – prosegue – che venga riconosciuto il suo ruolo di soggetto centrale nella gestione dell'edificio, perché è l'amministratore che si trova quotidianamente a gestire le conseguenze delle trasformazioni edilizie, a convocare le assemblee, a conservare la documentazione condominiale e a coordinare i rapporti con tecnici, imprese e proprietari».

È questa esperienza concreta che, secondo RE-COND, dovrebbe essere portata all'attenzione del legislatore.

La parola alle associazioni degli amministratori.

Il punto politico sollevato dal Segretario nazionale RE-COND è quindi molto preciso: le associazioni degli amministratori di condominio devono essere ascoltate durante l'iter della riforma.

«Non chiediamo – precisa Tricarico – che la categoria degli amministratori venga privilegiata rispetto alle altre professioni. Chiediamo semplicemente che venga ascoltata».

Secondo il Segretario nazionale, il confronto dovrebbe coinvolgere amministratori, associazioni di categoria, professionisti tecnici, giuristi, Comuni e rappresentanti delle istituzioni.

«Chi scrive una norma deve sapere come quella norma verrà applicata nella vita reale. E nel settore condominiale questa conoscenza non può prescindere da chi amministra quotidianamente gli edifici».

Semplificare sì, ma senza generare nuovo contenzioso.

La riforma dell'edilizia nasce anche dalla necessità di semplificare una materia che negli anni è diventata estremamente complessa. Il disegno di legge delega prevede infatti un riordino delle difformità edilizie, procedure più uniformi e interventi sulla regolarizzazione degli abusi storici.

Ma la semplificazione, avverte Tricarico, non deve trasformarsi in una nuova fonte di contenzioso.

«Il rischio – afferma – è quello di approvare norme apparentemente semplici che, una volta arrivate nei condomìni, producano invece nuovi conflitti tra proprietari».

E il problema non è teorico.

Un intervento edilizio può modificare superfici, destinazioni, volumetrie, accessi o utilizzi dell'immobile. In determinati casi può quindi rendere necessario affrontare anche questioni relative alla documentazione condominiale, alla sicurezza, alla ripartizione delle spese e, dove ne ricorrano i presupposti, alle tabelle millesimali.

«Il condominio deve entrare nell'agenda della riforma».

Per RE-COND, dunque, il tema delle sanatorie rappresenta anche un'occasione per aprire una riflessione più ampia sul ruolo del condominio nelle politiche abitative.

«Per troppo tempo – conclude Tricarico – abbiamo assistito a riforme della casa nelle quali il condominio sembrava quasi non esistere. Eppure gran parte del patrimonio edilizio italiano è organizzato proprio in forma condominiale».

«Se vogliamo davvero modernizzare il patrimonio immobiliare italiano, dobbiamo partire dalla realtà. E la realtà è che dietro una pratica edilizia non c'è soltanto un proprietario: spesso c'è un intero edificio, una comunità di condòmini e un amministratore che dovrà gestire concretamente gli effetti di quella normativa».

L'appello di RE-COND.

L'avvocato Isidoro Tricarico, a nome della RE-COND, lancia quindi un appello alle istituzioni: «Prima di approvare definitivamente norme che riguardano il patrimonio immobiliare italiano, ascoltate chi quel patrimonio lo gestisce ogni giorno. Le associazioni degli amministratori di condominio devono essere coinvolte nel confronto parlamentare sulla riforma dell'edilizia e sulle sanatorie».

Una richiesta che non nasce dalla volontà di difendere una categoria, ma dalla necessità di costruire norme più semplici, più chiare e soprattutto concretamente applicabili.

Perché una buona legge non è soltanto quella che risolve il problema sulla carta: è quella che non crea, domani, un nuovo problema nei milioni di condomìni italiani.

Avvocato e amministratore di condominio: la riforma forense fa finalmente chiarezza sulla compatibilità.Una questione di...
26/08/2026

Avvocato e amministratore di condominio: la riforma forense fa finalmente chiarezza sulla compatibilità.

Una questione discussa per anni potrebbe finalmente trovare una risposta chiara: l’avvocato potrà svolgere anche l’attività di amministratore di condominio. Ma attenzione: la compatibilità non significa assenza di regole, obblighi e responsabilità.

La riforma dell’ordinamento forense approvata definitivamente dal Senato il 22 luglio 2026 apre una pagina importante anche per il mondo condominiale.

Il disegno di legge n. 1917, recante la delega al Governo per la riforma dell’ordinamento della professione forense, è stato approvato con 114 voti favorevoli, nessun voto contrario e 19 astensioni. Il provvedimento interviene, tra le altre cose, proprio sul delicato tema delle incompatibilità professionali.

E tra le attività che il legislatore intende espressamente rendere compatibili con l'esercizio della professione forense compare la carica di amministratore di condominio.

Una compatibilità che, in realtà, era già stata riconosciuta.

La novità è importante, ma bisogna ricordare che la compatibilità tra le due attività non nasce oggi.

Per anni la questione è stata oggetto di interpretazioni e pareri, soprattutto a causa dell'articolo 18 della legge n. 247/2012, che disciplina le incompatibilità della professione forense.

Il Consiglio Nazionale Forense si era già espresso favorevolmente sulla possibilità per l'avvocato di svolgere l'attività di amministratore di condominio.

Il principio era stato ricondotto alla particolare natura dell'incarico dell'amministratore: un'attività di gestione e rappresentanza svolta sulla base di un mandato conferito dai condòmini e non una seconda professione ordinistica incompatibile con quella forense.

Anche analisi successive hanno ricordato come il CNF avesse già escluso l'incompatibilità tra iscrizione all'Albo degli avvocati e attività di amministratore di condominio.

La riforma, quindi, assume soprattutto il significato di trasformare una compatibilità già sostenuta sul piano interpretativo in una previsione normativa espressa.

Cosa cambia concretamente?

Il punto centrale della delega è molto chiaro: il Governo dovrà disciplinare il regime delle incompatibilità prevedendo espressamente la compatibilità della professione forense con la carica di amministratore di condominio.

Il documento parlamentare che accompagna la riforma evidenzia infatti l'ampliamento delle attività compatibili con la professione forense e cita espressamente l'incarico di amministratore di condominio.

Questo significa che un avvocato potrà continuare ad esercitare la professione forense e, contemporaneamente, amministrare condomìni.

Una scelta che appare coerente con l'evoluzione del settore.

Il condominio moderno, infatti, non è più soltanto gestione contabile e amministrativa. È un settore nel quale convergono diritto civile, diritto immobiliare, appalti, responsabilità, recupero della morosità, mediazione, sicurezza, privacy, fiscalità, energia e gestione dei rapporti contrattuali.

La presenza di professionisti con una solida preparazione giuridica può quindi rappresentare un valore aggiunto.

Quanti sono oggi gli avvocati che amministrano condomìni?

Questa è forse la domanda più interessante.

La risposta corretta, oggi, è che non esiste un dato ufficiale nazionale certificato.

Non esiste infatti un Albo nazionale degli amministratori di condominio nel quale sia indicata la professione di provenienza dell'amministratore e non esiste, presso il Consiglio Nazionale Forense, una rilevazione statistica pubblica che individui quanti iscritti all'Albo degli avvocati svolgano contemporaneamente attività di amministratore di condominio.

Pertanto, affermare oggi che siano "X mila" sarebbe metodologicamente scorretto se non accompagnato da una fonte statistica precisa.

Le ricerche disponibili confermano comunque che tra coloro che svolgono attività di amministrazione condominiale sono presenti numerosi professionisti provenienti dal mondo giuridico. È nota la presenza significativa di laureati in giurisprudenza tra gli amministratori.

Ma laureato in giurisprudenza non significa necessariamente avvocato iscritto all'Albo.

Ed è proprio questa distinzione che impedisce, allo stato attuale, di trasformare quei dati in un numero attendibile di "avvocati-amministratori".

La questione evidenzia un problema più generale del settore.

In Italia conosciamo il numero degli avvocati iscritti agli Albi, ma non sappiamo con precisione quanti di questi svolgano anche attività di amministrazione condominiale.

Conosciamo le caratteristiche della professione di amministratore attraverso studi, associazioni e ricerche di settore, ma non disponiamo ancora di un Registro nazionale pubblico degli amministratori di condominio capace di fotografare realmente il mercato.

È una delle ragioni per cui da anni si discute della necessità di una maggiore organizzazione e qualificazione del settore.

La compatibilità non significa però che le due attività possano essere sovrapposte senza limiti.

L'avvocato che amministra un condominio deve rispettare contemporaneamente:

- le norme del Codice civile in materia condominiale;
- i requisiti previsti dall'articolo 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice civile;
- gli obblighi formativi previsti per gli amministratori, quando applicabili;
- le regole deontologiche della professione forense;
- le norme in materia di conflitto di interessi;
- gli obblighi di trasparenza e correttezza nei confronti dei condòmini.

La doppia qualificazione professionale, quindi, non costituisce una sorta di "immunità" rispetto alle regole dell'amministrazione condominiale.

Al contrario, aumenta il livello di responsabilità richiesto.

Il vero problema rimane il conflitto di interessi.

È proprio sul conflitto di interessi che occorre mantenere alta l'attenzione.

Un avvocato che amministra un condominio non può considerare automaticamente ogni controversia condominiale come un proprio incarico professionale.

Amministratore e avvocato sono due ruoli distinti.

Se il condominio deve affrontare una controversia, sarà necessario valutare correttamente il conferimento dell'incarico legale, il rapporto con l'assemblea e ogni eventuale situazione di conflitto.

La compatibilità tra le professioni non elimina quindi i principi di indipendenza, correttezza e trasparenza che devono caratterizzare l'attività dell'avvocato.

Ed è proprio su questo punto che la riforma assume un significato particolarmente importante.

L'amministratore di condominio è oggi chiamato ad affrontare problematiche sempre più complesse.

Pensiamo ai grandi interventi di riqualificazione energetica, agli appalti, ai contenziosi, alla morosità, alla sicurezza degli edifici, alla gestione dei dati personali, alle controversie tra condòmini e fornitori.

In questo scenario, avere tra gli amministratori professionisti con una formazione giuridica avanzata può essere certamente un elemento positivo.

Ma allo stesso tempo non bisogna cadere nell'errore opposto: essere avvocato non significa automaticamente essere un buon amministratore di condominio.

Sono competenze diverse.

L'amministratore deve conoscere la contabilità condominiale, la gestione tecnica, la fiscalità, gli obblighi amministrativi, la gestione degli appalti, la normativa sulla sicurezza e soprattutto le dinamiche organizzative del condominio.

La formazione specifica rimane quindi fondamentale.

La riforma non crea un'amministrazione "riservata" agli avvocati

Un altro punto deve essere chiarito.

La riforma forense non attribuisce agli avvocati il monopolio dell'amministrazione condominiale.

Gli amministratori continueranno a poter provenire da percorsi professionali diversi.

La previsione riguarda esclusivamente la compatibilità tra l'esercizio della professione forense e la carica di amministratore.

È una differenza fondamentale.

Il legislatore non sta dicendo che per amministrare un condominio occorre essere avvocati.

Sta dicendo, piuttosto, che chi è avvocato può anche svolgere l'attività di amministratore. Una nuova opportunità per il settore

La scelta del legislatore può quindi essere letta positivamente.

L'amministrazione condominiale è ormai un'attività altamente complessa e richiede professionisti sempre più preparati.

La possibilità per un avvocato di affiancare alla propria attività professionale quella di amministratore può creare una figura professionale particolarmente interessante: un professionista capace di comprendere contemporaneamente gli aspetti gestionali e quelli giuridici della vita condominiale.

Ma il vero salto di qualità arriverà soltanto se alla compatibilità normativa si accompagnerà una maggiore formazione, qualificazione, trasparenza e responsabilizzazione degli amministratori.

La vera sfida è conoscere quanti sono, ed è proprio qui che emerge una questione che il settore non può più ignorare.

Se il legislatore riconosce formalmente la possibilità di esercitare contemporaneamente le due attività, sarebbe utile sapere quanti sono realmente gli avvocati che oggi amministrano condomìni in Italia.

Non per creare una nuova categoria privilegiata, ma per conoscere finalmente la reale composizione professionale del settore.

Oggi questo dato non è disponibile in forma ufficiale e certificata.

Ed è proprio questa una delle lacune che un futuro Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio, RUNAC, potrebbe contribuire a superare, fornendo finalmente una fotografia reale della professione: numero degli amministratori, qualifiche professionali, formazione, certificazioni, attività esercitata e territorio di operatività.

La posizione di RE-COND?

La compatibilità tra avvocato e amministratore di condominio non deve essere vista come una contrapposizione tra professioni, ma come un'opportunità di crescita per l'intero settore.

Il futuro dell'amministrazione condominiale sarà sempre più caratterizzato dalla multidisciplinarietà.

Ma proprio per questo occorre smettere di ragionare per appartenenze professionali e iniziare a ragionare in termini di competenza, formazione, responsabilità e qualità del servizio offerto ai condòmini.

La riforma forense va nella direzione di una maggiore chiarezza.

Ora spetta ai decreti legislativi attuativi trasformare la delega parlamentare in una disciplina concreta.

E, parallelamente, spetta al mondo condominiale costruire finalmente un sistema capace di conoscere e valorizzare tutti i professionisti che operano nel settore.

Perché il condominio italiano ha bisogno di professionisti qualificati, indipendentemente dal titolo professionale dal quale provengono.



Riforma forense, cosa cambia per amministratori di condominio e avvocati?

Amministrazione condominiale e competenza legale possono convivere e, se esercitate con preparazione, trasparenza e indipendenza, si rafforzano reciprocamente.

PIANO CASA: CHI GESTIRÀ IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO?L’articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore riporta al centro del...
21/08/2026

PIANO CASA: CHI GESTIRÀ IL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO?

L’articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore riporta al centro del dibattito il Piano Casa, con un primo bando da 700 milioni di euro destinato all’edilizia residenziale pubblica e un programma che dovrebbe partire già a settembre.

Ma c’è una domanda che, come RE-COND, riteniamo non possa essere elusa: chi gestirà questi immobili?

Costruire, recuperare e riqualificare abitazioni pubbliche è certamente importante. Ma mettere a disposizione nuovi alloggi senza affrontare seriamente il tema della gestione del patrimonio immobiliare rischia di lasciare irrisolto uno dei problemi principali.

Gli immobili pubblici hanno bisogno di:
🔹 amministrazione professionale;
🔹 manutenzione programmata e controllata;
🔹 gestione trasparente delle risorse;
🔹 controllo delle morosità;
🔹 tutela della sicurezza degli edifici e degli impianti;
🔹 valorizzazione e conservazione del patrimonio nel tempo.

Non basta quindi realizzare nuove abitazioni. Occorre garantire che vengano amministrate bene, perché il patrimonio pubblico appartiene alla collettività e deve essere preservato nell’interesse delle generazioni future.

Il vero Piano Casa, a nostro avviso, deve essere anche un Piano per la gestione della casa.

E qui entra in gioco una figura fondamentale: l’amministratore immobiliare professionale.

RE-COND ritiene necessario aprire un confronto nazionale sul modello di gestione degli immobili pubblici, coinvolgendo istituzioni, Regioni, Comuni, enti gestori e professionisti del settore.

Perché costruire una casa è un investimento. Gestirla bene è ciò che la rende patrimonio.

🚀 PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND – TARANTO 2026📣 Tre giorni per confrontarsi, formarsi e costruire insieme il futuro ...
20/08/2026

🚀 PRIMO CONGRESSO NAZIONALE RE-COND – TARANTO 2026

📣 Tre giorni per confrontarsi, formarsi e costruire insieme il futuro dell’amministrazione condominiale.

📅 1 • 2 • 3 OTTOBRE 2026
📍 Delfino Hotel Taranto – HO Collection
Viale Virgilio, 66 – Taranto

RE-COND – Rete Amministratori Immobiliari e Condominiali – ti invita al suo Primo Congresso Nazionale, un appuntamento dedicato a tutti i protagonisti del mondo condominiale.

🏢 AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO
👨‍💼 PROFESSIONISTI DEL SETTORE
🤝 AZIENDE E FORNITORI
🏛️ ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI
🏠 PROPRIETARI E INVESTITORI IMMOBILIARI

Perché partecipare?

🔹 Esperti e relatori di rilievo nazionale
🔹 Formazione, innovazione e aggiornamento
🔹 Networking e confronto tra professionisti
🔹 Nuove prospettive per la gestione condominiale
🔹 Sostenibilità, digitalizzazione e futuro

🌱 Un congresso per chi vuole essere protagonista del cambiamento e contribuire alla costruzione di una nuova cultura dell'amministrazione condominiale.

🤝 INSIEME, COSTRUIAMO IL FUTURO DEL CONDOMINIO.

📌 SAVE THE DATE!
1-2-3 OTTOBRE 2026 – TARANTO

🔎 Scopri il programma e tutte le informazioni su www.recond.it

Indirizzo

Via Plebiscito, 24
Castellana Grotte
70013

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