24/03/2022
Situato dentro e poco lontano dalla porta e dalle mura della cittร il monastero con la chiesa di Santa Chiara di Crotone, appartenente al secondo ordine francescano, costituisce una delle piรน antiche e importanti istituzioni religiose cittadine. Di rilevante importanza il suo recente restauro conservativo che ne rende oggi tutto il suo splendore. Inizialmente il monastero si sosteneva con gli aiuti dell'universitร di Crotone, con le elemosine e le donazioni di privati ma, in seguito, attraverso l'accumulazione di vaste proprietร e ingenti capitali, assunse un ruolo di primo piano nella societร locale, attraverso una importante attivitร finanziaria. Questa floriditร , motivo di lotta politica tra le famiglie nobili cittadine, per il controllo delle cariche elettive interne del monastero (badessa, vicaria, notaria, arcana, maestra delle novizie, ecc.), si evidenzia attraverso la magnificenza delle sue strutture, restaurate e rifatte piรน volte nel corso del tempo, a seguito dei danni causati da terremoti e incendi, in particolare dopo il sisma del 1744 quando, nel 1774, la nuova chiesa fu consacrata dal vescovo di Crotone Giuseppe Capocchiani (1774-1788), completamente restaurata e abbellita di molti quadri, organo e preziosi, specialmente donati dalla badessa Angelica Gallucci.
Anche se l'inizio della presenza delle Clarisse a Crotone rimane sconosciuto, รจ documentato che una abbazia di Santa Chiara esisteva dentro le mura della cittร prima del 1458, e che vi dimoravano figlie di aristocratici, come era nella tradizione. Tale istituto, infatti, era riservato esclusivamente alle figlie dei nobili primari, โdiscendenti dagli antichi patrizi della cittร โ, ai quali โprivatamente appartieneโ, che lo hanno abitato ininterrottamente per circa 500 anni e, precisamente, dalla fine del periodo aragonese (1481), al secondo decennio del Novecento.
La chiesa di Santa Chiara presenta un interno a navata unica con decorazioni barocche, cantoria lignea intagliata, altare marmoreo, pavimento in ceramica (1769) e diverse tele settecentesche, tre delle quali databili all'anno 1752, realizzate dal pittore Vitaliano Alfรฌ di Catanzaro, abitante a Crotone, commissionate e donate dalla badessa Antonia Sculco. Un dipinto mostra alcuni angeli svolazzanti, un angelo che tiene uno specchio, l'Immacolata attorniata da angeli e Sant'Antonio da Padova nel gesto di offrire un giglio. Un altro quadro riunisce San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio di Padova, uno di fronte all'altro e sullo sfondo s'intravede un pittoresco paesaggio. Il terzo si trova in alto sopra l'altare maggiore e raffigura l'Annunciazione. Si affacciano nella navata alcuni Matronei lignei, dove prendevano posto le monache per assistere alle funzioni, mentre sul pulpito รจ stato sistemato un organo originariamente in cantoria, costruito da Tommaso De Martino nel 1753, all'epoca tra i piรน accreditati costruttori di organi di Napoli, su commissione di suor Cecilia Lucifero, la cui arme di famiglia spicca nella cimasa intagliata. Oltre al campanile e ad avanzi del chiostro con cisterna, appartiene alle strutture del monastero un โBelvedereโ, ricavato attraverso il riattamento di una torre della cinta muraria cittadina, dal quale si gode una speciale vista panoramica sulla cittร .