11/08/2026
Chi compra casa vive dentro una contraddizione continua: qualunque cosa faccia, sembra quella sbagliata. ⤵️
Fai troppe domande e temi di passare per il rompiscatole. Non ne fai e firmi senza sapere cosa stai comprando.
La verità è che il problema non è quanto chiedi. È che quasi nessuno sa cosa chiedere.
Ci sono due domande che risolvono metà del dilemma. Due sole.
"Avete fatto l'accesso agli atti?"
L'agente non è obbligato a farlo. Ma è l'unico modo per sapere se sull'immobile ci sono abusi edilizi o difformità urbanistiche: una parete spostata e mai dichiarata, una veranda chiusa senza permessi, un soppalco fuori sanatoria.
Se la difformità salta fuori dopo il rogito, il problema diventa tuo. Costi di sanatoria, pratiche, nei casi peggiori un mutuo che la banca blocca.
"Avete l'atto di provenienza?"
È il documento che racconta la storia dell'immobile: chi è il proprietario reale, come è passato di mano nel tempo, se ci sono ipoteche, vincoli o donazioni nel passaggio. Una provenienza da donazione, per esempio, può rendere l'immobile difficile da rivendere o da ipotecare per anni.
Due domande. Trenta secondi. E hai già capito se davanti hai un professionista che tutela il tuo acquisto o qualcuno che vuole solo chiudere in fretta.
Il dilemma non si risolve fidandosi di più o di meno. Si risolve avendo in mano le domande giuste.
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E se vuoi sapere quali altre domande fare prima di comprare a Firenze, seguimi — pubblico spesso contenuti come questo.
Marco