29/06/2026
Breve Trattatello intorno ad una Curiosa Specie di Proprietari
Fra le molte singolarità che il secolo presente si compiace d’offrire all’osservatore, ve n’ha una che desta in me non poca maraviglia.
Mi riferisco a quel rispettabilissimo proprietario il quale, nel momento in cui deliberi di porre in vendita il proprio immobile, assume le sembianze d’un esperto negoziatore, d’un fine conoscitore dei traffici e d’un consumato mercante.
«L’agente immobiliare?» esclama con dignitosa alterigia. «Figura affatto superflua! Le provvigioni son denaro gettato al vento. Tratterò io medesimo.»
Ed eccolo muovere all’impresa con l’ardire d’un condottiero, salvo poi concedere, ad ogni visita, un piccolo ribasso; ad ogni obiezione, un’altra cortese rinuncia; ad ogni esitazione dell’acquirente, un’ulteriore generosa elargizione.
Poiché, a quanto pare, la provvigione d’un professionista costituisce spesa intollerabile… mentre dieci o ventimila euro ceduti in trattativa paiono lieve accidente della sorte.
Ma il Cielo, che ama dilettarsi delle umane contraddizioni, non tarda a presentare il conto.
Venduta la casa, ecco il medesimo gentiluomo varcare, con passo umile e voce melliflua, la soglia dell’agenzia.
«Illustrissimo… mi rechereste la cortesia di rinvenirmi una degna dimora?»
Oh, quale mirabile metamorfosi!
Colui che, fino al dì innanzi, reputava l’agente una figura oziosa, scopre improvvisamente che costui conosce il mercato, distingue il giusto prezzo dal fantastico, sa negoziare, prevenire gli inganni, discernere i buoni affari dai cattivi.
E così, mentre per vendere la propria casa bastava il suo ingegno, per acquistarne un’altra diviene indispensabile quello altrui.
Confesso che, dopo tanti anni di professione, non ho ancora compreso quale misteriosa alchimia trasformi l’agente immobiliare da inutile orpello a prezioso consigliere nel breve spazio d’un rogito.
Forse è uno di quei fenomeni che la scienza non saprà mai spiegare.
Loredana Berbece Remax Ideale