04/05/2026
...una chicca della nostra cultura!
Due giganti della letteratura italiana nati a 47 anni di distanza sulla stessa via.
Non in Roma, non a Milano, non nelle capitali culturali d'Europa. A Pescara. Su un corso di provincia lungo poche centinaia di metri.
Corso Manthoné, 1863: nasce Gabriele D'Annunzio. Stesso corso, 1910: nasce Ennio Flaiano. Due voci che hanno definito il Novecento italiano, germogliate dallo stesso selciato adriatico a quasi mezzo secolo di distanza.
Sin qui sembra solo una di quelle coincidenze geografiche che fanno piacere ai turisti. Ma c'è di più — molto di più.
Le famiglie non erano estranee. Il forno della famiglia Flaiano si trovava al piano terra dello stesso edificio dove vivevano i D'Annunzio. Le radici dei due si intrecciavano prima ancora che nascessero, in quella stessa via stretta dove i nonni si conoscevano, si frequentavano, avevano interessi sovrapposti.
Non due meteore cadute per caso nello stesso posto. Due alberi cresciuti dallo stesso terreno.
E il paradosso è tutto qui: D'Annunzio e Flaiano sono forse le due voci più opposte della letteratura italiana moderna. Uno magniloquente, estetizzante, innamorato del gesto grande. L'altro tagliente, ironico, il più feroce demolitore di retoriche che il Novecento abbia prodotto.
Se D'Annunzio scriveva per ergersi sopra il mondo, Flaiano scriveva per smontarlo pezzo per pezzo. Se uno costruiva miti, l'altro li dissezionava con un bisturi.
Eppure la stessa via. La stessa città. Forse addirittura lo stesso palazzo.
Pescara ha generato entrambi — e probabilmente non sa ancora bene cosa farsene.
In breve:
D'Annunzio (1863) e Flaiano (1910) nacquero entrambi su Corso Manthoné a Pescara
Le famiglie erano vicine fisicamente: il forno Flaiano era al piano terra dell'edificio D'Annunzio
Due visioni opposte della letteratura italiana — magniloquente vs tagliente — dallo stesso selciato