AB Store Immobiliare srl

AB Store Immobiliare srl Agenzia Immobiliare nel centro di Genova che ti segue durante l'importante percorso dell'acquisto, della vendita e della ristrutturazione del tuo immobile.

19/04/2022

Allarme Superbonus. Si rischia di avere aziende in crisi finanziaria, cantieri nei condomini bloccati e riflessi sull’occupazione. «È un disastro», dice Gabriele Buia, presidente dell’Associazione dei costruttori. Al caro materie prime si aggiunge lo stop delle banche alla cessione del credito per le ristrutturazioni edilizie legate al bonus del 110%, che crea «grandissimi problemi». È un’iniziativa che non riguarda solo i futuri cantieri, ma ha ripercussioni pure sui lavori già avviati perché gli istituti finanziari non ritireranno più i crediti sulle piattaforme specializzate, e molti contratti, sottolinea il vertice dell’Ance, potrebbero venir meno «di fronte all’esaurimento del plafond delle banche. È chiaro che se non c’è disponibilità si blocca tutto e l’impresa non ha la possibilità di scontare il credito».

Buia punta il dito contro «le 11.600 società che si sono iscritte alle Camere di commercio con il codice Ateco delle costruzioni, ma che in realtà con le costruzioni non hanno nulla a che fare. Sono loro – sottolinea – che hanno saturato il mercato creando dumping e speculazione. È vero che le aziende strutturate non riescono a gestire la domanda, però basterebbe allungare per qualche altro anno la possibilità di utilizzare il Superbonus. Le regole del bonus al 110% dovrebbero seguire quelle stabilite per il cratere del terremoto dell’Italia centrale, che assicurano gli investimenti solo alle imprese qualificate».

Lo stop delle banche

Dopo che molti istituti medio piccoli avevano già alzato bandiera bianca, ora anche Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno annunciato di non poter più accogliere domande per la cessione del credito legato al Superbonus. Con lo “sconto in fattura”, infatti, i proprietari di immobili che usufruiscono dell’incentivo possono far realizzare all’azienda incaricata i lavori di ristrutturazione senza spendere un euro. I due principali istituti di credito, in prima fila nella gestione dei bonus edilizi, hanno però chiuso alla cessione di nuovi crediti. Il gran numero di richieste ha portato all’esaurimento della capacità fiscale e non si possono accettare altri crediti. Banca Intesa al 31 dicembre scorso ne aveva già acquisiti per oltre 4 miliardi, Unicredit per circa 1,2 miliardi.
Il mercato del 110% negli ultimi mesi sembra non trovare pace. Il decreto Sostegni di gennaio aveva limitato a uno il numero dei trasferimenti dei crediti per limitare le frodi. La levata di scudi di partiti e operatori ha poi riportato le tre cessioni, ma la seconda e la terza solo a banche, intermediari finanziari e assicurazioni.

Decreto in arrivo
Nel prossimo decreto di aiuti all’economia che il Consiglio dei ministri esaminerà in settimana dovrebbero trovare spazio una quarta cessione del credito (dalle banche ai loro clienti che hanno lo spazio fiscale per detrarlo delle tasse) e qualche mese di proroga per attivare il Superbonus nelle villette. La normativa attuale stabilisce la fine dell’incentivo per le case indipendenti a dicembre 2022, ma solo se al 30 giugno l’avanzamento dei lavori ha raggiunto il 30%. Il governo ha già dato il via libera a un ordine del giorno in Parlamento su questo tema e si prepara a posticipare il termine del 30 giugno solo di due o tre mesi perché la copertura richiesta ogni 30 giorni di proroga arriva a 200 milioni di euro. Resta forte, però, il pressing della politica per un allungamento più consistente della misura.

L’Agenzia delle entrate
Per scongiurare le truffe, gli 007 del fisco stanno recapitando a sempre più intermediari richieste di controlli preventivi sui crediti, congelando per un mese le operazioni definite anomale. Le lettere che stanno arrivando ai professionisti comunicano il congelamento delle risorse e chiedono un pacchetto di documenti da spedire entro cinque giorni, come il visto di conformità, la Cila o le asseverazioni energetiche.

Pra' (Torrazza) cinque ampi vani luminosi da ristrutturare composti da ingresso, cucina abitabile, due camere grandi, se...
31/03/2022

Pra' (Torrazza) cinque ampi vani luminosi da ristrutturare composti da ingresso, cucina abitabile, due camere grandi, servizio e dispensa, balconata ad angolo su cui affacciano tutte le stanze, palazzo in ottime condizioni, ultimo piano panoramico con ascensore, nessun affaccio su autostrada, ampissimo parcheggio condominiale, richiesta ribassata a € 70.000 trattabili, contatto diretto 334.6476749

Recco (adiacenze Corticella) in casa trifamigliare appartamento mq. 70 posto al secondo piano con ingresso indipendente ...
31/03/2022

Recco (adiacenze Corticella) in casa trifamigliare appartamento mq. 70 posto al secondo piano con ingresso indipendente composto da ampia zona giorno con angolo cottura, due camere e servizio, terrazzo mq. 25, fascia di terreno mq. 30, ampio box per auto e moto, ottime condizioni interne, termoautonomo, esposizione soleggiata con vista aperta, nessuna spesa di amministrazione, richiesta ribassata a € 215.000, contatto diretto agenzia 334.6476749

San Fruttuoso (Berghini) nella parte alta della via in condominio molto ordinato con parcheggio condominiale per auto e ...
31/03/2022

San Fruttuoso (Berghini) nella parte alta della via in condominio molto ordinato con parcheggio condominiale per auto e moto, sei ampissimi vani da riordinare composti da ingresso, dispensa, sala, cucina, due camere e servizio, due balconi di cui uno panoramicissimo con splendida vista mare/città, doppio affaccio con zona notte silenziosa e zona giorno soleggiatissima, richiesta € 120.000, contatto diretto agenzia ab store immobiliare 334.6476749.

22/03/2021

"Nel 2020, l'anno dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie registrano la crescita più ampia in media d'anno (+1,9%) da quando (2010) è disponibile la serie storica dell'indice IPAB". Lo comunica l'Istat.

"Questa dinamica - spiega l'istituto di statistica - si manifesta in un contesto di diminuzione delle compravendite di immobili residenziali del 7,7% rispetto al 2019, confermando come l'andamento dei prezzi delle abitazioni risenta solo in parte e con ritardo dei movimenti della domanda".

In particolare i prezzi delle abitazioni nuove fanno registrare +2,1% nel 2020 e quelli delle abitazioni esistenti (che pesano per oltre l'80% sull'indice aggregato) crescono dell'1,9%. Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell'IPAB, nel 2020 i prezzi delle abitazioni sono comunque inferiori del 15% (-21,6% per le abitazioni esistenti, +3,6% per le nuove). Il tasso di variazione acquisito dell'indice per il 2021 è pari a -0,3% (-0,6% per le abitazioni esistenti e +0,8% per le abitazioni nuove).

09/12/2020

GENOVA - Il mercato immobiliare di Genova, nei primi sei mesi del 2020, ha messo a segno un ribasso dei valori del 4,4%. Tra le grandi città è quella che ha registrato la variazione negativa più accentuata e conferma la sua difficoltà a recuperare quanto perso durante la crisi immobiliare degli anni scorsi. Negli ultimi 10 anni le quotazioni di Genova sono diminuite del 54,4%, con un andamento peggiore rispetto alla media nazionale che si attesta al -30,4 %. I dati arrivano da Tecnocasa che sottolineano come "a penalizzare il capoluogo sia stata soprattutto la qualità delle abitazioni oltre agli eventi naturali che negli ultimi anni hanno interessato la cittadina". I tempi di vendita si attestano intorno a 144 giorni, in leggera diminuzione rispetto al secondo semestre 2019 (147 giorni). Nei primi sei mesi del 2020 le compravendite residenziali a Genova città sono state 3008, con un calo del 19,6% rispetto allo stesso periodo del 2019

Un importante ribasso dei prezzi (-8,3%) ha interessato la macroarea di Certosa – Pontedecimo. Tra i quartieri in diminuzione c’è quello di Bolzaneto dove, subito dopo il lockdown, si è registrata una maggiore domanda di immobili con spazi esterni (giardino e terrazzo o balcone abitabile) e dove, in questo momento, si registrano leggere difficoltà per le tipologie che ne sono prive. L’area di Marassi – Molassana – San Fruttuoso vede i prezzi contrarsi del 6,7% e, tra i quartieri in ribasso, si segnala Molassana. Il mercato risulta più vivace per importi che non superano i 100 mila €.

Dopo il periodo di quarantena è cresciuta la richiesta di soluzioni indipendenti e semindipendenti e più in generale di abitazioni dotate di spazi esterni abitabili come giardini e terrazzi: in zona si possono trovare ville bifamiliari e singole, anche di notevole pregio, che toccano mediamente i 250-350 mila €. I prezzi in discesa nei quartieri di San Martino e Borgoratti hanno contribuito a definire il trend della macroarea di Castelletto – Foce – San Martino ( -4,0%). Si evidenzia una sostanziale tenuta del quartiere Foce. A Foce, quartiere centrale della città che si sviluppa intorno alla stazione di Brignole e non lontano da piazza Ferraris, il mercato è dinamico.

In diminuzione del 2,6% i valori immobiliari nella macroarea di Voltri – Pegli – Sestri. Nelle zone di Sestri Ponente, Voltri, Pegli e Prà il mercato immobiliare si è decisamente ripreso dopo il lockdown. Ci sono clienti più determinati e più concreti. Si segnalano famiglie che realizzano acquisti di tipo migliorativo indirizzati verso immobili con due camere da letto e spazi esterni. Tanti i giovani che comprano la prima casa spinti dai mutui interessanti. La vista mare è sempre un must richiesto ed apprezzato. Bassa la presenza di investitori essendoci poca domanda di immobili in affitto. Stabili i valori delle case nell’area di Cornigliano – Sampierdarena.

20/11/2020

Settembre è tempo di ripresa, ma anche di bilanci su quanto ci stiamo (si spera) lasciando alle spalle. In termini soprattutto di pandemia e lockdown, con relative ripercussioni.
L’anno in corso per il mercato residenziale era partito con buone premesse, ma si è presto fermato a causa della pandemia fino a metà maggio. E solo a giugno, e non dappertutto, ha ripreso regolarmente. Secondo il report stilato da Scenari Immobiliari, che Plus24 è in grado di anticipare e che sarà presentato in occasione della “Giornata della casa” il primo ottobre 2020 (...), «rispetto a un anno fa, gli scambi nei primi sei mesi di quest’anno sono calati del 20%, rimane quindi la sensazione che il 2020 si chiuderà con un calo degli scambi fra il 18 e il 25%».
Anche le attese sui prezzi cambiano: i valori medi, previsti in lieve ripresa, sono fermi a -2,1%, ma in sede di trattativa gli acquirenti hanno sconti sostenuti, fino al 10%, per le abitazioni da ristrutturare. Temi che saranno dibattuti nella giornata di lavori, ricca di relatori e ospiti, dedicata al mercato residenziale, alla prima casa, all’investimento immobiliare a reddito fino ai servizi per il settore.
Se si guarda al dato nazionale, la previsione sui prezzi è negativa anche per il prossimo anno. Diversa la situazione nelle città principali. A Venezia nel 2021 si aspetta una ripresa delle quotazioni (+1,2%), seguita da Milano (+0,5) e Roma (+0,2). Una ripresa che scatta in ritardo di quasi un anno. Sarà, invece, più netto il recupero delle compravendite, sempre nelle grandi città. Venezia è ancora al primo posto con +14,2% negli scambi, seguita da Firenze e Milano. «La forte ripresa degli scambi nelle due principali città turistiche è data anche dalla probabile ripresa degli acquisti per investimenti in locazione breve, che nel 2020 hanno avuto un forte stop» dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. Un trend che fa ben sperare sia per gli investimenti a reddito, che si sono fermati nei mesi scorsi, sia per gli affitti brevi.
Il mercato reduce da 20 anni di alti e bassi ha subìto dunque una pesante batosta nel 2020, decisamente inattesa. Dal 2000 è stato un susseguirsi di crisi: prima quella prodotta dagli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, poi quelle di matrice finanziaria. «Studiarle ci permette di capire quali effetti temporali la situazione attuale potrebbe avere sull’industria immobiliare – spiega Breglia -. Questa non è la prima pandemia che colpisce l’umanità, semmai, rispetto alle precedenti, sono diverse le dimensioni e il modo con cui viene affrontata e combattuta. Rispetto ad altre situazioni di crisi, anche qui ci sarà “qualcosa” da ricostruire, con tempistiche e modalità diverse e nuove. Non avremo macerie fisiche ma macerie economiche e sociali, relazioni tra le persone da ricostruire».
E un «new normal» da metabolizzare e al quale ci stiamo adattando. Nuovi modi di vivere, lavorare, studiare e divertirsi. Esigenze che si tradurranno in diverse richieste abitative, compatibili con il reddito disponibile. Sul fronte domanda, i potenziali acquirenti mostrano cautela perché è prevedibile un peggioramento della situazione economica. Ci sarà, invece, un allentamento della pressione della domanda abitativa sul fronte affitti nelle aree urbane, dato che per alcuni proseguirà lo smart working lontano dalle grandi città. Pertanto secondo Scenari Immobiliari i canoni scenderanno e tenderanno a riallinearsi alla situazione pre-coronavirus solo dopo la piena ripresa di tutte le attività.
Guardando l’andamento dei prezzi negli ultimi cinque anni si evince che Milano e Roma sono prime in classifica, rispettivamente con rialzi del 7% e del 2,7%. «Le due città sono da sempre le protagoniste del mercato immobiliare residenziale, con Milano che da qualche anno ha assunto il ruolo di leader» dice Breglia. Le due città segnano un andamento positivo rispetto al dato nazionale che vede una decrescita dei valori, negli ultimi cinque anni, del 3% e rispetto alla media dei 104 capoluoghi esaminati dove la decrescita è stata ancor maggiore: -9 per cento. Esaminando gli andamenti dei prezzi di vendita delle case in tutti i capoluoghi italiani per quartiere, Milano e Roma dominano la classifica delle prime dieci zone per variazione percentuale annua. Solo Firenze riesce a comparire in questa classifica con due zone. Il resto della classifica è dominato dai quartieri di Milano e Roma sia del centro che della periferia.
Esaminando gli ultimi cinque anni Milano domina la classifica con sei quartieri su dieci, che scendono a quattro nella classifica a dieci anni.
Il residenziale italiano nel 2019 si è mantenuto al di sopra delle 600mila compravendite l’anno, ma non riesce a tornare ai livelli ante crisi subprime come invece sono riusciti a fare gli altri principali Paesi europei.

Affittiamo Albaro (adiacenze Corso Italia) appartamento ordinato mq.115 composto da ingresso con dispensa, sala doppia, ...
17/11/2020

Affittiamo Albaro (adiacenze Corso Italia) appartamento ordinato mq.115 composto da ingresso con dispensa, sala doppia, cucina abitabile arredata su misura, doppi servizi con zona lavanderia, due camere matrimoniali, balcone di servizio, balconata fronte mare, cantina, contratto 3+2 con cedolare secca, canone richiesto € 1.000, libero da gennaio 2021, palazzo in contesto privato a due passi da corso italia, contatto diretto agenzia ab store immobiliare srl 334.6476749

Affittasi Centro storico (sottoripa) in elegante palazzo storico fronte Acquario ultimo piano bilivello composto da sogg...
17/11/2020

Affittasi Centro storico (sottoripa) in elegante palazzo storico fronte Acquario ultimo piano bilivello composto da soggiorno con angolo cottura, due camere, doppi servizi, tre terrazzini di cui uno fronte mare con strepitosa vista porto, ottime condizioni interne e ben arredato, riscaldamento e aria condizionata centralizzati, possibilità contratto trasferisti o residenti, solo referenziati, canone mensile € 750 oltre spese, contatto diretto agenzia 334.6476749

Dinegro (Pagano Doria) nel prestigioso contesto del Miramare, nato come elegante albergo nei primi del '900 disegnato da...
17/11/2020

Dinegro (Pagano Doria) nel prestigioso contesto del Miramare, nato come elegante albergo nei primi del '900 disegnato dall'architetto Coppede', appartamento composto da ingresso, salone con splendida vista mare/porto, cucinotto, due camere, doppi servizi, dispensa, balconcino di servizio, ottime condizioni interne (porta blindata, pregiato parquet, infissi con vetro doppio, bagni in ceramica), parti comuni in perfetto stato, stabile dotato di riscaldamento/condizionamento centralizzati, impianto di videocitofono e giardino condominiale, posto auto di proprietà , cantina, possibilità secondo posto auto, richiesta € 295.000, contatto diretto agenzia ab store immobiliare 348.2606167

17/11/2020

Lo smart working, lo stop a viaggi e trasferte, la didattica a distanza (di nuovo) nelle università. E una valanga di affitti “turistici” riconvertiti ad altro uso. Dopo un periodo “attendista” sui canoni e un settembre che faceva sperare in una graduale ripresa della quotidianità, l’annuale report sull’andamento dei canoni di affitto pubblicato da SoloAffitti, certifica, per il 2020, un calo medio dei canoni di locazione, in Italia, del -7,5%, con le città metropolitane a segnare i maggiori ribassi.

Calo dei canoni generalizzato per tutti i tagli immobiliari, con punte negative per i trilocali
(-8%), che soffrono di una minore richiesta, e meno marcati per i quadrilocali e gli immobili più spaziosi (-7,2%), che invece risultano in crescita nelle preferenze degli inquilini.
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Il calo dei canoni di affitto è maggiore nelle zone più centrali, meno in quelle periferiche.Il dato più evidente, tuttavia, è la differenza di riduzione dei canoni in base alla dimensione urbana: molto pronunciata nelle grandi città (-9,5%), dove l’offerta è cresciuta maggiormente e la riduzione di studenti e lavoratori in trasferta si è fatta maggiormente sentire. Molto meno pronunciata nelle città di medio-piccole dimensioni (-3,8%).

Guida la classifica dei cali di prezzo Milano (-16%, ovvero mediamente -200 € al mese), seguono Venezia-Mestre (-12%, ovvero -88€ mensili in mese), Bologna (-11%, uno sconto di ben -91 euro), Roma (-89 euro), Firenze (-75 euro) e Perugia (-10%), Napoli e Genova
(-9%), Torino (-8%). Stabili o in leggera crescita i canoni in pochissime città: Cagliari (-1%), Potenza (invariati), Catanzaro e Campobasso (+1%).

17/11/2020

La voglia di mattone degli italiani sostiene la domanda di mutui. Anche se l’incertezza per il ritorno della pandemia, sfociata in un nuovo periodo di lockdown a “zone colorate”, ha provocato una brusca frenata e messo in stand by la ripresa. È quanto emerge dall’ultima compilazione della Bussola Mutui di Crif-MutuiSupermarket, aggiornata al terzo trimestre 2020. Dopo lo shock del primo lockdown, l’anno stava virando per il meglio.

«Dopo una decisa contrazione dei flussi erogati a marzo e aprile, il mercato dei mutui è tornato a crescere nei quattro mesi successivi, trainato dalle surroghe. Al punto che sui primi sei mesi del 2020, Banca d'Italia ha rilevato una crescita complessiva dei nuovi flussi del +10%» ha spiegato Stefano Rossini, fondatore a ad di MutuiSupermarket.it.

Nel terzo trimestre, e in modo particolare a settembre, ha ripreso a correre anche la domanda di mutui finalizzati all’acquisto. Sul canale online, la domanda di finanziamenti per comprare casa ha pareggiato la quota delle surroghe, entrambe al 46%, anche se questo equilibrio si riferisce alla domanda, mentre il dato delle erogazioni (quindi frutto di richieste avvenute nelle settimane precedenti), nel terzo trimestre risulta ancora sbilanciato: 57% surroga contro il 34% per l’acquisto prima casa.

Nelle prime tre settimane di ottobre, però, si è registrata una flessione della domanda pari all’8% sul mese precedente, riconducibile appunto alla crescente preoccupazione delle famiglie per la situazione Covid e alla conseguente riprogrammazione degli impegni di spesa più onerosi.

Per quanto riguarda l’analisi dei finanziamenti e dei mutuatari, rispetto al tipo di mutuo sul canale online ormai 90% delle richieste riguarda il tasso “fisso”. E l’intermediazione operata dai broker in Rete mostra ancora una volta la propria convenienza.
Secondo il consuntivo Banca d’Italia, aggiornato al secondo trimestre, in Italia le erogazioni a tasso fisso presentano in media un’Isc (Indice sintetico di costo) del 2%, che sale al 2,4% per il variabile. Invece sul canale online, ipotizzando un finanziamento a 30 anni per 140.000 euro di mutuo e 220.000 di valore dell’immobile, le migliori offerte commerciali a tasso variabile presentano un Isc dello 0,59% e dello 0,99% per il tasso fisso. Questo perché le banche, sui siti che di fatto funzionano da comparatori, propongono sempre il “listino” più vantaggioso.

Da segnalare, come trend generale di mercato, che la differenza tra fisso e variabile si va riducendo sempre di più ed è racchiusa in pochi decimali, mentre storicamente si è sempre attestata tra lo 0,5% e l'1%.

Per quanto riguarda il profilo dei richiedenti, nell’86% dei casi si tratta di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, un dato tutto sommato stabile rispetto ai trimestri precedenti. A livello territoriale, anche se il dato è limitato al secondo trimestre, è interessante notare la differenza di pratiche di mutuo avviate, che testimoniano la maggiore o minore vivacità del mercato.

In alcune città il trend ha mostrato subito una forte ripresa, come Firenze (+17,9% di erogazioni rispetto allo stesso trimestre 2019), Verona (+15%), Milano (+14,9%), mentre altrove si è faticato a ripartire come Varese (-18,1%), Vicenza (-14,5%), Palermo (-13,6%). Rispetto agli importi medi erogati si assiste a una sensibile crescita: 126.096 euro contro 118.170 del periodo corrispondente 2019.Come sarà il futuro nei prossimi mesi? «Certo il clima attuale e la chiusura delle attività a macchia di leopardo frenano la ripresa. Ma una volta usciti da questa crisi, non ci sono motivi di pessimismo» ragiona Guido Bertolino, responsabile Business development di MutuiSupermarket.

Sul fronte bancario, due elementi potrebbero segnare una frenata delle erogazioni nel breve periodo. Da un lato, le recenti modifiche legislative che regolano l’accesso ai mutui Consap hanno stretto molto le maglie, riducendo l'opzione per pochi soggetti “prioritari”, mentre in precedenza lo strumento aveva permesso a tante coppie e famiglie di ottenere mutui, anche oltre l’80% di loan-to-value.

«Accanto a questo, gli istituti sono obiettivamente più attenti a valutare il profilo di rischio dei clienti in virtù della loro posizione lavorativa. Quindi, un dipendente che sta accumulando molti mesi di cassa integrazione, o un autonomo dei settori più in crisi come turismo e ristorazione, sono soppesati con maggior rigidità» aggiunge Bertolino. Emerge però un dato positivo, che testimonia finalmente la crescente attenzione delle banche verso l'aspetto dell'efficienza energetica degli immobili ipotecati. “Uno studio promosso dalla Commissione Europea e coordinato da EMF (European Mortgage Federation), cui ha preso parte Crif, ha dimostrato la correlazione negativa fra efficienza energetica degli immobili e rischio di credito, ovvero che più elevata è la classe energetica, minore è il rischio che il mutuo vada in default» secondo Stefano Magnolfi, Executive Director di Crif Real Estate Services. Questo elemento, insieme al Superbonus 110% e altre agevolazioni fiscali in vigore, dovrebbero essere un motore per la richiesta di mutui finalizzati alle ristrutturazioni o all'acquisto di abitazioni in classe energetica alta.

Indirizzo

Via Bernardo Castello 15r
Genova
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Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
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