29/07/2026
Negli ultimi anni Firenze è diventata il simbolo di un’impostazione sempre più restrittiva nei confronti degli affitti brevi, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la disponibilità di alloggi per i residenti.
In questo contesto, la vicenda Montedomini ha fatto emergere una contraddizione difficilmente ignorabile: mentre ai proprietari privati vengono richiesti sacrifici e imposte limitazioni sempre più incisive, immobili di proprietà pubblica destinati a finalità sociali risultano utilizzati per attività di locazione turistica.
Ma il punto va oltre il singolo episodio.
La vera domanda è quale modello di politica della casa si stia progressivamente affermando nelle nostre città.
Se l’obiettivo è aumentare l’offerta abitativa, la proprietà privata non può essere considerata un problema da contenere, ma una risorsa da coinvolgere. Prima di introdurre nuovi divieti o nuove limitazioni, bisognerebbe chiedersi perché sempre più proprietari scelgano di non mettere i propri immobili sul mercato della locazione residenziale.
Le politiche della casa non possono costruirsi sulla contrapposizione tra pubblico e privato, ma sulla capacità di creare fiducia, garanzie e condizioni che rendano conveniente affittare.