15/09/2026
Hai ereditato una casa? Il conto alla rovescia è già partito: 12 mesi dal giorno del decesso.
E c’è una cosa che quasi nessuno sa: potresti aver già accettato l’eredità senza rendertene conto. Pagare l’IMU, incassare un affitto, fare la voltura catastale sono atti di accettazione tacita. E con l’eredità si accettano anche gli eventuali debiti.
Poi c’è il nodo che blocca la maggior parte delle vendite. Dichiarazione di successione e accettazione dell’eredità non sono la stessa cosa: la prima è un obbligo fiscale, la seconda è ciò che ti rende davvero proprietario. E senza la trascrizione dell’accettazione nei registri immobiliari il notaio non può stipulare il rogito. Punto.
Se ci sono fratelli, la casa entra in comunione ereditaria: da solo non vendi niente, serve l’accordo di tutti. Ogni coerede può chiedere la divisione quando vuole (art. 713 c.c.), ma se l’accordo non arriva decide il giudice — e lì si parla di anni.
Se invece è rimasto un genitore, il coniuge superstite ha per legge il diritto di abitazione sulla casa familiare, per tutta la vita (art. 540 c.c.). I figli non possono toglierlo, nemmeno se sono tutti d’accordo.
La buona notizia? Su una casa ereditata non si paga mai plusvalenza, nemmeno vendendola subito e a più del valore dichiarato in successione. E la franchigia è di 1 milione di euro per coniuge e figli. L’ostacolo quasi mai è fiscale: è organizzativo.
L’errore più costoso resta sempre lo stesso: lasciarla lì «finché non decidiamo». Ogni anno che passa sono IMU da seconda casa, spese condominiali, degrado — e rapporti familiari che si complicano.
📌 Salva questo carosello.
Hai una casa in eredità? Scrivici in DM: ti diciamo a che punto sei e cosa manca. Anche solo per capirci qualcosa, senza nessun impegno a vendere.
📍 Via Maremmana Inferiore 128/130 — Guidonia (RM)
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