20/09/2026
Le persone non sono numeri
Ho sempre detto che il mio mantra è: “non mollo mai”.
Eppure questa volta ho detto basta.
Ci sono situazioni in cui continui a spiegare, a documentare, a cercare di fare bene il tuo lavoro, convinta che prima o poi i fatti parleranno da soli.
Poi però ti rendi conto che non sempre è così.
In un condominio che amministro da anni, ad ogni assemblea si ripete la stessa dinamica: poche persone si organizzano, contattano chi partecipa poco alla vita condominiale, soprattutto i nuovi proprietari, e raccontano una propria versione delle cose.
E questa volta mi sono fermata a riflettere anche sul mio modo di lavorare.
Io non riesco a vedere i condomini come numeri.
Dopo tanti anni conosco le persone, le loro famiglie, le loro storie.
Spesso, quando squilla il telefono, riconosco chi mi sta chiamando semplicemente dalla voce.
E sì, ci sono persone che ti entrano nel cuore.
Non perché tu voglia favorirle, ma perché quando lavori per anni con qualcuno inevitabilmente si crea un rapporto umano.
E proprio questo, a volte, viene frainteso.
La disponibilità diventa “preferenza”.
La confidenza diventa “favore”.
Un rapporto costruito negli anni viene interpretato come qualcosa che non dovrebbe esistere.
È forse questa la cosa che mi dispiace di più.
Perché non voglio diventare un’amministratrice fredda, distante, capace di vedere soltanto millesimi, bilanci e numeri di appartamento.
Ma ho capito anche un’altra cosa:
essere disponibili non significa dover accettare tutto.
A volte dire basta non significa arrendersi.
Significa capire che un rapporto professionale, quando perde completamente la fiducia, non può essere tenuto in piedi a qualsiasi costo.
Per me non è una scelta facile.
Ma continuo a pensare che amministrare un condominio significhi prima di tutto avere a che fare con persone.
E le persone, almeno per me, non saranno mai numeri.