Amministrazioni MAJ SRL

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Le persone non sono numeriHo sempre detto che il mio mantra è: “non mollo mai”.Eppure questa volta ho detto basta.Ci son...
20/09/2026

Le persone non sono numeri

Ho sempre detto che il mio mantra è: “non mollo mai”.
Eppure questa volta ho detto basta.

Ci sono situazioni in cui continui a spiegare, a documentare, a cercare di fare bene il tuo lavoro, convinta che prima o poi i fatti parleranno da soli.
Poi però ti rendi conto che non sempre è così.

In un condominio che amministro da anni, ad ogni assemblea si ripete la stessa dinamica: poche persone si organizzano, contattano chi partecipa poco alla vita condominiale, soprattutto i nuovi proprietari, e raccontano una propria versione delle cose.

E questa volta mi sono fermata a riflettere anche sul mio modo di lavorare.

Io non riesco a vedere i condomini come numeri.
Dopo tanti anni conosco le persone, le loro famiglie, le loro storie.
Spesso, quando squilla il telefono, riconosco chi mi sta chiamando semplicemente dalla voce.

E sì, ci sono persone che ti entrano nel cuore.
Non perché tu voglia favorirle, ma perché quando lavori per anni con qualcuno inevitabilmente si crea un rapporto umano.

E proprio questo, a volte, viene frainteso.
La disponibilità diventa “preferenza”.
La confidenza diventa “favore”.
Un rapporto costruito negli anni viene interpretato come qualcosa che non dovrebbe esistere.

È forse questa la cosa che mi dispiace di più.
Perché non voglio diventare un’amministratrice fredda, distante, capace di vedere soltanto millesimi, bilanci e numeri di appartamento.

Ma ho capito anche un’altra cosa:
essere disponibili non significa dover accettare tutto.
A volte dire basta non significa arrendersi.
Significa capire che un rapporto professionale, quando perde completamente la fiducia, non può essere tenuto in piedi a qualsiasi costo.

Per me non è una scelta facile.
Ma continuo a pensare che amministrare un condominio significhi prima di tutto avere a che fare con persone.
E le persone, almeno per me, non saranno mai numeri.

Ci sono momenti in cui capisci davvero quanto contano le persone che lavorano con te.Durante l’ennesima emergenza che ha...
14/09/2026

Ci sono momenti in cui capisci davvero quanto contano le persone che lavorano con te.

Durante l’ennesima emergenza che ha colpito Lignano, Erica è rimasta bloccata in macchina mentre cercava di raggiungere l’ufficio. Ha dovuto aspettare che l’acqua defluisse, parcheggiata sul marciapiede.

Poi è arrivata in ufficio e ha lavorato fino a sera, coordinando gli interventi dei nostri manutentori nei condomini dove Protezione Civile e Vigili del Fuoco, impegnati nelle situazioni più gravi, non riuscivano ad arrivare.

Jaime, nel frattempo, ha girato tra i condomini per verificare dove ci fossero le criticità più urgenti.
Lo ha fatto nonostante anche lui avesse acqua nel garage della casa in cui si è trasferito da poco.

Insieme hanno contattato tecnici, manutentori, cercato di capire dove intervenire prima e inviato comunicazioni ai condomini, invitandoli a controllare garage, cantine e locali privati.
Perché in una situazione così vasta noi possiamo vedere le parti comuni, ma non possiamo sapere cosa sta succedendo dietro ogni basculante, dentro ogni cantina, in ogni proprietà privata.

E poi ci sono stati i nostri collaboratori esterni.
Chi ha svuotato locali allagati.
Chi ha rimesso in funzione pompe sommerse.
Chi ha svuotato le fosse degli ascensori.
Chi ha controllato impianti.
Chi ha continuato a lavorare senza sosta per aiutare persone che, in quel momento, non sapevano nemmeno da dove cominciare.

Oggi voglio dire semplicemente grazie.
Grazie a Erica.
Grazie a Jaime.
Grazie a tutti i tecnici, artigiani e manutentori che ci hanno aiutato.

Adesso inizia un’altra fase, forse altrettanto difficile.
Dobbiamo capire se e in che modo sarà possibile ottenere un rimborso per i danni subiti.
Auto e moto allagate.
Oggetti nelle cantine.
Macchinari degli ascensori.
Pompe sommerse.
Impianti elettrici.
Pareti e strutture danneggiate.

Ma c’è anche un danno che non compare in nessun preventivo.
È il senso di impotenza di chi vede l’acqua salire e non può fare nulla.
È lo sconforto che rimane quando l’emergenza è finita e ci si guarda intorno.

Ci sarà molto lavoro da fare.
Ma una cosa, in questi giorni, mi è diventata ancora più chiara:
quando puoi contare su persone che non si tirano indietro, anche nelle situazioni peggiori, non sei mai davvero sola.

Dopo un’assemblea, la fatica che non si vede.Chi non fa questo lavoro difficilmente può immaginare quanta energia richie...
08/09/2026

Dopo un’assemblea, la fatica che non si vede.

Chi non fa questo lavoro difficilmente può immaginare quanta energia richieda condurre un’assemblea condominiale.

Non è solo questione di bilanci, preventivi, delibere o lavori da spiegare.
Davanti a te hai persone molto diverse.
C’è chi viene per capire.
Chi arriva con l’intenzione di contestare ogni spesa.
Chi sta già pensando a come sostituirti.
Chi ti conosce da anni e, quando incroci il suo sguardo, ti permette per un attimo di rilassarti.
E poi c’è chi osserva ogni parola, ogni esitazione, persino ogni espressione del tuo viso.

La cosa curiosa è che spesso non emerge tanto ciò che hai fatto durante l’anno.
Emergono soprattutto le cose che non sei riuscita a fare.
La pratica ancora aperta.
Il lavoro rimasto in sospeso.
Il fornitore che non ha rispettato i tempi.
Il problema che non ha ancora trovato una soluzione.

E così, mentre cerchi di mantenere lucidità, devi gestire contemporaneamente aspettative, tensioni, critiche, interessi diversi e qualche volta anche ostilità.

Quando tutto finisce, spesso non hai nemmeno voglia di parlare.
Vorresti soltanto spegnere il cervello per qualche ora.

Dopo tanti anni di questo mestiere continuo a pensare che una delle competenze più importanti per un amministratore non sia solo saper gestire bene un condominio.

È imparare a gestire lo stress che questo lavoro inevitabilmente porta con sé.
Perché la competenza tecnica è fondamentale.
Ma senza equilibrio, lucidità e capacità di recuperare, questo mestiere può davvero consumarti.

Ieri ho partecipato a un’assemblea di condominio.Questa volta non come amministratrice, ma come condomina.Quattro ore di...
31/08/2026

Ieri ho partecipato a un’assemblea di condominio.

Questa volta non come amministratrice, ma come condomina.

Quattro ore di discussione per cercare di sistemare delibere precedenti relative a lavori di ristrutturazione importanti.

Il problema?

Un verbale poco chiaro, lavori non ben individuati, costi non spiegati fino in fondo, riparti contestabili e un fondo spese che avrebbe dovuto essere costruito con maggiore trasparenza.

E quando il lavoro preparatorio manca, l’assemblea diventa il posto in cui si cerca di ricostruire tutto al momento.

Ma in assemblea non si dovrebbe improvvisare.

In un condominio possono convivere esigenze molto diverse: appartamenti, attività commerciali, unità usate in modo differente, parti comuni che servono alcuni più di altri.

Per questo non basta dire: “dividiamo tutto a millesimi”.

Prima bisogna capire quali lavori servono, chi ne trae beneficio, quali parti dell’edificio riguardano e quale criterio di riparto deve essere applicato.

Perché per chi deve pagare, la chiarezza non è un dettaglio.

È fondamentale.

Diversamente succede quello che è successo ieri: discussioni infinite, contestazioni, tensioni, lavori annullati e tutto da rifare.

E intanto il fabbricato resta fermo.

Le facciate continuano a rovinarsi.
Le infiltrazioni peggiorano.
Le strutture si ammalorano.
I costi aumentano.

A volte sembra che bloccare una delibera sia una vittoria.

Ma quando un edificio ha bisogno di manutenzione, rimandare tutto non sempre tutela i condomini.

Spesso li espone a spese ancora più alte domani.

Come si evita tutto questo?

Con un lavoro fatto prima, non durante.

Con preventivi chiari.
Con riparti corretti.
Con un tecnico che aiuti a trovare soluzioni.
Con un amministratore che accompagni l’assemblea dentro un percorso comprensibile.
E con condomini consapevoli che contestare è un diritto, ma bloccare tutto senza una proposta alternativa può diventare un danno per tutti.

La manutenzione non è un capriccio.

È tutela del patrimonio comune.

E in condominio, come nella vita, non decidere è comunque una decisione.

Solo che spesso è la più costosa.

Il condominio è un piccolo specchio della societàNelle ultime settimane ho raccontato alcuni episodi del mio lavoro.Asse...
23/08/2026

Il condominio è un piccolo specchio della società

Nelle ultime settimane ho raccontato alcuni episodi del mio lavoro.

Assemblee difficili, decisioni controverse, persone che alzano la voce, altre che preferiscono non esporsi, altre ancora che cercano di mantenere un equilibrio.

Qualcuno potrebbe essersi chiesto perché io scelga di raccontare proprio queste situazioni.

La risposta è semplice.

Perché non mi interessano tanto i singoli episodi.

Mi interessano le dinamiche umane che ci sono dietro.

Il condominio, in fondo, è una piccola comunità nella quale persone molto diverse tra loro devono condividere spazi, regole, spese e decisioni.

Ed è proprio quando non siamo tutti d'accordo che emerge il modo in cui ciascuno di noi affronta il confronto.

C'è chi cerca di convincere con gli argomenti.

Chi preferisce non esporsi, anche quando avrebbe qualcosa da dire.

Chi segue la posizione più forte.

Chi cerca il compromesso.

E chi, invece, quando incontra un'opinione diversa dalla propria, tende ad alzare il volume del confronto.

Quando nei miei post parlo di queste figure non sto raccontando delle persone.

Sto raccontando dei comportamenti.

Perché li incontriamo ovunque.

In condominio, certamente.

Ma anche nelle aziende, nelle famiglie, nelle associazioni, nei gruppi di amici e nella società.

Ed è proprio questo che trovo interessante.

Non tanto capire chi “vince” una discussione, ma osservare cosa accade quando siamo costretti a confrontarci con qualcuno che vede le cose diversamente da noi.

Per me equilibrio non significa rimanere sempre nel mezzo.

Non significa nemmeno accontentare tutti.

Significa ascoltare.

Valutare.

E poi assumersi la responsabilità di una scelta, cercando di agire secondo coscienza.

Anche sapendo che quella scelta potrebbe non piacere a qualcuno.

I miei racconti nascono da qui.

Da oltre quarant'anni entro nelle assemblee di condominio e, dietro una piscina, un muro, una spesa o un lavoro da eseguire, continuo a vedere qualcosa di molto più grande.

Vedo persone.

Con le loro paure, i loro interessi, le loro convinzioni, il loro bisogno di essere ascoltate e il loro modo di reagire quando le cose non vanno esattamente come vorrebbero.

Per questo continuerò a raccontare queste storie.

Non per raccontare chi c'era dentro quella stanza.

Ma per raccontare quello che, qualche volta, quella stanza dice di tutti noi.

Forse è proprio per questo che il condominio è uno dei più piccoli, ma anche più sinceri, specchi della nostra società.

QUANDO NESSUNO VINCEVi avevo lasciati con una domanda:come si esce da un’assemblea completamente divisa?La risposta, alm...
11/08/2026

QUANDO NESSUNO VINCE

Vi avevo lasciati con una domanda:
come si esce da un’assemblea completamente divisa?

La risposta, almeno questa volta, è stata: con un compromesso.

Non credo abbia soddisfatto chi voleva procedere con la riqualificazione completa della piscina.

E sicuramente non ha soddisfatto chi sosteneva che quei lavori non fossero necessari.

Alla fine si è scelta una strada intermedia: fare alcuni interventi, senza arrivare alla riqualificazione completa.

Non è la soluzione ideale per qualcuno.
Ma è un inizio.

Perché questi lavori permetteranno comunque di intervenire su alcune criticità e, soprattutto, di verificare concretamente se quanto rilevato dai professionisti incaricati corrisponde alla situazione reale.

E forse è proprio questo il punto che mi è rimasto di più di questa assemblea.

Quando si creano due schieramenti contrapposti, la distanza tra le persone tende ad aumentare sempre di più.

A un certo punto non si discute più soltanto del problema.
Si discute per dimostrare che l’altro ha torto.

E in situazioni così, secondo me, non vince davvero nessuno.

Qualche volta il risultato migliore possibile è semplicemente riuscire a fare un passo avanti.
Anche piccolo.
Anche imperfetto.
Ma concreto.
Perché è comunque meglio che restare fermi.

Voi cosa ne pensate?
Un compromesso che non rende davvero felice nessuno può comunque essere una buona decisione?

Sabto è stata una di quelle assemblee che, quando finiscono, ti fanno pensare: “Ma come siamo riusciti ad arrivare fino ...
10/08/2026

Sabto è stata una di quelle assemblee che, quando finiscono, ti fanno pensare: “Ma come siamo riusciti ad arrivare fino in fondo?”

Un grande condominio.
Una piscina che necessita di una riqualificazione importante.
Costi elevati.
E, comprensibilmente, molti condomini che quei costi non vorrebbero affrontarli.

Fin qui, tutto normale.

Il problema nasce quando il tecnico incaricato dal condominio, che dovrebbe essere la figura super partes chiamata a spiegare cosa c’è da fare e perché, viene continuamente “scavalcato” dai condomini tecnici.

C’è chi contesta le relazioni.
Chi sostiene che il problema non esista.
Chi propone interpretazioni completamente diverse.
Chi cerca di convincere gli altri che determinati lavori non siano necessari.

E poi c’è chi urla.

Perché in assemblea, qualche volta, sembra che parlare più forte significhi avere più ragione.

A un certo punto non si discute più della piscina.
Si discute per vincere.

E quando il confronto arriva a quel livello, prendere una decisione nell’interesse di tutti diventa davvero difficile.

Per 2 ore, sembrava impossibile venirne fuori.
Poi è successo qualcosa.

Ma il finale ve lo racconterò un’altra volta. 😉

Prima però sono curiosa:
voi cosa avreste fatto davanti a un’assemblea così divisa?
Avreste continuato a discutere?
Rimandato tutto?
Oppure avreste cercato un modo completamente diverso per arrivare a una decisione?

Conosci il tuo amministratore  #002Di un amministratore di condominio si vede soprattutto la parte più evidente: le asse...
05/08/2026

Conosci il tuo amministratore #002

Di un amministratore di condominio si vede soprattutto la parte più evidente: le assemblee, le telefonate, le mail, le rate e i lavori da organizzare.

Ma è solo la punta dell’iceberg.

Sotto la superficie ci sono emergenze da gestire, collaboratori e fornitori da coordinare, contabilità da controllare, scadenze da rispettare e responsabilità da assumersi.

Ci sono ore dedicate a problemi che non sempre possono essere risolti subito. Ci sono conflitti da affrontare, persone da ascoltare e decisioni che inevitabilmente non possono accontentare tutti.

Anche un’assemblea di poche ore richiede preparazione e spesso genera molto lavoro nei giorni successivi.

Questo non significa che l’amministratore non debba essere controllato o rispondere del proprio operato. È giusto che sia così.

Significa semplicemente ricordare che il suo lavoro non coincide soltanto con ciò che si vede.

Dietro ogni comunicazione, ogni intervento e ogni decisione c’è una parte organizzativa, amministrativa e umana che spesso rimane nascosta.

Conoscere il proprio amministratore significa anche conoscere tutto il lavoro che esiste prima del risultato finale.

E tu, avevi mai pensato a tutto ciò che resta sotto la superficie?

Conosci il tuo amministratoreL’amministratore di condominio non è soltanto la persona che invia le rate, convoca le asse...
01/08/2026

Conosci il tuo amministratore

L’amministratore di condominio non è soltanto la persona che invia le rate, convoca le assemblee, sollecita i pagamenti o fa eseguire lavori che non tutti condividono.

È una persona.

Con il proprio carattere, i suoi pregi, i suoi difetti, le giornate facili e quelle più complicate. Ha una famiglia, una vita privata, delle responsabilità e, come tutti, può commettere un errore.

Spesso viene giudicato in base alla decisione che deve applicare: è “bravo” quando risolve il nostro problema, diventa “antipatico” quando deve far rispettare una regola, richiedere un pagamento o portare avanti una delibera scomoda.

Ma il suo ruolo non può essere misurato sulla simpatia.

L’amministratore non dovrebbe essere la valvola di sfogo di tutti i malumori del condominio. Dovrebbe essere un professionista con cui confrontarsi, anche quando non si è d’accordo, mantenendo rispetto e chiarezza.

Dietro ogni telefonata, ogni mail e ogni decisione c’è una persona che cerca di trovare un equilibrio tra esigenze spesso molto diverse.

Conoscere il proprio amministratore significa anche questo: distinguere la persona dal ruolo che, in quel momento, è chiamata a svolgere.

E ricordarsi che il rispetto rende più semplice trovare una soluzione per tutti.

Tu conosci davvero la persona che amministra il tuo condominio?

Indirizzo

Corso Degli Alisei 29
Lignano Sabbiadoro
33054

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:30 - 12:00
Giovedì 09:30 - 12:00
Venerdì 09:30 - 12:00

Telefono

+390431428896

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