28/09/2026
LA FAMIGLIA E IL FISCO - UNA STORIA ITALIANA
Vi raccontiamo una storia.
Non è una storia a lieto fine come quelle che le nostre mamme ci raccontavano da bambini per farci addormentare. Quel mondo soave e illuminato dalle stelle è irrimediabilmente perduto, poiché l'uomo moderno non inventa più fiabe per i bambini ma inventa droni e tastiere e costruisce bombe per un mondo sempre più sulla via della perdizione. L'uomo, contrariamente a quanto avveniva una volta, dovrebbe imparare dai bambini.
Ma veniamo alla storia.
L'abbiamo raccontata per la prima volta nel 2010 e vogliamo riproporla per verificare se, da allora, dal punto di vista fiscale, per la famiglia italiana sia cambiato qualcosa.
Già... una famiglia come ce ne sono tante in Italia; un nucleo familiare di 4 persone, genitori e due figli.
Useremo gli stessi nomi di fantasia per i genitori: Luca e Sara.
Luca e Sara, vivono a Livorno. Hanno due figli: uno è maggiorenne e frequenta il primo anno di università, l’altra, è una bambina di due anni.
Sara è dipendente a tempo parziale presso una società privata. Ha dovuto richiedere la riduzione dell’orario di lavoro per avere più tempo da dedicare alla sua bambina e ciò, ovviamente, ha ridotto il reddito complessivo della famiglia.
Luca è dipendente a tempo pieno e lavora presso una società privata con sede a Firenze. Ogni giorno prende il treno regionale: Livorno – Firenze…. andata e ritorno.
Tralasciamo i disagi ed i disservizi dei treni che spesso Luca incontra nell’andare ogni mattina al lavoro e nel tornare a casa la sera: questa è un’altra storia.
Vediamo allora come il Fisco italiano tratta le famiglie.
Trasporti
Il prezzo di un abbonamento mensile per il treno regionale Livorno Firenze e ritorno è pari ad euro 99,00 (era 85,00 euro nel 2010), L’abbonamento annuale è pari a 1.188,00 euro.
Il Fisco per le spese relative all’acquisto di abbonamenti al servizio di trasporto pubblico riconosce una detrazione del 19% da calcolare su un importo massimo di 250,00 euro. Quindi, restituisce al contribuente Luca, per tali spese, la modica cifra di 47,50 euro, mentre lui ne spende euro 1.188,00. E speriamo che la detrazione non venga mai abrogata, altrimenti addio anche a quel piccolo beneficio.
Mutuo prima casa
Sette anni fa, Luca e Sara hanno acquistato la loro prima casa che utilizzano come abitazione principale. Per l’acquisto hanno ottenuto un mutuo trentennale.
Ogni anno per questo mutuo pagano oltre 6.000,00 euro di interessi passivi.
Per gli interessi passivi pagati su un mutuo prima casa il Fisco riconosce una detrazione del 19% da calcolare su un importo massimo di 4.000,00 euro; per cui restituisce a Luca e Sara 760,00 euro mentre loro ne spendono 6.000,00.
Università
Il figlio più grande di Luca e Sara è al primo anno di Scienze Economiche all’Università di Pisa. Con sacrifici economici, ma contenti della scelta fatta dal proprio figlio, i genitori sono felici di aiutarlo a frequentare l’Università e permettergli una adeguata istruzione.
Senza considerare le spese per l’abbonamento al trasporto pubblico e l’eventuale mensa, solo l’iscrizione e le tasse universitarie per il primo anno, è costato alla famiglia circa 2.300,00 euro (nel
2010 erano 1.500,00).
Per le spese di istruzione il Fisco riconosce una detrazione del 19% del costo sostenuto, per il figlio a carico.
Pertanto a Luca e Sara vengono restituiti 437,00 euro, contro una spesa di 2.300,00 euro.
Acquisto libri universitari
Per acquistare i libri per l’Università, Luca e Sara spendono circa 300,00 euro (nel 2010 sempre 300,00 euro).
Il Fisco Italiano per le spese sostenute per l’acquisto di libri universitari non riconosce niente.
Avete capito bene: zero lire, come si diceva una volta.
Asili Nido
Luca e Sara per motivi di lavoro, hanno deciso di portare la bambina all’asilo nido.
Le spese sostenute per pagare la retta relativa alla frequenza dell’asilo nido è pari a 3.600,00 euro (nel 2010 erano euro 3.000,00) da settembre a maggio.
Il Fisco italiano per questa tipologia di spesa riconosce una detrazione del 19% dell’importo massimo, pari a Euro 632,00 per ogni figlio.
Ciò vuol dire che a Luca e Sara vengono restituiti dal Fisco 120,00 euro contro una spesa di 3.600,00.
Pannolini
Luca e Sara, per la bambina, spendono ogni anno circa euro 260,00 (nel 2010 erano circa 200 euro) di pannolini e accessori (salviette e creme).
Il Fisco italiano per queste spese non riconosce niente.
Zero euro per circa 260,00 euro di spesa.
Per fortuna, ora che la bambina è cresciuta, Luca e Sara non hanno più necessità di acquistare latte in polvere che costa molto di più in Italia rispetto ad altri Paesi dell’U.E.
Conclusioni
In totale, per le spese di abbonamento al servizio di trasporto pubblico, per gli interessi passivi sul mutuo prima casa, per le spese di iscrizione e tasse universitarie, per l’acquisto dei libri universitari, per l’asilo nido e le spese per pannolini, Luca e Sara hanno sostenuto un costo complessivo di 13.648,00 euro (nel 2010 era euro 11.902,00) e viene loro riconosciuto un recupero di soli 1.365,00 euro (nel 2010 erano 1.213,00 euro), tramite l’obbligo di predisporre ed inviare la dichiarazione dei redditi modello 730 e comunque un anno e mezzo dopo aver sostenuto le spese.
Su 13.648,00 euro di spesa sostenuta, la famiglia ne recupera 1.365,00 ovvero un misero 10% come 16 anni fa, mentre la spesa complessiva familiare è aumentata rispetto al 2010 di altri 1.746,00 euro.
I numeri parlano da soli e sono certezze. Peccato che dal 2010 ci hanno sempre promesso e garantito provvedimenti a favore delle famiglie.
I Governi e la politica in genere si preoccupano dello stato delle nascite, che in Italia è bassissimo, ma per incentivarle cosa fanno? Niente. Nemmeno promesse.
Livorno, 28/09/2026
FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI
Mario Loprese