10/09/2026
A proposito del “clima di odio” che si è instaurato a Ippocampo, mi vedo costretta a rendere pubblico il messaggio inviato dall’attuale segretaria del nostro Super Condominio, figura che, è bene ricordarlo, viene retribuita anche e soprattutto con il contributo di mio padre.
La questione sollevata riguarda la presenza di una Fiat 500 nella piazzetta principale. Peccato che l’auto si trovi sotto una tettoia di nostra proprietà, in un momento in cui nel villaggio non c’è praticamente più un’anima, e che, alla luce di quanto accaduto pochi giorni fa, abbiamo semplicemente scelto di tenere sotto controllo e, soprattutto, sotto la copertura delle nostre telecamere.
Trovo vergognoso che, a meno di una settimana dal grave episodio subito dai miei genitori, una persona che ricopre un ruolo di responsabilità all’interno del Super Condominio si rivolga in questi termini a due settantenni, gli stessi che, come lei stessa afferma, “l’avrebbero cresciuta”.
È triste e sconfortante constatare tanto livore nei confronti di due persone oneste, che hanno sempre lavorato e che oggi avrebbero soprattutto bisogno di serenità e tranquillità.
Avevo chiesto semplicemente che venissero rivolte delle scuse ai miei genitori. Scuse che non sono mai arrivate. Anzi, la persona in questione continua a provocare, passando persino dalla nostra attività continuando a fotografare non si capisce bene cosa stavolta. Una provocazione continua e inutile. Ed è proprio questa ulteriore mancanza di rispetto che mi porta oggi a rendere pubblico quanto accaduto.
Ritengo inoltre che, alla luce dei fatti e dei comportamenti emersi, sarebbe opportuno che la segretaria valutasse seriamente la propria posizione e l’eventuale permanenza nel ruolo, anche per una evidente esigenza di serenità e imparzialità nella gestione del Super Condominio.
Questa fotografia rappresenta, per me, una seconda documentazione di comportamenti che ritengo inaccettabili. Qualora dovessero verificarsi ulteriori episodi, procederò senza esitazione a tutelare me stessa,i miei genitori e i loro diritti nelle sedi competenti, mettendo a disposizione tutta la documentazione raccolta.
Considerate le già precarie condizioni di salute di mia madre e lo scossone psicologico che mio padre ha dovuto affrontare, auspico che da questo momento in poi prevalgano finalmente il buon senso, il rispetto e la responsabilità. Ogni ulteriore comportamento che dovesse aggravare una situazione già delicata sarà valutato nelle sedi opportune.
Quanto alle parole sulla “civiltà”, credo che non servano ulteriori lezioni o provocazioni. La civiltà si dimostra nei comportamenti, soprattutto quando ci si trova davanti a persone più fragili e in un momento di particolare difficoltà. Soprattutto con atteggiamenti consoni,che fanno di una donna,una Signora.
Adesso basta.
Lasciate in pace le persone oneste.
Simona Francesca Santovito