Dott. Olivi Lorena Dottore Commercialista

Dott. Olivi Lorena Dottore Commercialista IN PUNTA DI PIEDI: TUTTO INIZIA SEMPRE COSI'

⚖️ LA NON TRASMISSIBILITÀ DELLE SANZIONI TRIBUTARIE AGLI EREDI: PRINCIPI E STRUMENTI DI TUTELANel diritto tributario e s...
20/09/2026

⚖️ LA NON TRASMISSIBILITÀ DELLE SANZIONI TRIBUTARIE AGLI EREDI: PRINCIPI E STRUMENTI DI TUTELA
Nel diritto tributario e successorio,vige il principio della non trasmissibilità delle sanzioni tributarie agli eredi. In sostanza, gli eredi subentrano nei debiti del de cuius ma, tali debiti devono essere sgravati da eventuali sanzioni già irrogate dall’ufficio e notificate al defunto.
Spesso l’Amministrazione Finanziaria notifica cartelle di pagamento o avvisi di accertamento cointestati o indirizzati agli eredi che inglobano, indistintamente, imposte, interessi e sanzioni.
Tuttavia, le sanzioni amministrative tributarie non si trasmettono mai agli eredi.
SANZIONI TRIBUTARIE: PERCHÉ NON SI TRASMETTONO AGLI EREDI E COME OTTENERE LO SGRAVIO
🏛️ Il Quadro Normativo e il Principio di Personalità
La totale intrasmissibilità del debito sanzionatorio si fonda sul principio di personalità della sanzione, mutuato dal diritto penale (Art. 27 Cost.). L'ordinamento ha recepito tale impostazione sia in ambito civilistico/amministrativo generale, sia nello specifico comparto fiscale:
• Ambito Fiscale Specifico: L'Art. 8 del D.Lgs. n. 472/1997 statuisce espressamente che «L'obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi». Principio recentemente ribadito dalla riforma dello Statuto del Contribuente (D.Lgs. n. 173/2024).
• Ambito Amministrativo Generale: L'Art. 7 della Legge n. 689/1981 prevede l'estinzione dell'obbligazione di pagamento della sanzione amministrativa con la morte dell'autore della violazione.
• Diritto Civile e Obbligazioni: Sebbene l'Art. 752 c.c. e l'Art. 65 del D.P.R. n. 600/1973 dispongano la trasmissione dei debiti del de cuius (e la responsabilità solidale degli eredi per le sole imposte sui redditi), tale trasferimento è limitato esclusivamente al tributo (capitale) e agli interessi, escludendo l'impianto sanzionatorio a causa della sua natura strettamente afflittiva.
• Giurisprudenza di Legittimità: La Corte di Cassazione conferma costantemente che la morte del contribuente estingue la sanzione, escludendo persino la condanna degli eredi alle spese processuali basata sulla soccombenza virtuale. Si vedano Cassazione, ord. n. 8684/2025 – Conferma dell’intrasmissibilità delle sanzioni tributarie e l'Ordinanza n. 22476/2025)
🛠️ Cosa deve fare l'erede che intende accettare l'eredità?
L'accettazione dell'eredità (anche con beneficio d'inventario ex Art. 484 c.c.) comporta l'assunzione dei debiti d'imposta, ma l'erede ha il diritto e il dovere di depurare il titolo esecutivo dalle sanzioni. L'estinzione opera di diritto, ma non sempre in automatico nei sistemi dell'Agenzia delle Entrate o di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER).
Il professionista deve guidare l'erede attraverso queste azioni:
1. Istanza di Autotutela: È necessario presentare un'istanza di sgravio in autotutela ex Art. 2 quater del D.L. n. 564/1994 (ora ridisegnato dagli Artt. 10-quater e 10-quinquies della L. 212/2000) sia all'Ente Creditore (es. Agenzia delle Entrate) sia all'Agente della Riscossione. All'istanza vanno allegati il certificato di morte del de cuius e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante la qualità di erede.
2. Richiesta di Estratto del Ruolo Depurato: Qualora vi siano cartelle esattoriali pendenti, va formalmente richiesta ad AdER l'emissione del bollettino di pagamento decurtato delle sanzioni (voci correlate ai codici tributo sanzionatori).
3. Ricorso in Commissione Tributaria (Corte di Giustizia Tributaria): Se l'Amministrazione notifica un atto impositivo agli eredi computando le sanzioni, o rigetta l'istanza di autotutela, l'atto va impugnato entro 60 giorni chiedendo l'annullamento parziale del quantum debeatur limitatamente alle sanzioni irrogate.
⚠️ Alert: Occhio alle scadenze e agli atti recettizi. Il pagamento spontaneo e integrale della cartella comprensiva di sanzioni da parte dell'erede potrebbe configurare una complessa fattispecie di ripetizione dell'indebito oggettivo (Art. 2033 c.c.), spesso ostacolata dal Fisco. Intervenire preventivamente con lo sgravio è la strada più lineare e sicura.

💼 CASSETTA DI SICUREZZA E DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE: PROCEDURA, INVENTARIO ED EREDI MINORICosa succede quando nel pat...
12/09/2026

💼 CASSETTA DI SICUREZZA E DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE: PROCEDURA, INVENTARIO ED EREDI MINORI
Cosa succede quando nel patrimonio del de cuius è presente una cassetta di sicurezza? La gestione di questo asset richiede il rispetto di una procedura formale rigorosa per evitare sanzioni e blocchi operativi.
Ecco una sintesi chiara dei passaggi normativi, degli obblighi fiscali e delle tutele in presenza di minori.
🔒 1. LA PROCEDURA DI APERTURA: L'INVENTARIO FORMALE
Alla morte del titolare (o di uno dei cointestatari), la banca è tenuta a bloccare la cassetta di sicurezza che quindi non potrà essere aperta liberamente dagli eredi.
L'apertura può avvenire esclusivamente tramite un inventario formale.
La disciplina va coordinata tra art. 1840 c.c., D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (TUS), disciplina dell'inventario e norme sulla capacità del minore.
I passaggi chiave sono i seguenti:
• comunicazione del decesso alla banca;
• individuazione di tutti i chiamati all'eredità e degli eventuali legatari;
• verifica dell'eventuale testamento;
• individuazione del notaio oppure richiesta dell'intervento del funzionario dell'Agenzia delle Entrate;
• comunicazione alla banca della persona che procederà all'apertura;
• convocazione degli aventi diritto o dei loro rappresentanti;
• apertura della cassetta alla presenza del pubblico ufficiale;
• redazione dell'inventario analitico del contenuto;
• acquisizione del verbale;
• inserimento nella dichiarazione di successione dei beni e dei valori effettivamente riferibili al de cuius.
Analisi dettagliata delle diverse fasi:
A) RICHIESTA: Gli eredi devono richiedere l'apertura formale alla banca ma la cassetta può essere aperta soltanto alla presenza di un funzionario dell'Amministrazione finanziaria o di un notaio, che deve redigere l'inventario del contenuto quindi la banca deve previamente comunicare all'Agenzia delle Entrate il giorno e l'ora dell'apertura.
La regola vale non soltanto per la cassetta di sicurezza in senso stretto, ma anche per armadi, casseforti, borse, valigie, plichi e pacchi chiusi depositati presso banche o altri soggetti che esercitano tale servizio.
L'art. 11 TUS prevede, per le cassette cointestate, una presunzione di appartenenza in quote uguali, salvo che risulti diversamente determinata, per i beni e titoli depositati a nome del defunto e di altre persone, compresi quelli contenuti nelle cassette di sicurezza.
Ne deriva che la cointestazione della cassetta non consente al cointestatario superstite di ignorare la procedura successoria: occorre comunque procedere all'apertura secondo le formalità di legge e determinare quale parte del contenuto appartenga al de cuius.
B) PRESENZA DEL FUNZIONARIO: L'apertura deve avvenire alla presenza di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate o, in alternativa, di un Notaio (scelta consigliata per velocizzare i tempi).
La ratio è evidente: impedire che, dopo il decesso, beni e valori possano essere sottratti alla ricostruzione dell'attivo ereditario.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, con Risoluzione n. 2/E del 24 gennaio 2013, che il verbale di apertura ha una specifica funzione fiscale: consentire l'esatta individuazione dei beni e dei valori contenuti nella stessa al fine di determinare l'attivo ereditario appartenente al de-cuius e, quindi, l'applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni.
C) IL PERITO: Se si presume la presenza di gioielli, opere d'arte o preziosi, è necessaria la presenza di un perito stimatore per la valutazione commerciale dei beni.
L’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 3/E/2008 ha stabilito i criteri di valutazione dei beni mobili
D)VERBALE DI INVENTARIO: Viene redatto un verbale dettagliato che descrive e quota tutto il contenuto. Copia di questo verbale è fondamentale per lo sblocco dei beni e per l'adempimento fiscale.

📝 2. COSA VA INSERITO NELLA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE?
Il contenuto della cassetta non può essere prelevato prima di aver presentato la dichiarazione di successione e aver pagato le relative imposte.
Il principio fondamentale è quello dell'art. 29 TUS: nella dichiarazione devono essere descritti analiticamente i beni e i diritti compresi nell'attivo ereditario, con l'indicazione dei relativi valori.
Il contenuto della cassetta deve quindi essere ricondotto alla relativa categoria fiscale.
A titolo esemplificativo:
Denaro contante: deve essere ricompreso nell'attivo ereditario per il valore risultante dall'inventario.
Gioielli, preziosi e altri beni mobili: devono essere individuati e valorizzati secondo quanto emerge dall'inventario e secondo i criteri fiscali applicabili.
Titoli, obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari: devono essere individuati e valorizzati secondo la disciplina fiscale propria della specifica categoria.
Documenti privi di autonomo valore patrimoniale: non costituiscono, per ciò solo, un cespite da assoggettare all'imposta di successione, ma devono essere opportunamente descritti nel verbale quando siano rilevanti ai fini della ricostruzione dell'asse o della devoluzione.
Testamento rinvenuto nella cassetta: non costituisce un bene dell'attivo, ma è un documento potenzialmente decisivo per la devoluzione ereditaria e deve essere immediatamente sottoposto alle formalità previste per la pubblicazione.
L'art. 9, comma 2, TUS prevede inoltre una questione di particolare rilievo pratico: denaro, gioielli e mobilia si considerano compresi nell'attivo ereditario per un importo pari al 10% del valore netto imponibile dell'asse, anche se non dichiarati o dichiarati per un importo inferiore, salvo prova contraria mediante inventario analitico redatto secondo gli artt. 769 e seguenti c.p.c.
Questo significa che l'inventario della cassetta può assumere una funzione fiscale tutt'altro che marginale.
La giurisprudenza lo ha più volte ribadito.
Con Cass. civ., sez. V, 22 maggio 2006, n. 11993, la Suprema Corte ha affermato che, ai fini del superamento della presunzione del 10%, è normalmente sufficiente un inventario analitico redatto in conformità agli artt. 769 ss. c.p.c.; non è invece sempre necessaria la previa apposizione dei sigilli, salvo i casi in cui questa sia specificamente prescritta dalla legge.
Ancora più significativa è Cass. civ., sez. V, 23 marzo 2011, n. 6612, secondo cui l'inventario idoneo a superare la presunzione deve essere formato nel rispetto delle disposizioni processuali che disciplinano l'inventario stesso: non basta, quindi, un semplice elenco privo delle garanzie formali richieste dall'ordinamento.
Andrà inoltre verificato se il contenuto della cassetta incide sulle quote di legittima.

E SE LA CASSETTA VIENE APERTA DOPO LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE?
La circostanza non rende irrilevante il contenuto rinvenuto successivamente.
Se l'apertura della cassetta porta alla luce beni o valori che modificano l'attivo ereditario o determinano una maggiore imposta, occorre valutare la presentazione di una dichiarazione sostitutiva o integrativa, secondo la disciplina dell'art. 28, comma 6, TUS.
È quindi prudente, quando possibile, procedere all'apertura della cassetta prima della presentazione della dichiarazione di successione, proprio per evitare una dichiarazione incompleta e successive regolarizzazioni.

👶 3. COSA FARE IN PRESENZA DI EREDI MINORI?
La tutela del minore è prioritaria e l'iter ordinario si complica, richiedendo il controllo del Giudice Tutelare (Art. 320 c.c.).
La procedura specifica:
AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE TUTELARE: I genitori (o il tutore) non possono firmare l'apertura della cassetta o accettare l'eredità per conto del minore senza la preventiva autorizzazione del Giudice Tutelare del Tribunale di competenza. La prassi degli uffici giudiziari conferma che l'autorizzazione deve essere acquisita prima dell'accettazione beneficiata del minore.
Il minore non può partecipare all’apertura della cassetta di sicurezza, è rappresentato da:
genitore esercente la responsabilità genitoriale, oppure da un tutore, se nominato.

ACCETTAZIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO: Per i minori l'accettazione dell'eredità è OBBLIGATORIAMENTE con beneficio di inventario. Questo si sposa perfettamente con la procedura della cassetta di sicurezza, poiché l'inventario della cassetta confluirà nell'inventario complessivo dell'eredità. Il beneficio d'inventario ha una funzione essenziale: mantiene separato il patrimonio del defunto da quello dell'erede, limitando la responsabilità dell'erede per i debiti ereditari al valore dei beni ricevuti.
Ma attenzione a un punto oggi particolarmente importante.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sentenza 6 dicembre 2024, n. 31310, hanno risolto il contrasto giurisprudenziale relativo agli effetti dell'accettazione beneficiata compiuta dal rappresentante legale del minore.
La Corte ha stabilito che la dichiarazione di accettazione con beneficio d'inventario resa dal rappresentante legale fa acquistare al minore la qualità di erede anche se l'inventario non è stato ancora redatto.
Conseguenza pratica: il minore che sia stato validamente rappresentato nell'accettazione beneficiata non può, una volta divenuto maggiorenne, rinunciare successivamente all'eredità come se fosse ancora un semplice chiamato.

PRESENZA DEL NOTAIO OBBLIGATORIA: Spesso, per i verbali che coinvolgono minori, la presenza del Notaio (delegato dal Giudice) diventa un passaggio obbligato per garantire la piena validità degli atti. prestare particolare attenzione alle situazioni di conflitto di interessi tra genitore e minore: in tali casi può rendersi necessaria la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'art. 321 c.c.
Il punto è particolarmente delicato quando, ad esempio, il genitore superstite è contemporaneamente genitore rappresentante del minore e coerede: l'interesse del genitore alla propria quota ereditaria può entrare in potenziale conflitto con quello del figlio.

DESTINAZIONE DEI BENI: I beni o il denaro spettanti al minore rimarranno vincolati (es. su un conto corrente intestato al minore o in deposito protetto) fino al raggiungimento della maggiore età, salvo specifiche autorizzazioni del Giudice per spese necessarie al mantenimento o all'istruzione.
ATTENZIONE: l'inventario non è un semplice elenco
L'inventario della cassetta dovrebbe essere il più possibile analitico:
• quantità;
• natura del bene;
• caratteristiche identificative;
• eventuali numeri di serie o estremi dei titoli;
• quantità di denaro e valuta;
• descrizione dei preziosi;
• documentazione rinvenuta;
• eventuali beni apparentemente appartenenti a terzi;
• criteri utilizzati per la stima.
È proprio la qualità dell'inventario a poter fare la differenza in sede di accertamento fiscale.
Un caso significativo è rappresentato dalla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia, sentenza 5 gennaio 2026, n. 37: il giudice ha affrontato proprio il tema dell'inventario di denaro, gioielli e mobilia e della possibilità di superare la presunzione del 10%, richiamando la giurisprudenza della Cassazione e sottolineando la necessità che l'inventario sia effettivamente idoneo a rappresentare la consistenza reale dell'asse ereditario.
In sintesi
La cassetta di sicurezza non si apre per "ritirare le cose degli eredi": si apre per ricostruire, con garanzie pubblicistiche, una parte dell'asse ereditario.
Il verbale di apertura e inventario costituisce quindi un documento centrale per:
• la tutela degli eredi;
• la corretta determinazione dell'attivo ereditario;
• la compilazione della dichiarazione di successione;
• il superamento, quando ne ricorrano i presupposti, della presunzione fiscale del 10% per denaro, gioielli e mobilia;
• la corretta gestione dell'eredità quando tra i chiamati vi siano minori.
Nota normativa 2026: il D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123, che riordina la disciplina delle imposte indirette e ricolloca anche la materia successoria, è stato pubblicato nel 2025 ma la sua applicazione è stata rinviata al 1° gennaio 2027. Per le successioni attuali occorre quindi verificare la disciplina transitoria e continuare a fare riferimento al TUS vigente, in particolare al D.Lgs. 346/1990
Fonti essenziali: artt. 1840, 320, 321, 471 ss. c.c.; artt. 769 ss. c.p.c.; artt. 9, 11, 28, 29, 30, 31 e 48 D.Lgs. 346/1990; Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 2/E del 24 gennaio 2013; Cass. civ., sez. V, nn. 11993/2006 e 6612/2011; Cass. Sez. Unite, n. 31310/2024; Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado Sicilia, n. 37/2026.

🏠 PROPRIETARIO O USUFRUTTUARIO: CHI PAGA LE IMPOSTE E TASSE QUANDO L’IMMOBILE È LOCATO?Le imposte e tasse sulla locazion...
04/09/2026

🏠 PROPRIETARIO O USUFRUTTUARIO: CHI PAGA LE IMPOSTE E TASSE QUANDO L’IMMOBILE È LOCATO?
Le imposte e tasse sulla locazione devono essere pagate esclusivamente dall'usufruttuario, mentre il "n**o proprietario" non deve dichiarare assolutamente nulla ai fini fiscali
PERCHE’? SPIEGAZIONE GIURIDICA
Dobbiamo dividere il concetto di "proprietà" in due parti:
• N**o Proprietario: ha la titolarità delle mura, ma non può utilizzare l'immobile né trarne alcun vantaggio economico immediato.
• Usufruttuario: gode del diritto reale di utilizzare l'immobile e di fare propri i "frutti", inclusi i canoni di un eventuale affitto.
In caso di locazione di un fabbricato, l'obbligo di dichiarare il reddito percepito ricade sull'usufruttuario perché Il fisco colpisce chi ha il possesso qualificato del bene e la capacità di generare quel reddito. Anche nel caso limite in cui il contratto di locazione venisse firmato materialmente dal n**o proprietario (magari per accordi privati), il reddito fondiario andrebbe comunque imputato e tassato in capo all'usufruttuario.
⚖️ I riferimenti della Normativa e prassi
I capisaldi giuridici che regolano la materia si individuano nelle seguenti disposizioni:
• Artt. 978 e seguenti del Codice civile, e in particolare l’art. 981 riconosce all’usufruttuario il diritto di godere della cosa traendone ogni utilità che essa può dare, con il limite di rispettarne la destinazione economica;
• Articolo 26, comma 1, del TUIR (D.P.R. 917/1986): Stabilisce che i redditi fondiari concorrono a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale. La costituzione dell'usufrutto sposta la soggettività passiva d'imposta dal proprietario all'usufruttuario;
• Circolare Agenzia Entrate n. 50/2002: l’usufruttuario è il soggetto tenuto alla dichiarazione del reddito
• Risoluzione n. 394/2008: conferma che il proprietario non deve dichiarare redditi derivanti da beni concessi in usufrutto
• Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 381/E/2008: conferma che il reddito effettivo del fabbricato deve essere imputato a chi detiene il diritto reale (usufrutto), a prescindere da successivi contratti personali come il comodato d'uso

• Risposta a Interpello dell'Agenzia delle Entrate n. 216/2023: l’ente ha ribadito che l'imputazione dei redditi da locazione spetta all'usufruttuario. Di conseguenza, il n**o proprietario non può dichiarare quel reddito e non può optare per l'applicazione della Cedolare Secca;
• Istruzioni e chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul quadro B/RB della dichiarazione dei redditi; nel quadro relativo ai fabbricati devono essere indicati gli immobili posseduti dal proprietario o dal titolare di usufrutto o di altro diritto reale; quando esiste un usufrutto, il titolare della sola nuda proprietà non deve dichiarare il fabbricato;
• normativa sulla cedolare secca; art. 1, commi 739 e ss., L. 160/2019;
Il principio è importante:
la tassazione segue il soggetto al quale è fiscalmente imputato il reddito, e questo, in presenza di usufrutto, è attribuito al titolare del diritto reale di godimento.
Lo stesso principio opera, quando ne ricorrono i presupposti, per la cedolare secca: l'Agenzia delle Entrate precisa che l'opzione spetta al locatore titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull'immobile.
Il n**o proprietario non dichiara il reddito da locazione dell'immobile gravato da usufrutto, perché non è lui il titolare del diritto di godimento e, quindi, del relativo reddito fondiario.
È il titolo giuridico del possesso a essere determinante.
Per questo motivo, ad esempio, l'Agenzia distingue anche il proprietario/titolare di diritto reale dal comodatario o sublocatore: in questi ultimi casi i proventi possono avere una diversa qualificazione fiscale, come redditi diversi, anziché come redditi fondiari.
🧾 E l’IMU?
Anche sotto il profilo dell'IMU, la presenza dell'usufrutto è rilevante: il soggetto passivo non è necessariamente il n**o proprietario. La logica dell'imposta immobiliare considera infatti, tra i soggetti rilevanti, i titolari dei diritti reali di godimento.
Quindi, in presenza di un usufrutto, occorre verificare la posizione dell'usufruttuario ai fini IMU, senza confondere la sua posizione con quella del n**o proprietario. La normativa IMU è contenuta nell'art. 1, commi 739 e seguenti, della L. 160/2019.
🔎 In sintesi
Proprietà piena senza usufrutto
➡️ il proprietario dichiara il reddito da locazione e assolve le relative imposte.
Proprietà gravata da usufrutto
➡️ il n**o proprietario conserva la proprietà, ma non dichiara il reddito fondiario dell'immobile;
➡️ l'usufruttuario, titolare del diritto reale di godimento, dichiara il reddito e, ricorrendone i presupposti, assolve IRPEF o cedolare secca;
➡️ anche ai fini IMU la posizione dell'usufruttuario è quella da verificare come titolare del diritto reale.
La regola fondamentale, quindi, è questa:
Non sempre chi è proprietario dell'immobile è anche il soggetto fiscalmente tenuto a dichiararne il reddito.
Quando esiste un usufrutto, è necessario guardare al diritto reale effettivamente esistente sull'immobile e alla sua disciplina fiscale.
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COSA SIGNIFICA ESSERE “INCAPIENTE” IN AMBITO FISCALE?Essere incapiente significa trovarsi in una situazione in cui le de...
22/08/2026

COSA SIGNIFICA ESSERE “INCAPIENTE” IN AMBITO FISCALE?
Essere incapiente significa trovarsi in una situazione in cui le detrazioni fiscali spettanti sono superiori all’IRPEF che dovresti pagare. In pratica, non hai abbastanza imposta da “abbattere” e quindi una parte delle detrazioni va persa
In altri termini:
«Essere incapiente (o trovarsi in una situazione di "incapienza fiscale") significa che il tuo reddito è così basso da non dover pagare l'IRPEF, oppure che le imposte che devi allo Stato sono inferiori ai bonus e alle detrazioni a cui avresti diritto.» «In parole semplici: hai accumulato degli "sconti sulle imposte" (detrazioni) superiori alle imposte stesse che devi pagare, e quindi rischi di perdere questi soldi perché lo Stato non fa rimborsi oltre la quota di imposte dovuta.»
🔍 QUANDO SI DIVENTA INCAPIENTI?
• Quando il reddito è molto basso (no tax area, es. sotto 8.500 € per dipendenti).
• Quando l’IRPEF lorda è inferiore alle detrazioni spettanti.
• Quando si è in regime forfettario, che non genera IRPEF ordinaria, ovviamente in assenza di altri redditi da assoggettare ad irpef
• Quando si è titolari di una pensione minima
🧾 COSA COMPORTA?
• Non paghi IRPEF.
• Non sei obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi, salvo casi particolari.
• Non puoi recuperare alcune detrazioni (spese mediche, ristrutturazioni, assicurazioni).
• Alcuni bonus edilizi non sono utilizzabili senza capienza IRPEF.
🔍 ESEMPI PRATICI
• Spese mediche Se hai diritto a 600 € di detrazione, ma la tua IRPEF è solo 300 €, potrai recuperare 300 €. Gli altri 300 € andranno persi perché non hai abbastanza imposta da “abbattere”.
• Ristrutturazione edilizia Immagina una detrazione annuale di 2.000 € per lavori in casa. Se la tua IRPEF è 1.200 €, recuperi solo quella parte. I restanti 800 € non vengono rimborsati.
• Partita IVA in regime forfettario Anche con un reddito di 30.000 €, potresti risultare incapiente perché il forfettario applica un’imposta sostitutiva, non l’IRPEF. Questo significa che molte detrazioni IRPEF (mediche, ristrutturazioni, assicurazioni) non possono essere utilizzate.

🎯 PERCHE' E' IMPORTANTE?
Se stai affrontando ristrutturazioni, bonus edilizi, spese mediche o hai una partita IVA, sapere se sei incapiente ti permette di capire quante detrazioni riuscirai davvero a recuperare e quante rischiano di andare perdute.
💡 CONSIGLI UTILI PER EVITARE DI PERDERE DETRAZIONI
• Intestare alcune spese al coniuge con maggiore reddito e quindi più capiente
• Attribuire le detrazioni dei figli al genitore con reddito più alto.
• Valutare contributi deducibili per aumentare la capienza fiscale IRPEF

POS E REGISTRATORI TELEMATICI: CORREZIONE E AGGIORNAMENTO NORMATIVO ARRIVA LA FRANCHIGIA DEL 5%UN AGGIORNAMENTO FONDAMEN...
17/08/2026

POS E REGISTRATORI TELEMATICI: CORREZIONE E AGGIORNAMENTO NORMATIVO ARRIVA LA FRANCHIGIA DEL 5%
UN AGGIORNAMENTO FONDAMENTALE RISPETTO AL NOSTRO POST DEL 12 GIUGNO 2026.
All’epoca avevamo correttamente segnalato che la proposta di introdurre una tolleranza del 5% nei disallineamenti tra POS e Registratori Telematici non era stata approvata nella legge di conversione del Decreto Fiscale.
Oggi il quadro è cambiato: con l’art. 33 del D.Lgs. 148/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, il legislatore ha introdotto una specifica clausola di non punibilità per gli scostamenti di modesta entità tra pagamenti elettronici e corrispettivi telematici.
🔍 COSA CAMBIA?
La novità principale è l’introduzione della franchigia del 5%, calcolata sul numero delle operazioni, non sul valore economico.
Le sanzioni non si applicano quando la discrepanza tra:
• numero delle operazioni regolate con pagamento elettronico e memorizzate ai fini dei corrispettivi;
• numero dei pagamenti elettronici effettivamente accettati; non supera il 5%.
Esempi pratici: 👉 100 pagamenti elettronici / 96 operazioni abbinate → 4% → entro la soglia 👉 100 pagamenti elettronici / 94 operazioni abbinate → 6% → oltre la soglia
⚠️ NON E' UN CONDONO
La franchigia non rende irrilevanti gli errori: interviene solo sugli scostamenti minimi, tecnici o materiali, quando non emerge alcuna evasione o alterazione dell’imponibile.
Il legislatore ha introdotto un criterio di proporzionalità, evitando sanzioni eccessive per errori che non incidono sulla corretta determinazione dell’IVA.
🧭 PERCHE' IL LEGISLATORE E' INTERVENUTO?
Durante l’applicazione della disciplina originaria era emerso il rischio che semplici errori tecnici potessero generare sanzioni molto gravose. La proposta del 5% era già stata discussa nel Decreto Fiscale, ma non approvata. Il decreto correttivo di agosto 2026 ha finalmente introdotto la soglia.
🔒 COSA NON CAMBIA?
L’obbligo di collegamento tra POS e Registratore Telematico resta invariato. La franchigia riguarda solo i disallineamenti tra operazioni, non il mancato collegamento.
È quindi essenziale verificare che tutti i POS siano correttamente associati al RT o alla procedura di memorizzazione.
🧩 UN AGGIORNAMENTO IMPORTANTE PER IMPRESE E COMMERCIANTI
La nuova disciplina offre una tutela maggiore, ma rende ancora più importante monitorare:
• numero dei pagamenti elettronici effettuati;
• numero delle operazioni abbinate ai corrispettivi;
• eventuali disallineamenti;
• verifica del rispetto della soglia del 5%.
📌 E il nostro post del 12 giugno?
Ribadiamo: il post del 12/06 riportava correttamente la normativa allora vigente. La successiva modifica normativa impone oggi un aggiornamento. Questa è la nostra idea di informazione professionale: monitorare, verificare, aggiornare.
🧾 Verifica dei report di conformità
Il nostro Studio è a disposizione per analizzare i report presenti nel portale Fatture e Corrispettivi, individuare eventuali criticità e verificare la corretta applicazione della nuova disciplina.
📞 0721 961115 🕓 Dal lunedì al venerdì, 16:00 – 19:30 💻 Incontri online o in presenza
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BONUS CASA FORZE DELL'ORDINE: COSA CAMBIA TRA ACQUISTO E RISTRUTTURAZIONE? QUADRO SISTEMATICO, RATIO NORMATIVA E CHIARIM...
14/08/2026

BONUS CASA FORZE DELL'ORDINE: COSA CAMBIA TRA ACQUISTO E RISTRUTTURAZIONE?
QUADRO SISTEMATICO, RATIO NORMATIVA E CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
SINTESI OPERATIVA
La normativa non riconosce alcuna deroga speciale alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie. L’unica agevolazione dedicata al Comparto Sicurezza riguarda l’acquisto della prima casa, dove non è richiesto il trasferimento della residenza entro 18 mesi. Per i bonus edilizi, invece, il legislatore ha scelto di non introdurre privilegi non giustificati, evitando asimmetrie e discriminazioni rispetto agli altri contribuenti: le regole sono identiche per tutti.
RATIO DELLA DISCIPLINA
La struttura normativa è chiara:
• L’agevolazione “prima casa” risponde a una finalità sociale, riconoscendo che il personale del Comparto Sicurezza può essere soggetto a trasferimenti frequenti e non volontari.
• Le detrazioni per ristrutturazioni edilizie, invece, perseguono una finalità di interesse generale (riqualificazione del patrimonio edilizio) e non sono collegate allo status professionale del contribuente.
👉 Per questo motivo il legislatore non ha previsto deroghe: introdurle creerebbe privilegi non fondati e una ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri cittadini.
QUADRO NORMATIVO ESSENZIALE
Art. 66 L. 342/2000 – Agevolazione “Prima Casa” per Forze dell’Ordine
• Nessun obbligo di trasferire la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi.
• Agevolazione limitata all’acquisto, non estesa ai bonus edilizi.
Art. 16 bis TUIR – Detrazioni per Ristrutturazioni
• Aliquota 50%: solo se l’immobile è abitazione principale del contribuente o dei familiari.
• Aliquota 36%: se l’immobile è a disposizione o non costituisce dimora abituale.
• Nessuna deroga per il Comparto Sicurezza.
CHIARIMENTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Interpello 244/2025
Un appartenente alle Forze dell’Ordine chiedeva il 50% pur non potendo trasferire la residenza. Risposta: nessuna eccezione. Senza dimora abituale → detrazione al 36%.
Interpello 118/2026
Militare con residenza anagrafica nell’immobile ma frequenti assenze operative. Risposta: il 50% spetta se l’immobile mantiene la natura di dimora abituale del nucleo familiare.
DISTINZIONE FONDAMENTALE: ACQUISTO VS RISTRUTTURAZIONE
Agevolazione Regola per Forze dell’Ordine Normativa
Acquisto Prima Casa Nessun obbligo di residenza entro 18 mesi Art. 66 L. 342/2000
Bonus Ristrutturazioni 50% Obbligo di dimora abituale Art. 16 bis TUIR
👉 Nota: se l’immobile non è abitazione principale all’avvio dei lavori, il 50% è ammesso solo se lo diventa entro la fine dei lavori o entro la dichiarazione dei redditi successiva.
ADEMPIMENTI ESSENZIALI
• Titolo idoneo sul bene (proprietà o diritto reale).
• Bonifico parlante con riferimento all’art. 16 bis TUIR.
• Conservazione documentale (CILA/SCIA, fatture, bonifici) per 10 anni.
CONCLUSIONE
La disciplina è coerente con la volontà del legislatore:
• Una sola deroga mirata per l’acquisto prima casa, giustificata dalla natura del servizio.
• Nessun privilegio aggiuntivo per i bonus edilizi, per garantire equità fiscale e parità di trattamento tra contribuenti.
Per approfondire il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate puoi consultare il seguente link: https://www.fiscooggi.it/portale/-/bonus-edilizi-2025-regole-generali-per-il-dipendente-delle-forze-armate

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