23/05/2026
Avevo solo 12 anni quel 23 maggio del 1992. Ero poco più di una bambina, eppure ricordo bene che, anche allora, comprendevo l’immensa battaglia che il giudice Giovanni Falcone e il giudice Paolo Borsellino stavano combattendo per il nostro Paese.
Oggi, quella consapevolezza si è trasformata in una gratitudine profonda. Ringrazio Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta — Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani — per averci insegnato, con il sacrificio più alto, che la dignità non si piega mai. Hanno perso la vita, ma ci hanno consegnato un compito fondamentale: far camminare le loro idee sulle nostre gambe, ogni giorno.
Da quel 1992 la vita è andata avanti. Oggi vivo a Catania e svolgo la mia professione di agente immobiliare. Eppure, anche nella frenesia della routine quotidiana, il ricordo di quel giorno continua a bussare alla porta, specialmente la sera, nel silenzio dei pensieri. Il dolore resta, ma con esso anche la responsabilità di onorare quella memoria attraverso la rettitudine e la passione con cui scelgo di vivere e lavorare.
Ho scelto di condividere questo pensiero sul mio profilo lavorativo perché credo che l'integrità non sia un concetto astratto, ma un modo di operare. La trasparenza, il rispetto delle regole che metto ogni giorno nel mio lavoro di agente immobiliare sono, per me, il modo più autentico di onorare chi ha dato tutto per questa terra. La legalità si costruisce anche attraverso la qualità e l'onestà delle relazioni professionali che intrecciamo quotidianamente.
Grazie per il coraggio che ancora oggi continua a indicarci la strada.
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