21/07/2022
da :https://www.topgeometri.it/storage/documents/storia-del-catasto-italiano.pdf
Dall’Unità d’Italia al 1886
1861 – Inizio del processo di unificazione italiana.
A livello catastale, ogni volta che il territorio di uno Stato preunitario entra a far parte del nuovo Stato unitario italiano porta con sé il suo particolare catasto.
Alla fine del processo di unificazione, pertanto, in Italia sono in vigore tutti i catasti precedentemente presenti nei territori acquisiti e, nel 1886, sono ripartiti nei seguenti 9 compartimenti catastali:
- Piemonte e Liguria, comprendente il Piemonte, la Liguria, la Valle d’Aosta, l’Oltrepò Pavese e la Lomellina (attualmente in provincia di Pavia);
- Lombardo-Veneto, comprendente la Lombardia (Lomellina e Oltrepò Pavese esclusi), il Veneto e il Friuli (senza la Venezia-Giulia);
- ex Ducato di Parma e Piacenza, comprendente le attuali provincie di Parma e Piacenza e il territorio di Pontremoli (ora in provincia di Massa-Carrara);
- ex Ducato di Modena e Reggio, comprendente le attuali provincie di Modena e Reggio Emilia e la Lunigiana (ora in provincia di Massa-Carrara);
- Toscana, comprendente il territorio delle attuali provincie toscane ad esclusione di quello di Massa-Carrara;
- ex Stato Pontificio, comprendente il Lazio, l’Umbria, le Marche e la Romagna (ossia le attuali provincie di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini);
- ex Stato Napoletano, comprendente Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata;
- Sicilia;
- Sardegna.
Ogni compartimento comprende una serie di catasti differenti per un totale di 24 catasti ufficiali, che costituiscono il Catasto Terreni italiano.
Come si può facilmente capire, in una situazione del genere ci sono grandi problemi di omogeneità a causa di:
- diversi tipi di catasto (solo 15 su 24 erano geometrici particellari, ma uno di questo con rilievo a vista);
- diversi metodi e strumenti di rilievo;
- diverse unità di misura;
- diverse tipologie d’estimo;
- diversa moneta.
In alcuni casi, poi, una situazione particolarmente eterogenea è riscontrabile anche all’interno di uno stesso compartimento catastale: nel compartimento di Piemonte e Liguria sono presenti sia quello che è considerato il catasto migliore, - IL CENSO MILANESE - (http://dati.san.beniculturali.it/SAN/complarc_GGASI_san.cat.complArch.37314) sia gli imperfetti catasti liguri, descrittivi e basati sulla denunce dei contribuenti, spesso non verificate. Molto differenziata è anche la situazione del compartimento dell’ex Ducato di Modena e Reggio, nel quale si passa dai settecenteschi catasti estensi di tipo descrittivo ai catasti napoleonici per masse di coltura di Massa, di Lucca e della Lunigiana.
SI SPERA, CHE CIO' CHE ERA GIA' IL MEGLIO NON VENGA CAMBIATO
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