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Per molto tempo la città è stata scandita da due luoghi principali: casa e lavoro.Oggi, tra queste due dimensioni, stann...
11/06/2026

Per molto tempo la città è stata scandita da due luoghi principali: casa e lavoro.

Oggi, tra queste due dimensioni, stanno acquisendo un ruolo sempre più importante gli spazi intermedi.

Caffè, librerie, hotel, luoghi culturali, lobby e ambienti ibridi non sono più soltanto luoghi di passaggio, ma nuove forme di permanenza urbana.

Sono i cosiddetti third places: spazi neutri e accessibili, dove le persone possono incontrarsi, lavorare, leggere, rallentare o semplicemente condividere del tempo.

Secondo Actiu, nel 2026 questi luoghi diventano sempre più centrali nella progettazione degli ambienti contemporanei, perché rispondono a un bisogno crescente di flessibilità, benessere e connessione.

Non basta più creare spazi belli.

Devono essere luoghi capaci di accogliere comportamenti diversi, adattarsi ai ritmi della giornata e favorire relazioni spontanee.

Dalle lobby degli hotel trasformate in coworking agli spazi culturali pensati come luoghi di incontro, i third places stanno ridefinendo il modo in cui viviamo la città.

Perché la qualità della vita urbana non dipende soltanto da dove abitiamo o lavoriamo.

Ma anche dai luoghi in cui scegliamo di fermarci.

Per secoli le città sono cresciute seguendo intuizioni, necessità e visioni capaci di interpretare il proprio tempo.Oggi...
04/06/2026

Per secoli le città sono cresciute seguendo intuizioni, necessità e visioni capaci di interpretare il proprio tempo.

Oggi, a questi strumenti, si aggiunge una nuova possibilità: l'intelligenza artificiale.

Secondo Arup, tra le principali società internazionali di progettazione e ingegneria, l'AI potrebbe supportare urbanisti, architetti e amministrazioni nell'analisi di dati complessi, contribuendo a comprendere come si muovono le persone, come evolvono i quartieri e come cambiano le esigenze di una città nel tempo.

Dalla mobilità agli spazi pubblici, fino alla distribuzione dei servizi, l'obiettivo non è sostituire il progetto umano, ma ampliare la capacità di leggere la complessità urbana e immaginare scenari futuri.

In un contesto sempre più dinamico, la tecnologia diventa uno strumento per progettare città più efficienti, accessibili e sostenibili, senza perdere di vista ciò che rende uno spazio realmente vivibile: le persone.

Più che una rivoluzione tecnologica, quella che si apre sembra essere una nuova riflessione sul rapporto tra città, innovazione e qualità della vita.

Perché una città intelligente non è necessariamente quella più avanzata.

Forse è quella che riesce a comprendere meglio chi la vive.

BIENNALE ARTE 2026 I VENEZIA Con i suoi 100 Padiglioni Nazionali, la Biennale Arte 2026 conferma Venezia come uno dei po...
22/05/2026

BIENNALE ARTE 2026 I VENEZIA

Con i suoi 100 Padiglioni Nazionali, la Biennale Arte 2026 conferma Venezia come uno dei pochi luoghi in cui arte, politica, identità e visione culturale continuano a intrecciarsi in modo così diretto.

Il tema scelto da Koyo Kouoh, In Minor Keys, invita a un approccio più contemplativo e silenzioso.
Eppure molti padiglioni sembrano muoversi nella direzione opposta, tra provocazione, performance e tensione visiva.

Dal caos rituale del Belgio alle installazioni disturbanti dell’Austria, dalle riflessioni sulla comunicazione e la perdita della Polonia fino alla spiritualità sonora del Padiglione della Santa Sede, questa Biennale attraversa territori profondamente diversi, senza mai offrire una lettura univoca del presente.

Il Padiglione Italia, con Con te con tutto di Chiara Camoni, costruisce invece uno spazio fragile e in continua trasformazione, dove materia naturale, ritualità collettiva e presenza umana convivono in un ecosistema instabile.

Tra cosmologie malinconiche, esperienze immersive, pratiche artigianali, ecologia e nuove forme di relazione, la Biennale 2026 appare come una grande mappa contemporanea in cui ogni padiglione apre una possibilità diversa di interpretare il mondo.

Più che cercare risposte definitive, questa edizione sembra suggerire un altro modo di guardare: più lento, più aperto, più disposto ad attraversare la complessità del presente.

RH The Gallery | MilanoRH sceglie Milano per il suo primo indirizzo italiano e apre in Corso Venezia, all’interno di un ...
13/05/2026

RH The Gallery | Milano

RH sceglie Milano per il suo primo indirizzo italiano e apre in Corso Venezia, all’interno di un palazzo neo-rinascimentale del XIX secolo firmato da Giorgio Pellini, già residenza dello scrittore Giovanni V***a.

Sette livelli e oltre 7.000 metri quadrati dove arredo, architettura e ospitalità convivono in un unico progetto.

Al piano terra, una biblioteca dedicata alla cultura del design italiano raccoglie volumi rari e contemporanei dedicati a figure come Palladio, Brunelleschi, Ponti e Scarpa, mentre il cortile interno si trasforma in un giardino ispirato ai paesaggi rinascimentali italiani.

Gli spazi proseguono tra collezioni di interior contemporaneo, pezzi modernisti del Novecento, servizi di progettazione su misura e ambienti pensati per vivere il design oltre l’esposizione.

Nel piano interrato trova spazio La Volta Restaurant & Bar, tra sculture, fontane e richiami classici, mentre all’ultimo livello l’RH Bar & Lounge affaccia sulla città con lampadari in vetro artistico di Murano e un’atmosfera sospesa tra hospitality e interior design.

Più che uno showroom, una destinazione che unisce retail, architettura, cibo e lifestyle.

Un nuovo indirizzo che conferma il ruolo di Milano come punto di riferimento internazionale per design e contemporaneità.

Fuorisalone 2026 | MilanoPorta Venezia si conferma uno dei distretti più dinamici della Design Week. Un’area che si espa...
23/04/2026

Fuorisalone 2026 | Milano

Porta Venezia si conferma uno dei distretti più dinamici della Design Week.

Un’area che si espande oltre i suoi confini abituali, coinvolgendo nuove zone della città e attivando spazi solitamente chiusi al pubblico.

Tra palazzi storici, giardini nascosti e architetture del Novecento, il percorso alterna installazioni immersive e interventi site-specific.

Dall’allestimento outdoor firmato Elisa Ossino per Molteni&C nel giardino di via Senato, alla struttura esplorabile di Snøhetta per USM alla Fondazione Rovati, fino agli spazi inattesi delle piscine Cozzi e Romano, trasformati per l’occasione in ambienti espositivi
Accanto alle location più consolidate, emergono nuove traiettorie che collegano Porta Venezia a Città Studi e NoLo, ampliando il racconto urbano del distretto.

Tra le presenze più rilevanti, anche il progetto Food for Thought di IKEA allo Spazio Maiocchi, che introduce un dialogo tra design e gastronomia, e gli interventi immersivi tra tecnologia, materia e sperimentazione diffusi in tutta l’area.

Un distretto che non si limita a ospitare il design, ma lo integra nel tessuto della città, trasformando Milano in un sistema aperto, da attraversare.

16/04/2026

Ci sono spazi che cambiano il modo in cui lavori.

Siamo in Corso Venezia, uno degli indirizzi più riconoscibili e prestigiosi di Milano.
A pochi passi dai Giardini Indro Montanelli, in una posizione centrale, elegante e perfettamente collegata.

Al primo piano di uno stabile signorile troviamo circa 300 mq di ufficio di pregio, immediatamente disponibili.
Ambienti luminosi, ben distribuiti, già pronti all’uso.

Aria condizionata, controsoffitti, pavimentazioni in marmo e parquet: dettagli che danno subito un’immagine rappresentativa, senza bisogno di interventi.

L’affaccio interno verso Viale Majno garantisce tranquillità e privacy, anche nel cuore della città.

Per chi ha esigenze più ampie, c’è la possibilità di ampliare gli spazi nello stesso stabile.

Non è solo un ufficio.
È un indirizzo che comunica solidità, posizione e visione.

Guarda il reel per scoprirne di più.

Villa Pestarini non è solo una casa.È un progetto che torna a parlare.Progettata da Franco Albini nel 1938, è l’unica vi...
09/04/2026

Villa Pestarini non è solo una casa.

È un progetto che torna a parlare.

Progettata da Franco Albini nel 1938, è l’unica villa realizzata dall’architetto a Milano.
Un esempio rigoroso di razionalismo, dove proporzioni, luce e materia costruiscono un’idea di abitare ancora attuale.

Per oltre 80 anni è rimasta privata.
Oggi, per la prima volta, apre al pubblico durante la Design Week 2026 con Alcova.

Non come semplice location.
Ma come spazio attivo.

Qui il design contemporaneo non si limita a occupare gli ambienti:
entra in dialogo con l’architettura.

Un confronto diretto tra memoria e progetto,
tra struttura e interpretazione.

Milano, ancora una volta, non espone solo design.
Espone il modo in cui lo spazio viene pensato, trasformato, riattivato.

Perché alcuni luoghi non sono fatti per essere mostrati.
Sono fatti per essere riletti.

31/03/2026

Se inizi la giornata con questa vista, cambia tutto.

Siamo in Piazza Diaz, tra Duomo e Missori. Un punto preciso, nel centro più vivo di Milano.

Al terzo piano troviamo circa 450 mq di uffici ristrutturati, pronti da subito.
Ambienti luminosi, già organizzati, pensati per accogliere studi professionali e sedi corporate.

Spazi che funzionano, dove ogni ambiente è stato progettato per lavorare bene, senza dover aggiungere nulla.

A pochi passi dal Duomo, con collegamenti e servizi intorno, questa non è solo una posizione comoda: è una scelta strategica.

Piazza Diaz è uno di quegli indirizzi che fanno la differenza.

Guarda il reel per scoprirne di più.

Milano dopo le Olimpiadi 2026: cosa è successo davvero agli affitti brevi.Nei mesi precedenti all’evento, le aspettative...
26/03/2026

Milano dopo le Olimpiadi 2026: cosa è successo davvero agli affitti brevi.

Nei mesi precedenti all’evento, le aspettative erano alte.
Si parlava di un possibile aumento diffuso dei canoni e di una crescita significativa della domanda.

Durante le Olimpiadi, la richiesta di affitti brevi è effettivamente aumentata,
ma in modo meno uniforme del previsto.

• Le zone più vicine ai poli olimpici hanno registrato maggiore attività, senza però un impatto omogeneo su tutta la città
• In molte aree centrali, l’offerta già elevata ha contenuto la crescita dei prezzi
• La domanda si è distribuita su più quartieri, riducendo i picchi attesi
• Nel post-evento, parte dell’offerta si sta redistribuendo, aumentando la competizione

Un elemento chiave: Milano partiva già da un mercato strutturato,
con un’elevata presenza di affitti brevi e dinamiche consolidate.

Questo ha ridotto l’impatto reale dell’evento.

Oggi il focus si sposta dalla crescita temporanea alla sostenibilità nel tempo.

Il mercato resta solido,
ma sempre più competitivo e selettivo.

In questo contesto, non è l’evento a determinare il risultato.
È la strategia con cui si gestisce l’immobile.

20/03/2026

Nel Quadrilatero del Silenzio, una delle zone più eleganti e riservate di Milano, esistono ancora case capaci di sorprendere.

In Via Serbelloni troviamo un appartamento di circa 300 mq, al quarto piano, dove volumi, luce e prospettive si combinano in modo raro per il centro città. Un immobile che si distingue non solo per la posizione, ma anche per il suo potenziale, offrendo l’opportunità di ridisegnare ogni ambiente e trasformarlo in qualcosa di unico.

Guarda il reel per scoprirne di più.

Indirizzo

Corso Magenta 56
Milan
20123

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