17/05/2026
L’intervista a Renato Mazzoncini di , oggi sui Corriere, centra uno dei temi più urgenti per il nostro Paese: il vero costo dell’energia oggi non è solo la bolletta, ma il tempo che perdiamo prima di mettere a terra gli impianti 🙁
Ogni ritardo autorizzativo, ogni rinvio, ogni forma di indecisionismo genera un effetto diretto:
- blocca investimenti,
- rallenta i ritorni economici,
- mantiene alta la dipendenza dalle fonti fossili,
- espone famiglie e imprese alla volatilità dei prezzi.
Oggi, per mettere a terra un impianto fotovoltaico anche solo da 1 MW, tra richiesta di connessione, iter autorizzativi e PAS, passano mediamente 6/8 mesi prima di poter installare il primo pannello FV.
E questo accade in un momento storico in cui velocità e certezza dei tempi dovrebbero essere considerate infrastrutture strategiche tanto quanto la rete elettrica stessa.
Le rinnovabili richiedono capitali importanti nella fase iniziale, ma una volta in esercizio riducono drasticamente l’incertezza legata al costo dell’energia. Ed è proprio la prevedibilità il vero valore strategico per imprese e cittadini.
L’elettricità, come sottolinea Mazzoncini, va trattata come un’infrastruttura nazionale.A2A come una
Esattamente come strade, reti o telecomunicazioni: senza visione industriale e tempi certi, il sistema perde competitività.
La transizione energetica non si blocca per mancanza di tecnologia o capitali.
Si blocca quando i tempi decisionali diventano incompatibili con quelli economici.
E ogni anno perso oggi significa bollette più alte domani? 🤔
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