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L’atto di pignoramento di una casa viene emanato dal Tribunale dove risiede il debitore. Si tratta di un atto esecutivo ...
23/05/2022

L’atto di pignoramento di una casa viene emanato dal Tribunale dove risiede il debitore. Si tratta di un atto esecutivo che può essere fatto valere dal creditore senza ulteriori passaggi. Il debitore è informato del pignoramento mediante una raccomandata contenente l’atto giudiziario e che di solito viene inserita in una busta verde. L’avviso di giacenza riporta il codice 6683, che normalmente è utilizzato per questa tipologia di comunicazioni. Ad ogni modo, per arrivare al pignoramento della casa la procedura è abbastanza lunga: prima viene notificato al debitore il decreto ingiuntivo che attesta (tramite sentenza del Tribunale) il debito e la relativa somma. Poi, con il precetto, si notifica il termine perentorio per estinguere il debito. Soltanto alla fine di questi procedimenti si può avviare il pignoramento della casa. Attenzione però, perché il caso di debiti con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione, questo ente può saltare le fasi descritte e arrivare direttamente alla procedura di pignoramento.

Il tuo creditore è l’Agente della Riscossione Esattoriale (ossia l’Agenzia delle Entrate Riscossione) o un’altra società...
09/05/2022

Il tuo creditore è l’Agente della Riscossione Esattoriale (ossia l’Agenzia delle Entrate Riscossione) o un’altra società privata incaricata del recupero delle imposte? In questo caso la legge pone un limite all’avvio del pignoramento immobiliare: il creditore non può pignorare uno o più immobili del debitore se il suo credito (per cartelle di pagamento già notificate e diventate definitive) è inferiore a 120mila euro o se la somma del valore dei beni del debitore è inferiore a 120mila euro. Inoltre, il pignoramento immobiliare esattoriale deve rispettare anche le seguenti condizioni: deve essere iscritta ipoteca, la quale è legittima solo per debiti da 20mila euro a salire (in ogni caso, 30 giorni prima dell’ipoteca deve essere inviato al debitore un preavviso d’ipoteca per consentirgli di pagare o di chiedere una rateazione il che blocca la procedura); devono decorrere sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca; infine, non si deve trattare della prima casa.

Secondo la legge non c’è un importo minimo per procedere al pignoramento di un immobile: almeno in teoria, un creditore ...
25/04/2022

Secondo la legge non c’è un importo minimo per procedere al pignoramento di un immobile: almeno in teoria, un creditore privato può decidere di attaccarsi alla tua casa anche se il debito che hai nei suoi confronti è di piccolo importo. Ma se la legge non precisa nulla su questo punto, la Corte di Cassazione ha stabilito che il pignoramento per debiti irrisori è da considerarsi illegittimo: se la somma dovuta al creditore è così esigua da poter essere considerata insignificante, si ritiene che questi non abbia un effettivo interesse da tutelare e che perciò un’azione legale non sia giustificata. Ad ogni modo parliamo di importi davvero minimi, che normalmente non superano le poche decine di euro. Se però il tuo debito risulta da un mutuo non pagato, i tempi del pignoramento immobiliare si accorciano notevolmente rendendo le cose più facili al creditore: se stipulato di fronte a un notaio, il contratto di mutuo è di per sé un titolo esecutivo, che consente alla banca creditrice di procedere al pignoramento della casa senza doversi rivolgere prima al Tribunale.

La quietanza liberatoria di saldo e stralcio non è altro che il documento che viene rilasciato ufficialmente dal credito...
11/04/2022

La quietanza liberatoria di saldo e stralcio non è altro che il documento che viene rilasciato ufficialmente dal creditore al momento del pagamento. Questa testimonia il fatto che l’accordo sia andato a buon fine e certifica il rispetto, da ambo le parti, delle reciproche responsabilità finanziarie. La quietanza liberatoria di saldo e stralcio deve rispettare delle caratteristiche precise: prima di tutto deve riportare obbligatoriamente i dati del finanziamento, comprensivi di tutti i dettagli utili alla sua identificazione. Inoltre deve riportare il numero di pratica, il nominativo dell’ente erogatore ed eventualmente la data di stipula e di estinzione dello stesso. È anche fondamentale che la quietanza faccia riferimento all’articolo 1236 del Codice Civile, che regolarizza le trattative di saldo e stralcio: deve riportare in toto la normativa, oltre che la dichiarazione esplicita, da parte dell’erogatore, di rinuncia a ogni diritto sulla differenza fra il totale originariamente stabilito e la somma effettivamente versata dal debitore (che andrà indicato con i suoi dati anagrafici).

La procedura di vendita di un immobile all’asta di solito è l’ultima strada a cui le banche intendono fare ricorso: ques...
28/03/2022

La procedura di vendita di un immobile all’asta di solito è l’ultima strada a cui le banche intendono fare ricorso: questo perché il prezzo di vendita degli immobili all’asta di solito è inferiore anche del 30% o del 40% rispetto a quello di mercato. Se poi un’asta finisce deserta, il Tribunale può disporre nuove sessioni di vendita, ma queste comportano una riduzione del prezzo di vendita del 25% sul valore di partenza. In molti casi il valore di rientro stimato da una vendita all’asta è così basso (e richiede tempi così lunghi) che la proposta di saldo e stralcio risulta un’alternativa molto più vantaggiosa, poiché permette di entrare in possesso di una somma certa e in tempi ristretti.

La CRIF è una banca dati che contiene le informazioni dei cittadini entrati in contatto con prestiti, mutui e operazioni...
14/03/2022

La CRIF è una banca dati che contiene le informazioni dei cittadini entrati in contatto con prestiti, mutui e operazioni che prevedono un rateizzo. Dopo aver sanato i propri debiti con un saldo e stralcio immobiliare, come si può ottenere la cancellazione dalla CRIF? Le possibilità sono due e dipendono dallo stato in cui si trova il debitore: se si è in ritardo con i pagamenti ma non si è ancora stati inseriti nella black list, è possibile far si che la procedura di archiviazione dei dati si interrompa e che il nominativo non arrivi mai in black list, grazie a una revoca della segnalazione per mora. Invece, se si è effettivamente segnalati alla CRIF come cattivi pagatori (con l’inserimento nella black list), bisognerà comunque attendere il limite minimo previsto dalla legge (3 anni), affinché i dati vengano cancellati dall’elenco della CRIF. Tuttavia, chi ha erogato il finanziamento può rilasciare al debitore una liberatoria del saldo e stralcio che certifica il fatto che il debitore ha saldato la sua posizione finanziaria: pur risultando segnalato come “cattivo pagatore”, è in buona fede e può essere considerato attendibile.

Quando un soggetto debitore non riesce più ad assolvere i suoi obblighi nei confronti di un creditore diventando insolve...
28/02/2022

Quando un soggetto debitore non riesce più ad assolvere i suoi obblighi nei confronti di un creditore diventando insolvente, può iniziare la procedura di saldo e stralcio intraprendendo una trattativa con il creditore stesso. Ad esempio, nel caso di una banca pignorante, se il debito residuo è pari a 100 e il debitore è disposto a pagare per la casa pignorata 80, la banca potrebbe decidere di accettare rinunciando alla differenza di 20, per chiudere prima la posizione di sofferenza. Il saldo e stralcio si chiama così perché consente al debitore di saldare il debito e di ottenere lo stralcio della propria posizione in sofferenza, senza strascichi per gli ulteriori 20 che non si sono saldati. Quando invece si vende all’asta e il prezzo ricavato è inferiore, la posizione del debitore per la quota residua non rimane mai stralciata, ma continua a sussistere: in altre parole, il debitore non viene esdebitato. Il saldo e stralcio è vantaggioso per il creditore, per il debitore e per l’acquirente. Infatti il creditore può recuperare in poco tempo parte dei propri soldi, invece di aspettare l’esito della vendita in asta. Dal canto proprio, il debitore può ottenere in tempi brevi l’esdebitazione e rientrare nell’elenco dei buoni pagatori, ottenendo nuovi finanziamenti in futuro. Infine, l’acquirente può ottenere una notevole riduzione della spesa e dei tempi per l’acquisto dell’immobile.

La rinuncia agli atti è il documento che mette fine a un debito: dopo aver negoziato un saldo e stralcio, i creditori de...
14/02/2022

La rinuncia agli atti è il documento che mette fine a un debito: dopo aver negoziato un saldo e stralcio, i creditori devono essere chiamati a firmarla, in modo da rinunciare a qualsiasi altra pretesa nei confronti del debitore. Ma attenzione: la rinuncia agli atti si ottiene solo se si raggiunge un accordo con tutti i creditori coinvolti nella procedura esecutiva. Infatti, non basta accordarsi con il creditore che ha avviato la procedura (detto procedente), ma bisogna tenere presente anche gli altri eventuali creditori. Quando il creditore procedente decide di avviare l’esecuzione, gli altri creditori ne vengono informati e possono intervenire a loro volta (in questo caso si chiamano creditori intervenuti). Limitandosi a un accordo con il procedente, questo rinuncerebbe a proseguire, ma la procedura resterebbe in essere a causa dei creditori intervenuti con cui non si è raggiunto nessun compromesso. Perciò il saldo e stralcio non può limitarsi al debito che si ha nei confronti del creditore procedente, ma per ottenere la rinuncia agli atti, evitare l’asta e azzerare i debiti è necessario ottenere il consenso di tutti i creditori coinvolti nella procedura esecutiva.

Tendenzialmente la prima casa è sempre pignorabile quando il creditore è di natura privata, come nel caso di una banca, ...
31/01/2022

Tendenzialmente la prima casa è sempre pignorabile quando il creditore è di natura privata, come nel caso di una banca, di una finanziaria, di un condominio ecc. Non c’è un limite minimo di debito a partire dal quale il pignoramento è possibile: in altre parole, anche per gli importi bassi il creditore può avviare questa procedura di esecuzione forzata, confiscando e mettendo all’asta la prima casa. D’altro canto, il pignoramento ha un costo molto alto e di norma non conviene scegliere questa soluzione se il credito fatto valere è inferiore ai 5mila euro. Ad ogni modo, il creditore può procedere con il pignoramento anche in questo caso.

L’Agenzia Entrate Riscossione non può pignorare la prima casa nel caso in cui sia l’unica abitazione di proprietà del co...
17/01/2022

L’Agenzia Entrate Riscossione non può pignorare la prima casa nel caso in cui sia l’unica abitazione di proprietà del contribuente. Nel dettaglio, devono sussistere contemporaneamente i seguenti presupposti: l’immobile dev’essere l’unico di proprietà del contribuente, non deve essere di lusso, deve essere il luogo di residenza del contribuente e deve essere accatastato a civile abitazione. Ma ci sono anche altri limiti da rispettare: infatti, la prima casa è pignorabile solo a condizione che il debito superi i 120mila euro e che il totale dei beni immobili di proprietà del debitore superi i 120mila euro. Se il debito è compreso tra 0 e 120mila euro, l’Agenzia Entrate Riscossione può iscrivere l’ipoteca sulla prima casa ma non può procedere al pignoramento.

🔴Queste sono solo alcune delle definizioni stragiudiziali concluse tra il 2020 e il 2021.👉Ogni lettera LIBERA una famigl...
22/07/2021

🔴Queste sono solo alcune delle definizioni stragiudiziali concluse tra il 2020 e il 2021.

👉Ogni lettera LIBERA una famiglia dall' incombenza dei debiti e la aiuta a ripartire da zero.

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