10/04/2019
C'è un collegamento tra e ... Dobbiamo andare indietro nel tempo fino al 1300...
Scopriamolo insieme!
Perché pubblicare una foto del Castello Ursino? Leggete l'articolo è scopriremo!
Ci fu un tempo in cui alteri cavalieri con armature scintillanti e lunghi mantelli si inerpicavano per gli impervi sentieri che da Catania conducevano a una chiesetta sulla montagna dedicata a Sant’Andrea Apostolo e lì dimoravano per ritemprare spirito e salute. Baroni, vescovi e potenti di Sicilia salivano a dorso di mulo o a cavallo fino all’Acqua di lu Milu, per conferire con Giovanni d’Aragona, duca di Randazzo, Atene e Neopatria, nonché massima autorità politica in Sicilia. Questo Giovanni, fratello del re Pietro II e Vicario del Regno, nonché tutore del piccolo Lodovico, intorno al 1340 fece costruire, fra i boschi del Milo, una chiesetta dedicata a S. Andrea, alla quale assegnò un feudo e ordinò che fosse priorato della Chiesa di Catania. Giovanni, che dimorava nel Castello Ursino di Catania, trascorreva parte della stagione estiva a Milo nella casa addetta alla Chiesa di S. Andrea ch’egli aveva edificata (scrive lo storico del ‘700 Di Blasi) e lì venivano spesso i potenti per incontrarsi con lui, sicché Milo assunse saltuariamente il ruolo di centro politico “estivo” della Sicilia.
A Milo, Giovanni tornò nel 1348, per sfuggire alla peste che imperversava a Catania, ma il viaggio non fu sufficiente a salvargli la vita e le sue spoglie furono mestamente trasportate, attraverso i boschi di Milo, alla cattedrale di Catania dove ancora riposano. Con la morte di Giovanni, anche Milo p***e la sua importanza, ma la vita continuò e la comunità si accrebbe di altre anime, che trovavano nei boschi circostanti di che lavorare e vivere.