Immobiliare Europa

Immobiliare Europa Siamo un gruppo specializzato nella ricerca, nell’affitto e nella vendita di:
Immobili Industriali come Capannoni, fabbriche, Laboratori e uffici,ecc

CAMBIARE CASA CON UNA PERMUTA. CI HAI PENSATO?Per coloro che si chiedono se esista un modo per cambiare casa senza dover...
22/11/2023

CAMBIARE CASA CON UNA PERMUTA. CI HAI PENSATO?
Per coloro che si chiedono se esista un modo per cambiare casa senza dover aprire un nuovo mutuo, spendere una somma considerevole ed evitare il lento processo della vendita della propria casa, la soluzione è rappresentata dalla pratica della permuta immobiliare.

In effetti, si tratta di un autentico scambio di case e proprietà tra privati, che non prevede passaggi di denaro, salvo, naturalmente, l'eventuale regolamento della differenza di valore in caso di disparità nei prezzi.

È possibile trovare case con permuta in vendita in tutta Italia, sia nuove che di seconda mano, con un'ampia varietà di caratteristiche. Se questa opportunità ti interessa, dai un'occhiata a questa selezione di case in vendita con possibilità di permuta pubblicate su idealista e trova quella che fa al caso tuo.
(tratto da Idealista-c asa.it)

Secondo i dati forniti dall'Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare leader in Italia per lo sviluppo tecnologico...
10/11/2023

Secondo i dati forniti dall'Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare leader in Italia per lo sviluppo tecnologico, nel trimestre appena trascorso si è osservato un nuovo decremento delle abitazioni disponibili per l'affitto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il numero di unità disponibili è sceso dell’8%, raggiungendo un totale di 85.804 unità. Se confrontiamo questi dati con il periodo precedente alla pandemia, il terzo trimestre del 2019, emerge un calo ancor più significativo, pari al 43%. Questo evidenzia una notevole diminuzione nell'offerta di abitazioni destinate all'affitto nel corso degli ultimi anni.

Capoluoghi
In diverse zone chiave del mercato dell'affitto in Italia, si sono manifestati importanti cambiamenti nell'offerta di case destinate alla locazione.

Le principali città italiane hanno segnato andamenti differenziati: Firenze, Napoli e Roma hanno subito rilevanti cali del 44%, 43% e 41% rispettivamente. Anche in città come Genova e Torino, si è notata una significativa riduzione del 36% e del 26% rispetto all'anno precedente. In contrasto, Milano ha mostrato un incremento del 2% nel numero di case in affitto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Se si analizzano i capoluoghi di provincia, emerge che Siena ha sperimentato la diminuzione maggiore dell'offerta, con un calo del 49%. Al contrario, città come Ragusa (60%), Agrigento (46%) e Ravenna (42%) hanno mostrato un notevole aumento nell'offerta di case in affitto, sottolineando un trend di crescita in tali aree specifiche.

Questi dati delineano un quadro in cui varie città italiane stanno attraversando significative variazioni nell'offerta di case in affitto. Mentre alcune delle principali "piazze" dell'affitto stanno registrando cali sostanziali, altre città come Milano e zone specifiche come Ragusa, Agrigento e Ravenna, stanno invece testimoniando un notevole incremento nell'offerta di immobili in affitto. Questo scenario evidenzia una situazione variegata e in costante evoluzione nel settore dell'affitto in Italia.

Provincia
Analizzando le variazioni nelle diverse province italiane, si notano considerevoli cambiamenti. I cali più significativi sono stati registrati nelle province di Lodi, Vercelli e Siena, con diminuzioni rispettivamente del 63%, 55% e 49%. È importante sottolineare che queste rilevanti variazioni si verificano in territori in cui l'offerta di locazioni è già piuttosto limitata pertanto può essere soggetta ad elevata volatilità. Tuttavia, la tendenza al ribasso è forte anche in mercati più estesi, come Firenze (-44%) e Napoli (-43%), che seguono immediatamente le tre province leader. Anche Genova (-36%), Torino (-26%) e Bologna (-12%) hanno evidenziato significativi cali delle abitazioni disponibili. Milano, al contrario, segna un esiguo calo dell'offerta (-1%) rispetto al terzo trimestre del 2022.

Ravenna ha mostrato un notevole aumento del 69% nel numero di abitazioni disponibili per l'affitto, con aumenti significativi anche a Rimini (48%) e Ragusa (43%). Si osserva una crescita a due cifre in 25 province, con variazioni che spaziano dal 36% di Forlì Cesena al 10% di Modena, Lucca, Isernia, Sassari e Messina.
tratto da idealista/casa.it

AFFITTI BREVIL’articolo 19 della Manovra di Bilancio contiene una norma che prevede l’ aumento delle tasse sulle rendite...
28/10/2023

AFFITTI BREVI
L’articolo 19 della Manovra di Bilancio contiene una norma che prevede l’ aumento delle tasse sulle rendite da affitto breve, con una cedolare secca che passa al 26 per cento (dall’attuale 21 per cento). Nessuna agevolazione fiscale quindi per chi possiede una seconda casa e vuole metterla a reddito, affittandola anche solo per un giorno. Immediata la protesta di Confedilizia e di Aigab, che stima l'impatto negativo della misura sulle famiglie
Affitti brevi, un business da 57 miliardi di Pil
“Si tratta di una misura che, se confermata, andrebbe a colpire proprio quella classe media che il Governo dice di voler supportare nella capacità di spesa mettendo le mani nelle tasche dei proprietari italiani”, si legge nella nota congiunta delle sigle che compongono Aigab, l'associazione dei property manager extralberghieri. “Forse non è ancora chiaro a chi immagina queste norme che per, lo Stato, gli affitti brevi valgono circa 11 miliardi di euro in termini di prenotazioni dirette, circa altri 44 miliardi di indotto per un totale di circa 57 miliardi di Pil, calcolando anche quanto attivato da ristrutturazioni, arredi e manutenzioni”.
Affitto breve per arrotondare il reddito

Per gli italiani, gli affitti brevi sono uno strumento per arrotondare e integrare il proprio reddito nel pieno rispetto della legalità ed incassare a fine mese un’entrata preziosa, fanno notare ancora da Aigab. Senza contare che affittare in locazione breve è una garanzia contro il rischio morosità, che si attesta intorno al 24%.
“Il 96% delle case messe a reddito in Italia con gli affitti brevi appartiene a proprietari singoli, spiega Aigab, dati alla mano. - Parliamo di circa 600 mila famiglie che contano sulla messa a reddito di un immobile ereditato o su cui hanno investito con l’obiettivo di procurarsi, legittimamente, un’entrata integrativa”.
Affitti brevi, quanto costa alle famiglie l'aumento delle tasse
Le 600 mila famiglie proprietarie di seconde case ereditate o acquistate, specifica Aigab, per mantenerle pagano utenze, manutenzioni e tasse varie, scegliendo gli affitti brevi per rientrare delle spese e arrivare a fine mese, non certo per diventare ricchi.
Per questo suona particolarmente odioso, per i property manager, un aumento delle tasse che, stime alla mano, punta ad un prelievo di tasse maggiore, che si tradurrebbe in circa 850 euro in più l'anno. In questo modo, "di fatto il Governo colpisce la classe media e disincentiva gli investimenti e l’utilizzo delle seconde case, asset portante delle famiglie italiane che hanno il loro patrimonio proprio nelle abitazioni sfitte. Dopo un Paese a natalità negativa, ci avviamo a diventare anche un Paese di case inabitate, con le imposte chiuse e destinate alla decadenza. È veramente questo che vuole il Governo?”
Il rischio del sommerso negli affitti brevi
Il rischio, nemmeno troppo velatamente paventato, è che un incremento dal 21 al 26% snaturi il senso della cedolare secca, ovvero facilitare il pagamento delle tasse, spingendo invece i proprietari “verso gestioni opache, per non dire espressamente verso il sommerso”, notano da Aigab (che già si era espressa in merito alle misure intraprese a Firenze).
“Per fare cassa in maniera etica e contrastare l’evasione, il Governo dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla rapida attuazione di una Banca Dati nazionale incrociando automaticamente ed in tempo reale dati già oggi più che noti all’Agenzia delle Entrate, - aggiungono i gestori.
Attualmente per un proprietario la rendita netta tramite gli affitti brevi equivale al 35% dell’incasso, dal cui totale complessivo deve infatti stornare cedolare secca (21%), costi per le utenze (circa 3mila tra elettricità, gas, wi-fi, TARI, TASI, IMU), costi delle pulizie (10% degli incassi), costi dei portali online (20% degli incassi).
Va da sé che innalzando al 26% la cedolare secca lo Stato vedrà come conseguenza un minor gettito perché ai proprietari converrà affittare per meno giorni e magari in nero piuttosto che investire in una gestione complessa come quella online per lasciare una percentuale così alta al fisco.
“Davvero non riusciamo a capire perché il Governo voglia spendere 14 miliardi per ridurre il cuneo fiscale per poi aumentare le tasse alle stesse famiglie che, per arrotondare, affittano la seconda casa. E non riusciamo a capire perché chi affitta con un normale contratto 4+4 continuerebbe a pagare il 21%”, conclude Aigab.
Case in affitto breve in Italia e impatto sull’economia

Cercando di capire il peso che le case in affitto breve hanno sulla totalità del panorama immobiliare italiano – e di conseguenza la loro influenza sull’economia italiana da un lato e sui disagi abitativi nelle città dall’altro, - da tempo Aigab analizza il mercato immobiliare incrociando diverse fonti di dati. La fotografia che emerge dal lavoro del Centro Studi AIGAB è quella di un comparto che assicura guadagni ai singoli come anche allo Stato, influendo però solo in maniera marginale sulla mancanza di disponibilità di case nelle grandi città.
A fronte di un numero complessivo di case esistenti in Italia di 35milioni (Fonte: ISTAT, marzo 2023), le seconde case “a disposizione”, quindi vuote, sono 9,5 milioni, mentre quelle attualmente in affitto breve per cui esiste un annuncio on line sono, ufficialmente, 632mila: rappresentano l’1,8% delle case esistenti in Italia ed il 6,6% delle “seconde case inutilizzate”, per una capacità complessiva di 2,5 milioni di posti letto. Queste case si trovano per lo più nelle località di campagna o di mare e nei borghi, mentre nelle grandi città circa il 15% degli immobili è vuoto. Questo, a dimostrazione del fatto che, almeno stando ai dati ufficiali, non sono gli affitti brevi a pesare sulla mancanza di case a disposizione dell’offerta abitativa.
(Tratto da Idealista news)

Per valutare invece l’impatto sull’economia, Aigab sottolinea che le case messe a reddito in Italia con gli affitti brevi on line appartengono per circa il 96% a proprietari singoli, e per circa il 25% sono gestite da operatori professionali. Complessivamente i gestori, professionali e non, sono circa 30mila. Inoltre, le case messe a reddito in affitto breve costituiscono un’integrazione per il reddito di circa 600 mila famiglie, mentre sono circa 30 mila gli imprenditori e 150 mila i dipendenti diretti che si occupano di prenotazioni, gestione tariffe, accoglienza, manutenzioni e pulizie, oltre ad un importante indotto in termini di investimenti per ristrutturazioni e home staging (imprese di costruzioni, architetti, fornitori di arredi ecc).

Crescono i prezzi medi degli affitti per gli studenti nelle principali città universitarie del Paese: da Torino a Palerm...
28/10/2023

Crescono i prezzi medi degli affitti per gli studenti nelle principali città universitarie del Paese: da Torino a Palermo a settembre 2023 l’affitto è stato più caro rispetto a giugno 2022, con l’eccezione di Milano che registra un lieve calo, pari al -2% ma dal confronto tra le medie dei prezzi delle diverse tipologie abitative si conferma la città più cara d’Italia. E' la fotografia di Maiora Solutions, che nel periodo compreso tra giugno 2022 e settembre 2023 ha analizzato oltre 450.000 annunci di affitto a Milano, Roma, Napoli, Bologna, Padova, Palermo e Torino, tra le città che ospitano i più grandi atenei del Paese. L’indagine condotta attraverso EPONA – strumento di intelligenza artificiale dedicato agli investimenti immobiliari, sviluppato da Maiora Solutions – da giugno 2022 a settembre 2023 evidenzia che a Roma, Napoli, Bologna, Padova, Palermo e Torino c’è stato un aumento più o meno accentuato del costo medio degli affitti nelle tipologie abitative considerate: monolocali, bilocali trilocali e quadrilocali.

In particolare, Bologna e Palermo hanno registrato un aumento medio generale del +22% e +17% seguite da Padova con +15%, Roma con +8%, Napoli e Torino con +6%. E Modena?

Come detto, Milano registra complessivamente un lieve calo del prezzo medio (-2% a/a), dato però condizionato dalla diminuzione del costo dei quadrilocali, pari al -7%, che in città passa mediamente da circa 3780 euro a 3520 euro. Sono invece in crescita tutte le altre tipologie abitative nel capoluogo lombardo. (tratto da idealista news)

SOSPESI I MUTUI PRIMA CASA....(da il Sole24ore)    Arrivano le regole del ministero dell'Economia per il congelamento de...
02/04/2020

SOSPESI I MUTUI PRIMA CASA....(da il Sole24ore) Arrivano le regole del ministero dell'Economia per il congelamento dei mutui prima casa. Via libera, allora, alle domande di chi ha subito la sospensione del lavoro per almeno 30 giorni o la riduzione dell’orario di lavoro per lo stesso tempo. Ma anche alle richieste di autonomi e professionisti che abbiano visto il proprio fatturato ridursi in maniera rilevante. Anche se molti paletti andranno valutati, prima di presentare la domanda, tramite la propria banca.

Indirizzo

Stradello Poli, 18
Modena
41126

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Immobiliare Europa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Immobiliare Europa:

Condividi