09/11/2022
Gli antichi villaggi rupestri di Casalrotto e Petruscio si conservano intatti lungo le gravine di Mottola.
Lungo il fianco delle gravine, grotte, abitazioni primitive e chiese rupestri si aprono nella roccia: è una vera e propria finestra sulla storia, quella che si ritrova in territorio di Mottola, nei villaggi ipogei di Casalrotto e Petruscio, attraversati da sentieri, scalette, con magazzini e impianti artigianali, pozzi, cisterne, canalizzazioni, scoli e sepolcreti organici con tombe familiari.
Utilizzati non solo a scopo abitativo, ma soprattutto come luoghi di culto, i villaggi custodiscono ancora chiese, santuari e cripte rupestri, affascinanti esempi di architettura sotterranea in cui si recuperano elementi architettonici e decorativi propri degli edifici di culto ipogei di tradizione greco-bizantina e latina, tra cui alcuni splendidamente affrescati.
Da non perdere, all’interno del complesso di Casalrotto, è la chiesa rupestre di San Nicola, definita la Ca****la Sistina della civiltà rupestre, e i santuari rupestri di San Cesario, Sant’Apollinare, Sant’Angelo e la Cripta di Santa Margherita.
Punti focali del villaggio di Petruscio sono, invece, le tre chiese, dei Polacchi, di Petruscio, la “Cattedrale” e inoltre la Casa dell’Igumeno, il capo della comunità ecclesiastica, la Prigione e il Rifugio De Rosa, utilizzato nell’Ottocento come rifugio dall’omonimo brigante.