Con la ''riforma del decentramento'' deliberata nel 2005, il Vomero con l'Arenella forma la V municipalità che, con i suoi 120.000 abitanti è la più popolata della città. Lo sviluppo abitativo vero e proprio del Vomero ebbe inizio verso la fine del 1800, con la fondazione del Nuovo Rione e la progettazione tracciato viario che applicava i dettami razionalistici in voga in tutta l'urbanistica europ
ea di fine secolo, secondo l'esempio della Parigi del Barone Haussmann. Fin dalla sua realizzazione il Vomero venne concepito come un quartiere residenziale destinato alle classi alto-borghesi, cui erano destinate le splendide ville e palazzine in stile tardo Liberty che vennero realizzate in gran numero agli inizi del secolo attorno alla Villa Floridiana e verso l'area di Castel Sant'Elmo e di San Martino e che fino agli anni cinquanta costituirono il tratto distintivo del nuovo quartiere. Successivamente la sempre più consistente domanda abitativa e la conseguente solita speculazione edilizia degli anni sessanta, che imperversava in tutta Italia e in particolare nel Mezzogiorno ebbe vita facile, soffocarono e spesso soppiantarono le sobrie ed eleganti architetture vomeresi con enormi fabbricati in cemento armato, facendo perdere al quartiere gran parte del suo fascino. Attualmente il Vomero è una congestionata zona residenziale con un'alta densità abitativa, che tuttavia conserva fortunatamente ancora molti esempi dell'architettura originaria, che costituiscono un patrimonio per tutta l'architettura italiana. Inoltre è ancora possibile osservare, oltre ai monumenti già citati, costruzioni storiche quali per esempio la villa del Pontano e un antico edificio del dazio borbonico, entrambe nel rione Antignano