Mario Olivo Agente Immobiliare

Mario Olivo Agente Immobiliare Pagina professionale di Mario Olivo

Gestire il cambiamento e restituire serenità al venditoreIl mercato immobiliare non è fatto solo di cifre, ma di tempi t...
13/05/2026

Gestire il cambiamento e restituire serenità al venditore

Il mercato immobiliare non è fatto solo di cifre, ma di tempi tecnici, strategie di adattamento e, soprattutto, di persone che caricano sulla propria pelle il peso di ogni decisione.

Oggi parlo di un caso, svoltosi tra la fine del 2024 e la metà del 2025 con rogito nel 2026, che riflette l'importanza di una guida ferma in contesti complessi.

Il contesto: l'incertezza del 2024
A fine 2024 l'immobile, una porzione di quadrifamiliare, viene messa sul mercato a 395.000€.
La strategia iniziale poggiava sulla realizzazione dei lavori legati al Superbonus 110% (tutto già firmato).
Tuttavia, la mancata conferma degli interventi e la perdita del credito d'imposta hanno creato una situazione di stallo, mesi persi inutilmente.

Per il proprietario, reduce da esperienze logoranti, questo significava dover gestire personalmente il rapporto con tecnici e burocrazia, con il desiderio costante di essere in prima linea per non perdere il controllo.

La svolta strategica del 2025: un lavoro di squadra
Abbiamo utilizzato i primi mesi del 2025 per analizzare i dati e modificare radicalmente il piano d'azione.
In questa fase, mentre il proprietario ha scelto di restare in prima linea per supervisionare i processi, io ho agito come suo consigliere strategico, con l'obiettivo di avere una visione allineata.

Ho supportato costantemente il cliente nel dialogo con i professionisti e le maestranze, semplificando la comunicazione e garantendo che ogni passaggio fosse funzionale alla vendita.

Evoluzione del mercato: Abbiamo preso atto che nella zona la domanda si è spostata verso gli appartamenti, rendendo necessaria una correzione di prezzo per le porzioni indipendenti.

Lavori privati e benefici fiscali: Sotto mio consiglio, il proprietario ha eseguito privatamente solo gli interventi più strategici.
Abbiamo atteso la fine dei lavori prima di tornare sul mercato, permettendogli di beneficiare direttamente delle detrazioni fiscali ordinarie, e dando un prodotto finito.

Il risultato:
La mia nuova valutazione professionale ha fissato il prezzo a 354.000€.
Una volta completati i lavori e rifinita la strategia, l'immobile è stato venduto a 355.000€, superando di 1.000€ la stima di mercato, in 45 giorni.

Il vero successo di questa operazione non risiede solo nel prezzo ottenuto, ma nel risultato umano.
Il venditore ha finalmente chiuso un capitolo complesso, passando dalla tensione della gestione diretta alla soddisfazione del risultato.

Vendere casa significa liberarsi di un carico mentale, e la consulenza serve proprio a questo: fornire l'analisi e il supporto tecnico necessari affinché il cliente possa raggiungere il traguardo in modo allineato, consapevole e, finalmente, sereno.

La consulenza efficace è quella che trasforma un processo estenuante in un successo condiviso.

E tu, quanti capelli hai perso (o rischi di perdere) dietro a uno stress simile?

11/05/2026

Appartamento in vendita a Mestre, per maggiori informazioni, scrivimi nei DM

Non tutte le vendite sono da "manuale".E infatti questa non si troverebbe in nessun manuale, se non nelle pratiche da ev...
22/04/2026

Non tutte le vendite sono da "manuale".
E infatti questa non si troverebbe in nessun manuale, se non nelle pratiche da evitare.

Il venditore me l'ha detto chiaro fin dal primo giorno: "Vorrei vendere ai figli degli inquilini. Sono persone quasi di famiglia."

Risposta da agente immobiliare? Probabilmente no.
La risposta che ho dato: ti metto nelle condizioni di concludere l'operazione.

Il problema era evidente da subito: gli acquirenti avrebbero comprato con Mutuo Consap.
Chi lavora nel settore sa cosa significa, tempi lunghi, burocrazia, incertezza sulla buona riuscita della pratica.

Non esattamente il deal che fa felice un'agenzia.

Perchè ho accettato?
Non solo perchè mi piacciono le sfide.
Perché quel venditore è un cliente fidelizzato che mi ha dato fiducia nel tempo.
Perché quella fiducia vale più di una commissione da manuale.
Perché il nostro lavoro è questo: aiutare le persone, stringere legami che vanno oltre l'immobile.

La vendita è andata in porto.
Con pazienza, veramente molta pazienza, quasi 6 mesi.
Con un presidio costante, a tratti tedioso.
Con la consapevolezza che fare la cosa giusta per il cliente costa energie, tempo, ma costruisce qualcosa che nessuna provvigione può comprare: fiducia e reputazione.
Oggi quel venditore sa che quando mi chiama, io ci sono. Anche quando non è nè facile, nè conveniente

E gli acquirenti? Una coppia di ragazzi giovani che hanno comprato la loro prima casa.
Felici e contenti che hanno trovato un supporto per tutta la pratica.

Alla fine, di questo si tratta.
Vi è mai capitato di accettare una sfida che "sulla carta" non conveniva?

11/03/2026
Questa è la storia vera, di due fratelli.Marco e Andrea non sono solo fratelli. Sono due mondi che si completano. Andrea...
18/02/2026

Questa è la storia vera, di due fratelli.
Marco e Andrea non sono solo fratelli. Sono due mondi che si completano.
Andrea è sordo dalla nascita ed è energia pura, nonostante abbia superato i 55 anni, non ha mai perso quella scintilla gioiosa: ogni volta che vede Marco, lo travolge con scherzi e una vitalità che ti ricorda cosa significhi essere bambini dentro.

Oltre dieci anni fa, ereditano due immobili: uno a reddito e uno che è la casa dove i genitori hanno visto gli ultimi anni di vita.
Per un decennio, quella casa è rimasta un limbo di emozioni.
Mai affittata, mai venduta.
Troppo forte il legame affettivo, troppo pesante l'idea di staccarsene.

Quando finalmente decidono di vendere, cadono in un incubo professionale.
Un anno intero con un’agenzia che :
- lascia l’immobile nello stato in cui era
- non prepara l’immobile con home stage mirato, senza dare quindi valore aggiunto e dicendo alla proprietà che cosi si vende ugualmente (abbassando il prezzo)
- non analizza le carte, lasciandoli all’oscuro di gravi difformità catastali e urbanistiche.

Marco, consulente finanziario abituato a far quadrare i conti degli altri, si ritrova vittima di una doppia beffa: un vecchio architetto scompare con le parcelle incassate senza aver mai chiuso delle pratiche.
È una vera e propria truffa, con ampi margini per un'azione legale.
Eppure, per non spegnere la gioia di Andrea, Marco decide di risolvere il tutto da solo, e di coinvolgere in parte il fratello.
Si sobbarca da solo ogni costo di gestione, ogni stress, ogni centesimo perso.
Un atto d’amore silenzioso.

Poi Marco mi è stato presentato, ho capito che il mio compito non era "vendere un immobile" ma liberare due persone da un peso.
Abbiamo seguito una pianificazione rigorosa:
- Risolvere i problemi: abbiamo coordinato un nuovo professionista che, in 6 mesi, ha sanato ogni irregolarità tecnica, restituendo all'immobile la sua commerciabilità.
- Creare l'evento: abbiamo trasformato la vendita in un Open House da record. 75 appuntamenti, 210 persone presenti (tutti arrivano con fratelli, tecnici, mamma, e con gli immancabili "cugini esperti" 😎).
- Ottenere il massimo: 19 interessati, 5 proposte a target, di cui una che abbiamo chiuso con un overprice del 4%, una proposta completamente liquida e senza clausole sospensive.

Il risultato economico è stato straordinario ma la vera vittoria non è nei numeri.
Oggi Marco non deve più “mascherare” i conti della gestione.
Andrea, con la sua energia travolgente, ha finalmente la liquidità per godersi la vita insieme a sua moglie.
L’acquirente? Un padre, ex marito, che cerca un nuovo inizio con sua figlia, sia Marco che Andrea estremamente contenti di aiutare una nuova famiglia.

Vendere casa, a volte, significa semplicemente questo: aiutare persone per un nuovo progetto di vita.

Se anche tu hai un nodo o quesiti da sciogliere, scrivimi in privato.

Sapere dire di NONel mercato immobiliare odierno, secondo me la risorsa più scarsa non è solo l'immobile ma la verità ch...
03/02/2026

Sapere dire di NO

Nel mercato immobiliare odierno, secondo me la risorsa più scarsa non è solo l'immobile ma la verità che si trasmette al cliente venditore.
In un settore spesso saturo di promesse compiacenti e stime al rialzo fatte solo per "prendere l'incarico", la trasparenza è diventata uno dei principali elementi di distinzione competitiva.

Spesso, la pressione dei numeri e la paura di perdere un potenziale incarico spingono molti professionisti ad accettare mandati a prezzi fuori mercato, privi dei requisiti minimi per una vendita efficace.

Il risultato è un circolo vizioso: immobile che ristagna nei portali, proprietario che vede le proprie aspettative tradite e un danno reputazionale per il brand e per l'agente, che non è più recuperabile con nessuna campagna marketing.
Accettare un incarico "fuori prezzo" non è un'opportunità di business, è un debito di credibilità che si va a pagare con gli interessi nel momento in cui bisogna giustificare l'assenza di visite e proposte concrete.

Ho scelto di dire no.
La mia attività non consiste nel collezionare firme su incarichi per fare volume ma nel generare transazioni di successo che portino valore reale a entrambe le parti.
Preferisco rinunciare a un incarico quando la visione del venditore non coincide con la realtà oggettiva dei dati o quando mancano le condizioni essenziali di commerciabilità.

La mia valutazione non è un'opinione soggettiva, un numero "sparato" per compiacere il cliente.
E' il risultato di un processo analitico rigoroso:
- Analisi comparativa di mercato: studio basato su transazioni reali e prezzi effettivi di rogito, non sui prezzi di richiesta (spesso gonfiati) che si vedono online.
- Analisi dei dati del venduto: capire cosa è stato realmente venduto nella zona aiuta a definire i confini e i limiti del mercato locale.
- Studio macroeconomico: analisi costante dell'andamento dei tassi d'interesse e della reale capacità di spesa dei potenziali acquirenti in quel momento storico.
- Audit tecnico-legale preventivo: una verifica profonda della conformità urbanistica e catastale per individuare un problema prima di mettere l'immobile sul mercato.

Dire di no a un prezzo gonfiato è, di fatto, il primo atto di consulenza che offro.
Significa proteggere il proprietario dal "bruciare" l'immobile sul mercato: una casa che resta invenduta per mesi subisce una svalutazione psicologica agli occhi degli acquirenti, che inizieranno inevitabilmente a chiedersi cosa impedisca la vendita.

Collaboro solo con chi comprende che la fiducia non si basa su promesse illusorie ma sulla trasparenza dei numeri e sulla solidità di un metodo certificato.

Una domanda per i professionisti anche di altri settori:
Chi di voi ha avuto il coraggio di dire un "No" strategico per proteggere l'integrità del proprio lavoro e la propria serenità professionale?

Sono curioso di leggere le vostre esperienze nei commenti.

STORIA VERAFrancesco ha 88 anni e un’energia rara. Appassionato di tiro con l’arco e di arti giapponesi, specialmente de...
22/01/2026

STORIA VERA

Francesco ha 88 anni e un’energia rara.
Appassionato di tiro con l’arco e di arti giapponesi, specialmente della sua amata Katana.
È un uomo colto, un gran lettore, uno spirito libero che ha passato anni a viaggiare in camper.

Purtroppo, rimasto vedovo e non avendo mai avuto figli, con i parenti che vivono molto distanti, Francesco si è ritrovato a gestire un’eredità immobiliare pesante: tre immobili ricevuti in eredità dalla moglie che, per anni, non erano mai stati seguiti.
Non per mancanza di volontà ma perché la gestione immobiliare è un organismo complesso che richiede tempo e competenze specifiche.

Gli immobili, lasciati a se stessi, avevano un costo di gestione ordinario totale di circa 10.000 euro all’anno e una serie di criticità tecniche stratificate, senza contare l'incognita delle spese straordinarie (condomini costantemente da aggiornare), totale gestione, circa 15.000€ all'anno.

Sono entrato in contatto con Francesco grazie a un consulente finanziario che lo segue con precisione da decenni.
La sua richiesta è stata diretta: "Mario, dammi una mano, perché Francesco nell'immobiliare è solo".

Il mio ruolo in questa piacevole storia è stato quello di Hub. Non sono solo un agente immobiliare ma un consulente che coordina una rete di professionisti.

Grazie a questa collaborazione, oggi stiamo gestendo:
- Lo sgombero e il ripristino degli spazi.
- L’allineamento catastale e urbanistico per rendere i beni commerciabili.
- La gestione condominiale, risolvendo una perdita d’acqua attiva da anni che nessuno aveva mai individuato e che, grazie al nostro intervento, non graverà sulle tasche di Francesco.
- L’allineamento finale degli immobili per la vendita.

L’obiettivo è chiaro: creare liquidità affinché Francesco possa vivere con maggiore tranquillità, azzerare i costi fissi e i rischi di spese straordinarie ma soprattutto facilitare la successione futura del suo patrimonio.
"Non voglio lasciare grattacapi alle mie sorelle, abitano distanti", mi ha detto chiaramente a inizio mandato.

Senza una squadra di professionisti alle spalle, non avrei potuto aiutare Francesco, che tra un racconto dei suoi viaggi e un saggio consiglio sulla vita, mi ha confessato che sta pensando di tornare a ti**re con il suo arco per passare delle ore con i suoi amici storici, da oltre 30 anni.

Oggi il mio lavoro è assicurarmi che possa farlo, senza il peso di un patrimonio che era diventato una preoccupazione.

E voi, avete mai pensato a quanto possa essere liberatorio trasformare un peso in una risorsa prima che diventi un problema per chi amate?

Mercato a due velocità: quando i canoni corrono più dei prezzi di vendita.Leggendo vari report, i dati confermano una di...
15/01/2026

Mercato a due velocità: quando i canoni corrono più dei prezzi di vendita.

Leggendo vari report, i dati confermano una dinamica che, chi vive il mercato quotidianamente come me, ha già iniziato a percepire da tempo, e ne vede conferma per il 2026.

Siamo di fronte a una forbice che si allarga ancora, anche in quest'anno entrante.

Va fatta però una distinzione importante: questo scenario è evidente soprattutto nei comuni medio-grandi, dove le logiche di domanda e offerta sono più tese.
Nei piccoli centri le dinamiche possono essere diverse, ma il segnale che arriva dalle città è forte.

Da un lato, la crescita dei prezzi di vendita rallenta leggermente.
È una frenata fisiologica, quasi inevitabile dopo l'accelerazione degli ultimi anni post-pandemia, dettata anche da tassi di interesse che hanno reso l'accesso al credito più selettivo e riflessivo.
Il mercato della compravendita sta tirando leggermente il fiato se parliamo di valori; per quanto riguarda il numero di transazioni, invece, si prevedono volumi sostanzialmente in linea con il 2025.

Dall'altro lato, però, i canoni di locazione seguono una traiettoria opposta, crescendo a ritmi più sostenuti.
La spiegazione è logica ma impatta pesantemente sulla realtà: la difficoltà di accedere all'acquisto sposta una fetta enorme di domanda verso la locazione. E quando la domanda preme su un'offerta che resta rigida, i prezzi salgono.

Questo scenario crea un paradosso complesso.
Chi vorrebbe comprare si ferma per via dei mutui, riversandosi sulla locazione, dove però trova barriere d'ingresso sempre più alte.

Credo sia il momento di guardare oltre il semplice prezzo al metro quadro.
Per chi investe, il rendimento da locazione torna a essere un indicatore forse più interessante della rivalutazione dell'asset nel medio termine.
Per chi cerca casa, la valutazione si sposta dalla semplice rata del mutuo alla sostenibilità complessiva del progetto di vita nel medio periodo.

Non è una fase di stallo, è una fase di riassetto.
E proprio nei momenti di riassetto nascono le complessità maggiori, ma anche le opportunità per chi sa leggere i numeri senza fermarsi in superficie.

Mi chiedo, state riscontrando anche voi questa netta polarizzazione nelle vostre zone, o notate dinamiche locali differenti? La percezione è che la locazione stia smettendo di essere una soluzione transitoria, complici anche le nuove generazioni che cercano più libertà.

Il confronto su questo tema credo sia necessario per tutti, voi cosa ne pensate?

Milano 2026, stop alle Key Box: Professionalizzazione verso l'hotellerie, ritorno agli affitti tradizionali o cosa? 🛑🏠Iv...
18/12/2025

Milano 2026, stop alle Key Box: Professionalizzazione verso l'hotellerie, ritorno agli affitti tradizionali o cosa? 🛑🏠

Ivan Meo analizza in uno dei suoi articoli su immobiliare.it lo stop alle Key Box su tutto il suolo pubblico di Milano dal 1° gennaio 2026. Secondo me, non è solo questione di decoro urbano: è il segnale di una trasformazione strutturale del mercato immobiliare italiano che tutti i proprietari devono comprendere oggi, non domani.

La delibera del Comune di Milano trova ora un solido complemento normativo nella recente pronuncia del Consiglio di Stato del 21 novembre 2025.

Il contesto nazionale 🇮🇹

La decisione di Milano non è isolata. Si inserisce in un contesto normativo già in movimento:

Firenze e Roma hanno già adottato restrizioni simili su check-in automatici.

Venezia sta valutando misure analoghe.

Questa convergenza non è casuale: le città italiane stanno riprendendo il controllo su un turismo non sempre gestito da player professionalizzati, con il fine di garantire maggiore sicurezza pubblica.
La "gestione fantasma" (zero contatti, zero responsabilità) non è più sostenibile.

Short-term rental vs Hotellerie: L'affinità forzata 🏨
Quello che accade a Milano rappresenta un'affinità forzata tra due modelli di business opposti. Lo short-term rental ha sempre vinto sulla flessibilità operativa, ma oggi quel vantaggio si sta erodendo:
- Responsabilità: Il proprietario diventa custode della sicurezza dell'ospite. L’immobile passa da asset passivo a struttura ricettiva vera e propria.
- Costi Operativi: Addio automazione a costo zero. Servono portieri, gestori dedicati o servizi professionali. Tutto ha un costo.
- Rischi: Multe da 100 a 400 euro, rimozione coatta e ispezioni amministrative.

In altre parole: il proprietario che ieri gestiva 4 appartamenti part-time, oggi deve fare il mestiere dell'albergatore senza averne le economie di scala.

Secondo me, questa trasformazione genera tre percorsi distinti:
- Ritorno alla locazione tradizionale: Conversione verso contratti nazionali con canone stabile, zero logistica e rendita prevedibile.
- Vendita dell'asset: Alienare l'immobile per chi non vuole affrontare la complessità gestionale e normativa.
- Professionalizzazione: Trasformare l'appartamento in una micro-struttura ricettiva con gestione integrata e piena compliance.

La tendenza è evidente, la professionalizzazione del settore: dopo la cedolare secca al 26% dal secondo appartamento e l'obbligo di veicolo societario dopo il 4° appartamento, ora c'è una stretta anche alle Key Box.

Quanto tempo ci vorrà prima che altri comuni si allineino?

La vera domanda ❓

Quale modello di business vuoi gestire?
Preferisci il canone stabile e predicibile di un affitto residenziale tradizionale o sei disposto a professionalizzarti per competere con albergatori strutturati?

Ditemi la vostra nei commenti. 👇

#2026

Sei pronto per il mercato immobiliare del 2026? Il settore è in continua trasformazione.Due macro-trend stanno ridefinen...
10/12/2025

Sei pronto per il mercato immobiliare del 2026? Il settore è in continua trasformazione.

Due macro-trend stanno ridefinendo la scelta di acquisto (sia per la prima casa che per l'investimento) e la valutazione del valore a lungo termine degli asset: le condizioni per l'accesso al credito e l'irrinunciabile spinta verso l'efficienza energetica.

Cosa considerare ora:
- Accesso al credito e fiducia: il mercato sta assistendo a un rinnovato interesse per le compravendite, stimolato da un miglioramento del quadro complessivo per l'accesso al credito. Questo può sbloccare decisioni d'acquisto a lungo rimandate.

- Efficienza energetica, valore aggiunto: la sostenibilità non è più un optional ma un fattore economico determinante. Gli immobili ad alta efficienza energetica non solo sono al riparo dalle future normative europee, ma garantiscono anche una protezione del capitale nel tempo. Acquistare bene oggi significa anche investire in performance energetica.

- L’importanza della pianificazione: anche quando l'obiettivo è chiaro, l'assenza di un'attenta analisi strategica dell'immobile può generare rallentamenti e impedire di cogliere importanti sfaccettature necessarie per l'ottimizzazione dell'acquisto.

La mia visione: il vero affare non è comprare a basso costo ma comprare un immobile che sia resiliente alle sfide future.

Secondo te, quali altri trend immobiliari influenzeranno in modo significativo il mercato immobiliare del 2026?

Condividi qui sotto la tua opinione!

#2026

Indirizzo

Piazza Cavour 13
Padua
35122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393452250780

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