27/08/2026
Oggi abbiamo appreso una notizia che mi ha fatto fermare un attimo.
È scomparsa Gail Liniger, cofondatrice di RE/MAX insieme a Dave Liniger.
Non ho mai avuto il piacere di conoscerla.
Sono entrato in RE/MAX nel 2020 e in questi sei anni ho imparato a conoscere sempre meglio questo mondo, le sue persone, i suoi valori e anche le responsabilità che comporta farne parte.
Ma Gail non l’avevo mai incontrata.
Così, davanti alla notizia della sua scomparsa, ho fatto una cosa molto semplice: ho cercato di conoscere la sua storia.
E mi sono reso conto di una cosa.
Quello che oggi per noi è normale, un agente che costruisce il proprio business, una rete di professionisti, la collaborazione tra colleghi, un brand riconosciuto in tutto il mondo, nel 1973 era tutt’altro che normale.
Qualcuno, allora, ha avuto il coraggio di pensarlo.
Gail e Dave Liniger hanno avuto quella visione.
E Gail non è stata semplicemente la moglie di Dave.
È stata una cofondatrice, una donna che ha contribuito in prima persona a costruire e far crescere quella che sarebbe diventata una delle realtà più importanti del settore immobiliare mondiale.
Questa storia mi ha fatto riflettere sul nostro lavoro.
Perché noi agenti immobiliari siamo spesso concentrati su quello che dobbiamo fare domani: una telefonata, un'acquisizione, una visita, una trattativa, un incarico da conquistare.
È giusto.
Ma ogni tanto dovremmo anche fermarci a guardare indietro.
A ricordarci che il modo in cui lavoriamo oggi è anche il risultato delle idee e del coraggio di chi è venuto prima di noi.
Io non ho conosciuto Gail Liniger.
Ma oggi ho conosciuto un po' della sua storia.
E sento che, da agente RE/MAX, quella storia mi appartiene.
Non perché ne abbia fatto parte dall'inizio.
Ma perché oggi, nel mio piccolo, ne sono diventato parte anch'io.
Ed è forse questa la responsabilità più grande che abbiamo come professionisti:
non limitarci a ereditare un modello, un marchio o una storia.
Dobbiamo continuare a costruirla.
Con il nostro lavoro.
Con la nostra serietà.
Con il modo in cui trattiamo i clienti.
Con il rispetto che abbiamo per questa professione.
Perché un giorno, quando toccherà ad altri raccogliere ciò che noi abbiamo costruito, la domanda non sarà quanto abbiamo guadagnato.
Sarà:
“Che cosa abbiamo lasciato?”
Grazie Gail.
Non ti ho mai conosciuta.
Ma oggi ho capito che, in qualche modo, una parte del mio percorso professionale porta anche la tua firma.
Riposa in pace.
Le mie più sincere condoglianze alla famiglia Liniger e a tutta la famiglia RE/MAX.