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Studiococchisrl Amministrazioni Condominiali a Parma e provincia

15/03/2026

B&B in condominio?

Aprire un B&B in condominio è generalmente lecito e non richiede l'autorizzazione dell'assemblea, a patto che il regolamento condominiale di natura contrattuale non lo vieti esplicitamente
L'attività non deve pregiudicare la quiete, la sicurezza o l'uso delle parti comuni da parte degli altri condòmini, rispettando le norme locali e la destinazione abitativa.
Ogni limite che si voglia imporre alla proprietà privata è vincolante soltanto se sia contenuto in un regolamento di natura contrattuale oppure in una delibera assembleare adottata con mille millesimi di proprietà.
In entrambi i casi, la clausola che impone limiti negativi, compresi quelli alle proprietà private, dovrà essere chiara ed esplicita; dovrà quindi trattarsi di un divieto espresso, non generico.
Sempre in via generale, resta confermato che, anche senza divieto regolamentare, gli inquilini - anche se di locazioni brevi, turistiche, B&B - non devono arrecare disturbo agli altri condomini né superare la normale tollerabilità per rumori ed altre immissioni moleste (art. 844 c.c.), per il via vai o per un uso inadeguato delle parti comuni.

25/11/2025

CHIUSURE VEPA
(Vetrate Panoramiche Amovibili)

In linea generale, è possibile installare chiusure VEPA (Vetrate Panoramiche Amovibili) senza la necessità di richiedere permessi in Comune, purché l’opera sia facilmente rimovibile e non vada ad alterare il decoro architettonico dell’edificio. Allo stesso tempo, è necessario verificare il regolamento condominiale, per accertarsi di eventuali divieti, e dell’esistenza di precisi vincoli determinati dall’assemblea condominiale.
Sempre più proprietari di immobili in condominio stanno valutando la possibilità di chiudere i loro balconi, avvalendosi di vetrate scorrevoli. Grazie a questa soluzione, è infatti possibile sfruttare lo spazio di un piccolo terrazzo anche quando le condizioni atmosferiche, oppure la stagione, lo renderebbero poco confortevole. Inoltre, queste strutture aiutano a migliorare il profilo termico ed energetico del proprio appartamento, con una minore dispersione del calore.
Le chiusure VEPA sono state promosse a edilizia libera, quindi non necessitano di particolari permessi per poter essere installate. Tuttavia, è bene verificare la tipologia di chiusura che si vuole realizzare, per non imbattersi in brutte sorprese.

Affinché l’installazione sia permessa senza vincoli, è però necessario che:
- le vetrate siano completamente trasparenti e rimovibili;
- la chiusura non sia fissa, quindi determini degli spazi perennemente chiusi, perché andrebbe ad aumentare la volumetria dell’immobile;
- non venga modificata la destinazione d’uso dell’immobile;
- non vengano coinvolti o danneggiati gli spazi di altri inquilini o, ancora, le parti comuni del condominio;
- si mantenga il pieno decoro architettonico dell’edificio.

05/10/2025

LA MEDIAZIONE IN CONDOMINIO

La mediazione condominiale è una procedura stragiudiziale volta a risolvere le controversie in materia condominiale

La mediazione è gestita da un mediatore neutrale (mediatore condominiale), ovvero un professionista specializzato nel facilitare la comunicazione tra le parti in conflitto guidandole verso una soluzione condivisa e accettata da tutti che tenga conto delle rispettive esigenze.

Il percorso normativo delineato dal Decreto Legislativo del 4 marzo 2010 n. 28, il D.lgs 149/2022 definisce nel dettaglio le controversie condominiali soggette a mediazione.
Nello specifico, si fa riferimento a situazioni in cui le regole e le norme previste dal Codice Civile o dalle sue disposizioni attuative non sono state rispettate o sono state applicate in modo scorretto.

Questo può includere, ad esempio:

conflitti sulla gestione delle parti comuni;
disaccordi su decisioni prese in assemblea;
problemi relativi alla ripartizione delle spese condominiali;

o altre questioni legate alla vita condominiale.

La mediazione obbligatoria in condominio con l’obiettivo di facilitare una risoluzione più rapida, meno costosa e più vicina ai reali bisogni delle parti.

29/06/2025

COSA FARE SE SI VUOLE CAMBIARE COLORE AGLI INFISSI E TAPPARELLE

Voler sostituire vecchi infissi o tapparelle con modelli nuovi per migliorare l’efficienza energetica o acustica dell’abitazione è un diritto di ogni condomino.
Se si intendesse cambiare il colore dei serramenti andrà chiesto il consenso agli altri condomini.
Dato che una nuova tonalità interromperebbe l’armonia della facciata e la renderebbe non uniforme andrà chiesto il consenso agli altri condomini. Questo dovrà essere unanime, basta anche un solo “no” per non poter cambiare il colore di infissi e pareti.

Qualora l’intervento fosse stato effettuato senza permesso, un Giudice potrebbe obbligare il condomino alla rimozione dei serramenti nuovi e al pagamento di un risarcimento del danno.

07/06/2025

MODIFICARE IL REGOLAMENTO CONDOMINIALE

Il regolamento condominiale è un documento che disciplina l’uso delle parti comuni dell’edificio, definisce le modalità di ripartizione delle spese condominiali.
In alcuni casi può contenere limiti all’uso delle proprietà esclusive (ad es. divieto di attività rumorose, uso commerciale ecc.).

Esistono due tipologie fondamentali di regolamento:
1.Regolamento assembleare
Approvato in assemblea, può essere modificato con le maggioranze previste dall’art. 1136 c.c. Non può imporre limiti ai diritti individuali dei condomini;
2.Regolamento contrattuale
Di solito predisposto dal costruttore o approvato all’unanimità. Può contenere vincoli sulle proprietà esclusive. È opponibile anche agli acquirenti successivi se trascritto.

Per modifiche al regolamento assembleare, serve:
la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi (art. 1136, comma 2, c.c.).

Per modifiche al regolamento contrattuale, serve:
l’unanimità dei condomini. Anche l’assenza o l’astensione di un solo condomino equivale a un voto contrario.

05/05/2025

PATENTE A PUNTI NEI CANTIERI
Il Decreto Legge n. 19/2024 ha introdotto una rivoluzionaria misura nel settore edile: la patente a punti, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la qualità nel campo delle costruzioni e ristrutturazioni, coinvolgendo sia le imprese che i professionisti autonomi. Ispirandosi al modello della patente di guida, questo meccanismo premia o penalizza gli operatori del settore in base al loro rispetto delle norme di sicurezza.
Con l’implementazione di questo sistema, anche i committenti e i responsabili dei lavori si trovano ad affrontare nuove responsabilità. In particolare, l’Articolo 90 del decreto introduce un obbligo di verifica fondamentale: il committente o il responsabile dei lavori deve ora accertarsi che le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi coinvolti nel progetto siano in possesso della patente a punti valida.

04/01/2025

Bonus Edilizi 2025 - Novità

La Legge di Bilancio per il 2025 modifica il vigente quadro normativo in materia di bonus edilizi. Si prevede:

la rimodulazione di tutte le principali detrazioni fiscali per la casa (Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus) al 36% nel 2025 e al 30% nel biennio 2026-2027 con limitazioni per i redditi superiori a 75.000 euro;
la maggiorazione della detrazione al 50% per le prime abitazioni nel 2025;
la maggiorazione della detrazione al 36% per le prime abitazioni nel biennio 2026-2027;
lo stop dal 15 ottobre 2024 al Superbonus;
l’esclusione da tutti i bonus edilizi delle caldaie alimentate unicamente da combustibili fossili, ossia le caldaie a condensazione attualmente incentivate, a meno che non siano inserite in un sistema ibrido (composto da caldaia a condensazione e p***a di calore);
la conferma per il 2025 del Bonus Mobili e del Bonus Barriere Architettoniche (dentro le spese sostenute per ascensori e montacarichi, per elevatori esterni all’abitazione, per la sostituzione di gradini con rampe, fuori il rifacimento di bagni e infissi).

23/11/2024

AMIANTO

Con il termine amianto vengono indicati numerosi silicati naturali fibrosi. In natura l'amianto e molto diffuso in quanto i silicati rappresentano uno dei componenti fondamentali della crosta terrestre.
Alcuni tipi di amianto hanno avuto applicazioni specie in edilizia, soprattutto quello a matrice friabile, è stato utilizzato prevalentemente a fini ignifughi ed isolanti ed applicato a spruzzo su muri, pareti e strutture metalliche, legato in intonaco, sovrastante a controsoffitti o a pannelli non friabili, contenuto in pannelli di controsoffittature friabili, in cartoni o pannelli posti in genere dietro gli impianti di riscaldamento, nei tessuti antifiamma e nelle guarnizioni.
Il cemento-amianto è un materiale che, quando e nuovo o in buono stato di conservazione, di per sé, non tende a liberare fibre spontaneamente. Se trovasi interno degli edifici e non viene manomesso, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre.
in Italia è vietato usarlo dal '92. In particolare la Legge 257 del 1992 prevede che le Regioni adottassero un piano di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica per difendere la popolazione dai pericoli derivanti dall’amianto.
Nella normativa vigente non vi sia alcun obbligo di rimozione di materiali contenenti amianto dagli edifici. Provvedimenti possono essere adottati dall’Autorità Sanitaria Locale (Sindaco) in seguito a valutazione degli Organi di Vigilanza. Se le norme vigenti non prevedono la rimozione delle coperture in cemento-amianto è perché da queste non si ha una diffusione spontanea di fibre nell’aria, non essendoci, quindi, alcun rischio per la salute.
Se la scoperta di amianto friabile avviene in seguito all’esecuzione di attività di manutenzione, tale attività dovrà essere sospesa e l’amministratore dovrà darne comunicazione all’ARPAV. Si richiama in questi casi il rispetto della normativa in materia di sicurezza e salute dei lavoratori durante il lavoro di cui al D.Lgs. 626/94 e al D.Lgs. n. 277/91. In particolare si richiama l'art. 34 del D.Lgs. 277 del 15.08.1991 che dispone che il datore di lavoro predisponga un Piano di lavoro prima dell’inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto, ovvero dei materiali contenenti amianto, dagli edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto.
L’eventuale attività di bonifica deve essere condotta con estrema cautela in quanto può essere pericolosa per chi la effettua e per le persone che occupano l'edificio. La ditta che esegue la bonifica deve presentare un piano di lavoro all'ASL competente per territorio.
Sono previsti i seguenti interventi di bonifica:
- rimozione dei materiali;
- incapsulamento: applicazione di prodotti che impediscono la dispersione delle fibre
- sovracopertura: si usa per i tetti in eternit e consente nell'installare una nuova copertura senza rimuovere quella esistente;
- confinamento: consiste nel separare fisicamente i materiali con amianto dai locali abitativi (es. controsoffittatura).
La scelta del metodo di bonifica da attuare deve essere effettuata da personale esperto in base all'analisi dello stato dei materiali e alle caratteristiche costruttive e d'uso dell'edificio.
I materiali contenenti amianto devono essere smaltiti da ditte specializzate iscritte all'albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti.

25/08/2024

DETRAZIONI FISCALI RISTRUTTURAZIONE

In tema di ristrutturazioni e lavori condominiali, l'Amministrazione finanziaria ha recentemente ricordato che se non ci sarà una nuova proroga, la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici (prevista dall’articolo 16-bis del Tuir) dal 1° gennaio 2025 scenderà dall’attuale misura del 50% a quella del 36%.

21/05/2024

LA COMUNICAZIONE DEI DATI DEI MOROSI
AL TERZO CREDITORE DEL CONDOMINIO

L'art. 63 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie dispone che l'amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.

Situazione debitoria condomini e dati da comunicare
L'amministratore non può riscontrare la richiesta del creditore con la trasmissione di un semplice sintetico prospetto, riepilogativo della situazione debitoria. Il problema è che l'art. 63 disp. att. c.c. parla genericamente di "dati", dovendo in tale nozione includersi il nome, il cognome, il codice fiscale e l'indirizzo di ciascuno dei condomini morosi (come risultanti dall'anagrafe condominiale di cui all'art. 1130, n. 6, c.c.), nonché gli importi dovuti da ciascuno di essi e non pagati al condominio con i rispettivi millesimi di competenza.
È importante evidenziare che la mancata indicazione dei millesimi di proprietà non consentirebbe al creditore alcun riscontro in merito alla correttezza della quota dovuta dai singoli condomini, evenienza che comporterebbe estenuanti richieste di chiarimenti all'amministratore ed anche un'eventuale opposizione in giudizio da parte del condomino moroso, qualora lo stesso asserisca di dover pagare meno in relazione alle effettive carature millesimali di proprietà.

14/03/2024

STOP AL BONUS CALDAIA A GAS
Dal 2025 ed entro il 2040 arriva lo stop al bonus caldaia a gas.
Con la Direttiva Case Green e il relativo voto finale in Europa del 12 marzo 2024, arriva l’eliminazione delle caldaie a gas entro il 2040 e, quindi, il progressivo delle agevolazioni fiscali per questi dispositivi, a partire dal 2025.
Sarà possibile presentare domanda per il bonus caldaia a gas solo fino al 31 dicembre 2025.
Infatti, uno dei punti salienti della Direttiva UE è il cambiamento imminente nel trattamento fiscale delle caldaie a gas.
Il 2025 è quindi l’ultimo anno utile, dopo di che scatterà il fermo alle agevolazioni fiscali per la sostituzione di impianti esistenti. Entro il 2040, saranno messe al bando.

Indirizzo

Via Novara, 1
Parma
43122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
Giovedì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30

Telefono

+390521271010

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