18/06/2026
Ci passi davanti ogni singolo giorno. Lo usi come punto di riferimento per darti appuntamento in centro, ti siedi sui suoi gradini a bere un caffè e hai la galleria del telefono piena di foto della sua cupola monumentale, la terza più grande d’Italia. Per chiunque viva o visiti la città, il Duomo di Pavia è quel colosso imponente e monumentale, caratterizzato dal colore caldo e fiero dei suoi milioni di mattoni a vista.
Bene, preparati a cambiare prospettiva.
Perché la verità storica, custodita nei documenti d’archivio, ci dice che il Duomo non è stato affatto pensato per avere questo look. Nei piani dei geni del Rinascimento che lo hanno progettato, la cattedrale doveva essere una gigantesca, splendida struttura rivestita di marmi e pietre bianche.
Non ci credi? Eppure la prova è lì, sotto gli occhi di tutti, da più di cinquecento anni. Basta fare il giro della struttura, andare sul retro nella zona dell'abside, e guardare a terra.
Se ti allontani dai tavolini di Piazza Vittoria e ti avventuri dietro la cattedrale, noterai un dettaglio che salta subito all'occhio per il forte contrasto cromatico.
Proprio alla base delle gigantesche mura di mattoni rossi dell'abside, spunta un tratto isolato di zoccolatura in marmo bianco e pietra. È un elemento d'angolo finemente lavorato, elegante, che si interrompe bruscamente dopo pochissimi metri lasciando spazio al muro grezzo.
Sembra quasi che qualcuno avesse iniziato a rivestire l'intero Duomo e poi, all’improvviso, abbia abbandonato il lavoro a metà. Quel blocco sperduto è l’unico pezzetto superstite che ci mostra l'inizio del vero "abito" del Duomo. Ma perché si sono fermati?
Se provi a chiedere in giro a qualche anziano pavese o nei bar storici del centro, la risposta che riceverai non avrà a che fare con i budget o con la burocrazia. A Pavia gira infatti una leggenda.. continua su abito.pro