19/06/2026
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Una delle prime cose che faccio quando un mio cliente sta per fare una proposta su un appartamento in condominio non riguarda l'appartamento.
Riguarda le carte del condominio.
Vado dall'amministratore, chiedo i verbali delle ultime assemblee, mi faccio rilasciare una dichiarazione sulla posizione del venditore.
Guardo se ci sono preventivi che girano, lavori in discussione, decisioni rinviate.
Per chi mi vede da fuori sembra una perdita di tempo.
In realtà è una delle verifiche più importanti, perché il diritto italiano ha un meccanismo che la maggior parte degli acquirenti scopre solo a danno fatto.
Funziona così. Le grandi spese di manutenzione in condominio — il rifacimento del tetto, la sistemazione della facciata, l'impianto da rifare — gravano su chi era proprietario nel momento esatto in cui l'assemblea le ha deliberate.
Su questo la Cassazione è stata chiara più volte, da ultimo con la sentenza 24236 del 30 agosto 2025.
Quindi se la delibera arriva quando tu sei già proprietario, paghi tu.
Anche se il problema esisteva da anni.
Anche se tutto il condominio lo sapeva. Anche se il venditore aveva visto arrivare il colpo e ha venduto giusto in tempo.
E qui sta il punto. In quella fase di mezzo, quando i preventivi girano ma la delibera non c'è ancora, il venditore non ha alcun obbligo di dirti niente.
La sua casa la può vendere lo stesso, e tu non hai nessuno strumento automatico per scoprirlo.
A meno che qualcuno non vada a guardare le carte.
Un venditore di case non lo farà. Non perché sia disonesto, ma perché il suo lavoro è chiudere la vendita.
Un consulente che lavora per te, sì.
Se vuoi sapere a cosa stare attento prima di comprare casa in condominio, ho preparato la Guida all'Acquisto.
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