Marco Ceresara Consulente Immobiliare

Marco Ceresara Consulente Immobiliare Sei alla ricerca della tua casa ideale? Scopri come trovare e comprare la tua casa in modo semplice

La prima agenzia immobiliare di Perugia che ti trova la casa dei tuoi sogni

19/06/2026

INSTAGRAM — Caption 

Una delle prime cose che faccio quando un mio cliente sta per fare una proposta su un appartamento in condominio non riguarda l'appartamento.

Riguarda le carte del condominio.

Vado dall'amministratore, chiedo i verbali delle ultime assemblee, mi faccio rilasciare una dichiarazione sulla posizione del venditore. 

Guardo se ci sono preventivi che girano, lavori in discussione, decisioni rinviate.

Per chi mi vede da fuori sembra una perdita di tempo. 

In realtà è una delle verifiche più importanti, perché il diritto italiano ha un meccanismo che la maggior parte degli acquirenti scopre solo a danno fatto.

Funziona così. Le grandi spese di manutenzione in condominio — il rifacimento del tetto, la sistemazione della facciata, l'impianto da rifare — gravano su chi era proprietario nel momento esatto in cui l'assemblea le ha deliberate. 

Su questo la Cassazione è stata chiara più volte, da ultimo con la sentenza 24236 del 30 agosto 2025.

Quindi se la delibera arriva quando tu sei già proprietario, paghi tu. 

Anche se il problema esisteva da anni. 

Anche se tutto il condominio lo sapeva. Anche se il venditore aveva visto arrivare il colpo e ha venduto giusto in tempo.

E qui sta il punto. In quella fase di mezzo, quando i preventivi girano ma la delibera non c'è ancora, il venditore non ha alcun obbligo di dirti niente. 

La sua casa la può vendere lo stesso, e tu non hai nessuno strumento automatico per scoprirlo. 

A meno che qualcuno non vada a guardare le carte.

Un venditore di case non lo farà. Non perché sia disonesto, ma perché il suo lavoro è chiudere la vendita.

Un consulente che lavora per te, sì.

Se vuoi sapere a cosa stare attento prima di comprare casa in condominio, ho preparato la Guida all'Acquisto.

Scrivi GUIDA nei commenti e te la mando. 📩

19/06/2026

Una delle prime cose che faccio quando un mio cliente sta per fare una proposta su un appartamento in condominio non riguarda l'appartamento.

Riguarda le carte del condominio.

Vado dall'amministratore, chiedo i verbali delle ultime assemblee, mi faccio rilasciare una dichiarazione sulla posizione del venditore. 

Guardo se ci sono preventivi che girano, lavori in discussione, decisioni rinviate.

Per chi mi vede da fuori sembra una perdita di tempo. 

In realtà è una delle verifiche più importanti, perché il diritto italiano ha un meccanismo che la maggior parte degli acquirenti scopre solo a danno fatto.

Funziona così. Le grandi spese di manutenzione in condominio — il rifacimento del tetto, la sistemazione della facciata, l'impianto da rifare — gravano su chi era proprietario nel momento esatto in cui l'assemblea le ha deliberate. 

Su questo la Cassazione è stata chiara più volte, da ultimo con la sentenza 24236 del 30 agosto 2025.

Quindi se la delibera arriva quando tu sei già proprietario, paghi tu. 

Anche se il problema esisteva da anni. 

Anche se tutto il condominio lo sapeva. Anche se il venditore aveva visto arrivare il colpo e ha venduto giusto in tempo.

E qui sta il punto. In quella fase di mezzo, quando i preventivi girano ma la delibera non c'è ancora, il venditore non ha alcun obbligo di dirti niente. 

La sua casa la può vendere lo stesso, e tu non hai nessuno strumento automatico per scoprirlo. 

A meno che qualcuno non vada a guardare le carte.

Un venditore di case non lo farà. Non perché sia disonesto, ma perché il suo lavoro è chiudere la vendita.

Un consulente che lavora per te, sì.

Se vuoi sapere a cosa stare attento prima di comprare casa in condominio, ho preparato la Guida all'Acquisto.

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18/06/2026

C'è una domanda che mi sento porre sempre più spesso quando accompagno qualcuno a visitare appartamenti in condominio.

"Marco, questa casa è bellissima ma c'è il riscaldamento centralizzato. Posso distaccarmi e mettermi una p***a di calore tutta mia?"

La domanda nasce quasi sempre dalla stessa esigenza. 

La gente non sopporta più il riscaldamento centralizzato per tre motivi: 

paga anche quando è in vacanza o assente

non controlla davvero la propria temperatura

sa che certi impianti vecchi consumano molto più di una soluzione moderna.

È un'esigenza legittima, e la risposta tecnica è sì, il distacco è possibile. 

Ma c'è tutta una zona grigia tra il "si può fare" e il "conviene farlo nel tuo caso specifico" che vale la pena conoscere prima di firmare la proposta.

Per distaccarsi serve una relazione tecnica che dimostri che il tuo distacco non crea problemi di funzionamento all'impianto centralizzato e non aumenta le spese degli altri. 

Non è una formalità: in caso di contestazione del condominio si finisce in tribunale, e l'esito non è scontato.

C'è poi un dettaglio che colpisce molte persone: anche dopo il distacco continuerai a partecipare alle spese di manutenzione straordinaria del centralizzato. 

Il distacco ti libera dai consumi, non dall'impianto in quanto bene comune.

E sulla scelta del nuovo impianto, un consiglio onesto. 

Oggi non avrebbe senso scegliere una caldaia a gas autonoma. 

Gli incentivi statali per questa tecnologia sono finiti, la direttiva europea spinge verso la decarbonizzazione, e tra qualche anno chi ha appena installato una caldaia a gas si ritroverà con un impianto in uscita dal mercato. 

La p***a di calore va nella direzione opposta, ed è oggi incentivata fino al 65% dal Conto Termico.

Tutte cose che vale la pena valutare prima di comprare casa, non dopo.

Se stai pensando di cambiare casa a Perugia, seguimi

17/06/2026

C'è un momento che gli acquirenti aspettano per mesi, a volte per anni.

Il primo ingresso nella casa nuova da proprietari. 

La porta che si apre, le chiavi in mano, gli ambienti vuoti che finalmente sono tuoi. 

È un momento che ha un peso emotivo enorme: chiude un percorso, ne apre un altro.

E proprio per questo, quando va storto, lascia il segno.

Una delle scene che ho visto ripetersi negli anni è sempre la stessa. L'acquirente entra, fa due passi, e si rende conto che la casa non è vuota come si aspettava. 

C'è una libreria in soggiorno, due comodini che il venditore non se l'è sentita di buttare, qualche scatolone in cantina, un divano nel garage. 

Cose ancora dignitose, ancora utilizzabili. Cose che però l'acquirente non ha mai chiesto.

E lì il sogno della casa nuova si scontra con un piccolo benvenuto sgradevole.

La cosa più frustrante è che non c'è quasi mai vera malafede dietro. 

C'è un calcolo molto umano nella testa di chi vende e trasloca: "buttare via questa roba mi costa soldi, tempo, fatica. È ancora buona. Magari a chi entra serve. Nel dubbio la lascio qui." 

Ma il costo, alla fine, lo paga chi compra. In tempo, in soldi, e soprattutto in fastidio nel momento più atteso.

Esiste un modo molto semplice per non trovarsi in questa situazione. 

È una clausola che inserisco sempre nei contratti dei miei clienti che comprano casa, e che funziona da prevenzione perfetta.

Te la spiego nella Guida all'Acquisto.

Scrivi GUIDA nei commenti e te la mando. 📩

16/06/2026

Quando faccio una valutazione per qualcuno che vuole comprare una bifamiliare — e qui in Umbria ne valuto tante, perché sono un tipo di immobile diffusissimo nel nostro territorio — c'è sempre un momento in cui smetto di guardare la casa e inizio a guardare l'altra metà.

Chi ci abita. Chi è il proprietario. Che persona è.

Sembra una curiosità da niente, e invece è una delle informazioni più sottovalutate quando si compra una bifamiliare.

Perché una bifamiliare non è una casa indipendente, anche se a vederla da fuori sembra. 

È un condominio. Un condominio molto particolare, fatto di due soli proprietari, che il diritto chiama "condominio minimo".

E in un condominio fatto di due persone vale una regola che molti scoprono solo dopo aver comprato: per qualunque decisione sulle parti comuni serve il consenso di entrambi. Sempre.

Significa due cose insieme.

Significa che l'altro non può importi nulla. 

È una garanzia di libertà che nei condomini grandi non hai.

Ma significa anche che l'altro non può decidere senza di te. 

E nemmeno tu senza di lui.

Quindi se l'altro proprietario è una persona equilibrata, vivi in una piccola comunità che funziona benissimo, dove ci si confronta e si decide insieme.

Se invece è una persona ostile, conflittuale o semplicemente svanita, possono passare anni senza riuscire a fare un intervento necessario.

Per questo a chi compra una bifamiliare faccio sempre una raccomandazione che esula dalla casa: prima di firmare, scopri chi è il vicino di mezzo muro. Parlaci. Fatti un'idea del clima.

La casa la compri una volta. 

Le decisioni le prenderai insieme a lui per tutto il tempo in cui ci abiterai.

Seguimi per altri consigli sul cambio casa a Perugia. 🏡

12/06/2026

📢 Perugia Centro storico zona Porta Pesa

📌 Cielo-Terra completamente ristrutturato nel 2010 classe energetica alta, così composto:

📍 PIANO TERRA: 

Ingresso

Soggiorno

Cucina abitabile

Bagno 

Ripostiglio 

📍 PRIMO PIANO:

Camera matrimoniale

Camera singola

Bagno 

Lavanderia

📍 MANSARDA:

Camera

Studio

Terrazzo 

📍 PIANO SOTTOSTRADA

Cantina

11/06/2026

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Hai visto il progetto di una casa che piace, ma hai paura a comprare sulla carta.

Ti capisco. Comprare qualcosa che ancora non esiste mette un po' di ansia. 

Però per fortuna esistono degli strumenti che possono renderti l'acquisto molto più sereno.

Lo strumento più importante è uno: la trascrizione del contratto preliminare dal notaio.

Vediamo cosa significa, in parole semplici.

Quando firmi un preliminare davanti al notaio, lui lo registra nei pubblici registri immobiliari. 

Quel passaggio è quello che cambia tutto.

Da quel momento in poi succedono tre cose che ti proteggono.

La prima: nessuno può vendere la stessa casa a qualcun altro. 

Anche se il costruttore volesse, non potrebbe più farlo, perché risulta che quella casa è "prenotata" a tuo nome.

La seconda: sei al riparo da brutte sorprese sui debiti del costruttore. 

Se dopo la trascrizione qualche creditore del costruttore prova a iscrivere un'ipoteca, un pignoramento o un sequestro su quella casa, non ha effetto contro di te.

La terza, ed è forse la più importante: se il costruttore va in crisi o fallisce, tu hai un diritto speciale per recuperare i soldi che hai già versato — caparra e acconti — prima di tanti altri creditori.

In pratica, la trascrizione del preliminare è uno scudo. 

Trasforma una promessa fatta sulla carta in una posizione protetta nei registri ufficiali.

Per questo, quando compri una casa ancora da costruire, il consiglio è chiaro: il preliminare fallo sempre dal notaio, e fallo trascrivere.

Seguimi per altri consigli sul cambio casa a Perugia. 🏡

10/06/2026

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Se stai comprando una casa in una piccola palazzina sappi che il condominio c'è. 

Il punto è questo: il condominio non è qualcosa che si decide di fare.

Non si vota, non si firma niente, non si va da un notaio per "costituirlo".

Esiste in automatico, per il semplice fatto che dentro lo stesso edificio ci sono più proprietari diversi.

Basta che ci siano parti in comune — il tetto, le fondamenta, le scale, i muri esterni, le tubature — ed ecco che il condominio è già lì.

Anche se nessuno se n'è mai occupato.
Anche se non c'è un amministratore. Anche se non si è mai fatta un'assemblea.

Questo significa una cosa importante per te che stai comprando: anche in una palazzina piccola ci sono regole, diritti, doveri e spese da condividere con gli altri proprietari.

Il tetto da rifare, la facciata da sistemare, la tubatura comune che perde: sono cose che riguardano tutti, e tutti devono parteciparvi secondo i propri millesimi.

Non è una possibilità, è la regola.

Poi è vero che, quando i proprietari sono pochissimi, valgono regole un po' particolari rispetto ai condomini grandi.

Ma di questo te ne parlo in un prossimo video, perché merita uno spazio tutto suo.

Se stai pensando di cambiare casa a Perugia Salva il video e seguimi

08/06/2026

Tempo fa ho pubblicato un video in cui raccontavo di aver sconsigliato a una mia cliente, residente all'estero e interessata a un appartamento in Italia, di versare i soldi della caparra all'agenzia. 

In quel video dicevo di averle dato qualche consiglio su come affrontare la situazione senza rischiare di perdere il denaro.

In tanti mi avete chiesto quali fossero questi consigli.

Eccoli.

➡️ Primo. Compili la proposta da remoto e la spedisci con posta assicurata o corriere, mettendoci dentro un assegno non trasferibile intestato al proprietario. Anche se passa dalle mani dell'agente, quell'assegno lui non può incassarlo: può solo consegnarlo a chi è intestato.

➡️ Secondo. Firmi la proposta e la invii, anche via mail, ma senza versare niente subito. Ti impegni a fare il bonifico direttamente al venditore solo quando lui accetta e quando si verificano le condizioni previste. Così il denaro non passa mai dall'agenzia.

➡️ Terzo, la più tutelante. Fai preparare il preliminare da un notaio e versi le somme sul suo conto. In questo caso i tuoi soldi sono custoditi da un professionista terzo e imparziale, fino al momento giusto. È la massima sicurezza possibile.

Tre strade diverse, ma un solo principio dietro: i soldi della caparra vanno sempre al proprietario, mai all'agente. 

Se tieni a mente questo, i tuoi soldi sono al sicuro.

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05/06/2026

Comprare casa all'asta può farti risparmiare parecchio. Ma bisogna fare attenzione, perché ci si può far male.

In un periodo come questo, l'asta può essere un'occasione vera. Si trovano immobili a prezzi sotto mercato, e per chi sa muoversi è un'opportunità interessante.

Ma proprio qui si nasconde la trappola.

La partecipazione all'asta, dal punto di vista psicologico, va gestita in modo molto razionale. 

Altrimenti si rischia di farsi prendere dalla foga, dal volersi aggiudicare la casa a tutti i costi.

Sei lì, c'è qualcun altro che rilancia, e scatta la competizione. Non vuoi perdere. 

È come una gara, e nel calore del momento continui a rilanciare. 

Alla fine ti aggiudichi la casa, ma a una cifra molto più alta di quella che ti eri ripromesso di non superare.

E il giorno dopo, a mente fredda, ti penti: ti rendi conto di averla strapagata.

Attenzione, perché tirarsi indietro ti può costare molto caro.

Se recedi, non perdi semplicemente la somma che avevi versato per partecipare. 

Succede di peggio: la casa viene rimessa all'asta, e se la seconda volta viene venduta a meno di quanto avevi offerto tu, la differenza la paghi tu.

In pratica paghi per una casa che non avrai mai.

Quindi la roba che ti porti a casa oggi è questa: all'asta si va con un tetto massimo deciso prima, a mente fredda. E da quel tetto non ci si sposta, qualunque cosa succeda durante la gara.

Se vivi a Perugia e stai pensando di cambiare casa, salva il video e seguimi. 🏡

Indirizzo

Via Dei Filosofi, 23/C
Perugia
06121

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