24/01/2026
L’auto e il centro storico: una convivenza al limite del possibile
Ormai è prassi comune lamentarsi (tanto) ogni volta che ci troviamo a dover parcheggiare l’auto in centro storico o in prossimità de centro, laddove sia già in essere la ZTL. Se il problema viene contingentato e circoscritto alla necessità di fermare il mezzo nel momento di impellente necessità, la lamentela è più che giustificata tanto che in quell’istante di insofferenza ognuno di noi sarebbe disposto a parcheggiare l’auto ovunque, se fosse possibile, anche nel bel mezzo di piazza dei Miracoli senza farsi troppi scrupoli. Il ‘problema’ del parcheggio in centro storico crediamo però che non si risolva implementando gli stalli perché, così facendo, il rischio che si corre è quello che ogni spazio libero del tessuto urbano antico potrebbe, potenzialmente divenire, in un futuro prossimo, un parcheggio.
Se, diversamente, provassimo ad affrontare il problema da una diversa prospettiva, così come è già stato fatto in altre realtà urbane pluristratificate, la questione assumerebbe tutt’altra dimensione. Se provassimo a pensare ad un centro storico a traffico ridotto dove le auto dei visitatori si fermano ai margini della città e il centro risultasse raggiungibile tramite navette, forse in questa ottica il sedime dell’antico fossato del Giardino Scotto a Pisa, pur avendo la geometria, pur disponendo dello spazio (appetibile) per essere occupato da un possibile parcheggio, ma che per sua stessa natura rifugge da tale funzione che gli risulta totalmente estranea, sarebbe esentato da assolvere tale compito e in un’ottica così lungimirante quel luogo verrebbe tutelato e valorizzato in riferimento alle sue reali vocazioni d’uso.