17/09/2026
Intervista con Konstantinos Karampatakis, co-fondatore di K-Studio.
👉"Il successo di questo progetto sta in quello che non abbiamo fatto."
Una vecchia fabbrica di vino abbandonata, sul mare del Peloponneso. Oggi è un hotel. K-Studio non l'ha demolita. Ha conservato le vasche di cemento, la ruggine, la bellezza grezza — e ci ha costruito dentro.
👉"Ogni progetto è, all'inizio, una raccolta di condizioni imperfette."
Ristorante Barbouni, Costa Navarino.
Il cliente ha chiesto: mantenete la vista, fermate il vento. K-Studio ha risposto: manteniamo la vista e usiamo il vento. Sopra la zona pranzo, teli sospesi ondeggiano nell'aria. Non bloccano niente. Lasciano circolare, e tengono fresco.
È una posizione precisa, e va oltre l'estetica. Per Karampatakis la tecnologia dovrebbe insegnare agli architetti a essere meno invasivi e più premurosi, perché demolire e ricostruire da zero non è quasi mai la strada più efficiente dal punto di vista energetico.
Da qui nasce anche il suo modo di iniziare un progetto: pensare come detective. Analizzare ogni parametro, capire cosa funziona e cosa va rivalutato, prima di disegnare.
L'intervista completa è sulla nostra webzine, nella serie dedicata a chi progetta il futuro dello spazio costruito.
👉https://www.agostinigroup.com/per-essere-un-visionario-bisogna-saper-immaginare-un-futuro-positivo/