27/09/2026
Fondazione Antonio Presti - Fiumara d'Arte
𝐋𝐈𝐁𝐑𝐈𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐁𝐀𝐋𝐓𝐀: 𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐀𝐑𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐐𝐔𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀 𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐕𝐞𝐫𝐬𝐚𝐢𝐥𝐥𝐞𝐬, 𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐜𝐞𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢. 𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐫𝐢 𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐚 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨, 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐮𝐦𝐚𝐫𝐚 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐨𝐬𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞. 𝐈𝐥 𝐑𝐨𝐬𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞
𝐈𝐋𝐒𝐎𝐋𝐄𝟐𝟒𝐎𝐑𝐄 𝐝𝐢 𝐍𝐢𝐧𝐨 𝐀𝐦𝐚𝐝𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
«Librino è come Versailles… Dove c’è immondizia pianteremo rose». Antonio Presti, fondatore di Fiumara d’Arte, lo dice a un gruppo di visitatori piantati davanti alla Porta della Bellezza. Siamo nella periferia della periferia di Catania, nel quartiere che ormai tutti o quasi considerano simbolo di criminalità, degrado, malaffare, mafia. Antonio Presti no, anzi. Il progetto nasce da un bisogno concreto: ripulire le aiuole, piantare fiori e trovare chi se ne occupi dopo la festa.
La città giardino rimasta sulla carta
Librino doveva essere il quartiere dei sogni e della rinascita, il quartiere a misura d’uomo. Non è diventato nulla di tutto questo. Nel 1970 il Comune di Catania affidò allo studio di Kenzo Tange il progetto di una città nuova sui terreni agricoli a sud del centro: 60 mila abitanti su 420 ettari. Il disegno prevedeva servizi, percorsi pedonali, una rete verde e un parco di 31 ettari. Tange voleva «fondere l’ambiente umano con quello naturale». Il piano fu attuato solo in parte. Alle palazzine delle cooperative si affiancarono i grandi edifici dell’edilizia popolare; diversi servizi rimasero incompiuti. Il Teatro Moncada, appaltato negli anni Ottanta e inaugurato più volte, non ha mai aperto al pubblico. L’ex «Palazzo di cemento», recuperato come Torre Leone, è tornato al centro delle segnalazioni dei residenti per problemi strutturali. Due esempi di quanto sia difficile completare un’opera e poi curarla. Librino non coincide con un’unità statistica autonoma. Nel Sesto municipio, che comprende anche altri quartieri, vivono 54 mila persone: il 29,1 per cento ha meno di 24 anni. Il tasso di occupazione è del 37,2 per cento; il 42,9 per cento dei giovani tra 15 e 29 anni non studia e non lavora. Sono dati dell’intera area, non del solo Librino.
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Dopo aver trasformato muri e sottopassi in un museo a cielo aperto, il fondatore di Fiumara d’Arte vuole riempire di rose gli spazi attorno alle opere. Il Roseto di Sant’Agata è il primo passo di un progetto che chiama in causa anche gli abitanti del quartiere