16/12/2020
✅IL ROGITO
È il contratto finale, stilato, controllato e garantito dal notaio. Chiamato anche atto definitivo di compravendita, deve essere accompagnato da determinati documenti e contenere precise informazioni:
✔️l’identità di tutte le parti (venditore, acquirente ed eventuale mediatore).
Devono comparire anche il notaio e qualsiasi altra persona presa in causa nella procedura d’acquisto;
✔️le classificazioni energetiche (tra cui l’Ape, attestato di prestazione energetica) e le certificazioni degli impianti della casa, che ne attestino la regolarità e la corrispondenza con quanto dichiarato in precedenza;
✔️i dati catastali, le planimetrie e qualsiasi informazione serva sul bene immobiliare in questione;
✔️il documento redatto dall’amministratore del Condominio che attesti il regolare pagamento da parte del venditore delle spese condominiali (salvo conguaglio);
✔️tutto quanto riguarda il denaro in circolazione, (percentuali dovute ai mediatori, costo del notaio ecc.), allegando – quando necessario – richiesta e approvazione di un mutuo;
✔️l’agibilità dell’immobile, l’assenza di ipoteche, vincoli o vizi di qualsiasi natura.
🤔IL RUOLO DEL NOTAIO
Non è un semplice redattore: davanti alla legge, ha il ruolo di garante nella transazione. Dovrà inoltre depositare in un conto corrente dedicato le somme versate dall’acquirente (legge 124/2017) e custodirle finché costui non diventa l’effettivo proprietario.
Le spese notarili sono sempre pagate dall’acquirente e spesso entrano a far parte della negoziazione tra le parti. Gli atti sono gravati da varie voci di spesa, alcune fisse, come le imposte di bollo stabilite dalla legge, altre variabili, come le percentuali parametrate in base al valore dell’immobile o al grado di parentela tra donante e donatario, oltre alle cancelleria e agli oneri di segreteria.
Per quanto riguarda l’onorario del professionista, non esistono più tabelle delle tariffe, quindi ognuno stabilisce discrezionalmente il proprio compenso, secondo le regole del libero mercato. Conviene quindi chiedere un preventivo della spesa prima di scegliere il notaio.
⚠️SE SI SCOPRONO DIFETTI DOPO L’ACQUISTO?
E se ci sono vizi occulti che prima non erano emersi? Che garanzie valgono, una volta che si hanno in mano le chiavi dell’abitazione? Il tempo per agire non è molto:
✔️chi compra deve fare denuncia dei difetti al venditore entro otto giorni dalla scoperta. Attraverso una raccomandata A.R., si dichiara il desiderio di avvalersi della garanzia. Se il venditore non agisce di sua spontanea volontà nei confronti dei difetti, l’acquirente può agire in giudizio, rivolgendosi a un avvocato e facendo valere la garanzia contro i vizi. ✔️L’azione deve però avvenire entro un anno dal rogito. Un giudice può pronunciare la risoluzione del contratto, se ne esistono gli estremi. Il venditore dovrà così restituire la somma ricevuta e l’acquirente la casa. Nel caso questi preferisca tenere la casa, indipendentemente dai vizi, può però chiedere una riduzione del prezzo di vendita pagato e quindi la restituzione della differenza. ✔️Eccezioni: se i danni sono strutturali (vizio del suolo o difetto di costruzione), tanto che non possono essere scoperti immediatamente, oppure gravi come un’infiltrazione d’acqua, l’acquirente può agire nei confronti del costruttore della casa fino a 10 anni dopo il rogito. Anche i tempi di denuncia si allungano: si ha un anno di tempo per scrivere al venditore e comunicare i problemi.
✅L’AGENTE IMMOBILIARE
Deve essere iscritto alla Camera di Commercio e avere un tesserino di riconoscimento. La legge dispone che non sia dovuta alcuna provvigione a chi pratica questa professione senza alcun titolo. A lui, per legge, spetta il compito di verificare la provenienza della casa, la titolarità, la presenza o meno di vincoli e garantire con opportune clausole venditore e acquirente.
La provvigione dell’agente immobiliare
Il servizio dell’agenzia, naturalmente, ha un costo che viene pagato, sotto forma di provvigione, sia dal venditore, sia dall’acquirente dello stabile.
Quanto? Dipende, poiché nessuna legge impone tariffe fisse o tetti massimi. Di solito, valgono gli usi del posto e le indicazioni della Camera di Commercio locale, anche se nulla di tutto ciò deve essere considerato vincolante. Grosso modo, una provvigione che non superi il 2% del prezzo di vendita può esser ritenuta equa, ma può anche arrivare al 4%. Obbligatoria la fattura: ed è davvero importante, perché le spese di mediazione immobiliare sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi, fino a un massimo di 1.000 euro.
🔑LA CONSEGNA DELLE CHIAVI CON IL ROGITO
Una volta terminato il rogito, le chiavi di casa passeranno dal venditore al compratore che, a sua volta, consegnerà gli assegni per il pagamento. Tutto quanto non sarà stato scritto nel rogito, anche se concordato in precedenza con altri strumenti, non avrà nessun valore. In base al decreto-legge n. 223/2006, le parti che stipulano il contratto definitivo di compravendita devono dichiarare le modalità del prezzo concordato, specificando se si tratta di assegni e/o bonifici.