29/05/2023
RIFIUTI VERDI
SCIOGLIAMO GLI ULTIMI DUBBI
Alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo regolamento per conferire i residui del verde privato, prevista per giovedì 1 giugno, permangono ancora molte perplessità da parte dei consorziati, che nei giorni passati dopo il primo comunicato hanno tempestato gli uffici del Consorzio per chiedere chiarimenti.
Dissipiamo allora i dubbi residui.
Tutto ruota attorno alla nota del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 14 maggio 2021, che ha stabilito che “i materiali prodotti dalle attività di manutenzione del verde privato fai-da-te (i giardinieri professionisti li devono portare alle discariche autorizzate, ndr.) devono considerarsi come rifiuti urbani”.
Pertanto, alle ditte che raccolgono i residui verdi, la SA.ME.DAR nel nostro caso, non sono consentiti trattamenti dei materiali raccolti, come l’apertura dei sacchi al momento della raccolta porta-a-porta, né tanto meno il loro svuotamento una volta conferiti al “deposito preliminare”.
Ecco perché dal 1 giugno p.v. gli sfalci dell’erba, il fogliame e le potature andranno lasciati tout court a terra, senza sacchetti, accuratamente davanti alle proprie abitazioni, e le ramaglie dovranno essere composte in fascine e legate con corde naturali, preferibilmente di canapa; da evitare, quindi, i legacci di plastica o di ferro, come del resto recita il regolamento consortile visibile sul sito alla voce “Verde”.
E se il vento o la pioggia li spargeranno in strada? Come da accordi, se ne occuperanno gli operatori della SA.ME.DAR. Ovviamente a questo punto il rispetto dei giorni e degli orari previsti dal calendario della raccolta andranno rispettati puntualmente, per evitare di incorrere nel reato di abbandono di rifiuti organici, che prevede pene pecuniarie salate e perfino denunce penali.
Per un conferimento più ordinato, sfalci e fogliame potrebbero essere messi in contenitori dello stesso tipo di quelli dell’AMA? No, perché poi gli operatori della SA.ME.DAR sarebbero costretti a sollevarli fino all’altezza delle sponde del camion di raccolta per poi svuotarli nel cassone, operazione umanamente impossibile e sindacalmente vietata se ripetuta più e più volte nel giro di qualche ora.
Esistono alternative? La risposta è ancora “no”, a meno che non si rinunci al servizio di raccolta porta-a-porta e ciascun consorziato tutte le volte porti i propri rifiuti verdi direttamente al deposito temporaneo della SA.ME.DAR in Via dei Pescatori, dove dovrà svuotare da solo i sacchetti, preoccupandosi di portarseli via per riciclarli successivamente nella plastica.
Maurizio Giandinoto
Consigliere Delegato all’Informazione
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