20/09/2025
Rappresenta abbastanza fedelmente la situazione negli uffici pubblici……
È solo satira o talvolta è così?
Il sacro Ufficio pubblico: entri con la speranza nel cuore e la pratica che stai curando da mesi sotto braccio, ma ti accoglie il funzionario in modalità spa aziendale.
Era in:
☕ Pausa caffè.
🍵 Pausa tè.
🍸 Aperitivo.
🍰 Dolcetto.
🍟 Patatine.
🥐 Cornetto.
🧘♂️ Meditazione tra una briciola e l’altra.
E tu, libero professionista, che se non sistemi quella pratica non fatturi, non incassi, non puoi pagare le tasse...
Ma lui ti guarda come se fossi tu a disturbare la sua giornata tra snack, 18 pause caffè e chiacchiere.
Alla fine ti liquida con un “torni domani”, che è il mantra ufficiale della burocrazia.
Ironia della sorte?
Tu sei laureato non in scienze delle merendine ma in architettura ingegneria, sei abilitato alla professione, hai 3 master, 2 specializzazioni universitarie, studi 10 ore al giorno, sei iper formato con corsi di aggiornamento continui ma per legge hai bisogno della sua approvazione...
cioè per poter esercitare, devi attendere l’approvazione di chi non ha la tua stessa formazione e tra un cornetto, una chiacchiera e la decima pausa caffè ti liquida con un “torni tra un mese”, e banalmente perché la legge permette e legittima la loro discrezionalità.
Qualunque attesa, qualunque rinvio, qualunque pratica dimenticata in un cassetto… è formalmente legale, o è difficilmente opponibile, anche quando è moralmente grottesca, ingiusta, assurda.
E questo non è solo un problema etico: è un danno strutturale all’economia del Paese.
Ogni giorno perso, ogni investimento bloccato, ogni professionista paralizzato da un’attesa inutie è un costo che non si vede, ma che paga l'intera economia del paese.
🔧 Nella proposta di riforma della professione
Tra le ipotesi più sensate e urgenti, c’è quella di trasferire ai professionisti abilitati molte delle funzioni di controllo e approvazione oggi in capo alla pubblica amministrazione.
Non certo per sottrarre potere, ma per snellire, responsabilizzare e valorizzare chi ha le competenze reali per decidere.
(un medico non ha bisogno dell'approvazione di nessuno per prescrivere farmaci o per decidere di operare, un avvocato non ha bisogno di nessuno per decidere di far causa in tribunale, un notaio non ha bisogno di approvazioni per registrare un atto etc)
Perché chi progetta, firma, calcola, verifica, assevera e risponde penalmente… ha evidentemente anche le competenze per decidere .
📎 La burocrazia non può essere un ostacolo alla filiera edilizia
Serve una riforma che riconosca il valore del merito, della formazione e della responsabilità professionale.
Non è solo una questione di efficienza: è una questione di decenza .
ps Nota di contesto
Il contenuto di cui sopra è una forma di satira civile.
I toni volutamente esasperati servono a rendere più evidente un problema sistemico che non nasce dai singoli funzionari o dirigenti, ma da un impianto normativo incerto e contraddittorio.
La nostra critica non è rivolta alle persone che operano con dedizione negli uffici pubblici, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate, ma a un sistema che genera iper-burocrazia, disorientamento normativo e una crescente distanza tra istituzioni e cittadini.
Questa distanza colpisce in particolare chi lavora senza garanzie di reddito fisso e chi, da cittadino, cerca semplicemente di costruire, ristrutturare o mantenere la propria proprietà nel rispetto delle regole.
La satira, in questo contesto, è uno strumento di denuncia e di stimolo alla riflessione politica, non un attacco personale.