27/02/2026
Ai Musei Vaticani...
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𝗨𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗲𝘁𝗿𝘂𝘀𝗰𝗮 – 𝗼𝗿𝗼, 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗺𝗶𝘁𝗼
📍 Cerveteri (antica Caere), Tomba Regolini-Galassi – VII secolo a.C.
Musei Vaticani, Città del Vaticano
Un nastro d’oro che non è solo ornamento, ma racconto.
Uno dei due celebri bracciali della Tomba Regolini-Galassi si presenta come una fascia rettangolare con fermaglio a catenella, interamente rivestita di raffinata granulazione e filigrana. La superficie è suddivisa in riquadri figurati, incorniciati da motivi geometrici; agli spigoli, piccole testine umane vigilano sulla composizione.
Nel riquadro centrale, tre figure femminili con acconciatura hathorica – le lunghe trecce della dea egizia Hathor – indossano una veste a campana e si tengono per mano. Impugnano scettri coronati da palmetta e “Paradise flower”, simboli di fertilità e regalità.
Alle estremità la scena si intensifica: una figura femminile si erge tra due leoni rampanti affrontati, mentre personaggi maschili li afferrano e li trafiggono. È il tema arcaico della pótnia therón, la Signora degli Animali, signora della vita e della morte. Accanto a lei emerge la controparte maschile: il “Signore degli animali”, l’eroe che domina la forza selvaggia.
L’oro diventa linguaggio sacro.
Potere, protezione, eternità.
📖 𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼
La Tomba Regolini-Galassi fu scoperta nel 1836 nella necropoli del Sorbo a Cerveteri, uno dei più potenti centri etruschi del VII secolo a.C. Il corredo, straordinariamente ricco, apparteneva a una donna di altissimo rango, probabilmente una principessa.
I due bracciali, quasi identici, rappresentano uno dei vertici dell’oreficeria etrusca orientalizzante. Le influenze vicino-orientali ed egizie – visibili nell’acconciatura hathorica e nei motivi iconografici – testimoniano l’ampiezza dei contatti mediterranei di Caere.
In questo gioiello non si celebra solo la ricchezza, ma una visione del mondo:
la donna come mediatrice tra potere, sacralità e natura.
📸 .it