Studio Acrivoulis

Studio Acrivoulis "La costruzione è per tenere su: l'architettura è per commuovere." Le Corbusier Architettura & Interior Design

Il confronto che fa crescere il progetto.Il dialogo vero non evita il confronto, ma lo prepara e attraversa. Non sempre ...
25/05/2026

Il confronto che fa crescere il progetto.

Il dialogo vero non evita il confronto, ma lo prepara e attraversa.
Non sempre cliente e architetto sono immediatamente allineati. Ed è giusto così.

È nel momento delle scelte che il progetto prende forza. Dire no quando serve è un atto di responsabilità.

Proporre un’alternativa migliore è parte del ruolo. Le soluzioni più riuscite nascono spesso da domande difficili e da punti di vista differenti.

Il progetto migliore non è quello che mette tutti d’accordo subito.
È quello che convince, passo dopo passo.

Allestiamo Visioni di Architettura. La mostra fotografica che curo con Aidia e che racconta l'architettura delle donne, ...
15/05/2026

Allestiamo Visioni di Architettura. La mostra fotografica che curo con Aidia e che racconta l'architettura delle donne, torna per Open House, ospite di Accademia Italiana.

È un'emozione rivedere con l'occhio di fotografe e fotografi contemporanei opere speciali come il Mercato Nomentano, a Roma, progettato da Elena Luzzatto Valentini, la prima donna a laurearsi in architettura in Italia, nel 1925. Questa mostra è un modo per tenere accesa la memoria sul contributo delle architette nella storia e nella costruzione della città.


roma

Questa mattina, alla presentazione del premio Idee per un mondo che cambia, che coordino per Aidia, ospite del Consiglio...
13/05/2026

Questa mattina, alla presentazione del premio Idee per un mondo che cambia, che coordino per Aidia, ospite del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ho avuto la sensazione fortissima che certe battaglie non appartengono soltanto al presente.
Attraversano il tempo, e chiedono continuamente di essere alimentate.

Parlare di parità di genere insieme ad Amalia Ercoli Finzi ha avuto un significato speciale. Prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica, nel 1962, consulente scientifica di Nasa, Asi ed Esa, Amalia è una figura che ha voluto e saputo aprire possibilità nuove quando quelle possibilità sembravano ancora impensabili. Aidia era nata cinque anni prima, nel 1957. Nella sua missione si parlava già all'epoca di architette e ingegnere, al femminile. Un segno importante, che ci ricorda quanto le parole contino e quanto i diritti non siano mai acquisiti una volta per tutte.

Il racconto di Amalia ci ha ricordato che il futuro non è qualcosa che accade da solo. Va costruito, sostenuto, immaginato ogni giorno. Vale quando guardiamo alla Luna e a Marte progettando la vita lontana anni luce da qui, ma vale anche su questa Terra, nel modo in cui mandiamo avanti le nostre vite, il lavoro, la società.

Grazie ad Amalia Ercoli Finzi per aver condiviso con noi la sua visione, la sua energia e il suo esempio.



castagna


official

Il primo lavoro non è disegnare, ma ascoltare.Il cliente non porta soluzioni: porta desideri. Porta abitudini, aspettati...
08/05/2026

Il primo lavoro non è disegnare, ma ascoltare.
Il cliente non porta soluzioni: porta desideri. Porta abitudini, aspettative, dubbi, a volte richieste che sembrano già definitive.

Ma spesso ciò che viene espresso è solo la superficie di un’esigenza più profonda. Ascoltare davvero significa andare oltre la richiesta iniziale, capire cosa viene detto e cosa resta tra le righe.

Tradurre un bisogno in spazio è un atto progettuale tanto quanto tracciare una pianta. Un buon architetto sente le parole, legge tra le righe.

Il mio Fuorisalone in dodici tappe. E una certezza: in un mondo digitale, è tornata al centro la materia. 1–2Da Martinel...
30/04/2026

Il mio Fuorisalone in dodici tappe. E una certezza: in un mondo digitale, è tornata al centro la materia. 

1–2
Da Martinelli Luce si danza intorno a Grammoluce: una lampada che si accende e si modula con un gesto semplice: posare una o più sfere sul paralume. Un'esperienza fisica, quasi rituale.

3
Con Glamora il lino diventa materia viva. Lasciato libero di incresparsi, acquista tridimensionalità e una morbidezza che si percepisce con lo sguardo.

4
Da Itlas il legno si organizza in una trama che guarda al Giappone: segni ordinati, ritmo misurato. Ne nascono pannellature per il bagno che trasformano la superficie in architettura.

5
Con Geometriae per Moroso, Anna Lindgren e Sofia Lagerkvist (Front) lavorano sulla forma come linguaggio. La geometria diventa un modo per raccontare come le cose stanno insieme.

6
Ancora da Moroso, Twinkle: perline veneziane fatte a mano reinventano il classico separé che qui è proposto in una geometria a diversi livelli che evocano un paesaggio domestico.

7
La geometria ritorna anche nei radiatori di Antrax: segni netti, pattern che trasformano un elemento tecnico in presenza visiva. Funzione che diventa disegno.

8
La luce, ancora. Nei progetti di Peter Zumthor per Bey si fa geometria: un cono preciso, quasi assoluto. Ma basta cambiare forma e diventa morbida, diffusa, accogliente.

9
Quella di Urban Lighting è una luce minima, ma tutt’altro che fredda: un piccolo cilindro sospeso che reinterpreta il faretto trasformandolo in oggetto. Legno o marmo, cambia tutto.

10-11
Da Time & Style il legno giapponese torna leggero, quasi disegnato nell’aria. Linee sottili, equilibrio perfetto e grande eleganza.

12
Imola Ceramica invita architetti e visitatori a lasciare un segno, a scrivere, a disegnare. Un gesto semplice, ma raro e delizioso.

13 e 14
Carpanese Home parte dal legno e lo mette in dialogo con la ceramica. Il design ha voglia di tornare alla materia, di rimettere la materialità al centro.

15

Da Manerba, l'art director Ilaria Marelli porta colori audaci ma mai sopra le righe. Coraggio e stile.

Un cantiere non è mai solo un luogo da costruire: è un punto di partenza.All’inizio è uno spazio senza identità, fatto d...
26/03/2026

Un cantiere non è mai solo un luogo da costruire: è un punto di partenza.

All’inizio è uno spazio senza identità, fatto di potenziale. Poi diventa un tavolo aperto, dove architetti, artigiani, imprese e clienti si incontrano.

Ogni voce conta. Ogni competenza arricchisce il progetto. Ogni dettaglio nasce dal dialogo.

È nel confronto che le soluzioni diventano più intelligenti, è nell’ascolto che un’idea si affina. È nella collaborazione che uno spazio prende forma e diventa qualità.



Crediti fotografici e
Progettazione e DL
Falegnameria

Essere donna nelle professioni tecniche non è una data sul calendario.È un percorso che continua ogni giorno.È la determ...
08/03/2026

Essere donna nelle professioni tecniche non è una data sul calendario.
È un percorso che continua ogni giorno.

È la determinazione di chi sceglie architettura e ingegneria in mondi che troppo spesso sembrano fatti su misura per gli uomini.

È la competenza di chi progetta città, infrastrutture e spazi di vita, contribuendo ogni giorno alla trasformazione del territorio e della società.

Le professioniste oggi sono sempre più presenti negli studi, nei cantieri, nelle università, nei luoghi della ricerca.
Eppure, i dati diffusi dall’Osservatorio di Confprofessioni ricordano che il divario di genere nelle professioni è ancora reale: nelle opportunità, nei redditi e nell’accesso ai ruoli di vertice.
Oggi le donne rappresentano circa il 35% dei liberi professionisti in Italia, ma percepiscono in media solo il 54% del reddito dei colleghi uomini.

Questi numeri raccontano una realtà concreta: meno reddito significa meno possibilità di investire nella propria carriera, crescere nei ruoli di responsabilità e partecipare alle decisioni che contano.

Non è una questione di talento.
Il talento c’è. Ed è evidente ogni giorno nel lavoro di tante architette e ingegnere. La vera sfida è avere pari voce nei luoghi in cui si decide.

Finché chi decide è prevalentemente uomo, le città, le infrastrutture e le regole delle professioni continueranno a riflettere solo una prospettiva. Per costruire spazi davvero inclusivi, serve equilibrio e rappresentanza reale.



Foto scattata durante la cerimonia di premiazione del premio Libere di scegliere a Montecitorio.

28/02/2026
Con  di  ieri ho avuto la fortuna di scoprire uno spazio che è prima di tutto luogo d'incontro, di suggestioni, di cultu...
18/12/2025

Con di ieri ho avuto la fortuna di scoprire uno spazio che è prima di tutto luogo d'incontro, di suggestioni, di cultura dell'abitare.
Progettato con stile da finalmente interpreta lo spazio d'esposizione concedendo il giusto peso allo studio dei materiali.
Materiali che da sempre sono al centro del mio lavoro, siano essi superfici, tessuti, arredi o luci.

In questi anni ho imparato che l’architettura non è mai neutra: porta con sé gesti, memorie, ferite ricucite, e soprattu...
09/12/2025

In questi anni ho imparato che l’architettura non è mai neutra: porta con sé gesti, memorie, ferite ricucite, e soprattutto sguardi.
Lo sguardo femminile, di sicuro non predominante, se non proprio relegato ai margini, è invece una chiave decisiva per comprendere come gli spazi possano trasformarsi in luoghi capaci di accogliere e rigenerare.
Quando, insieme all'Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette, ho immaginato un concorso fotografico all’interno del Festival “Visioni di Architettura”, dedicato alle progettiste, non cercavo un esercizio celebrativo, ma un’occasione per affrontare apertamente la questione di genere nella nostra disciplina.
Non si tratta di retorica, ma di necessità: più le donne sono riconosciute come protagoniste del progetto, più le città imparano a farsi permeabili, attente, curiose. Inclusive, come si dice oggi.

Sulla sezione Stanze del mio sito il racconto del contest Visioni di Architettura, andato in scena lo scorso novembre.

Acrivoulis.it (link in bio)

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Indirizzo

Viale Bruno Buozzi 3
Rome
00197

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390645491688

Sito Web

http://www.acrivoulis.net/

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