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25/11/2025

“Mediazione condominiale: l’avvocato è il tuo super-eroe… ma sai davvero quando intervenire?”
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📚 Domenico Sarcina

L'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO ED IL RECUPERO DEL CREDITO L'amministratore di condominio ha un obbligo legale e inderoga...
25/05/2025

L'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO ED IL RECUPERO DEL CREDITO

L'amministratore di condominio ha un obbligo legale e inderogabile di recuperare i crediti nei confronti dei condomini morosi. Questo dovere è sancito dall'articolo 1130, comma 1, n. 3 del Codice Civile e dall'articolo 63, comma 1, delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile. La giurisprudenza, anche recente (es. Cassazione, sez. III Civile, Ordinanza n. 36277 del 28/12/2023), ha ribadito che l'inerzia dell'amministratore può comportare una sua responsabilità per i dannisubiti dal condominio.

Quindi, l'amministratore non può semplicemente "sollevarsi" dalla responsabilità del recupero del credito in senso assoluto, poiché è un suo dovere primario. Tuttavia, può agire in modo da tutelarsi e minimizzare il rischio di essere ritenuto responsabile per il mancato recupero, rispettando le procedure e informando correttamente l'assemblea.

Ecco come un amministratore deve agire per adempiere al suo dovere e, di conseguenza, tutelarsi:

1. Agire Tempestivamente e Senza Necessità di Autorizzazione Assembleare:

Decreto Ingiuntivo Immediatamente Esecutivo: L'amministratore ha l'obbligo di agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dai condomini morosi entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito esigibile è compreso. Non ha bisogno di alcuna autorizzazione preventiva dell'assemblea per chiedere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, in base all'articolo 63, comma 1, disp. att. c.c. Questo è lo strumento principale e più rapido per il recupero del credito.
Non basta il sollecito: La giurisprudenza ha chiarito che una semplice lettera di sollecito o messa in mora non è sufficiente. L'amministratore deve procedere giudizialmente.

2. Informare e Coinvolgere l'Assemblea:

Anche se non serve l'autorizzazione per il decreto ingiuntivo, l'amministratore deve:

Rendiconto e piano di riparto: Presentare regolarmente all'assemblea il rendiconto della gestione e il piano di riparto delle spese, evidenziando chiaramente le morosità. L'approvazione del rendiconto e del piano di riparto da parte dell'assemblea costituisce il presupposto per l'azione di recupero.

Informare sulle azioni intraprese: Deve informare l'assemblea sulle azioni di recupero intraprese (es. invio di solleciti, avvio della procedura di decreto ingiuntivo) e sui relativi costi.

Richiedere delibere per deroghe o rinunce (casi eccezionali): Solo l'assemblea può, in casi eccezionali e con le dovute maggioranze, decidere di non agire per il recupero di un credito specifico. Questo può accadere in presenza di:Motivi di equità: Quando le condizioni economiche del condomino moroso giustificano una sospensione o una dilazione eccezionale, purché ciò non pregiudichi gravemente la gestione del condominio.

Scarsa convenienza economica: Se il costo stimato della procedura legale di recupero (es. spese legali, costi di esecuzione forzata) supera l'importo del credito da riscuotere, rendendo l'azione antieconomica.

Prescrizione imminente: Se il credito è prossimo alla prescrizione e l'azione non sarebbe più efficace.
Delibera specifica: È fondamentale che una tale decisione sia assunta con una delibera assembleare chiara e motivata, che esoneri espressamente l'amministratore dall'obbligo di agire per quel credito specifico. Senza tale delibera, l'amministratore rimane responsabile.

3. Misure Complementari per la Tutela del Condominio:

Sospensione dai servizi comuni: L'amministratore, in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, se la sospensione è tecnicamente possibile senza creare danni all'impianto o a terzi. Questo è un potente strumento di pressione.

Comunicazione dei dati dei morosi ai creditori: Ai sensi dell'articolo 63, comma 2, disp. att. c.c., l'amministratore è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Questo permette ai creditori di agire direttamente contro i morosi, limitando la responsabilità degli altri condomini.

Come l'Amministratore si tutela dalla responsabilità:

L'amministratore si solleva dalla responsabilità dimostrando di aver agito con la dovuta diligenza e nel rispetto degli obblighi di legge.

Nello specifico:

Dimostrare l'avvio tempestivo delle azioni di recupero: Aver richiesto il decreto ingiuntivo entro i sei mesi dall'approvazione del rendiconto.

Documentare ogni passaggio: Conservare copia dei solleciti, delle richieste di decreto ingiuntivo, delle comunicazioni con l'avvocato incaricato, e dei verbali delle assemblee in cui si è discussa la morosità.

Ottenere una delibera assembleare specifica: Se, in casi eccezionali, l'assemblea decide di non procedere al recupero forzoso di un determinato credito per motivi di equità o antieconomicità, l'amministratore deve assicurarsi che tale decisione sia formalizzata in una delibera assembleare chiara e a lui favorevole, che lo sollevi esplicitamente dall'obbligo di agire per quel credito.

In sintesi, l'amministratore non può delegare la sua responsabilità di recupero crediti, ma può adempierla scrupolosamente o essere sollevato da essa solo in casi eccezionali e con una chiara delibera assembleare. La sua inerzia, invece, lo espone a precise responsabilità.

REPERIBILITA' DELL'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO La reperibilità dell'amministratore di condominio è un tema importante p...
21/05/2025

REPERIBILITA' DELL'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

La reperibilità dell'amministratore di condominio è un tema importante per la corretta gestione del condominio e per la tranquillità dei condomini. Sebbene non esista una specifica norma di legge che imponga all'amministratore un orario di reperibilità fisso (ad esempio, 24 ore su 24), la sua attività implica comunque un dovere di diligenza professionale che comprende la gestione tempestiva delle questioni condominiali, in particolare le emergenze.

Ecco i punti chiave riguardo la reperibilità dell'amministratore:

1. Dovere di Diligenza Professionale

L'amministratore è tenuto ad agire con la diligenza del "buon padre di famiglia" nell'esercizio delle sue funzioni (art. 1130 del Codice Civile). Questo significa che deve garantire una gestione efficiente e sollecita, e ciò include una certa accessibilità e capacità di risposta.

2. Contratto di Mandato e Regolamento Condominiale

Il contratto di mandato tra l'amministratore e il condominio è il luogo ideale per definire le modalità di reperibilità. Può specificare:

Orari di ufficio: Fasce orarie in cui l'amministratore è disponibile per contatti ordinari (telefonici, email, appuntamenti).
Mezzi di contatto: Numeri di telefono, indirizzo email, PEC.
Servizio di reperibilità per le emergenze: L'attivazione di un numero dedicato o di un servizio H24 per le sole emergenze (es. fughe di gas, allagamenti, guasti gravi agli impianti condominiali).
Costi aggiuntivi: Se la reperibilità fuori orario o per emergenze comporta un compenso extra.
Anche il Regolamento Condominiale potrebbe contenere disposizioni in merito, sebbene sia meno comune che scenda in dettagli operativi così specifici.

3. Emergenze vs. Gestione Ordinaria

È fondamentale distinguere tra:

Gestione Ordinaria: Richieste, comunicazioni, e problematiche che possono essere gestite durante i normali orari lavorativi dell'amministratore. Per queste, è sufficiente che l'amministratore risponda in tempi ragionevoli, come concordato o come richiesto dalla prassi.
Emergenze: Situazioni che presentano un pericolo imminente per la sicurezza delle persone o dell'edificio, o che rischiano di causare danni gravi e irreversibili se non affrontate subito. Per queste, l'amministratore deve garantire una modalità di contatto e un'attivazione di interventi rapidi.

Esempi di emergenze:
Perdite d'acqua consistenti da tubazioni comuni.
Guasti all'ascensore con persone bloccate.
Interruzioni totali di servizi essenziali (acqua, riscaldamento centralizzato in inverno, elettricità nelle parti comuni).
Situazioni che compromettono la staticità dell'edificio (es. distacchi di intonaco o calcinacci).

4. Conseguenze della Mancanza di Reperibilità

Una reiterata o ingiustificata mancanza di reperibilità, soprattutto in caso di emergenze, può configurare un grave inadempimento agli obblighi dell'amministratore. Questo può portare a:

Revoca del mandato: L'assemblea può decidere di revocare l'amministratore anche prima della scadenza naturale del suo incarico.
Responsabilità per danni: Se la mancata reperibilità e il conseguente ritardo nell'intervento causano danni al condominio o ai singoli condomini (es. aggravamento di un guasto, maggiori costi di riparazione), l'amministratore può essere chiamato a risponderne e a risarcire i danni.

5. Consigli Pratici

Condomini: Verificare il contratto di mandato dell'amministratore per capire le modalità di contatto e reperibilità concordate. In caso di emergenza, utilizzare i canali indicati (es. numero di emergenza). Per questioni non urgenti, rispettare gli orari di ufficio.

Amministratori: Essere trasparenti fin dall'inizio sulle proprie modalità di reperibilità. Indicare chiaramente nel contratto e nelle comunicazioni agli inquilini come e quando si è disponibili, e quali sono i canali per le emergenze. Considerare l'attivazione di un servizio di reperibilità esterno se non si può garantire personalmente.

In sintesi, la reperibilità dell'amministratore non è definita da un orario fisso di legge, ma è un aspetto cruciale della sua professionalità. Essa deve essere adeguata alla gestione ordinaria del condominio e, soprattutto, efficace nel fronteggiare le emergenze, per evitare disagi ai condomini e potenziali responsabilità.

19/05/2025

Responsabilità dell'Amministratore come Responsabile dei Lavori:

- Sicurezza sul lavoro: La responsabilità principale riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori nel cantiere, come stabilito dal D.Lgs. 81/2008. Questo include:
- Verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi.
- Richiedere e verificare il Piano Operativo di Sicurezza (POS) delle imprese.
- Nei cantieri con più imprese, nominare il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP) e in fase di esecuzione (CSE) e vigilare sul loro operato.
- Assicurarsi che vengano rispettate le normative antinfortunistiche e le misure generali di tutela (art. 15 D.Lgs. 81/2008).
- Comunicare alle imprese e ai lavoratori autonomi i nominativi del CSP e del CSE.
- Corretta esecuzione dei lavori: L'amministratore deve assicurarsi che i lavori procedano correttamente e in conformità con il contratto d'appalto e le decisioni assembleari.
- Gestione amministrativa: Ciò include la gestione degli aspetti burocratici e amministrativi legati ai lavori.
- Responsabilità civile e penale: L'amministratore può essere ritenuto responsabile civilmente per danni derivanti da una sua negligenza nella scelta delle imprese (culpa in eligendo) o nella vigilanza sull'operato delle stesse (culpa in vigilando). In alcuni casi, possono sussistere anche responsabilità penali, ad esempio in caso di omessa adozione di misure di sicurezza.

Cosa deve fare l'Amministratore come Responsabile dei Lavori:

- Nomina del Responsabile dei Lavori (se non assume direttamente il ruolo): Il committente (il Condominio, rappresentato dall'Amministratore) può nominare un Responsabile dei Lavori. In caso contrario, l'Amministratore assume automaticamente questo ruolo. La nomina deve definire chiaramente competenze e funzioni delegate.
- Verifica della documentazione: Acquisire e verificare la documentazione delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi (es. iscrizione alla Camera di Commercio, DURC, autocertificazioni).
- Trasmissione di comunicazioni: Inviare all'amministrazione competente, prima dell'inizio dei lavori, la notifica preliminare, il DURC delle imprese, la dichiarazione di verifica dell'idoneità tecnico professionale e la dichiarazione dell'organico medio annuo.
- Pianificazione e controllo: Nella fase di progettazione, pianificare le fasi di lavoro e la loro durata, attenendosi alle misure generali di tutela. Durante l'esecuzione, monitorare l'andamento dei lavori e la conformità alle normative di sicurezza.
- Interazione con le figure coinvolte: Relazionarsi con il Direttore dei Lavori (se nominato), il CSP e il CSE, risolvendo eventuali problemi che dovessero sorgere.
- Gestione delle emergenze: Intervenire tempestivamente in caso di criticità o ritardi.
Informazione ai condomini: Mantenere informati i condomini sull'andamento dei lavori.

È importante sottolineare che la nomina di un Responsabile dei Lavori da parte del committente non lo esonera completamente dalle proprie responsabilità, in particolare per quanto riguarda la scelta di un professionista competente (culpa in eligendo) e la verifica del suo operato (culpa in vigilando).

In sintesi, quando l'amministratore di condominio ricopre il ruolo di Responsabile dei Lavori, diventa un garante della sicurezza e della corretta esecuzione delle opere, con responsabilità che spaziano dagli aspetti tecnici a quelli legali e amministrativi.

13/05/2025

LA MEDIAZIONE IN CONDOMINIO

La mediazione in condominio è diventata condizione di procedibilità per molte controversie in materia condominiale a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che ha introdotto la mediazione civile e commerciale in Italia.

Inizialmente, l'obbligatorietà della mediazione per le controversie condominiali ha avuto una storia un po' travagliata, con alcune modifiche legislative e interpretazioni giurisprudenziali. Tuttavia, ad oggi, è pacificamente riconosciuto che la mediazione è obbligatoria prima di poter intraprendere una causa in tribunale per le materie condominiali specificamente indicate dall'articolo 5, comma 1-bis del D.Lgs. 28/2010 e dall'articolo 71-quater delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile.

A cosa serve la mediazione in condominio?

La mediazione in condominio è un procedimento stragiudiziale finalizzato alla risoluzione di una controversia attraverso l'intervento di un mediatore neutrale e imparziale. Il mediatore non decide la lite, ma aiuta le parti a comunicare, a comprendere le rispettive posizioni e a cercare un accordo amichevole e condiviso che soddisfi i loro interessi.

Nello specifico, la mediazione in condominio serve a:

Evitare o abbreviare i tempi e i costi di un processo giudiziario, che possono essere lunghi e onerosi.
Mantenere o ristabilire i rapporti tra condomini, spesso messi a dura prova da litigi. La mediazione favorisce un dialogo costruttivo e la ricerca di soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti.
Trovare soluzioni più creative e personalizzate rispetto a quelle che potrebbe imporre un giudice, che è vincolato all'applicazione della legge.

- Ridurre il carico di lavoro dei tribunali.
- Affrontare un'ampia gamma di problematiche condominiali, tra cui:
- Impugnazione di delibere assembleari.
- Questioni relative al regolamento condominiale.
- Ripartizione delle spese condominiali.
- Utilizzo delle parti comuni.
- Immissioni (rumori, odori, ecc.).
- Danni da infiltrazioni.
- Nomina e revoca dell'amministratore (anche se con alcune specificità).
- Modifiche e innovazioni.
- Tabelle millesimali.

In sintesi, la mediazione in condominio rappresenta un tentativo obbligatorio di risoluzione pacifica delle controversie, offrendo un'alternativa più rapida, economica e potenzialmente più soddisfacente per le parti rispetto al tradizionale contenzioso giudiziario

Intelligenza artificiale a supporto degli  amministratori di condominio, vuoi scoprire i vantaggi nell'utilizzare l'inte...
11/05/2025

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09/05/2025

IL CONDOMINO PUÒ SOSPENDERE IL PAGAMENTO DELLE QUOTE CONDOMINIALI ??

Il pagamento delle spese condominiali è un obbligo legale sancito dall'articolo 1118 del Codice Civile, che stabilisce che il condomino è tenuto a contribuire alle spese per la conservazione e il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza.

Ecco perché non si può smettere di pagare il condominio in caso di disaccordo con l'amministratore:

Obbligazione Indipendente: L'obbligo di pagare le quote condominiali è indipendente dal rapporto di fiducia o dal grado di soddisfazione nei confronti dell'amministratore. Le spese sono necessarie per il funzionamento e la manutenzione dell'edificio e dei servizi comuni.

Rischio di Azioni Legali: Il mancato pagamento delle quote condominiali, anche se motivato da un disaccordo con l'amministratore, costituisce un inadempimento che espone il condomino al rischio di azioni legali da parte del condominio.

L'amministratore, ai sensi dell'articolo 1129, comma 1, n. 10 del Codice Civile, è tenuto ad agire per la riscossione forzosa delle somme dovute. Questo può portare a decreti ingiuntivi e pignoramenti.

Danno al Condominio: Il mancato pagamento di anche una sola quota da parte di un condomino può creare difficoltà finanziarie al condominio, ritardando il pagamento dei fornitori e la manutenzione necessaria.

Strumenti Legali per Contestare l'Operato dell'Amministratore: La legge prevede specifici strumenti per contestare l'operato dell'amministratore qualora si ritenga che non stia agendo correttamente:

Richiesta di chiarimenti e documenti: Ogni condomino ha il diritto di chiedere all'amministratore chiarimenti sulla gestione e di visionare i documenti giustificativi delle spese (articolo 1130-bis del Codice Civile).

Impugnazione delle delibere assembleari: Se si ritiene che una delibera assembleare (che approva il bilancio o le decisioni dell'amministratore) sia contraria alla legge o al regolamento di condominio, è possibile impugnarla davanti all'autorità giudiziaria entro 30 giorni dalla data della delibera (per i presenti) o dalla data di ricezione del verbale (per gli assenti e i dissenzienti) ai sensi dell'articolo 1137 del Codice Civile.

Revoca dell'amministratore: Se si riscontrano gravi irregolarità nella gestione dell'amministratore, l'assemblea può decidere la sua revoca in qualsiasi momento, con le maggioranze previste dall'articolo 1136 del Codice Civile. In casi di gravi irregolarità, è anche possibile ricorrere all'autorità giudiziaria per la revoca (articolo 1129, comma 11 del Codice Civile).
Cosa fare in caso di disaccordo con l'amministratore:

Invece di sospendere il pagamento, la cosa corretta da fare è:

- Comunicare formalmente il proprio dissenso all'amministratore, specificando le ragioni della contestazione e richiedendo chiarimenti o azioni correttive.

- Partecipare attivamente alle assemblee condominiali per esprimere le proprie opinioni e votare sulle delibere.

- Se necessario, impugnare le delibere assembleari che si ritengono illegittime.

- Raccogliere il sostegno di altri condomini per discutere la situazione e, se opportuno, valutare la revoca dell'amministratore.

- Consultare un legale per valutare la propria posizione e le azioni più appropriate da intraprendere.

In sintesi, il disaccordo con l'amministratore non giustifica il mancato pagamento delle quote condominiali. La legge offre strumenti specifici per contestare la sua operato senza incorrere nelle conseguenze negative del mancato adempimento di un obbligo legale

08/05/2025

Wallbox in Condominio: Libero d'Agire o Bisogna Chiedere il Permesso all'Amministratore?!

L'onda verde della mobilità elettrica si infrange sulle dinamiche condominiali: installare la propria stazione di ricarica nel box è un diritto individuale o richiede l'ok del condominio? Un confine sottile tra autonomia privata e rispetto delle regole comuni.

Mentre le auto a zero emissioni conquistano le nostre strade, un interrogativo cruciale si insinua tra i proprietari di box auto condominiali: l'installazione di una wallbox, il "cuore pulsante" della ricarica domestica, è un atto di libera iniziativa o necessita del benestare dell'amministratore e, potenzialmente, dell'intera assemblea? La risposta, come spesso accade nel complesso universo condominiale italiano, è un "dipende" ricco di sfumature legali.

Autonomia nel proprio spazio, ma con discernimento

La legge, nello specifico l'articolo 1122 del Codice Civile, riconosce al condomino la facoltà di apportare modifiche all'interno della propria unità immobiliare, che include il box auto di proprietà esclusiva. Questa libertà, tuttavia, non è illimitata. L'intervento non deve in alcun modo compromettere la stabilità, la sicurezza dell'edificio o alterarne il decoro architettonico.

Tradotto in termini pratici, se l'installazione della wallbox si svolge interamente all'interno dei confini del box, con un collegamento diretto al contatore elettrico privato e senza alcun intervento sulle strutture o sugli impianti comuni, teoricamente non si dovrebbe necessitare di un permesso formale.

La "buona pratica" della comunicazione

Nonostante ciò, la comunicazione preventiva all'amministratore si configura come una mossa di buon senso e di rispetto per la convivenza condominiale. Informare l'amministratore permette di creare un clima di trasparenza e di prevenire eventuali malintesi o future contestazioni. Inoltre, l'amministratore potrebbe fornire utili indicazioni o segnalare eventuali peculiarità del condominio da tenere in considerazione.

Quando l'intervento sconfina nel "comune"

Il quadro normativo si complica nel momento in cui l'installazione della wallbox implica un'interferenza, anche minima, con le parti comuni dell'edificio. Questo può accadere se, ad esempio, è necessario far passare cavi attraverso muri condivisi, utilizzare condotti comuni o se l'intervento sull'impianto elettrico richiede modifiche che interessano anche le utenze generali.

In questi casi, si applica l'articolo 1102 del Codice Civile sull'uso della cosa comune, che impone di non impedirne l'uso agli altri condomini e di non alterarne la destinazione. Per interventi che modificano le parti comuni, è generalmente necessaria una delibera dell'assemblea condominiale, approvata con le maggioranze previste dall'articolo 1136 del Codice Civile.

Regolamento condominiale: un faro da consultare

Un'ulteriore fonte normativa da non sottovalutare è il regolamento condominiale. Pur non potendo, in linea generale, comprimere eccessivamente i diritti dei singoli proprietari, potrebbe contenere disposizioni specifiche relative alle modifiche all'interno dei box o all'installazione di particolari apparecchiature, soprattutto in un'ottica di sicurezza e tutela dell'impianto elettrico condominiale.

Conclusioni: un equilibrio tra diritto individuale e convivenza

Installare una wallbox nel proprio box auto in condominio è un'azione che si muove su un crinale sottile tra il diritto individuale di godere appieno della propria proprietà e la necessità di rispettare le regole e le dinamiche della convivenza condominiale. Se l'intervento rimane strettamente confinato alla sfera privata, la libertà d'azione è maggiore, seppur accompagnata dalla raccomandazione della comunicazione. Qualsiasi sconfinamento nelle parti comuni, invece, richiede un confronto e l'approvazione degli altri condomini. Prima di intraprendere qualsiasi lavoro, il consiglio più saggio è sempre quello di dialogare apertamente con l'amministratore per navigare al meglio le specificità del proprio contesto condominiale

06/05/2025

Cosa Fare per Installare Pannelli Solari in Condominio:

La procedura varia a seconda che l'installazione riguardi le parti comuni dell'edificio o una porzione di proprietà esclusiva (ad esempio, un lastrico solare di uso esclusivo o un balcone).

1. Installazione su Parti Comuni:

Proposta all'Assemblea: Il condomino o i condomini interessati devono presentare una proposta dettagliata all'assemblea condominiale. La proposta dovrebbe includere:

Un progetto tecnico con le specifiche dell'impianto (tipologia, dimensioni, potenza).

Un preventivo dei costi di installazione e manutenzione.

Una stima dei benefici economici e ambientali.

La modalità di ripartizione dei costi e dei benefici tra i condomini (se l'impianto è destinato a servire più unità).

Delibera Assembleare: L'assemblea condominiale dovrà deliberare sull'approvazione dell'installazione. Il quorum necessario per l'approvazione è stato oggetto di recenti modifiche legislative volte a semplificare tali interventi. Attualmente, ai sensi dell'articolo 1122-bis del Codice Civile (introdotto dalla Legge 220/2012, la riforma del condominio), per l'installazione di impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio delle parti comuni, è sufficiente la maggioranza dei presenti che rappresentino almeno un terzo del valore dell'edificio.

Ripartizione Costi e Benefici: La delibera assembleare dovrà definire chiaramente come verranno ripartiti i costi di installazione, manutenzione e i benefici derivanti dall'energia prodotta (ad esempio, sconto sulle bollette delle parti comuni o ripartizione proporzionale tra i condomini aderenti).

Comunicazioni e Permessi: Una volta approvata l'installazione, l'amministratore (o il condomino delegato) dovrà occuparsi delle necessarie comunicazioni agli enti competenti (ad esempio, Comune) e richiedere eventuali permessi o autorizzazioni previste dalla normativa urbanistica. In molti casi, per impianti di piccole-medie dimensioni, potrebbe essere sufficiente una Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA).

Realizzazione dei Lavori: I lavori dovranno essere eseguiti da ditte specializzate nel rispetto delle normative di sicurezza e delle specifiche tecniche del progetto.

Allaccio alla Rete (se necessario): Se l'energia prodotta in eccesso viene immessa nella rete elettrica, sarà necessario seguire le procedure previste dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l'allaccio e per usufruire di eventuali meccanismi di incentivazione (come lo Scambio sul Posto).

2. Installazione su Proprietà Esclusiva (Lastrico Solare Uso Esclusivo o Balcone):

Comunicazione all'Amministratore: Il condomino che intende installare pannelli solari sulla propria porzione di proprietà esclusiva (ad esempio, sul lastrico solare di sua pertinenza o sul balcone) è tenuto a darne comunicazione all'amministratore, indicando le modalità di installazione previste.

Rispetto dei Limiti (Articolo 1122 del Codice Civile): L'intervento non deve arrecare pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio. L'amministratore, o l'assemblea se ritenuto necessario, possono chiedere al condomino di fornire maggiori dettagli tecnici sull'intervento per valutare il rispetto di tali limiti.

Assenza di Opposizione (Articolo 1122-bis, comma 3 del Codice Civile): Secondo l'articolo 1122-bis, comma 3 del Codice Civile, l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità immobiliari sul lastrico solare, su qualsiasi altra superficie comune o sulle parti di proprietà individuale indicate al comma 1 dell'articolo 1122 è consentita anche modificando le parti comuni secondo le modalità previste dall'articolo 1102 del Codice Civile, per realizzare un impianto che non arrechi danni alle parti comuni o alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio. In tal caso, il condomino deve darne comunicazione all'amministratore prima dell'inizio dei lavori.

L'assemblea può prescrivere, con le maggioranze di cui al quinto comma dell'articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio. L'assemblea può, con le medesime maggioranze, subordinare l'esecuzione dell'intervento alla prestazione da parte dell'interessato di idonea garanzia per i danni eventuali.

Permessi: Anche in questo caso, a seconda delle dimensioni e delle modalità di installazione, potrebbero essere necessari permessi o comunicazioni al Comune.

Normativa di Riferimento Principale:

Codice Civile: In particolare gli articoli 1102 (uso della cosa comune), 1120 (innovazioni), 1122 (atti sulle parti di proprietà esclusiva), 1122-bis (impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili), 1135 (attribuzioni dell'assemblea dei condomini), 1136 (costituzione e validità delle assemblee e delle deliberazioni). La Legge 220/2012 ha introdotto e modificato articoli cruciali per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili in condominio, semplificando le procedure.

Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili): Questo decreto promuove l'uso delle fonti rinnovabili e contiene disposizioni relative alla loro integrazione negli edifici.

Normativa Urbanistica ed Edilizia Locale (Regolamenti Comunali): È fondamentale consultare i regolamenti edilizi del proprio Comune, in quanto possono prevedere specifiche procedure o limitazioni per l'installazione di impianti fotovoltaici.

Decreti Ministeriali e Circolari dell'Agenzia delle Entrate: Per quanto riguarda gli incentivi fiscali (come il Superbonus o le detrazioni per ristrutturazione edilizia), è necessario fare riferimento alle specifiche normative in vigore e alle relative interpretazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate.

Regole Tecniche del GSE (Gestore dei Servizi Energetici): Per l'allaccio alla rete e per l'accesso a meccanismi di incentivazione come lo Scambio sul Posto, è necessario seguire le regole e le procedure definite dal GSE.

Punti Chiave da Considerare:

Informarsi: Prima di avviare qualsiasi iniziativa, è fondamentale informarsi accuratamente sulla normativa vigente a livello nazionale e locale.

Dialogo: Promuovere il dialogo e la collaborazione con gli altri condomini è essenziale per trovare soluzioni condivise e superare eventuali resistenze.

Trasparenza: Presentare un progetto chiaro e dettagliato in assemblea, fornendo tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole.

Professionalità: Affidarsi a tecnici e installatori qualificati per la progettazione e la realizzazione dell'impianto, garantendo la sicurezza e la conformità normativa.

Benefici Condivisi: Esplorare la possibilità di realizzare impianti a servizio delle parti comuni per massimizzare i benefici per l'intero condominio.

In conclusione, l'installazione di pannelli solari in condominio è un'opportunità concreta per ridurre i costi energetici e contribuire alla sostenibilità ambientale. Con la giusta informazione e seguendo le procedure corrette, è possibile superare le complessità normative e realizzare un intervento vantaggioso per tutti i condomini.

Indirizzo

Viale Caduti Per La Resistenza 275
Rome

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