08/05/2026
L'altra sera, dopo cena, stavo scorrendo il telefono senza una meta precisa. Una di quelle sere in cui la testa ha solo bisogno di svuotarsi...
Ho ritrovato nella galleria una foto scattata qualche settimana fa, ad uno di quegli oggetti che incontro spesso nelle case in cui entro per lavoro: il mappamondo.
A volte è imponente, al centro di uno studio. Più spesso è in un angolo, quasi dimenticato, con uno strato sottile di polvere sopra.
Eppure ogni volta mi fermo. Ci passo sopra il dito, ritrovo i posti che conosco, quelli che ancora mi aspettano, quelli che esistono solo come sogno per ora.
𝗜 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗲 𝗺𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮.
Quando ne vedo uno, capisco che in quella casa abitava qualcuno con la testa altrove. Nel senso migliore.
Quella sera ho scoperto Bellerby & Co, un atelier di Londra che fa una cosa sola: realizza mappamondi artigianali, fatti a mano, personalizzabili, dal formato da scrivania fino ai grandi modelli da terra.
Peter Bellerby ha fondato l'azienda nel 2008 dopo aver cercato invano un mappamondo bello da regalare a suo padre per gli ottant'anni. Non trovandolo, ha deciso di costruirlo da solo. Da quel gesto (ostinato, romantico, un po' f***e forse) è nata una delle realtà più straordinarie del design artigianale contemporaneo.
Ogni pezzo viene realizzato nel loro studio nel nord di Londra da un piccolo team di cartografi, pittori, falegnami e artigiani. Nessun compromesso: dalle basi in legno e metallo alle mappe dipinte a mano, ogni globo è un'opera d'arte con cui si può interagire.
Non è un oggetto d'arredo. È un modo di abitare lo spazio... e la propria curiosità.
Nelle case che visito, cerco sempre quei dettagli che raccontano chi ci vive davvero. Un mappamondo è uno di quelli. Dice: questa persona guarda oltre.
Volevo condividerlo con voi.
Buon week end!
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