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 Appartamenti Parco Leonardo (Ponte Galeria) in un contesto completamente abitato e urbanizzato Orion Corporation SRL è ...
04/12/2013


Appartamenti Parco Leonardo (Ponte Galeria) in un contesto completamente abitato e urbanizzato Orion Corporation SRL è in procinto di realizzazione un comprensorio composto da eleganti appartamenti in palazzine in cortina di soli tre piani.

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Roma Appartamenti Parco Leonardo (Ponte Galeria) in un contesto completamente abitato e urbanizzato Orion Corporation SRL è in procinto di realizzazione un c...

04/12/2013

FONTANE di ROMA
Fontana di Trevi
« Di tutto quanto c'è in Roma la fontana [di Trevi] è certamente l'attrazione più forte. »
(John H. Secondari)
La Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note fontane di Roma; è considerata una delle più celebri fontane del mondo.
La fontana, progettata da Nicola Salvi e adagiata su un lato di Palazzo Poli, è stata inaugurata nel 1735 e appartiene al tardo barocco.
Storia
La storia della fontana è strettamente collegata a quella della costruzione dell'acquedotto Vergine, che risale ai tempi dell'imperatore Augusto, quando Marco Vespasiano Agrippa fece arrivare l'acqua corrente fino al Pantheon ed alle sue terme.
Benché compromesso e assai ridotto nella portata dall'assedio dei Goti di Vitige nel 537, l'acquedotto dell'acqua Vergine rimase in uso per tutto il medioevo, con restauri attestati già nell’VIII secolo, poi ancora dal Comune nel XII secolo, in occasione dei quali si provvide anche ad allacciare il condotto ad altre fonti più vicine alla città, poste in una località allora chiamata “Trebium”, che potrebbe essere all’origine del nome. Il condotto dell’Acqua Vergine è il più antico acquedotto di Roma tuttora funzionante, e l’unico che non ha mai smesso di fornire acqua alla città dall’epoca di Augusto.
Il punto terminale dell’”Aqua Virgo” si trovava sul lato orientale del Quirinale, nei pressi di un trivio (“Treio”, nella lingua dell’epoca: altra ipotesi, abbastanza accreditata, sull’origine del nome). Al centro dell’incrocio venne realizzata una fontana con tre bocche che riversavano acqua in tre distinte vasche affiancate; risale al 1410 la prima documentazione grafica della “Fontana del Treio” (o “di Trevi”), così rappresentata. Poco tempo dopo, nel 1453, su incarico di papa Niccolò V, Leon Battista Alberti sostituì le tre vasche con un unico lungo bacino rettangolare, appoggiandolo ad una parete bugnata e merlata e restaurando i tre mascheroni da cui fuoriusciva l’acqua. Sulla parete fu apposta una lapide a memoria dell’intervento:
(LA)
« NICOLAVS V. PONT. MAX.
POST ILLVSTRATAM INSI-
GNIBVS MONUMEN. VRBEM
DVCTVM AQVAE VIRGINIS
VETVST. COLLAP. REST. 1453 »

(IT)
« Nicolò V Pontefice Massimo, dopo aver abbellito con insigni monumenti la città, restaurò il condotto dell’Acqua Vergine dall’antico stato di abbandono nel 1453. »
Dopo vari interventi di scarso rilievo, un altro importante restauro di tutto l’acquedotto fu compiuto nel 1570 ad opera di papa Pio V; in quell’occasione furono anche riallacciate le sorgenti originarie.

04/12/2013

Si svolge al Palazzo dei Congressi dell’EUR, da giovedì 5 a domenica 8 dicembre, la dodicesima edizione di “Più libri più liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, promossa e organizzata dall'Associazione Italiana Editori.
http://bit.ly/1ghpqAf

04/12/2013

Toshiko Horiuchi MacAdam è l'artista selezionata per la nuova edizione di Enel Contemporanea, al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma. Ecco qui una prima gallery della grande installazione tessile "Harmonic Motion/Rete dei draghi", realizzata a mano, che si trasforma in un playground che intreccia arte e gioco, tradizione e modernità, e con il quale tutto il pubblico può interagire

02/12/2013

"LelioSwing 50 anni di storia italiana": fino al 2 febbraio presso i Mercati di Traiano.

“Della musica black mi piaceva tutto: ritmo, armonia, ma soprattutto mi piaceva lo swing, a cui mi rifacevo e mi rifaccio ancora adesso, se devo fare qualcosa” (Lelio Luttazzi)

http://bit.ly/1gn8Hy6

02/12/2013

Personaggi dell'arte a Roma
Fontana del Moro
(1653-1654)
piazza Navona
La Fontana del Moro, posta nella zona meridionale di Piazza Navona, deve il suo nome al gruppo scultoreo della vasca rappresentante un etiope in lotta con un delfino.
L'opera, scolpita su disegno di Bernini nel 1654 d.C. da Giovanni Antonio Mari e che nella realtà raffigurerebbe un tritone, fu espressamente richiesta dalla cognata di Innocenzo X, Olimpia Maidalchini per dare ideale completamento al bacino polilobato di Giacomo della Porta, fatto posare nella piazza dal Pontefice Gregorio XIII già nel 1576.
La maggior parte del corredo scultoreo, a partire dai tritoni e dalle maschere che ornano il bacino, sono delle copie degli originali oggi posti in alcune fontane del giardino di Villa Borghese. Mentre per i primi si deve pensare ad un opera originale realizzata nel tardo ‘500 da artisti quali Meschino, Taddeo Landini, Silla Longhi, Egidio della Rivera, la cui sottrazione ha reso necessario l'opera di integrazione affidata nel 1874 a Luigi Amici, per il gruppo delle maschere è bene ricordare come nella realtà Giacomo della Porta le avesse scolpite inizialmente per la Fontana in Piazza del Popolo e solo nel 1823 il Valadier le avesse poste nella Fontana del Moro.
La piscina che ripete circondandola la forma della vasca, infine, rappresenta un particolare di scarsa importanza architettonica ma sufficientemente significativo nell'aneddotica della storia dell'arte: sembra, infatti, che il progetto si possa attribuire al Bernini, il quale tuttavia avrebbe preso spunto da un'idea del suo più acerrimo collega e rivale: il Borromini.

02/12/2013

FONTANE di ROMA
Fontana della Terrina
(La fontana della Terrina, nella sua attuale collocazione)
La fontana della Terrina (ma il nome le fu attribuito solo diversi anni dopo l’edificazione) è una fontana romana posta attualmente in piazza della Chiesa Nuova nel rione Parione. La fontana, fino al 1899, si trovava al centro di piazza Campo de' Fiori, dove oggi c'è il monumento a Giordano Bruno di Ettore Ferrari. Rimasta nei magazzini comunali per un quarto di secolo, nel 1924 fu ricollocata nella sede attuale.
Storia
Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane. Dopo alcune importanti fontane, su incarico di papa Gregorio XIII (che però morì prima di vederla realizzata) Giacomo Della Porta progettò e realizzò per ultima, nel 1590 anche quella di piazza Campo de' Fiori.
Consisteva in una vasca ovale esterna posta, a causa della bassa pressione dell’acqua, sotto il livello stradale (cui si accedeva attraverso due rampe di quattro gradini) contenente un’altra elegante vasca di forma ovale in marmo bianco, dal profilo bombato e con il bordo svasato, sui cui lati erano scolpite due maniglie ad anello e una rosa centrale. L’acqua era gettata nella vasca esterna da quattro delfini in bronzo posti sui bordi della vasca più interna, quegli stessi delfini che un paio d’anni prima erano stati realizzati per la fontana di piazza Mattei (poi chiamata “delle Tartarughe”) e mai posti in opera.
Già allora, come anche oggi, piazza Campo de' Fiori era sede di un popolare mercato, soprattutto di verdura e fiori (da cui il toponimo) e, nonostante gli editti, le proibizioni, le sanzioni e le punizioni anche corporali, si continuava a gettare rifiuti e avanzi del mercato all’interno della fontana, utilizzandola come fosse una pattumiera. Solo nel 1622 si riuscì a porre termine allo scempio con un provvedimento indubbiamente originale: si asportarono i delfini (che, da allora, andarono perduti) e si pose sulla vasca interna un coperchio in travertino, a cupola, con un grosso “pomello” centrale, che fece assumere all’intera fontana l’aspetto di una gigantesca “zuppiera” (una “terrina”, appunto). La fuoriuscita dell’acqua venne assicurata traforando il centro delle rose poste sui lati della vasca.
Lo sconosciuto scultore autore del coperchio pose, alla base del pomello, un’iscrizione circolare: “AMA DIO E NON FALLIRE. FA DEL BENE E LASSA DIRE. MDCXXII”.
Nel 1899 la fontana venne asportata per lasciare posto al monumento a Giordano Bruno, e rimase alcuni anni in un magazzino comunale. Nel 1924 si pensò di dotare di nuovo la piazza della sua fontana, ma per motivi sconosciuti si preferì porre una copia, anziché quella originale, senza coperchio, che venne posizionata al centro del lato settentrionale della piazza. La “terrina” originale venne recuperata dai magazzini e posizionata dove si trova tuttora, di fronte alla Chiesa Nuova, inserita in una sorta di piscina quadrata più bassa del livello stradale, anche qui a causa della limitata pressione dell’acqua.

28/11/2013

Orion Corporation rappresenta molteplici aziende del nostro gruppo familiare, tutte accomunate dalla garanzia di un rapporto diretto tra acquirente e costruttore senza ulteriori intermediazioni commerciali, offrendo serietà e trasparenza.

27/11/2013

Ponti di Roma
Ponti moderni sul Tevere
Ponte Pietro Nenni
Costruito nel 1971-1972 dall'architetto Luigi Moretti, è utilizzato dalla metropolitana (linea A), ma ha anche due percorsi carrabili che costeggiano quello ferroviario. Ha tre arcate in cemento armato. Noto per lungo tempo come "ponte della metropolitana"; inizialmente si era pensato di intitolarlo ad Antonio Varisco, fu poi dedicato allo statista scomparso Pietro Nenni proprio nell'anno dell'inaugurazione (1980).
Ponte Pietro Nenni, noto anche come ponte della Metropolitana, è un ponte che collega il lungotevere Arnaldo da Brescia al lungotevere Michelangelo, a Roma, nel rione Prati e nel quartiere Flaminio.
Descrizione
Progettato dall'architetto Luigi Moretti e dall'ingegnere Silvano Zorzi, fu costruito tra il 1969 e il 1972 e inaugurato nel 1980; fu dedicato a Pietro Nenni, leader socialista morto qualche tempo prima dell'inaugurazione del ponte. È utilizzato dai convogli della Linea A della metropolitana di Roma: per tale motivo è chiamato anche ponte della Metropolitana. Il tracciato della linea metropolitana emerge in superficie da via Cesare Beccaria all'altezza di viale Giulio Cesare.
Presenta tre campate in cemento armato ed è lungo circa 121 metri.

27/11/2013

venne considerato dai suoi contemporanei un nuovo . Volete sapere il perché?
Vi aspettiamo il 27 novembre ai Musei Capitolini per scoprirlo con Domenico Laurenza nell'ambito de “I mercoledì di Archimede. Storie di scienza antica".
Info e prenotazioni: http://bit.ly/1fFOF1O

27/11/2013

► "Ritratto di quartiere. Dallo stabilimento Birra Peroni al MACRO" è un progetto che, nell’ambito di FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma, intende ricostruire la memoria e la storia dell'area urbana dove sorge il MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, attraverso fotografie private.

Puoi contribuire anche tu al progetto, leggi qui per sapere come fare: http://bit.ly/18loGdQ

Indirizzo

Via Tuscolana, 156
Rome
00133

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