09/06/2022
Questo l'articolo che il 27 maggio 2022 ho scritto per il sole24ore. Purtroppo, come volevasi dimostrare, i poteri forti non hanno gradito! mi adeguo e come al solito digerisco.
"....L’Amministratore di condominio tra Bonus 110% ed Evoluzione. Occasione persa?
Al giorno d’oggi la figura dell’amministratore di condominio si trova a dover gestire una serie di attività fiscali che nella maggior parte dei casi esorbitano le sue competenze. A causa di questo motivo è sempre più preponderante la necessità di formazione di un certo livello, e sono in molti i professionisti che frequentano corsi di formazione al fine di fronteggiare le sempre più pressanti esigenze di cui i condomini necessitano.
Professionalità, formazione continua e approfondimento costante sono le caratteristiche principali che deve avere un amministratore di condominio, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della legge n.220/2021 e con l’introduzione nel 2019 della fatturazione elettronica.
Innovazione a cui gli amministratori di condominio non hanno potuto sottrarsi, adeguandosi alle novità introdotte, supportati dai loro software gestionali, anche con qualche difficoltà. Chi ha avuto la competenza, il coraggio e la voglia di aggiornarsi, rimanendo al passo, anche approfittando del lockdown, oggi sta raccogliendo i frutti degli enormi sforzi fatti per rispondere al meglio alle nuove richieste normative poste in capo alla figura dell’amministratore di condominio.
A seguito dell’introduzione del Superbonus 110%, un ulteriore adempimento fiscale e normativo è entrato nello studio di amministrazione. Il professionista ha dovuto far fronte alle numerose richieste di convocazione d’assemblea, le quali non erano possibili svolgere in presenza, visto il divieto di assembramento emanato dal governo nel periodo pandemico.
Dover illustrare un “Bonus” che, nella sua evoluzione, ha più volte cambiato forma, rimescolando più volte le carte in tavola, non è stato assolutamente facile. Probabilmente, molti amministratori non sono stati in grado di illustrare correttamente questo incentivo statale, dove sicuramente il caos mediatico, ha creato nei condòmini non poche preoccupazioni e perplessità nei confronti del superbonus, portando ad una situazione di stallo generale.
In Italia, i condomini che sono riusciti a partire con l’attività di rinnovamento e di risparmio energetico risultano essere una percentuale bassissima.
In un periodo storico-culturale importante come questo, è venuto meno il riconoscimento professionale della figura dell’amministratore di condominio. Infatti, proprio il decreto relativo al superbonus 110% non considera come credito fiscale, il compenso dell’amministratore, non ritenendolo figura fondamentale per l’attuazione del superbonus stesso.
Proprio questa “discriminazione” ha permesso di percepire, ai meno informati in materia condominiale, che tale figura professionale non avesse alcuna attività da svolgere, denigrandone ancora di più l’immagine.
Un ulteriore occasione persa da parte del legislatore, che avrebbe potuto instillare finalmente nella cultura del condominio, la figura professionale dell’amministratore, in capo al quale sono state poste aspettative e responsabilità.
Ne è conseguito che i condomini che non hanno approvato il superbonus, anche solamente per non riconoscere un compenso all’amministratore per la gestione dell’intervento e di tutto l’iter burocratico, tralasciando di fatto la vera necessità dell’attività: migliorare il comfort abitativo del proprio stabile.
Senza dimenticare che la normativa fiscale ha dettato regole impositive e farraginose, complesse ed in continua evoluzione e/o modifica, che, per la loro difficile applicazione, hanno di fatto impedito il decollo dell’attività di rinnovamento degli stabili condominiali.
Infine, il contesto politico ed energetico mondiale, dove con l’avvento della guerra in Ucraina, ci vede, come paese a dover autoprodurre energia rispettando normative europee. Proprio in un contesto come questo, il superbonus avrebbe contribuito in parte all’attuazione di tale richiesta. Senza dimenticare che non è possibile esimerci alle domande e le perplessità più frequenti dei condòmini. Una situazione generale dove vige la confusione porta sicuramente ad una situazione di stallo, ciò che di fatto sta accadendo oggi, anche grazie all’ultimo problema, in senso temporale, dei crediti fiscali che non si riescono a “monetizzare”, rendendo così il rinnovamento energetico degli edifici italiani tanto pubblicizzato ed elogiato dal governo, una utopia.
di Daniele Fanelli...."